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    recaplica Aritmetica: cos'è e quali sono i suoi fondamenti
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    Aritmetica: cos'è e quali sono i suoi fondamenti

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 18 settembre 2026

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    L'aritmetica è la parte della matematica che studia i numeri e le operazioni tra loro: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Si costruisce su insiemi via via più ampi, dai numeri naturali ai numeri reali, e su regole precise che dicono quando si può cambiare l'ordine di un calcolo o raggrupparlo in modo diverso. Dentro l'aritmetica nascono anche i numeri primi, il modo per scomporre i numeri nei loro "mattoni" indivisibili, e i rapporti tra grandezze, che diventano proporzioni quando due rapporti sono uguali.

    Punti Chiave

    • L'aritmetica studia i numeri e le quattro operazioni fondamentali: addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione.
    • Gli insiemi numerici si ampliano in ordine: naturali (N), interi (Z), razionali (Q), reali (R), ciascuno contenuto nel successivo.
    • Addizione e moltiplicazione sono commutative e associative; sottrazione e divisione no.
    • Un numero primo ha esattamente due divisori, 1 e se stesso; il crivello di Eratostene serve a trovarli in tabella.
    • In una proporzione a:b=c:d il prodotto dei medi è sempre uguale al prodotto degli estremi.
    • L'aritmetica modulare lavora sul resto della divisione, come le ore di un orologio.

    I numeri chiave

    • 300 a.C. circa Euclide pubblica gli Elementi: tre dei tredici libri (VII-IX) sono dedicati ai numeri interi. Fonte: Treccani, Enciclopedia della Matematica
    • 1202 Con il Liber abaci, Fibonacci introduce in Europa la notazione posizionale dei numeri. Fonte: Treccani, Enciclopedia della Matematica
    • 1737 Eulero dimostra che il numero e è irrazionale, cioè non esprimibile come frazione di due interi. Fonte: Wolfram MathWorld

    L'Approfondimento

    Cos’è l’aritmetica

    L’aritmetica è la parte della matematica che studia i numeri e le proprietà che li riguardano, in particolare i numeri naturali. Secondo la voce che l’Enciclopedia della Matematica Treccani dedica al tema, è nell’aritmetica che si trovano gli oggetti che stanno alle fondamenta dell’intero edificio matematico: da qui nascono domande sulla coerenza e sul significato stesso della disciplina, oltre ai calcoli quotidiani.

    Storicamente, secondo Treccani l’aritmetica prende una forma propria già con Pitagora, tra il V e il IV secolo a.C. Circa un secolo dopo, Euclide dedica tre dei tredici libri dei suoi Elementi (i libri VII-IX) ai numeri interi. Il passaggio verso l’algebra, la disciplina che generalizza i numeri con le lettere, si vede nel III secolo d.C. con Diofanto di Alessandria; nel 1202 Fibonacci introduce in Europa, con il Liber abaci, la notazione posizionale dei numeri — nello stesso libro compare anche la sequenza di Fibonacci, il caso più noto di successione numerica generata per ricorsione. I fondamenti formali dell’aritmetica, quelli che la rendono un sistema coerente e non solo un insieme di regole pratiche, arrivano molto più tardi, tra il XIX e il XX secolo, con il lavoro di Dedekind, Cantor e Gödel.

    Gli insiemi numerici: da N a R

    I numeri con cui si lavora in aritmetica non formano un blocco unico, ma una serie di insiemi via via più ampi, ciascuno contenuto nel successivo.

    I numeri naturali, indicati con N, sono quelli che si usano per contare. Qui c’è un punto su cui i testi non concordano del tutto: secondo Treccani, in letteratura N a volte non comprende lo zero (N = {1, 2, 3…}) e a volte lo comprende (N = {0, 1, 2, 3…}); anche la voce «Natural Number» di Wolfram MathWorld conferma che non esiste un accordo generale su questo punto. Nessuna delle due convenzioni è sbagliata: sono due modi diversi di fissare lo stesso punto di partenza.

    Aggiungendo i numeri negativi si arriva ai numeri interi, indicati con Z: Z = {0, +1, -1, +2, -2…}. Allargando ancora, ai numeri razionali (Q), si arriva ai numeri esprimibili come frazione p/q, con p e q interi e q diverso da zero — la definizione usata sia da Treccani sia da Wolfram MathWorld. Q ha una proprietà che lo distingue da Z: è denso, cioè tra due numeri razionali qualsiasi ne esistono sempre altri infiniti, anch’essi razionali.

    Ci sono però numeri che non si possono scrivere come frazione di due interi: sono i numeri irrazionali, quelli che mancano ai razionali per formare un sistema continuo. Il caso più noto è la radice quadrata di 2, il cui sviluppo decimale, secondo Wolfram MathWorld, non termina mai e non diventa periodico. Una leggenda tramandata narra che il filosofo pitagorico Ippaso ne dimostrò l’irrazionalità con un metodo geometrico mentre era in mare, e per questo fu gettato in acqua dai compagni pitagorici: la fonte stessa la presenta come leggenda, non come fatto storico accertato. Altre dimostrazioni di irrazionalità sono invece datate con precisione: quella di e è di Eulero, nel 1737, e quella di π è di Lambert, nel 1760.

    Unendo razionali e irrazionali si ottiene l’insieme dei numeri reali, R: un campo totalmente ordinato e continuo, dove ogni sezione di Q individua un numero reale unico. La relazione tra tutti questi insiemi è di inclusione, uno dentro l’altro: N è contenuto in Z, che è contenuto in Q, che è contenuto in R — lo schema completo di queste inclusioni, coi simboli e un esempio per ciascun insieme, è nel Recap dedicato agli insiemi numerici.

    Esempio pratico: un conto in banca usa già tre di questi insiemi. Il numero di monete che tieni in tasca è un naturale; il saldo del conto, che può andare in rosso, è un intero; la rata di un prestito divisa in comode quote, come 350,75 euro, è un razionale.

    Le operazioni fondamentali e le loro proprietà

    L’aritmetica si fonda su quattro operazioni: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Addizione e moltiplicazione seguono alcune regole precise, verificabili per qualsiasi numero reale: la proprietà commutativa, per cui a+b = b+a e a·b = b·a, e la proprietà associativa, per cui (a+b)+c = a+(b+c) e (a·b)·c = a·(b·c). A queste si aggiunge la proprietà distributiva della moltiplicazione rispetto all’addizione: a·(b+c) = a·b + a·c.

    Sottrazione e divisione non hanno le stesse proprietà: cambiare l’ordine dei termini o il modo di raggrupparli cambia il risultato. 7 meno 3 non è uguale a 3 meno 7, e lo stesso vale per la divisione. È un punto su cui si fa confusione spesso, perché si tende a estendere alle quattro operazioni regole che valgono solo per due di esse.

    Ci sono infine due numeri con un ruolo speciale, gli elementi neutri: lo zero per l’addizione (a+0 = a, per ogni numero a) e l’uno per la moltiplicazione (a·1 = a, per ogni numero a).

    Primi passi di teoria dei numeri

    Dentro l’aritmetica si apre un capitolo dedicato alle proprietà profonde dei numeri interi: la teoria dei numeri. Il concetto di base è quello di numero primo: un intero positivo maggiore di 1 che non ha divisori positivi diversi da 1 e da se stesso. I numeri interi maggiori di 1 che non sono primi si chiamano numeri composti.

    Il crivello di Eratostene

    Per costruire tabelle di numeri primi si usa da secoli un procedimento chiamato crivello di Eratostene, dal nome del matematico e astronomo greco Eratostene, vissuto tra il 276 e il 194 a.C. circa — quindi nel III secolo a.C. Il metodo, descritto da Wolfram MathWorld, funziona così: si scrivono in ordine i numeri da 2 fino al limite scelto, poi si eliminano tutti i multipli di 2 (tranne il 2 stesso); tra i numeri rimasti, si prende il più piccolo non ancora eliminato e se ne eliminano tutti i multipli, e così via, fermandosi quando si arriva alla radice quadrata del limite scelto. I numeri che restano, alla fine, sono tutti primi. Secondo MacTutor, il crivello di Eratostene, in forma modificata, resta uno strumento usato nella ricerca sulla teoria dei numeri.

    L’aritmetica modulare, in breve

    Un capitolo dell’aritmetica lavora non sul risultato intero di una divisione, ma sul suo resto: è l’aritmetica modulare. Il modello più semplice per capirla è l’orologio: dopo le 12 ore, il conteggio non prosegue a 13, 14, 15, ma ricomincia da 1; quello che conta, in questo sistema, non è il numero totale di ore trascorse ma il resto della divisione per 12. È lo stesso principio applicato a qualsiasi numero al posto di 12.

    Rapporti e proporzioni

    Un rapporto tra due numeri r e s si scrive r/s ed equivale al loro quoziente, come indicato da Wolfram MathWorld; secondo Treccani, il rapporto tra due grandezze omogenee A e B misura la prima rispetto alla seconda, presa come unità.

    Quando due rapporti sono uguali si parla di proporzione, scritta nella forma a : b = c : d e letta «a sta a b come c sta a d». I quattro numeri hanno nomi precisi: a e c sono gli antecedenti (i numeratori dei rapporti), b e d sono i conseguenti (i denominatori); b e c sono i medi, a e d sono gli estremi. La proprietà fondamentale delle proporzioni dice che il prodotto dei medi è sempre uguale al prodotto degli estremi: se a : b = c : d, allora a·d = b·c.

    Esempio pratico: una ricetta per 4 persone usa 200 grammi di farina. Per farla per 6 persone si imposta la proporzione 4 : 200 = 6 : x. Per la proprietà fondamentale, 4·x = 200·6, quindi x = 1.200 / 4 = 300 grammi di farina.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Aritmetica: Aritmetica: cos'è e quali sono i suoi fondamentiSlide 2 della presentazione su Aritmetica: Quanti insiemi di numeri servono per contare tutto quello che ci serve?Slide 3 della presentazione su Aritmetica: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Aritmetica: Capitolo 01: Gli insiemi numericiSlide 5 della presentazione su Aritmetica: N · Z · QSlide 6 della presentazione su Aritmetica: E poi ci sono i realiSlide 7 della presentazione su Aritmetica: Capitolo 02: Le operazioni e le loro regoleSlide 8 della presentazione su Aritmetica: Non tutte le operazioni sono ugualiSlide 9 della presentazione su Aritmetica: Gli elementi neutriSlide 10 della presentazione su Aritmetica: Capitolo 03: Primi, crivello e restoSlide 11 della presentazione su Aritmetica: Quanti divisori ha, esattamente, un numero primo?Slide 12 della presentazione su Aritmetica: Il crivello di EratosteneSlide 13 della presentazione su Aritmetica: Dopo un certo punto, i numeri ricominciano da capoSlide 14 della presentazione su Aritmetica: Capitolo 04: Rapporti e proporzioniSlide 15 della presentazione su Aritmetica: La proprietà fondamentaleSlide 16 della presentazione su Aritmetica: Un numero ha esattamente due divisori, 1 e se stesso. Che numero è?Slide 17 della presentazione su Aritmetica: Il Recap continua
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Lo zero non fa parte dei numeri naturali.

      ✓ Realtà Dipende dalla convenzione usata: alcune definizioni includono lo 0 in N, altre partono da 1. Non è un errore o una svista, sono due modi diversi di fissare lo stesso insieme di partenza, e i testi che li usano lo dichiarano.

    • ✗ Mito Se addizione e moltiplicazione si possono fare in qualsiasi ordine, vale lo stesso anche per sottrazione e divisione.

      ✓ Realtà No: la proprietà commutativa e quella associativa valgono solo per addizione e moltiplicazione. 7-3 non dà lo stesso risultato di 3-7, e cambiare l'ordine in una divisione cambia il risultato: sono proprietà dell'operazione, non un tratto generale dei numeri.

    • ✗ Mito Aritmetica e algebra sono la stessa materia con due nomi diversi.

      ✓ Realtà L'aritmetica lavora con numeri e operazioni tra numeri; l'algebra generalizza usando lettere al posto dei numeri per trattare classi intere di problemi. Il passaggio storico tra le due si vede già con Diofanto di Alessandria, nel III secolo d.C., secondo la voce Treccani sull'aritmetica.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Aritmetica: cos'è e quali sono i suoi fondamenti
    • Aritmetica
      • Insiemi numerici
        • Numeri naturali (N) 0, 1, 2, 3... servono per contare
        • Numeri interi (Z) aggiungono i numeri negativi
        • Numeri razionali (Q) frazioni p/q, con q diverso da zero
        • Numeri reali (R) unione di razionali e irrazionali
      • Operazioni fondamentali
        • Addizione e sottrazione
        • Moltiplicazione e divisione
        • Proprietà commutativa e associativa valgono solo per addizione e moltiplicazione
        • Elementi neutri 0 per l'addizione, 1 per la moltiplicazione
      • Teoria dei numeri
        • Numeri primi e composti
        • Crivello di Eratostene metodo per costruire tabelle di numeri primi
        • Aritmetica modulare lavora sul resto della divisione
      • Rapporti e proporzioni
        • Rapporto tra due numeri il quoziente r/s
        • Proporzione uguaglianza fra due rapporti, a:b=c:d
        • Proprietà fondamentale prodotto dei medi uguale al prodotto degli estremi
      • Storia e fondamenti
        • Pitagora V-IV secolo a.C., prima forma organica dell'aritmetica
        • Euclide circa 300 a.C., gli Elementi
        • Fondamenti formali XIX-XX secolo, Dedekind, Cantor, Gödel

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quale insieme numerico comprende sia i numeri razionali sia gli irrazionali?

    R, l'insieme dei numeri reali, è per definizione l'unione dei numeri razionali e degli irrazionali.

    2 Quale proprietà garantisce che a+b sia sempre uguale a b+a?

    La proprietà commutativa dice esattamente questo per addizione e moltiplicazione: si può cambiare l'ordine degli addendi (o dei fattori) senza cambiare il risultato.

    3 Vero o falso: la sottrazione è un'operazione commutativa, come l'addizione.

    Falso: 7-3 non dà lo stesso risultato di 3-7. Commutativa e associativa valgono solo per addizione e moltiplicazione.

    4 Che cos'è, per definizione, un numero primo?

    Un numero primo è un intero positivo maggiore di 1 che non ha divisori positivi diversi da 1 e da se stesso.

    5 In una proporzione a:b=c:d, cosa dice la proprietà fondamentale sul prodotto dei medi (b e c) e degli estremi (a e d)?

    Il prodotto dei medi è uguale al prodotto degli estremi: ad = bc. È la proprietà che permette di trovare un termine mancante di una proporzione.

    Risposte: 1-D · 2-B · 3-B · 4-A · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    L'aritmetica è la parte della matematica che studia i numeri e le operazioni tra loro: addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Si costruisce su insiemi via via più ampi, dai numeri naturali ai numeri reali, e su regole precise che dicono quando si può cambiare l'ordine di un calcolo o raggrupparlo in modo diverso. Dentro l'aritmetica nascono anche i numeri primi, il modo per scomporre i numeri nei loro "mattoni" indivisibili, e i rapporti tra grandezze, che diventano proporzioni quando due rapporti sono uguali.

    Domande e risposte

    Che differenza c'è tra aritmetica e algebra?

    L'aritmetica lavora con numeri concreti e le quattro operazioni tra loro. L'algebra generalizza, usando lettere al posto dei numeri per rappresentare intere classi di problemi con le stesse regole. Il passaggio storico tra le due discipline si vede già nel III secolo d.C., quando Diofanto di Alessandria compie, secondo Treccani, il passo verso l'algebra.

    Cos'è l'aritmetica modulare?

    È la parte dell'aritmetica che lavora sul resto di una divisione invece che sul quoziente intero. Il modello più semplice è l'orologio: dopo un certo numero di ore si ricomincia da capo, perché quello che conta è il resto della divisione per 12 (o per 24).

    Lo zero è un numero naturale?

    Dipende dalla convenzione: alcune definizioni di N includono lo zero (N = {0, 1, 2, 3...}), altre partono da 1 (N = {1, 2, 3...}). Entrambe sono in uso nei testi di matematica, e nessuna delle due è scorretta di per sé.

    A cosa serve il crivello di Eratostene?

    È un procedimento per costruire una tabella di numeri primi: si scrivono i numeri da 2 in poi e si eliminano via via i multipli del più piccolo numero non ancora eliminato, fino ad arrivare alla radice quadrata del limite scelto. I numeri che restano sono primi.

    Come si riconosce un numero primo?

    Un numero primo è un intero positivo maggiore di 1 che ha esattamente due divisori positivi: 1 e se stesso. Se ha altri divisori, è un numero composto.

    Fonti consultate

    • Treccani, «Aritmetica» (Enciclopedia della Matematica)
    • Treccani, «Gli insiemi numerici» (Enciclopedia della Matematica)
    • Wolfram MathWorld, «Natural Number»
    • Wolfram MathWorld, «Irrational Number»
    • Wolfram MathWorld, «Real Number»
    • Wolfram MathWorld, «Prime Number»
    • Wolfram MathWorld, «Sieve of Eratosthenes»
    • MacTutor History of Mathematics, biografia di Eratostene
    • Wolfram MathWorld, «Ratio»
    • Treccani, «Rapporto» (Enciclopedia della Matematica)
    • Treccani, «Proporzione» (Enciclopedia della Matematica)
    • OpenStax, «Prealgebra 2e», §7.2 Commutative and Associative Properties
    • OpenStax, «Prealgebra 2e», §7.4 Properties of Identity, Inverses, and Zero

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