Salta al contenuto
recaplica

    Un attimo: controllo di sicurezza

    Cloudflare vuole assicurarsi che tu non sia un robot. Spunta la casella qui sotto e la ricerca riparte da sola.

    EN
    recaplica Sonetto: struttura e schema delle rime
    © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati
    Home › Letteratura

    Sonetto: struttura e schema delle rime

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 17 settembre 2026

    Cosa stampare

    Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina.

    Slide

    Scegli il taglio

    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Tutte e due hanno le note del relatore.

    Canale Telegram
    recaplica Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.
    In 30 secondi Punti chiave Approfondimento Presentazione Falsi miti Mappa concettuale Quiz Flashcards FAQ

    In 30 secondi lettura lampo

    Il sonetto è una forma poetica italiana di 14 endecasillabi, divisi in un'ottava di otto versi e una sestina di sei. Nell'ottava le rime si dispongono quasi sempre a schema incrociato, ABBA ABBA; nella sestina le combinazioni sono più libere, e Francesco Petrarca predilige CDE CDE. Tra l'ottavo e il nono verso cade la volta, il punto in cui l'argomento esposto nell'ottava trova una risposta nella sestina. Nato nel Duecento con la Scuola poetica siciliana, il sonetto diventa con Petrarca il metro guida della lirica italiana.

    Punti Chiave

    • Il sonetto è formato da 14 endecasillabi: un'ottava di 8 versi e una sestina di 6.
    • Nell'ottava lo schema più diffuso è quello incrociato, ABBA ABBA, prevalso sull'alternato ABAB ABAB a partire dallo Stil Novo.
    • Nella sestina le combinazioni sono più libere: CDC DCD, CDE CDE e altre varianti; Petrarca preferisce CDE CDE.
    • La volta è lo snodo tra l'ottavo e il nono verso, dove l'argomento dell'ottava trova risposta nella sestina.
    • Il sonetto nasce nel Duecento con Giacomo da Lentini, della Scuola poetica siciliana, alla corte di Federico II.
    • Con Petrarca il sonetto diventa il grande metro della lirica italiana, un ruolo che mantiene fino al Cinquecento.

    L'Approfondimento

    Quattordici versi, due parti

    Il sonetto è una forma metrica di 14 endecasillabi, versi di undici sillabe. Si divide in due blocchi: un’ottava, i primi otto versi (detta anche ottetto), e una sestina, gli ultimi sei (detta anche sestetto). L’endecasillabo italiano corrisponde, nella tradizione anglosassone, al pentametro giambico: stesso principio ritmico, lingua diversa. In Inghilterra la forma cambiò anche nella struttura delle rime: ne nacque una variante autonoma, il sonetto shakespeariano, con uno schema tutto suo.

    Questa doppia struttura, ottava più sestina, regge tutto il resto del sonetto: lo schema delle rime e la volta di cui parliamo più avanti dipendono da questa divisione.

    Lo schema dell’ottava, tra alternanza e incrocio

    Nei primi sonetti del Duecento l’ottava poteva seguire due schemi diversi. Il primo, alternato (ABAB ABAB), e il secondo, incrociato (ABBA ABBA), convivono per qualche decennio; poi lo schema incrociato prende il sopravvento a partire dallo Stil Novo e diventa, di fatto, la norma della forma.

    Esempio pratico: in un’ottava a schema incrociato la stessa rima lega il primo, il quarto, il quinto e l’ottavo verso (A), mentre un’altra rima lega il secondo, il terzo, il sesto e il settimo (B): A-B-B-A / A-B-B-A. Le due quartine si rispondono a specchio, invece di alternarsi come in ABAB ABAB.

    Francesco Petrarca, di cui Recaplica racconta vita e opera nel Canzoniere, mostra una preferenza quasi assoluta per lo schema incrociato ABBA ABBA, anche se non manca qualche variante più rara, come ABAB BABA o ABAB BAAB.

    Le terzine, meno vincolate

    Nelle terzine finali la libertà aumenta. Oltre allo schema a rime alterne (CDC DCD), sono documentate combinazioni come CDD DCC, CDD CDD, CDE ECD e CDE CDE. Quest’ultima, con le tre rime che si ripetono nello stesso ordine nei due terzetti, è quella che Petrarca predilige.

    Non c’è quindi un’unica “ricetta” per la sestina, a differenza dell’ottava, dove uno schema ha finito per imporsi su tutti gli altri.

    La volta, lo snodo del sonetto

    Tra l’ottavo e il nono verso, cioè esattamente al passaggio dall’ottava alla sestina, si colloca la volta: il momento in cui il sonetto cambia direzione. Nell’ottava il poeta espone un’osservazione, una domanda o un argomento; nella sestina arriva la risposta, il commento o la conseguenza.

    Da Giacomo da Lentini a Petrarca

    Il sonetto nasce in Italia nel Duecento, con Giacomo da Lentini, poeta della Scuola siciliana e notaio alla corte dell’imperatore Federico II: la tradizione lo considera l’inventore della forma, e i suoi sonetti restano i più antichi conosciuti. Sulla sua origine esatta gli studiosi discutono ancora: un’ipotesi ottocentesca lo vuole costruito unendo due strambotti, un metro popolare dell’epoca; l’ipotesi più accreditata, proposta già nel Cinquecento, lo fa invece derivare dalla stanza della canzone, un’altra forma metrica in uso in quegli anni. Dante, una generazione più tardi, riconosce in Giacomo da Lentini un maestro e lo ricorda nel Purgatorio, il secondo regno del viaggio ultraterreno raccontato nella Divina Commedia.

    Perché lo schema di Petrarca è diventato il modello

    Con Francesco Petrarca il sonetto smette di essere una delle tante forme brevi della tradizione e si colloca sullo stesso piano della canzone, il metro più prestigioso della lirica italiana. Resta il punto di riferimento per tutto il Cinquecento, prima di essere ripreso e variato in altre lingue e tradizioni, ciascuna con schemi di rime propri.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Sonetto: Il sonettoSlide 2 della presentazione su Sonetto: Il sonetto cambia rotta a metàSlide 3 della presentazione su Sonetto: Il percorso di oggiSlide 4 della presentazione su Sonetto: Capitolo 01: Quattordici versi, due partiSlide 5 della presentazione su Sonetto: Quattordici versi, due partiSlide 6 della presentazione su Sonetto: Capitolo 02: Lo schema delle rimeSlide 7 della presentazione su Sonetto: Due modi di rimare l'ottavaSlide 8 della presentazione su Sonetto: Le combinazioni della sestinaSlide 9 della presentazione su Sonetto: Capitolo 03: La voltaSlide 10 della presentazione su Sonetto: Dove cambia il sonettoSlide 11 della presentazione su Sonetto: Capitolo 04: Da Giacomo da Lentini a PetrarcaSlide 12 della presentazione su Sonetto: Giacomo da Lentini inventa il sonetto un secolo prima di PetrarcaSlide 13 della presentazione su Sonetto: L'inventore del sonettoSlide 14 della presentazione su Sonetto: Dove cade la volta nel sonetto?Slide 15 della presentazione su Sonetto: Il sonetto, in breve
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito L'ottava del sonetto ha sempre avuto lo schema incrociato ABBA ABBA.

      ✓ Realtà Nel primo Duecento questo schema convive con l'alternato ABAB ABAB; solo a partire dallo Stil Novo, verso la fine del secolo, l'incrociato prende il sopravvento e diventa la norma.

    • ✗ Mito Il sonetto è stato inventato da Francesco Petrarca.

      ✓ Realtà L'invenzione si fa risalire a Giacomo da Lentini, poeta della Scuola siciliana attivo nel Duecento: Petrarca arriva un secolo dopo e rende quello schema il modello dominante della lirica italiana, senza averlo creato.

    • ✗ Mito Le terzine finali seguono uno schema fisso quanto quello dell'ottava.

      ✓ Realtà Nelle terzine la libertà è maggiore: sono documentate diverse combinazioni, come CDC DCD, CDD DCC, CDD CDD, CDE ECD e CDE CDE, e lo stesso Petrarca alterna schemi diversi, con una preferenza per CDE CDE.

    Mappa concettuale

    Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.

    Personalizza
    Mappa concettuale: Sonetto: struttura e schema delle rime
    • Il sonetto
      • Struttura in versi
        • 14 endecasillabi il metro classico del sonetto, equivalente italiano del pentametro giambico inglese
        • Ottava i primi otto versi, detta anche ottetto
        • Sestina gli ultimi sei versi, detta anche sestetto
      • Schema dell'ottava
        • ABBA ABBA lo schema incrociato, prevalso dalla fine del Duecento
        • ABAB ABAB lo schema alternato, diffuso nel primo Duecento
      • Schema della sestina
        • CDE CDE rime ripetute nello stesso ordine, la preferenza di Petrarca
        • CDC DCD rime alterne
        • Altre combinazioni CDD DCC, CDD CDD, CDE ECD, più libere delle regole dell'ottava
      • La volta
        • Tra ottavo e nono verso il confine tra ottava e sestina
        • Argomento nell'ottava
        • Risposta nella sestina
      • Origine e fortuna
        • Giacomo da Lentini Scuola siciliana, corte di Federico II, Duecento
        • Dalla stanza di canzone l'ipotesi più accreditata sull'origine, alternativa ai due strambotti uniti
        • Petrarca e il Canzoniere il modello che resta il metro guida della lirica fino al Cinquecento

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quanti versi ha un sonetto e come si dividono?

    Il sonetto è composto da 14 endecasillabi, divisi in un'ottava (8 versi) e una sestina (6 versi).

    2 Qual è lo schema di rime più diffuso nell'ottava del sonetto?

    Lo schema incrociato ABBA ABBA prende il sopravvento sull'alternato ABAB ABAB a partire dallo Stil Novo.

    3 Quale schema di rime nella sestina preferiva Francesco Petrarca?

    Petrarca privilegia CDE CDE, con le tre rime della prima terzina ripetute nello stesso ordine nella seconda.

    4 Dove cade la volta nel sonetto?

    La volta segna il passaggio dall'ottava alla sestina, tra il verso 8 e il verso 9: cambia il registro, spesso arriva una risposta a quanto esposto prima.

    5 A chi è tradizionalmente attribuita l'invenzione del sonetto?

    La tradizione attribuisce l'invenzione del sonetto a Giacomo da Lentini, poeta della Scuola siciliana attivo alla corte di Federico II nel Duecento.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-B · 4-A · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 7

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Il sonetto è una forma poetica italiana di 14 endecasillabi, divisi in un'ottava di otto versi e una sestina di sei. Nell'ottava le rime si dispongono quasi sempre a schema incrociato, ABBA ABBA; nella sestina le combinazioni sono più libere, e Francesco Petrarca predilige CDE CDE. Tra l'ottavo e il nono verso cade la volta, il punto in cui l'argomento esposto nell'ottava trova una risposta nella sestina. Nato nel Duecento con la Scuola poetica siciliana, il sonetto diventa con Petrarca il metro guida della lirica italiana.

    Domande e risposte

    Quante rime ha un sonetto?

    Un sonetto usa in genere quattro rime diverse: due nell'ottava, quasi sempre a schema ABBA ABBA, e altre due o tre nella sestina, a seconda della combinazione scelta.

    Qual è lo schema delle rime del sonetto petrarchesco?

    Nell'ottava è quasi sempre ABBA ABBA; nella sestina Francesco Petrarca preferisce CDE CDE, anche se sono documentate anche le combinazioni CDC DCD, CDD DCC, CDD CDD e CDE ECD.

    Cos'è la volta in un sonetto?

    È lo snodo tra l'ottavo e il nono verso: l'argomento, la domanda o l'osservazione esposti nell'ottava trovano una risposta o un commento nella sestina.

    Il sonetto è stato inventato da Petrarca?

    No: la tradizione attribuisce l'invenzione del sonetto a Giacomo da Lentini, poeta della Scuola siciliana attivo nel Duecento alla corte di Federico II. Petrarca ne fa, un secolo dopo, il grande modello della lirica italiana.

    Fonti consultate

    • Treccani, Sonetto (Enciclopedia dell'Italiano)
    • Treccani, Sonetto (Enciclopedia Italiana)
    • Academy of American Poets, Sonnet
    • Encyclopaedia Britannica, Giacomo da Lentini

    Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.

    Ogni sera, i nuovi Recap del giorno sul canale Telegram. Iscriviti al canale →

    Continua a imparare

    • Letteratura Carlo Goldoni e la riforma della commedia: mappa concettuale Carlo Goldoni nasce a Venezia nel 1707 e muore a Parigi nel 1793, dopo essersi laureato in diritto a Padova ed essere diventato avvocato veneziano. Prima di lui il teatro comico italiano vive soprattutto di commedia dell'arte, con canovacci non scritti e maschere fisse come Arlecchino. Goldoni sposta il baricentro verso testi scritti per intero e personaggi che assomigliano a persone reali invece che a maschere stereotipate: la svolta prende forma con «La donna di garbo» e si allarga negli anni Cinquanta del Settecento. Il cambiamento avviene per gradi: alcune commedie di passaggio hanno solo tre o quattro scene per atto scritte per intero, mentre il resto resta improvvisato. Leggi il Recap →
    • Letteratura Torquato Tasso: vita del poeta e riassunto della Gerusalemme Liberata Torquato Tasso nasce a Sorrento nel 1544 e muore a Roma nel 1595, dopo una vita passata quasi interamente al servizio della corte estense di Ferrara. Il suo capolavoro è la Gerusalemme Liberata, un poema in venti canti sulla prima crociata e la conquista di Gerusalemme, pubblicato nella sua forma definitiva nel 1581 dopo una gestazione durata oltre vent'anni. Al centro della vicenda c'è Goffredo di Buglione, che guida l'esercito cristiano, ma il racconto si apre di continuo a storie private di amore e dovere: il guerriero Tancredi, la maga Armida, il paladino Rinaldo. Nel 1593 Tasso pubblicò una revisione più severa dal titolo Gerusalemme Conquistata, che però non ha mai scalzato la fortuna della prima versione. Leggi il Recap →
    • Letteratura Orlando Furioso: trama, personaggi e riassunto L'Orlando Furioso è il poema cavalleresco che Ludovico Ariosto pubblica per la prima volta nel 1516 e porta alla forma definitiva nel 1532, con quarantasei canti. Racconta le imprese di cavalieri e dame alla corte di Carlo Magno, con il paladino Orlando che perde la ragione per amore di Angelica: da qui il titolo del poema. Ariosto scrive in ottava rima, la strofa di otto endecasillabi tipica della poesia narrativa italiana, e riprende come punto di partenza l'Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, rimasto incompiuto. Leggi il Recap →

    recaplica

    Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.

    I Recap Mappe concettuali Chiedi un Recap Canale Telegram Crea una mappa concettuale Il metodo Chi siamo Privacy e cookie Note legali e condizioni d'uso

    © 2026 Recaplica · Un progetto di Curi S.r.l. — P. IVA 05472000750

    Statistiche, solo se vuoi

    Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy