La Metafisica è una delle opere principali di Aristotele, anche se il titolo arrivò dopo di lui: lo scelse Andronico di Rodi quando, nel I secolo a.C., ordinò questi scritti subito dopo la Fisica. Il filosofo vi cerca il tipo primario di essere, che chiama sostanza, studiando gli enti nel loro essere stessi. In un passaggio arriva a identificare quella sostanza con la forma più che con la materia, e descrive l'atto come concettualmente anteriore alla potenza. Nel libro Lambda conclude che deve esistere un motore immobile: un principio la cui attività muove le cose come un oggetto di desiderio, pur restando esso stesso immobile.
Punti Chiave
Il nome «Metafisica» nacque secoli dopo Aristotele: fu Andronico di Rodi a scegliere quel titolo, nel I secolo a.C., quando collocò questi scritti dopo i trattati di Fisica.
L'opera indaga gli enti nel loro essere stessi, più che sotto una proprietà specifica come la quantità o il colore.
Per Aristotele le sostanze sono le uniche entità indipendenti: qualità, quantità e relazioni esistono sempre appoggiate a una di loro.
In un passaggio Aristotele identifica la sostanza di una cosa con la sua forma: è l'esempio dell'anima, forma di un essere vivente che ha nel corpo la propria materia.
Per Aristotele l'atto precede concettualmente la potenza, perché ogni potenza si definisce in rapporto all'atto a cui corrisponde.
Nel libro Lambda, Aristotele conclude che un motore immobile deve esistere: resta immobile e attrae le altre cose a sé, come un oggetto desiderato attrae chi lo desidera.
L'Approfondimento
Aristotele (chi era e cosa pensava) non diede mai questo titolo alla sua opera. A sceglierlo fu Andronico di Rodi, quando nel I secolo a.C. dispose i suoi scritti subito dopo la Fisica.
La Metafisica che ne risultò raccoglie testi diversi, messi insieme dopo la morte del filosofo: toccano cosa sia la sostanza, le diverse cause, il legame tra forma e materia, se esistano gli oggetti della matematica e come sia fatto il cosmo.
Lo studio degli enti in quanto enti
Aristotele chiama questa scienza filosofia prima, o sapienza, secondo la Internet Encyclopedia of Philosophy. Si occupa degli enti nel loro essere stessi, al di là di un aspetto particolare come la quantità, il colore o il movimento. Nel libro Zeta scrive che «essere» ha più significati, e che il compito della filosofia è capire quale sia il tipo primario di essere: la sostanza, in greco ousia, secondo Wikipedia.
La sostanza, l’unica cosa che sta in piedi da sola
Per Aristotele le sostanze sono le uniche entità indipendenti. Tutto il resto, le qualità di una cosa, la sua quantità, le relazioni che intrattiene con altre cose, esiste sempre appoggiato a una sostanza: un colore sta su una superficie, una misura misura qualcosa. In un passaggio della Metafisica, Aristotele sostiene che a definire una cosa è la sua forma, più che la materia di cui è fatta. Nell’esempio che la Internet Encyclopedia of Philosophy riprende da lui, l’anima dà forma a un essere vivente, e il corpo ne resta la materia: è la forma a organizzare il corpo, secondo questa lettura, ed è per questo che Aristotele la considera la sostanza vera e propria.
Esempio pratico: una pentola di argilla e un vaso di argilla condividono la materia. Quello che li distingue, il fatto di essere pentola o vaso, è la forma: per Aristotele è lei a dire cosa una cosa è davvero, più che la materia con cui è fatta.
Atto e potenza, come forma e materia
Il rapporto tra atto e potenza, secondo Wikipedia, può essere pensato come analogo al rapporto tra forma e materia. Per Aristotele l’atto è concettualmente anteriore alla potenza, perché per definire una potenza occorre fare riferimento all’atto corrispondente (Stanford Encyclopedia of Philosophy). La Internet Encyclopedia of Philosophy lo dice con altre parole: ciò che è in atto è logicamente anteriore a ciò che è in potenza, perché una potenza è orientata verso la propria attualizzazione.
Il motore immobile, nel libro Lambda
Nel libro Lambda, il dodicesimo della Metafisica, Aristotele arriva a una conclusione che va oltre la fisica dei corpi in movimento: deve esistere un principio la cui sostanza stessa è attività, un motore immobile, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy. Non è un motore che spinge.
Ciò che si desidera e ciò che è intelligibile muovono senza essere mossi a loro volta: è così, per Aristotele, che il motore immobile causa il movimento, attraverso l’attrazione più che il contatto. La Internet Encyclopedia of Philosophy riporta che Aristotele descrive questo essere primario come un intelletto, o qualcosa vicino a un intelletto, che pensa se stesso in eterno, mentre il primo motore non riceve movimento da nulla: resta lui stesso immobile. Wikipedia aggiunge due immagini che Aristotele usa per lo stesso principio, nel libro dedicato al motore immobile: la più divina tra le cose che osserviamo, e il pensiero che pensa se stesso.
Un’indagine che non parte da zero
Le domande sulla sostanza non nascono nel vuoto. Prima di Aristotele, i filosofi presocratici si erano chiesti quale fosse l’arché, il principio di tutte le cose, e Socrate aveva spostato l’indagine sulla definizione dei concetti attraverso il suo metodo. Anche i sofisti insegnavano retorica e discutevano di verità, in un contesto, quello della polis dell’antica Grecia, in cui la filosofia si faceva discutendo in pubblico.
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✗ Mito Molti credono che la Metafisica sia un unico libro scritto di getto da Aristotele.
✓ Realtà In realtà è una raccolta di testi assemblati da Andronico di Rodi, che nel I secolo a.C. li collocò dopo la Fisica: il nome nasce da quella scelta editoriale e non dal loro contenuto.
✗ Mito Molti credono che «metafisica» significhi lo studio del paranormale o del soprannaturale.
✓ Realtà Per Aristotele il termine indica lo studio degli enti in quanto enti, cioè della sostanza che sta alla base di ogni cosa: il nome nasce dalla posizione di questi scritti dopo la Fisica e non da un contenuto occulto.
✗ Mito Molti credono che il motore immobile muova le cose spingendole, come una mano che spinge una palla.
✓ Realtà Secondo Aristotele il motore immobile causa il movimento come oggetto del desiderio e oggetto intelligibile: muove per attrazione invece che per contatto fisico, e non è a sua volta mosso.
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Filosofia primaLo studio degli enti in quanto enti
Oggetto della scienzaGli enti considerati in se stessi, più che sotto un aspetto particolare
Nome dell'operaConiato da Andronico di Rodi, nel I secolo a.C.
Sostanza, ousiaIl tipo primario di essere, nel libro Zeta
Sostanze indipendentiLe uniche entità che esistono di per sé
Qualità e relazioniDipendono dalle sostanze
Forma e materiaLa sostanza di una cosa è la sua forma
Esempio dell'animaForma di un essere vivente, col corpo come materia
Analogia con atto e potenzaRapporto pensato come simile a quello tra forma e materia
Atto e potenzaL'atto è concettualmente anteriore
Definire la potenzaRichiede un riferimento all'atto corrispondente
Orientamento all'attualizzazioneLa potenza punta verso l'atto, nel libro Theta
Il motore immobilePrincipio la cui sostanza è attività, nel libro Lambda
Un intelletto che pensa se stessoPensa perpetuamente se stesso
Causa per attrazioneMuove come oggetto di desiderio, mai per contatto diretto
Immobile esso stessoNon è mosso da nient'altro
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La Metafisica è una delle opere principali di Aristotele, anche se il titolo arrivò dopo di lui: lo scelse Andronico di Rodi quando, nel I secolo a.C., ordinò questi scritti subito dopo la Fisica. Il filosofo vi cerca il tipo primario di essere, che chiama sostanza, studiando gli enti nel loro essere stessi. In un passaggio arriva a identificare quella sostanza con la forma più che con la materia, e descrive l'atto come concettualmente anteriore alla potenza. Nel libro Lambda conclude che deve esistere un motore immobile: un principio la cui attività muove le cose come un oggetto di desiderio, pur restando esso stesso immobile.
Domande e risposte
Che cos'è la Metafisica di Aristotele?
È l'opera in cui Aristotele cerca la sostanza, indaga il rapporto tra forma e materia e, nel libro Lambda, arriva al motore immobile. A darle il titolo, secoli dopo, fu l'editore Andronico di Rodi.
Cosa sono sostanza e forma secondo Aristotele?
La sostanza è, per la Stanford Encyclopedia of Philosophy, l'unica entità indipendente. In un passaggio Aristotele la identifica con la forma: l'anima, per esempio, è la forma di chi vive, e il corpo resta la sua materia.
Che differenza c'è tra atto e potenza, per Aristotele?
L'atto viene prima: ogni potenza, per Aristotele, si spiega solo guardando all'atto corrispondente, il traguardo verso cui è orientata.
Cos'è il motore immobile di Aristotele?
È il principio che, nel libro Lambda della Metafisica, Aristotele descrive come un intelletto capace di pensare se stesso in eterno: attrae il movimento come un oggetto di desiderio senza mai spostarsi lui stesso.
Perché l'opera si chiama «Metafisica»?
Perché Andronico di Rodi, nel I secolo a.C., collocò questi scritti dopo i trattati di Fisica nell'ordinamento delle opere di Aristotele: il nome significa letteralmente dopo la Fisica.
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