Il comportamentismo è la corrente della psicologia che studia solo il comportamento osservabile, non i pensieri o le emozioni che restano nascosti dentro la mente. Nasce nel 1913, quando lo psicologo statunitense John B. Watson pubblica un saggio che chiede alla psicologia di diventare una scienza sperimentale, senza affidarsi all'introspezione. Dopo di lui, Ivan Pavlov studia i riflessi condizionati e Edward Thorndike l'apprendimento per prove ed errori; Burrhus Skinner porta le idee al punto più estremo con il comportamentismo radicale. Il filo comune è lo schema stimolo-risposta: un comportamento si spiega guardando cosa lo precede e cosa lo segue, non indovinando cosa succede nella testa di chi lo compie.
Punti Chiave
Il comportamentismo nasce nel 1913 con il saggio di John B. Watson "Psychology as the Behaviorist Views It", che chiede una psicologia oggettiva e sperimentale.
Il metodo scarta l'introspezione: secondo Watson i resoconti soggettivi non hanno valore scientifico, e il comportamentista non traccia una linea di confine netta tra il comportamento umano e quello animale.
Ivan Pavlov (1849-1936) descrive i riflessi condizionati con lo schema stimolo-risposta; Edward Thorndike (1874-1949) formula la legge dell'effetto, sull'apprendimento per prove ed errori.
Burrhus Skinner chiama la propria versione «comportamentismo radicale», estende il rifiuto dei processi interni anche a quelli fisiologici e descrive l'apprendimento con gli operanti, comportamenti che aumentano di frequenza se seguiti da un rinforzo.
Il comportamentismo metodologico considera i pensieri semplicemente inaccessibili alla scienza, non inesistenti; quello radicale di Skinner li giudica non rilevanti per prevedere e controllare il comportamento.
L'obiettivo che Watson dichiara nel 1913 è la previsione e il controllo del comportamento, non la descrizione della coscienza.
L'Approfondimento
Un manifesto pubblicato nel 1913
Nel 1913 lo psicologo statunitense John B. Watson pubblica sulla rivista
Psychological Review il saggio che dà inizio al movimento: propone di
trasformare la psicologia in una scienza sperimentale al pari delle altre
scienze naturali, con un oggetto di studio preciso, il comportamento
osservabile. L’obiettivo che si dà non è descrivere la coscienza, ma
prevedere e controllare il comportamento.
Per arrivarci, Watson toglie di mezzo l’introspezione, il resoconto che una
persona fa dei propri pensieri o delle proprie sensazioni. Non è che i
comportamentisti neghino che le persone abbiano pensieri: è che quei
resoconti, secondo Watson, non reggono come dato scientifico, perché due
laboratori diversi non arrivano agli stessi risultati partendo dagli stessi
resoconti introspettivi. Una scienza ha bisogno di misure che chiunque, in
qualunque laboratorio, possa riprodurre.
Il programma di Watson è anche più ampio di quanto sembri a prima vista: non
traccia una linea netta tra il comportamento umano e quello animale. Lo
stesso schema che spiega perché un topo preme una leva spiega, per lui,
perché una persona reagisce a una situazione, si guarda cosa precede il
comportamento, lo stimolo, e cosa lo segue, la risposta, non cosa succede
nella testa di chi lo compie.
Lo schema stimolo-risposta, con un esempio
Esempio pratico: un cane sente il rumore di un campanello ogni volta
che riceve il cibo. Dopo qualche ripetizione, il cane saliva al solo
suono del campanello, anche se il cibo non arriva. Il campanello, da
solo, è diventato capace di produrre la risposta che prima produceva
soltanto il cibo: è lo schema stimolo-risposta al lavoro, ed è
l’esperimento con cui Ivan Pavlov entra nella storia del
comportamentismo.
Pavlov, nato nel 1849 e morto nel 1936, non si definiva comportamentista:
era un fisiologo russo, e studiava i riflessi. Il suo modo di lavorare,
misurare una risposta osservabile a uno stimolo controllato, senza bisogno
di sapere cosa il cane “pensa”, è il metodo che il comportamentismo adotta
come proprio.
Accanto a Pavlov lavora Edward Thorndike, nato nel 1874 e morto nel 1949.
Thorndike studia come gli animali imparano per tentativi: un animale prova
azioni diverse finché non trova quella che funziona, e la ripete sempre
più spesso. Da qui nasce la sua legge dell’effetto: un comportamento seguito da una conseguenza
soddisfacente tende a ripetersi; uno seguito da una conseguenza spiacevole
tende a scomparire.
Skinner e il comportamentismo radicale
Burrhus Skinner porta il programma di Watson a un punto più estremo, al
quale dà lui stesso il nome di comportamentismo radicale. Se il
comportamentismo di Watson lascia da parte i pensieri perché non sono
misurabili in laboratorio, quello di Skinner estende lo stesso trattamento
anche ai processi interni fisiologici: per prevedere e controllare il
comportamento, non servono.
Skinner descrive l’apprendimento con il condizionamento operante: un
comportamento, un operante, che viene seguito da un rinforzo aumenta di
frequenza. Un comportamento ignorato o punito, invece, diminuisce.
La differenza tra le due versioni del comportamentismo non è nel giudizio
su cosa esiste, ma su cosa conta per la scienza.
Comportamentismo metodologico
Comportamentismo radicale (Skinner)
I processi interni
Scientificamente inaccessibili
Anche i fisiologici, non solo i mentali
Esistono?
Non negati
Non negati
Cosa conta per prevedere e controllare
Solo il comportamento osservabile
Solo il comportamento osservabile
Un’eredità che va oltre lo studio degli animali
Le idee del comportamentismo non restano confinate ai topi nelle gabbie e ai
cani con il campanello. Lo schema stimolo-risposta e l’attenzione al
comportamento osservabile, più che alle spiegazioni interiori, entrano nel
modo in cui per decenni si studiano l’apprendimento e l’educazione, e
toccano da vicino anche il modo in cui si guarda alle
emozioni umane: non per negarle, ma per
chiedersi cosa, di un’emozione, si può osservare e misurare dall’esterno.
Presentazione
Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.
✗ Mito Il comportamentismo nega che esistano pensieri ed emozioni.
✓ Realtà Non è così: il comportamentismo metodologico considera i processi interni scientificamente inaccessibili, non inesistenti, e anche la versione radicale di Skinner non nega che pensieri e sensazioni esistano. Skinner li giudica semplicemente non rilevanti per prevedere e controllare il comportamento, il vero obiettivo della disciplina.
✗ Mito Watson riduceva la psicologia allo studio degli animali da laboratorio.
✓ Realtà Al contrario, il programma di Watson era pensato per un'unica scienza applicabile a uomini e animali insieme, senza una linea di confine netta fra i due. Studiare i riflessi di un cane o le leve premute da un topo serviva a costruire uno schema esplicativo che Watson voleva valido anche per il comportamento umano.
✗ Mito Il rifiuto dell'introspezione significa che i comportamentisti ignoravano del tutto quello che le persone dicevano di pensare.
✓ Realtà Il problema di Watson non era il contenuto di un resoconto, ma la sua affidabilità come prova scientifica, i risultati introspettivi non erano riproducibili da un laboratorio all'altro. Ciò che i comportamentisti rifiutavano era trattare quei resoconti come una via privilegiata e diretta verso la mente, non ignorare ogni cosa le persone dicessero.
Mappa concettuale
Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Comportamento osservabileL'unico oggetto legittimo di studio
Rifiuto dell'introspezioneI resoconti soggettivi non sono verificabili in laboratorio
Stimolo e rispostaUn comportamento si spiega con ciò che lo precede
John B. Watson
Il saggio del 1913Psychology as the Behaviorist Views It
Previsione e controlloL'obiettivo dichiarato della disciplina
Uomo e animaleNessuna linea di confine netta nello studio del comportamento
Ivan Pavlov
Riflessi condizionatiNato nel 1849, morto nel 1936
Il campanello e la salivaLo schema stimolo-risposta in azione
Edward Thorndike
Legge dell'effettoUna conseguenza soddisfacente rinforza il comportamento
Apprendimento per tentativiNato nel 1874, morto nel 1949
Burrhus Skinner
Comportamentismo radicaleEstende il rifiuto anche ai processi fisiologici interni
Condizionamento operanteL'apprendimento spiegato con gli operanti
RinforzoUn operante seguito da rinforzo aumenta di frequenza
Due letture
MetodologicoProcessi interni inaccessibili, non inesistenti
RadicaleProcessi interni non rilevanti per prevedere e controllare
Quiz: mettiti alla prova
Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.
Voto0/100/5
Risposte: 1-B · 2-B · 3-A · 4-B · 5-B
Flashcards
Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.
1 / 8
Spiegalo con parole tue
Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.
La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Il comportamentismo è la corrente della psicologia che studia solo il comportamento osservabile, non i pensieri o le emozioni che restano nascosti dentro la mente. Nasce nel 1913, quando lo psicologo statunitense John B. Watson pubblica un saggio che chiede alla psicologia di diventare una scienza sperimentale, senza affidarsi all'introspezione. Dopo di lui, Ivan Pavlov studia i riflessi condizionati e Edward Thorndike l'apprendimento per prove ed errori; Burrhus Skinner porta le idee al punto più estremo con il comportamentismo radicale. Il filo comune è lo schema stimolo-risposta: un comportamento si spiega guardando cosa lo precede e cosa lo segue, non indovinando cosa succede nella testa di chi lo compie.
Domande e risposte
Cos'è il comportamentismo?
È la corrente della psicologia, nata nel 1913 con il saggio di John B. Watson, secondo cui la disciplina deve studiare solo il comportamento osservabile, spiegandolo con lo schema stimolo-risposta e lasciando fuori l'introspezione. L'obiettivo dichiarato è prevedere e controllare il comportamento, non descrivere la coscienza.
Chi ha fondato il comportamentismo?
John B. Watson, con il saggio "Psychology as the Behaviorist Views It", pubblicato nel 1913 sulla rivista Psychological Review. Dopo di lui il programma viene ripreso e ampliato da Ivan Pavlov, Edward Thorndike e, in una versione più estrema, da Burrhus Skinner.
Qual è la differenza tra comportamentismo metodologico e radicale?
Il comportamentismo metodologico, quello di Watson, considera i pensieri e le sensazioni scientificamente inaccessibili, ma non nega che esistano. Il comportamentismo radicale di Skinner estende il rifiuto anche ai processi fisiologici interni e li giudica non rilevanti per prevedere e controllare il comportamento, non inesistenti.
Perché il comportamentismo rifiuta l'introspezione?
Perché i dati raccolti chiedendo alle persone di descrivere i propri pensieri non erano riproducibili da un laboratorio all'altro. Watson chiedeva alla psicologia dati verificabili allo stesso modo da chiunque, come nelle altre scienze sperimentali.
Cos'è il condizionamento operante di Skinner?
Il meccanismo con cui Skinner spiega l'apprendimento, un operante, cioè un comportamento, che viene seguito da un rinforzo aumenta di frequenza; uno ignorato o punito diminuisce.
Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.
Statistiche, solo se vuoi
Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy