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Geometria non euclidea: iperbolica ed ellittica a confronto | ||||||||||||||||
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Geometria non euclidea: iperbolica ed ellittica a confrontoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa geometria non euclidea nasce quando si toglie il quinto postulato di Euclide, quello sulle rette parallele, lasciando intatto il resto della geometria. Due strade diverse portano a risultati opposti: nella geometria iperbolica, per un punto esterno a una retta passano almeno due parallele; in quella ellittica non ne passa nessuna, perché ogni coppia di rette finisce per incontrarsi. La curvatura dello spaziotempo descritta dalla relatività generale di Einstein si scrive nel linguaggio che Bernhard Riemann mise a punto nel 1854. Capire questa geometria significa anche capire perché la somma degli angoli di un triangolo, che a scuola si impara fissa a 180°, dipende in realtà dalla forma dello spazio in cui il triangolo si trova. Punti Chiave
L'ApprofondimentoUn postulato che nessuno riusciva a togliere di mezzoEuclide, nei suoi Elementi (circa 300 a.C.), costruì la geometria su cinque postulati: affermazioni assunte come vere senza bisogno di dimostrazione, punto di partenza per dedurre tutto il resto per via logica. Un teorema, al contrario, è una proposizione che va dimostrata a partire dai postulati: la differenza non è di importanza, ma di ruolo nella costruzione del sistema. Secondo MacTutor History of Mathematics, il quinto postulato, quello sulle rette parallele, era diverso dagli altri quattro fin da subito, e lo stesso Euclide ne evitò l’uso il più a lungo possibile nei suoi libri. La formulazione originale è complessa da leggere oggi: se una retta che taglia altre due rette forma, da un lato, angoli interni che sommano meno di due angoli retti, allora quelle due rette, prolungate abbastanza, finiscono per incontrarsi proprio da quel lato. Detto altrimenti: per un punto esterno a una retta data passa una e una sola parallela. È l’idea che a scuola si impara come ovvia. Per oltre duemila anni, i matematici hanno sospettato che non fosse un vero postulato ma un teorema mascherato, qualcosa che si potesse dedurre dagli altri quattro, e hanno provato a dimostrarlo. I tentativi si sono susseguiti per secoli, e sono quasi tutti falliti allo stesso modo: chi credeva di aver dimostrato il postulato aveva in realtà usato, da qualche parte nella dimostrazione, un’assunzione equivalente al postulato stesso. John Wallis, nel 1663, lo ridusse a un’altra forma invece di dedurlo davvero. Girolamo Saccheri, nel 1697, provò la strada opposta: assunse che il postulato fosse falso, sperando di arrivare a una contraddizione logica che lo avrebbe dimostrato vero per assurdo, ma la conclusione a cui arrivò gli sembrò solo “ripugnante alla natura della retta”, non una vera contraddizione. Johann Heinrich Lambert, nel 1766, seguì lo stesso metodo di Saccheri senza cadere nel suo errore logico, ma senza arrivare a una conclusione definitiva. Adrien-Marie Legendre, secondo MacTutor, vi dedicò quarant’anni della propria vita. Jean le Rond D’Alembert, nel 1767, arrivò a definire il problema delle parallele come lo scandalo della geometria elementare. Due geometrie nuove, scoperte quasi insiemeLa svolta arrivò quando qualcuno smise di cercare di dimostrare il postulato e provò invece a negarlo, per vedere cosa succedeva. János Bolyai, matematico ungherese, e Nikolaj Lobachevsky, matematico russo, arrivarono indipendentemente alla stessa idea negli anni 1820: se si toglie il quinto postulato e si lascia il resto della geometria euclidea intatto, il sistema che ne risulta non è contraddittorio. È una geometria diversa, non un errore. Bolyai scrisse al padre nel 1823 di aver fatto una scoperta straordinaria, e pubblicò i suoi risultati come appendice di sole 24 pagine a un libro del padre stesso. Carl Friedrich Gauss, che aveva lavorato in privato sullo stesso problema fin dagli anni 1790 senza mai pubblicarlo, per timore, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, dello scandalo, descrisse Bolyai come “un geometra di primo ordine”. Lobachevsky arrivò a risultati equivalenti per una strada indipendente e li pubblicò per primo, nel 1829, sul Kazan Messenger, una rivista poco conosciuta fuori dalla Russia; un suo lavoro successivo fu persino rifiutato dall’Accademia di San Pietroburgo. Per questo la geometria che nasce negando il quinto postulato euclideo si chiama anche geometria di Lobachevsky, più comunemente geometria iperbolica o una delle geometrie non euclidee. Lobachevsky non fece in tempo a vederla riconosciuta: morì nel 1856, e l’accettazione della comunità matematica arrivò solo tra il 1866 e il 1887, grazie a traduzioni e ai seminari di matematici come Felix Klein. Nella geometria iperbolica, per un punto esterno a una retta data passano almeno due parallele, non una sola: è il postulato alternativo formulato da Lobachevsky. Una conseguenza diretta riguarda i triangoli: la somma dei loro angoli interni è sempre minore di 180°, e più il triangolo è grande, più quella somma si allontana da 180°.
