Salta al contenuto
recaplica

    Un attimo: controllo di sicurezza

    Cloudflare vuole assicurarsi che tu non sia un robot. Spunta la casella qui sotto e la ricerca riparte da sola.

    EN
    recaplica Geometria euclidea: postulati, assiomi e teoremi degli Elementi
    © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati
    Home › Scienza

    Geometria euclidea: postulati, assiomi e teoremi degli Elementi

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 18 settembre 2026

    Cosa stampare

    Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina.

    Slide

    Scegli il taglio

    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Tutte e due hanno le note del relatore.

    Canale Telegram
    recaplica Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.
    In 30 secondi Punti chiave Numeri Approfondimento Presentazione Falsi miti Mappa concettuale Quiz Flashcards FAQ

    In 30 secondi lettura lampo

    La geometria euclidea è il sistema che Euclide costruì ad Alessandria d'Egitto, verso il 300 a.C., nei tredici libri degli Elementi. Parte da poche verità dichiarate all'inizio — cinque postulati e cinque nozioni comuni, che si chiamano anche assiomi — e da lì deriva ogni teorema con dimostrazioni rigorose, senza appoggiarsi all'osservazione diretta. Per oltre venti secoli è rimasta il modello di riferimento di ogni geometria, finché nell'Ottocento la messa in discussione del quinto postulato ha aperto la strada a sistemi alternativi, le geometrie non euclidee. Di Euclide stesso si sa pochissimo: nemmeno le date di nascita e morte sono certe.

    Punti Chiave

    • Gli Elementi di Euclide sono un'opera in 13 libri, scritta ad Alessandria d'Egitto verso il 300 a.C., sotto il regno di Tolomeo I.
    • Il Libro I si apre con 23 definizioni, 5 postulati (assunzioni sulle costruzioni geometriche) e 5 nozioni comuni, che Treccani chiama anche assiomi.
    • Il quinto postulato riguarda le rette parallele: per un punto esterno a una retta data passa una sola parallela a quella retta.
    • Con questo metodo Euclide dimostra teoremi come quello di Pitagora (Libro I, proposizioni 46-48) e quello di Talete sull'angolo nel semicerchio (Libro III, proposizione 31).
    • Le geometrie non euclidee sono nate nell'Ottocento, quando Lobachevsky e Bolyai costruirono un sistema coerente a partire da un quinto postulato diverso da quello di Euclide.
    • Le notizie biografiche certe su Euclide sono scarsissime: alcuni storici ne hanno perfino messo in dubbio l'esistenza come singola persona.

    I numeri chiave

    • 13 i libri che compongono gli Elementi di Euclide, scritti verso il 300 a.C. ad Alessandria d'Egitto Fonte: MacTutor History of Mathematics, Wikipedia
    • 5 i postulati e altrettante le nozioni comuni che aprono il Libro I degli Elementi, insieme a 23 definizioni Fonte: Treccani, Enciclopedia della Matematica

    L'Approfondimento

    Euclide lavorò ad Alessandria d’Egitto, il centro intellettuale del mondo ellenistico sotto il regno di Tolomeo I, che salì al trono verso il 305 a.C. La città ospitava il Museo, insieme accademia e centro di ricerca, con annessa una biblioteca che arrivò a contenere oltre 500.000 rotoli di papiro. Le fonti antiche collocano Euclide in quel periodo: Proclo, che scrisse verso il 450 d.C., riferisce che visse “al tempo del primo Tolomeo” ed era più giovane della cerchia di Platone ma più anziano di Eratostene e Archimede. È una testimonianza tarda di alcuni secoli, non una biografia diretta, e sulla vita di Euclide restano pochissime notizie certe: alcuni storici hanno perfino dubitato che dietro il nome ci fosse un solo individuo. Oltre agli Elementi, la tradizione gli attribuisce opere su coniche, statica, musica, ottica e astronomia, non tutte giunte fino a noi.

    La struttura degli Elementi

    Gli Elementi sono un’opera in 13 libri. I libri da 1 a 6 trattano la geometria piana, i libri 7-9 la teoria dei numeri, il libro 10 i numeri irrazionali, gli ultimi tre (11-13) la geometria dei solidi, con poliedri e proprietà dello spazio tridimensionale. Per oltre venti secoli quest’opera ha rappresentato il modello di riferimento di ogni geometria possibile, fino alla nascita delle geometrie non euclidee nei primi decenni dell’Ottocento.

    Il Libro I, quello che pone le fondamenta di tutto il resto, si apre con 23 definizioni degli oggetti geometrici di base — il punto, la retta, il piano, l’angolo — e prosegue con cinque postulati e cinque nozioni comuni. Qui la terminologia italiana va usata con attenzione: Treccani chiama “assiomi” proprio le nozioni comuni, cioè verità generali come “il tutto è maggiore della parte”, valide anche fuori dalla geometria; i “postulati” restano invece le cinque assunzioni specifiche sulle costruzioni geometriche, come “dati due punti, si può tracciare la retta che li congiunge”. I due termini non sono intercambiabili, anche se nell’uso comune capita di sentirli confusi.

    I primi tre postulati riguardano costruzioni: tracciare una linea retta tra due punti, prolungare un segmento indefinitamente, descrivere un cerchio dato un centro e un raggio. Il quarto stabilisce che tutti gli angoli retti sono uguali tra loro.

    Il quinto postulato è quello che ha fatto più strada nella storia della matematica, ed è anche quello con il fraseggio più macchinoso. Nella traduzione italiana riportata da Treccani: “se una retta venendo a cadere su due rette forma gli angoli interni e dalla stessa parte minori di due retti, le due rette prolungate illimitatamente verranno a incontrarsi da quella parte.” In pratica: per un punto esterno a una retta data passa una sola retta parallela a quella retta. Per questo si chiama anche “assioma della parallela”, anche se — per la terminologia vista sopra — è a tutti gli effetti un postulato.

    Come si dimostra un teorema con questo metodo

    Dal Libro I in poi, ogni proposizione si costruisce sulle precedenti, risalendo sempre alle stesse premesse di partenza. È lo stesso impianto ipotetico-deduttivo che si ritrova, con simboli diversi, nell’algebra: anche lì si parte da regole dichiarate e si procede per passaggi controllati, invece di verificare un risultato caso per caso.

    Esempio pratico: il teorema di Pitagora è dimostrato nelle proposizioni 46-48 del Libro I. La proposizione 46 costruisce il quadrato su un lato di un triangolo rettangolo, la 47 dimostra l’enunciato diretto (il quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti), la 48 ne dimostra l’inverso. Tutta la catena di ragionamento risale, passo dopo passo, ai cinque postulati e alle cinque nozioni comuni iniziali.

    Un secondo esempio è il teorema di Talete sull’angolo inscritto in un semicerchio, dimostrato nella proposizione 31 del Libro III: un angolo che ha il vertice su una circonferenza e i lati che passano per gli estremi di un diametro è sempre un angolo retto. Anche questo risultato, che si ripassa spesso insieme alla probabilità e alla statistica, si ricava dalle stesse premesse del Libro I, senza bisogno di misurare nulla con uno strumento.

    I libri 7-9 degli Elementi, dedicati alla teoria dei numeri, mostrano che lo stesso metodo dimostrativo di Euclide non si ferma alla geometria: alcuni dei risultati su divisibilità e numeri primi anticipano questioni che poi l’aritmetica e, molti secoli dopo, l’analisi matematica riprenderanno con strumenti diversi.

    Il quinto postulato e la nascita della geometria non euclidea

    Per secoli il quinto postulato ha avuto una reputazione particolare: meno immediato degli altri quattro, al punto che più di un matematico ha provato a dimostrarlo come conseguenza dei primi quattro, invece di accettarlo come premessa indipendente. Nel Seicento John Wallis tentò di derivarlo dall’assunzione che esistano poligoni di grandezza diversa ma della stessa forma — un’assunzione che, si scoprì poi, richiedeva a sua volta una dimostrazione, perché era di fatto equivalente al postulato che doveva provare. Nel Settecento Girolamo Saccheri tentò una dimostrazione per assurdo, facendo discendere una lunga serie di proposizioni dalla negazione del postulato fino a raggiungerne una che dichiarò contraria “alla natura della retta”; ma quella nozione di “natura della retta” era essa stessa radicata nella geometria euclidea, e la sua conclusione presupponeva ciò che avrebbe dovuto dimostrare.

    La svolta arrivò negli anni 1820, quando Nikolai Lobachevsky e János Bolyai affrontarono la questione in un modo radicalmente diverso: invece di provare a dimostrare il quinto postulato, lo negarono e costruirono un sistema geometrico coerente su quella negazione. Lobachevsky chiamò il suo sistema geometria “immaginaria”; Bolyai isolò il postulato dal resto della costruzione euclidea, chiamando “geometria assoluta” ciò che restava. Carl Friedrich Gauss lavorava sullo stesso problema fin dalla fine degli anni 1790, ma si astenne dal pubblicare per timore delle reazioni. Poiché Lobachevsky fu il primo a pubblicare, il sistema basato sulla geometria assoluta più la negazione del postulato di Euclide prende il nome di geometria lobachevskiana.

    Da questa scoperta nasce quella che si chiama geometria non euclidea, un campo distinto che ha il proprio spazio di approfondimento; qui interessa soprattutto il punto di metodo: il quinto postulato non è né più né meno arbitrario degli altri quattro, ed è la scelta di trattarlo come premessa indipendente a definire la geometria euclidea. Chi studia la struttura di uno spazio in modo più generale, includendo anche più dimensioni, incontra presto concetti che l’algebra lineare formalizza con vettori e matrici invece che con riga e compasso.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Geometria euclidea: Geometria euclideaSlide 2 della presentazione su Geometria euclidea: Tutta la geometria nasce da cinque assunzioni di partenzaSlide 3 della presentazione su Geometria euclidea: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Geometria euclidea: Capitolo 01: Gli ElementiSlide 5 della presentazione su Geometria euclidea: L'opera in numeriSlide 6 della presentazione su Geometria euclidea: Chi era EuclideSlide 7 della presentazione su Geometria euclidea: Capitolo 02: Postulati e nozioni comuniSlide 8 della presentazione su Geometria euclidea: Definizioni · Postulati · Nozioni comuniSlide 9 della presentazione su Geometria euclidea: Capitolo 03: Il quinto postulatoSlide 10 della presentazione su Geometria euclidea: Due secoli di tentativiSlide 11 della presentazione su Geometria euclidea: Il quinto postulato resistette due secoli di tentativi di dimostrazioneSlide 12 della presentazione su Geometria euclidea: Capitolo 04: Teoremi dimostratiSlide 13 della presentazione su Geometria euclidea: Due teoremi, un solo metodoSlide 14 della presentazione su Geometria euclidea: Cosa dice il quinto postulato di Euclide?Slide 15 della presentazione su Geometria euclidea: Il prossimo passo
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Gli Elementi di Euclide parlano solo di geometria piana.

      ✓ Realtà In realtà l'opera tratta anche i numeri: i libri VII-IX sono dedicati alla teoria dei numeri, il libro X ai numeri irrazionali, e solo gli ultimi tre libri (XI-XIII) affrontano la geometria dello spazio. Il nome "geometria euclidea" indica il metodo dimostrativo di Euclide, non un singolo argomento.

    • ✗ Mito Il quinto postulato di Euclide è una regola così ovvia da potersi dedurre dagli altri quattro.

      ✓ Realtà Per oltre due secoli matematici come John Wallis nel Seicento e Girolamo Saccheri nel Settecento hanno provato a derivarlo dagli altri quattro senza riuscirci: le loro dimostrazioni si appoggiavano, senza saperlo, ad assunzioni equivalenti al postulato stesso. Solo negli anni 1820 Nikolai Lobachevsky e János Bolyai, con Carl Friedrich Gauss che lavorava sullo stesso problema senza pubblicare, hanno capito che negandolo si ottiene un sistema geometrico ugualmente coerente: è nata così la geometria non euclidea.

    Mappa concettuale

    Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.

    Personalizza
    Mappa concettuale: Geometria euclidea: postulati, assiomi e teoremi degli Elementi
    • Geometria euclidea
      • Gli Elementi
        • Struttura dell'opera 13 libri, dalla geometria piana ai numeri irrazionali fino alla geometria dello spazio
        • Contesto storico Alessandria d'Egitto, verso il 300 a.C., sotto Tolomeo I
      • Postulati e nozioni comuni
        • 5 postulati assunzioni specifiche sulle costruzioni geometriche
        • 5 nozioni comuni chiamate anche assiomi, verità generali oltre la geometria
      • Il quinto postulato
        • L'enunciato una sola parallela per un punto esterno a una retta
        • I tentativi di dimostrazione da Wallis a Saccheri, senza successo
        • La geometria non euclidea nata dal lavoro di Lobachevsky e Bolyai negli anni 1820
      • Teoremi dimostrati
        • Teorema di Pitagora Libro I, proposizioni 46-48
        • Teorema di Talete Libro III, proposizione 31

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In quanti libri sono divisi gli Elementi di Euclide?

    Gli Elementi sono un'opera in 13 libri: i libri 1-6 trattano la geometria piana, i libri 7-9 la teoria dei numeri, il libro 10 i numeri irrazionali e gli ultimi tre la geometria dello spazio.

    2 Che cosa afferma il quinto postulato di Euclide?

    Il quinto postulato riguarda le rette parallele: se una retta interseca altre due rette formando dalla stessa parte angoli interni la cui somma è minore di due angoli retti, quelle due rette, prolungate, si incontrano da quella parte.

    3 Come chiama Treccani le cinque affermazioni generali del tipo "il tutto è maggiore della parte", distinte dai cinque postulati specifici di geometria?

    Treccani chiama "assiomi" le cinque nozioni comuni, verità generali valide oltre la geometria, e riserva il termine "postulati" alle cinque assunzioni specifiche sulle costruzioni geometriche.

    4 Quale teorema dimostra Euclide nelle proposizioni 46-48 del Libro I?

    Le proposizioni 46-48 del Libro I costruiscono il quadrato sui lati di un triangolo rettangolo e dimostrano il teorema di Pitagora, sia nell'enunciato diretto sia nell'inverso.

    5 Vero o falso: nell'Ottocento la geometria non euclidea nacque dimostrando che il quinto postulato di Euclide era falso.

    Non fu dimostrato falso: Lobachevsky e Bolyai costruirono sistemi geometrici coerenti negando il quinto postulato, mostrando che accanto alla geometria di Euclide esistono geometrie altrettanto valide che partono da un'assunzione diversa sulle parallele.

    Risposte: 1-B · 2-B · 3-B · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 7

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    La geometria euclidea è il sistema che Euclide costruì ad Alessandria d'Egitto, verso il 300 a.C., nei tredici libri degli Elementi. Parte da poche verità dichiarate all'inizio — cinque postulati e cinque nozioni comuni, che si chiamano anche assiomi — e da lì deriva ogni teorema con dimostrazioni rigorose, senza appoggiarsi all'osservazione diretta. Per oltre venti secoli è rimasta il modello di riferimento di ogni geometria, finché nell'Ottocento la messa in discussione del quinto postulato ha aperto la strada a sistemi alternativi, le geometrie non euclidee. Di Euclide stesso si sa pochissimo: nemmeno le date di nascita e morte sono certe.

    Domande e risposte

    Qual è il quinto postulato di Euclide?

    Nella traduzione italiana riportata da Treccani: se una retta cade su due rette formando dalla stessa parte angoli interni la cui somma è minore di due angoli retti, le due rette, prolungate indefinitamente, si incontrano da quella parte. In pratica, per un punto esterno a una retta data passa una sola parallela a quella retta: per questo si chiama anche "assioma della parallela".

    Che differenza c'è tra postulati e assiomi negli Elementi?

    Secondo Treccani gli assiomi (le cinque nozioni comuni) sono verità generali, come "il tutto è maggiore della parte", valide anche fuori dalla geometria; i postulati sono le cinque assunzioni specifiche sulle costruzioni geometriche, come "dati due punti si può tracciare la retta che li congiunge".

    Che cos'è la geometria non euclidea?

    È l'insieme dei sistemi geometrici coerenti che partono da un quinto postulato diverso da quello di Euclide: nacquero negli anni 1820 con Lobachevsky e Bolyai. Restano concetti distinti dalla geometria euclidea descritta in questo Recap.

    Chi era Euclide e quando visse?

    Fu un matematico attivo ad Alessandria d'Egitto, il centro intellettuale del mondo ellenistico sotto Tolomeo I. Le fonti antiche, in particolare la testimonianza di Proclo scritta verso il 450 d.C., lo collocano nel tempo del regno di Tolomeo I, cioè verso il 300 a.C.; sulla sua vita, però, si sa pochissimo.

    Quali teoremi si dimostrano con la geometria euclidea?

    Gli esempi più noti sono il teorema di Pitagora, dimostrato nelle proposizioni 46-48 del Libro I, e il teorema di Talete sull'angolo inscritto in un semicerchio, dimostrato nella proposizione 31 del Libro III.

    Fonti consultate

    • MacTutor History of Mathematics — Euclid of Alexandria
    • Wikipedia (EN) — Euclid's Elements
    • Stanford Encyclopedia of Philosophy — Nineteenth Century Geometry
    • Treccani, Enciclopedia della Matematica — Geometria euclidea

    Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.

    Ogni sera, i nuovi Recap del giorno sul canale Telegram. Iscriviti al canale →

    Continua a imparare

    • Scienza Carico cognitivo, cos'è secondo la teoria di Sweller Il carico cognitivo è la quantità di risorse della memoria di lavoro che un compito impegna mentre si impara qualcosa di nuovo. Lo psicologo John Sweller lo descrive per la prima volta nel 1988, partendo dallo studio della risoluzione di problemi: una strategia troppo articolata lascia poco spazio per costruire schemi mentali stabili. La letteratura successiva distingue tre tipi di carico, intrinseco, estraneo e pertinente, anche se una parte dei ricercatori considera il terzo indistinguibile dal primo. Ridurre il carico estraneo, con esempi svolti o materiali meno ridondanti, lascia più margine mentale per imparare davvero. Leggi il Recap →
    • Scienza Cognitivismo: la mente come elaboratore di informazioni Il cognitivismo è il paradigma della psicologia che descrive la mente come un sistema che elabora informazioni, tra percezione, memoria, ragionamento e linguaggio. Nasce intorno al 1956, quando il comportamentismo di Watson e Skinner dominava ancora la scena accademica e riduceva la psicologia allo studio di stimoli e risposte osservabili. Nello stesso anno George Miller mostra i limiti della memoria a breve termine, mentre Chomsky, McCarthy, Minsky, Newell e Simon pongono le basi della scienza cognitiva. Donald Broadbent nel 1958 e Ulric Neisser nel 1967, il cui libro mette in uso comune l'espressione psicologia cognitiva, completano il quadro dei suoi protagonisti. Leggi il Recap →
    • Scienza Comportamentismo: cosa sostiene e da dove nasce Il comportamentismo è la corrente della psicologia che studia solo il comportamento osservabile, non i pensieri o le emozioni che restano nascosti dentro la mente. Nasce nel 1913, quando lo psicologo statunitense John B. Watson pubblica un saggio che chiede alla psicologia di diventare una scienza sperimentale, senza affidarsi all'introspezione. Dopo di lui, Ivan Pavlov studia i riflessi condizionati e Edward Thorndike l'apprendimento per prove ed errori; Burrhus Skinner porta le idee al punto più estremo con il comportamentismo radicale. Il filo comune è lo schema stimolo-risposta: un comportamento si spiega guardando cosa lo precede e cosa lo segue, non indovinando cosa succede nella testa di chi lo compie. Leggi il Recap →

    recaplica

    Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.

    I Recap Mappe concettuali Chiedi un Recap Canale Telegram Crea una mappa concettuale Il metodo Chi siamo Privacy e cookie Note legali e condizioni d'uso

    © 2026 Recaplica · Un progetto di Curi S.r.l. — P. IVA 05472000750

    Statistiche, solo se vuoi

    Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy