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Generi letterari: lo schema di racconto, romanzo, poesia e teatro | ||||||||||||||||||||
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Generi letterari: lo schema di racconto, romanzo, poesia e teatroCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoI generi letterari sono le categorie in cui si raggruppano le opere letterarie in base alla forma, alla tecnica e talvolta all'argomento. Il concetto nasce nell'antichità greca, quando Platone propose la prima classificazione sistematica della poesia e distinse tre modi di narrare: imitando direttamente i personaggi, raccontando in prima persona oppure mescolando i due approcci. Aristotele riprese quella distinzione e la ampliò, e la sistemazione arrivata fino a noi si deve soprattutto ai suoi successori. Nella pratica scolastica lo schema più diffuso distingue narrativa, poesia e teatro, con il racconto e il romanzo come due forme diverse di narrativa in prosa. Ogni genere si riconosce da tre tratti: la forma con cui è scritto, lo scopo con cui nasce e il modo in cui si legge o si guarda. Punti Chiave
L'ApprofondimentoCos’è un genere letterarioUn genere letterario è l’etichetta con cui si classificano le opere letterarie: guarda soprattutto come sono scritte, con quale tecnica, e solo a volte l’argomento che trattano. Il concetto nasce nell’antichità greca e romana, e diventa un principio ordinatore diffuso soprattutto a partire dal Rinascimento, quando la tradizione classicista comincia a usarlo come strumento per classificare le opere imitando modelli antichi, ciascuno con le proprie regole. Parlare di «forma» di un’opera significa parlare della sua struttura e del modo in cui è costruita, lasciando da parte il contenuto. Due testi possono raccontare la stessa storia d’amore e appartenere a generi diversi: uno scritto in prosa, l’altro in versi; uno pensato per la lettura silenziosa, l’altro per il palcoscenico. Parte da qui ogni classificazione. Da Platone ad Aristotele: la prima mappa dei generiLa prima classificazione sistematica della poesia si attribuisce a Platone, che la costruì intorno al contenuto etico delle opere e al grado di mimesi, cioè di imitazione. Platone distingueva tre modi di narrare: imitando direttamente i personaggi (il modo drammatico), raccontando in prima persona (il modo narrativo), oppure mescolando i due approcci (il modo misto). Aristotele riprese quella distinzione, ma la ampliò, superando una visione troppo rigida di genere. La sistemazione definitiva dei generi letterari nella tradizione occidentale arriva però dai suoi successori, la scuola peripatetica e i filologi di Alessandria, che ne fissarono la forma arrivata fino a noi più che Aristotele stesso. Aristotele aggiunse un criterio proprio: per lui la poesia si era divisa in due filoni fin dall’origine, in base al carattere del poeta che rappresentava azioni nobili oppure azioni di persone comuni o basse. La tragedia, in questo schema, imita un’azione di grande rilievo, capace di suscitare pietà e paura per poi liberare lo spettatore da quelle stesse emozioni: la catarsi. Racconto e romanzo: due narrazioni in prosaIl romanzo è un testo in prosa che segue nel tempo una persona, o un’intera famiglia, lungo vicende che si allungano capitolo dopo capitolo. L’ambientazione cambia da caso a caso: può essere storica, inventata di sana pianta o calata nel presente, e i fatti narrati possono essere realmente accaduti oppure no. I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni segue questo schema: una vicenda ambientata in un passato storico preciso, con personaggi inventati intrecciati a fatti realmente accaduti. Il racconto, al contrario, resta corto e snello nella costruzione: segue un’unica vicenda dall’inizio alla fine, quasi sempre inventata, mentre il romanzo intreccia più linee insieme. Proprio per la misura contenuta si legge tutto d’un fiato, in un’unica occasione. In lingua inglese, per esempio, un romanzo contemporaneo va in genere dalle 60.000 alle circa 200.000 parole, mentre il racconto breve non ha una misura fissa ma resta comunque troppo corto per essere pubblicato da solo come un romanzo. Il Decameron di Boccaccio mette in fila cento racconti di questo tipo, ciascuno chiuso nella propria vicenda.
Il nome stesso racconta un pezzo di storia: nel Medioevo, nelle letterature romanze, «romanzo» segnalava semplicemente che il testo era scritto in volgare, la lingua che veniva dal latino, e non in latino, tanto in prosa quanto in versi. Quei primi testi servivano soprattutto a divertire chi li ascoltava, con storie di cavalieri e avventure. Dentro il romanzo si distinguono poi sottogeneri legati ad argomenti e atmosfere ricorrenti: il romanzo gotico, per esempio, nasce in Inghilterra nel 1764 intorno a castelli con un segreto, atmosfere cupe ed eventi soprannaturali, e prepara il terreno al più ampio genere horror.
La poesia: la forma in versiLa poesia è una forma letteraria composta in versi, cioè secondo regole metriche o altri tipi di restrizione formale definiti. La differenza principale tra poesia e prosa è proprio questa: la presenza, nella poesia, di un vincolo metrico che la prosa non ha. Il sonetto è un esempio di quel vincolo portato all’estremo, con uno schema delle rime fisso che il poeta deve rispettare verso per verso. A questa misura del verso si aggiunge un secondo tratto, spesso citato insieme al primo: la poesia porta con sé la capacità di dire sentimenti intensi, di accendere emozioni e immagini nella mente di chi legge. Un romanzo può commuovere allo stesso modo, certo; a definire il genere resta però l’unione fra quella capacità espressiva e il vincolo del verso. Il teatro: scritto per la scenaIn senso ampio, il dramma, il testo pensato per il teatro, è un’opera letteraria scritta soprattutto per salire sul palcoscenico anziché restare sulla pagina; può prendere la strada della tragedia o quella della commedia. Il senso più specifico della parola, oggi, è più ristretto: un dramma è un’opera teatrale costruita attorno a un episodio doloroso, nato da uno scontro fra chi lo vive. Gli inglesi chiamano «plays» le singole opere di questo tipo, e la parola «genere», più in generale, raggruppa i testi secondo come sono fatti e con quale tecnica, raramente secondo il tema. Carlo Goldoni lavorò proprio su questa natura scenica: la sua riforma della commedia nasce dall’idea che un copione debba funzionare davanti al pubblico, oltre che sulla carta. Aristotele notava un’ultima differenza fra le forme teatrali e l’epica: tragedia e commedia si vedevano interamente in scena, con la musica a fare da sottofondo, mentre l’epica, il racconto scritto in versi, nei suoi tempi si limitava alla voce di chi recitava, senza quell’accompagnamento. Per lui era un motivo in più per cui il pubblico restava più preso dal teatro. Quando i generi si mescolanoI tre modi di Platone, drammatico, narrativo, misto, ricordano che i confini tra i generi non sono sempre netti. La Divina Commedia di Dante è un poema narrativo in versi: segue un’unica vicenda lunga, come un romanzo, ma la scrive in terzine di endecasillabi, come la poesia. Riconoscere un genere conta più guardare i suoi tratti di forma, scopo e lettura che incasellarlo in una sola etichetta. Chi scrive un testo proprio affronta la domanda opposta: come scegliere il genere giusto per la propria storia. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuanti sono i generi letterari principali?Le fonti classiche distinguono tre modi di raccontare, quello drammatico, quello narrativo e quello misto, secondo la distinzione di Platone poi ampliata da Aristotele. Nella pratica scolastica quello schema diventa narrativa (romanzo e racconto come sue due forme in prosa), poesia e teatro, ciascuno con la propria forma e il proprio scopo. Qual è la differenza tra racconto e romanzo?Il racconto punta su una sola linea di eventi e si chiude in poche pagine, quasi sempre partorita dalla fantasia di chi scrive; il romanzo, più lungo, segue una famiglia o una persona attraverso capitoli che si intrecciano e può mescolare fatti inventati a fatti veri. Perché la poesia si distingue dalla prosa?Perché deve rispettare una misura del verso che la prosa ignora del tutto: è quel vincolo a renderla riconoscibile a prima vista, insieme alla capacità di evocare immagini e stati d'animo intensi con poche parole. Cos'è il dramma, in senso tecnico?In senso ampio è un testo scritto apposta per essere portato in scena da attori, capace di prendere il tono della tragedia o della commedia; in inglese ogni opera di questo tipo si chiama anche «play». In un'accezione più ristretta, oggi, «dramma» indica un'opera che racconta un episodio doloroso nato da un contrasto. Da dove viene la parola «romanzo»?Dalle letterature romanze del Medioevo, dove la parola segnalava la lingua di un testo, il volgare derivato dal latino, usato invece del latino stesso tanto in prosa quanto in versi. Quei racconti avevano soprattutto lo scopo di intrattenere con avventure e imprese eroiche. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