Riemann e la geometria senza paralleleBernhard Riemann prese la strada opposta. Nella sua lezione di abilitazione all’Università di Göttingen, tenuta il 10 giugno 1854 e intitolata Sulle ipotesi che stanno alla base della geometria, discusse una geometria in cui non esiste nessuna parallela: ogni retta che passa per un punto esterno a una retta data la incontra comunque. La lezione non fu pubblicata fino al 1868, due anni dopo la morte di Riemann, e secondo MacTutor non venne pienamente compresa fino a circa sessant’anni più tardi. Nella geometria ellittica, questo il nome che ha preso l’approccio riemanniano, la somma degli angoli di un triangolo è sempre maggiore di 180°. Nel 1871 Felix Klein completò il lavoro che Eugenio Beltrami aveva iniziato tre anni prima con il primo modello concreto della geometria iperbolica, la pseudosfera, una superficie ottenuta facendo ruotare una curva chiamata trattrice. Klein, basandosi su una definizione di distanza proposta da Arthur Cayley nel 1859, dimostrò che esistono tre geometrie fondamentalmente diverse e ugualmente coerenti al loro interno. Ecco come si distinguono, punto per punto:
La geometria euclidea resta il caso particolare, quello a curvatura zero, lo spazio “piatto” che si studia per primo a scuola, dentro una famiglia più ampia di geometrie ugualmente valide. Anche un’incisione può mostrare questo spazio. Tra il 1958 e il 1960 l’artista Maurits Cornelis Escher realizzò la serie Circle Limit, basata sulla geometria iperbolica. Il termine “non euclideo” ha lasciato un segno anche nella narrativa: H.P. Lovecraft lo usa per descrivere le architetture aliene dei suoi racconti, un uso diverso da quello matematico rigoroso.
Da una lezione di matematica alla teoria della gravitàPer decenni la geometria di Riemann restò un capitolo di matematica pura, lontano da qualunque applicazione visibile. Le cose cambiarono con Albert Einstein. Nel 1915, mentre lavorava alla relatività generale, il matematico Marcel Grossmann gli fece conoscere le idee di Riemann sulla geometria differenziale: erano proprio lo strumento che gli serviva per completare la teoria, quello stesso anno. Nel linguaggio matematico messo a punto da Riemann nel 1854, con l’aiuto del calcolo differenziale assoluto sviluppato più tardi da Gregorio Ricci-Curbastro e Tullio Levi-Civita, lo spaziotempo è uno spazio curvo, e la sua curvatura equivale a un campo gravitazionale: più massa ed energia sono presenti in una regione, più quella regione si incurva. Riemann costruì la sua geometria sugli strumenti dell’analisi matematica, la disciplina che descrive in modo preciso come varia una quantità: senza il calcolo differenziale, l’idea di curvatura di uno spazio a più dimensioni non avrebbe avuto una definizione precisa da usare. Le tre geometrie convivono, ciascuna coerente al suo interno. La fisica sceglie quella che meglio descrive lo spazio che sta studiando. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è la geometria non euclidea?È una geometria costruita senza il quinto postulato di Euclide, quello sulle rette parallele. Tolto quel postulato, restano due alternative coerenti: la geometria iperbolica, dove per un punto passano almeno due parallele, e quella ellittica, dove non ne passa nessuna. Qual è la differenza tra geometria iperbolica e geometria ellittica?Nella geometria iperbolica la somma degli angoli di un triangolo è minore di 180° e per un punto esterno a una retta passano almeno due parallele. Nella geometria ellittica la somma è maggiore di 180° e non esiste nessuna parallela: ogni coppia di rette si incontra sempre. Le geometrie non euclidee hanno applicazioni reali?Sì. Il linguaggio geometrico messo a punto da Bernhard Riemann nel 1854 divenne, nel 1915, lo strumento con cui Albert Einstein costruì la relatività generale: la curvatura dello spaziotempo, cioè la gravità, si descrive proprio in quei termini. Chi ha scoperto la geometria non euclidea?János Bolyai e Nikolaj Lobachevsky arrivarono indipendentemente alla geometria iperbolica negli anni 1820; Lobachevsky la pubblicò per primo, nel 1829. Bernhard Riemann introdusse la geometria ellittica nel 1854. Anche Carl Friedrich Gauss aveva lavorato in privato sullo stesso problema, senza mai pubblicarlo. Perché il quinto postulato di Euclide era considerato un problema?Perché, a differenza degli altri quattro, non sembrava evidente di per sé: per oltre duemila anni i matematici hanno provato a dimostrarlo a partire dagli altri postulati, senza mai riuscirci, finché non si è capito che negandolo si ottiene comunque un sistema geometrico coerente. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |
















