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Romanzo gotico: cos'è e i classici del genere | ||||||||||
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Romanzo gotico: cos'è e i classici del genereCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl romanzo gotico nasce in Inghilterra nel 1764 con «Il castello di Otranto» di Horace Walpole e diventa un genere a parte tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Lo riconosci dagli ingredienti che torna a usare: castelli o case antiche con un segreto nascosto, atmosfere cupe e misteriose, eventi soprannaturali e personaggi tenuti ai margini della società. Dopo Walpole il genere si allarga con Ann Radcliffe, Matthew Lewis e Mary Shelley, e arriva fino a Bram Stoker e al suo Dracula, debitore di un racconto meno noto, «Carmilla» di Sheridan Le Fanu. Lo scopo che accompagna il genere dall'inizio è dare voce alle paure più profonde, reali o immaginate, attraverso l'orrore e il mistero. Punti Chiave
L'ApprofondimentoUn romanzo che finge di essere un altro libroNel 1764 Horace Walpole pubblica «Il castello di Otranto» e lo presenta come qualcosa che non è: la traduzione di un manoscritto medievale ritrovato per caso. Solo con la seconda edizione ammette di averlo scritto lui. Il gotico gioca da subito con l’idea di un passato nascosto che torna a galla. Walpole unisce nel racconto elementi soprannaturali e orrorifici — presagi, armature animate, un castello che crolla da solo — e costruisce l’ambientazione su un modello reale: Strawberry Hill, la sua residenza fuori Londra, che aveva fatto ricostruire in stile neogotico. Quella casa diventa il prototipo di una scenografia che il genere riuserà per decenni, tra castelli in rovina e corridoi bui. L’opera è generalmente riconosciuta come il punto di partenza della letteratura gotica, uno dei generi letterari che la storia della narrativa distingue per convenzioni ricorrenti di ambientazione, personaggi e tono. Gli ingredienti che tornano sempreIl critico Gerald Kennedy individua nel gotico un insieme di tratti precisi. Scenari cupi e pittoreschi. Espedienti narrativi sorprendenti, spinti fino al melodramma. Un’atmosfera che mescola esotismo, mistero e terrore. E un’ambientazione tipica: una grande casa antica — un castello, un monastero, una dimora isolata — che nasconde un segreto terribile, oppure ospita un personaggio spaventoso e minaccioso. A questo elenco un’altra fonte aggiunge due elementi: l’insistenza su scenari arcaici e un uso rilevante del soprannaturale. Fantasmi, presagi, eventi che la ragione non spiega. Lo studioso Fred Botting osserva che i testi gotici sono apertamente — ma in modo ambiguo — irrazionali, e raccontano turbamenti della sanità mentale e della sicurezza personale. La scrittrice Elizabeth Bowen aggiunge una figura specifica: il fantasma, ossia ciò che si crede morto ma ritorna vividamente presente. È quasi una definizione in miniatura di tutto il genere.
Da Walpole a Shelley: i classici del secolo goticoIl gotico si afferma come genere narrativo inglese nell’arco di due generazioni, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Dopo Walpole, il nome che quasi ogni fonte cita è quello di Ann Radcliffe: «The Mysteries of Udolpho» è considerato da molti l’esempio per eccellenza della narrativa settecentesca al suo meglio, un romanzo che affina l’atmosfera di suspense senza rinunciare al mistero di fondo. Nel 1796 arriva «The Monk» di Matthew Lewis, più scandaloso e più violento nei toni; nel 1820 «Melmoth the Wanderer» di Charles Robert Maturin chiude una stagione che aveva ormai piegato il gotico a storie di dannazione e patti impossibili da sciogliere. Nel mezzo, nel 1818, Mary Shelley scrive «Frankenstein»: un romanzo che porta il gotico dentro la scienza del suo tempo e richiama alla responsabilità di chi crea qualcosa che poi non riesce più a controllare. I romanzi gotici si affidano spesso a elementi esteriori medievali e inquietanti — vecchi castelli, monasteri, botole nascoste — come simboli ricorrenti che il lettore riconosce da un libro all’altro. È anche per questo che il genere, nato in Inghilterra, si lascia riconoscere a colpo d’occhio ancora oggi. Il filone del vampiro, da Carmilla a DraculaIl vampiro non è nel genere fin dall’inizio: arriva più di un secolo dopo Walpole. Sheridan Le Fanu pubblica «Carmilla» a puntate sulla rivista The Dark Blue tra il 1871 e il 1872: racconta di una compagna che non invecchia e che nel finale si scopre essere una vampira, una delle creature non-morte della storia. Le Fanu è tra i più importanti autori del racconto di fantasmi e del racconto dell’orrore vittoriano, e con «Carmilla» lascia un’eredità precisa. «Carmilla» è una delle fonti di «Dracula», il romanzo che Bram Stoker pubblica nel 1897, venticinque anni più tardi. Il modo in cui Le Fanu tratta il desiderio femminile in «Carmilla» lascia un’impronta sulla carica erotica di «Dracula», che diventerà il vampiro più famoso della letteratura. Un genere che cambia forma senza sparireDalla sua nascita il genere gotico ha cambiato forma più volte, ma il suo ruolo essenziale è rimasto lo stesso: dare voce alle paure più profonde dell’umanità e a mali altrimenti indicibili, reali o immaginati. Negli Stati Uniti, Edgar Allan Poe è tra gli autori più rilevanti nello sviluppo di quella che sarebbe diventata la tradizione del gotico americano, fatta di racconti brevi più che di romanzi lunghi. L’influenza del gotico inglese attraversa anche il continente. Ha segnato autori francesi, tra cui Gaston Leroux, e russi, tra cui Fëdor Dostoevskij e Anton Čechov. Nel Novecento la stessa eredità passa nell’orrore weird, un filone che porta il mistero gotico dentro paure più astratte e cosmiche: è il caso della geometria non euclidea di Lovecraft, dove il castello in rovina è sostituito da uno spazio che la mente umana non riesce a concepire. Un movimento coevo e limitrofo al gotico inglese, nel frattempo, cresceva su un altro versante d’Europa: il romanticismo tedesco, che condivide col gotico il gusto per il sublime e per il perturbante, ma con una sua strada propria. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e risposteChe cos'è il romanzo gotico?Un genere della narrativa inglese diffuso tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, riconoscibile da ambientazioni arcaiche, elementi soprannaturali e un'atmosfera di mistero e terrore. Il testo che la critica individua come suo punto di partenza è «Il castello di Otranto» di Horace Walpole, del 1764. Quali sono i tratti tipici di un romanzo gotico?Scenari cupi e pittoreschi — castelli, monasteri, case antiche con botole nascoste — espedienti narrativi melodrammatici, un uso rilevante del soprannaturale e un'ambientazione che nasconde spesso un segreto terribile. Ricorre anche la figura del personaggio emarginato dalla società. Qual è stato il primo romanzo gotico?«Il castello di Otranto» di Horace Walpole, pubblicato nel 1764. Walpole lo fece passare per un documento antico ritrovato per caso, e ammise di esserne l'autore solo a partire dalla seconda edizione. Quali sono i romanzi gotici più conosciuti dopo Walpole?«The Mysteries of Udolpho» di Ann Radcliffe, «The Monk» di Matthew Lewis, «Melmoth the Wanderer» di Charles Robert Maturin, «Frankenstein» di Mary Shelley e, più avanti nel secolo, «Dracula» di Bram Stoker. Il gotico letterario è legato al vampiro?Solo in parte, e solo a partire da un certo punto del genere. Il filone del vampiro entra nel gotico con «Carmilla» di Sheridan Le Fanu, uscito a puntate nel 1871-72, e si consolida con «Dracula» di Bram Stoker nel 1897, quasi un secolo e mezzo dopo la nascita del genere con Walpole. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













