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Sonetto: struttura e schema delle rime |
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Sonetto: struttura e schema delle rimeCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl sonetto è una forma poetica italiana di 14 endecasillabi, divisi in un'ottava di otto versi e una sestina di sei. Nell'ottava le rime si dispongono quasi sempre a schema incrociato, ABBA ABBA; nella sestina le combinazioni sono più libere, e Francesco Petrarca predilige CDE CDE. Tra l'ottavo e il nono verso cade la volta, il punto in cui l'argomento esposto nell'ottava trova una risposta nella sestina. Nato nel Duecento con la Scuola poetica siciliana, il sonetto diventa con Petrarca il metro guida della lirica italiana. Punti Chiave
L'ApprofondimentoQuattordici versi, due partiIl sonetto è una forma metrica di 14 endecasillabi, versi di undici sillabe. Si divide in due blocchi: un’ottava, i primi otto versi (detta anche ottetto), e una sestina, gli ultimi sei (detta anche sestetto). L’endecasillabo italiano corrisponde, nella tradizione anglosassone, al pentametro giambico: stesso principio ritmico, lingua diversa. In Inghilterra la forma cambiò anche nella struttura delle rime: ne nacque una variante autonoma, il sonetto shakespeariano, con uno schema tutto suo. Questa doppia struttura, ottava più sestina, regge tutto il resto del sonetto: lo schema delle rime e la volta di cui parliamo più avanti dipendono da questa divisione. Lo schema dell’ottava, tra alternanza e incrocioNei primi sonetti del Duecento l’ottava poteva seguire due schemi diversi. Il primo, alternato (ABAB ABAB), e il secondo, incrociato (ABBA ABBA), convivono per qualche decennio; poi lo schema incrociato prende il sopravvento a partire dallo Stil Novo e diventa, di fatto, la norma della forma.
Francesco Petrarca, di cui Recaplica racconta vita e opera nel Canzoniere, mostra una preferenza quasi assoluta per lo schema incrociato ABBA ABBA, anche se non manca qualche variante più rara, come ABAB BABA o ABAB BAAB. Le terzine, meno vincolateNelle terzine finali la libertà aumenta. Oltre allo schema a rime alterne (CDC DCD), sono documentate combinazioni come CDD DCC, CDD CDD, CDE ECD e CDE CDE. Quest’ultima, con le tre rime che si ripetono nello stesso ordine nei due terzetti, è quella che Petrarca predilige. Non c’è quindi un’unica “ricetta” per la sestina, a differenza dell’ottava, dove uno schema ha finito per imporsi su tutti gli altri. La volta, lo snodo del sonettoTra l’ottavo e il nono verso, cioè esattamente al passaggio dall’ottava alla sestina, si colloca la volta: il momento in cui il sonetto cambia direzione. Nell’ottava il poeta espone un’osservazione, una domanda o un argomento; nella sestina arriva la risposta, il commento o la conseguenza. Da Giacomo da Lentini a PetrarcaIl sonetto nasce in Italia nel Duecento, con Giacomo da Lentini, poeta della Scuola siciliana e notaio alla corte dell’imperatore Federico II: la tradizione lo considera l’inventore della forma, e i suoi sonetti restano i più antichi conosciuti. Sulla sua origine esatta gli studiosi discutono ancora: un’ipotesi ottocentesca lo vuole costruito unendo due strambotti, un metro popolare dell’epoca; l’ipotesi più accreditata, proposta già nel Cinquecento, lo fa invece derivare dalla stanza della canzone, un’altra forma metrica in uso in quegli anni. Dante, una generazione più tardi, riconosce in Giacomo da Lentini un maestro e lo ricorda nel Purgatorio, il secondo regno del viaggio ultraterreno raccontato nella Divina Commedia. Perché lo schema di Petrarca è diventato il modelloCon Francesco Petrarca il sonetto smette di essere una delle tante forme brevi della tradizione e si colloca sullo stesso piano della canzone, il metro più prestigioso della lirica italiana. Resta il punto di riferimento per tutto il Cinquecento, prima di essere ripreso e variato in altre lingue e tradizioni, ciascuna con schemi di rime propri. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuante rime ha un sonetto?Un sonetto usa in genere quattro rime diverse: due nell'ottava, quasi sempre a schema ABBA ABBA, e altre due o tre nella sestina, a seconda della combinazione scelta. Qual è lo schema delle rime del sonetto petrarchesco?Nell'ottava è quasi sempre ABBA ABBA; nella sestina Francesco Petrarca preferisce CDE CDE, anche se sono documentate anche le combinazioni CDC DCD, CDD DCC, CDD CDD e CDE ECD. Cos'è la volta in un sonetto?È lo snodo tra l'ottavo e il nono verso: l'argomento, la domanda o l'osservazione esposti nell'ottava trovano una risposta o un commento nella sestina. Il sonetto è stato inventato da Petrarca?No: la tradizione attribuisce l'invenzione del sonetto a Giacomo da Lentini, poeta della Scuola siciliana attivo nel Duecento alla corte di Federico II. Petrarca ne fa, un secolo dopo, il grande modello della lirica italiana. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













