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Socrate: riassunto del metodo, del processo e della ricerca della verità | ||||||||||
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Socrate: riassunto del metodo, del processo e della ricerca della veritàCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoSocrate non scrisse nulla: quello che sappiamo sul suo pensiero ci arriva soprattutto da Platone, e per questo gli storici parlano di un «problema socratico» sulle fonti. Il suo metodo era un dialogo fatto di domande e risposte, condotto con un'ironia che lo faceva sembrare ignorante mentre guidava la discussione: Platone lo chiama anche maieutica, l'arte di far emergere le idee dall'interlocutore invece di trasmetterle già pronte. Nel 399 a.C., a 70 anni, Socrate fu processato ad Atene con l'accusa di empietà, e una giuria lo dichiarò colpevole condannandolo a morte. Nel dialogo Critone, Platone racconta che Socrate rifiutò di fuggire dal carcere: si riteneva legato per tutta la vita a un accordo implicito con le leggi della città, da rispettare anche nella propria condanna. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoQuello che sappiamo su Socrate arriva da altriSocrate non scrisse mai nulla di proprio. Tutto ciò che sappiamo su di lui, quindi, ci arriva di seconda mano, attraverso altri autori che lo hanno conosciuto o ne hanno raccolto il ricordo. Siamo ad Atene, nel V secolo a.C.: la stessa città e lo stesso secolo dei sofisti e della vita democratica nata nella polis. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, le tre fonti antiche principali su Socrate sono il commediografo Aristofane, il discepolo Senofonte e il discepolo Platone, e offrono ritratti di Socrate diversi, non sempre conciliabili tra loro. Platone è la fonte da cui proviene la maggior parte di quello che si racconta su Socrate, secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy; a lui si affianca, in misura minore, Senofonte, mentre più tardi contribuiscono anche gli scritti di Aristotele, secondo la World History Encyclopedia. Distinguere, dentro i dialoghi di Platone, quali idee fossero davvero di Socrate e quali un’elaborazione del discepolo è un problema che gli studiosi chiamano comunemente «problema socratico», oggetto di dispute vivaci, come ricorda la Stanford Encyclopedia of Philosophy. Il metodo: domande che smontano le certezzeIl modo in cui Socrate filosofava era, prima di tutto, un comportamento riconoscibile: metteva in difficoltà i suoi interlocutori nel dialogo, portandoli a rendersi conto, spesso con disagio, della propria ignoranza, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy. Il metodo consisteva in un dialogo fatto di domande e risposte per esaminare a fondo questioni importanti; l’Internet Encyclopedia of Philosophy lo chiama anche elenchos, e racconta come Socrate dedicasse la sua vita, vissuta in modo semplice, a interrogare le idee comuni delle persone che incontrava. La domanda che i filosofi prima di lui si erano fatti riguardava soprattutto la natura delle cose, l’arché dei filosofi presocratici; con Socrate il centro dell’indagine si sposta sull’uomo e sul modo in cui vive. Socrate univa a questo lo strumento dell’ironia: diceva di non sapere nulla di importante e di voler solo ascoltare gli altri, mantenendo però di fatto il controllo di ogni discussione, nota la Stanford Encyclopedia of Philosophy. Nel dialogo Teeteto, Platone fa dire a Socrate di essere una sorta di «levatrice» delle idee: da qui il nome maieutica — dal greco maieutikē, l’arte della levatrice — dato al suo metodo, perché aiuta l’interlocutore a farla emergere da sé, secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy.
L’oracolo di Delfi e la vita da esaminareSecondo il racconto riportato dall’Internet Encyclopedia of Philosophy, l’oracolo di Delfi disse all’amico di Socrate, Cherefonte, che nessuno era più sapiente di lui. Lo stesso episodio compare nella World History Encyclopedia, che lo collega al momento in cui Socrate era già di mezza età. Socrate si riteneva consapevole della propria ignoranza, e da questa consapevolezza fece discendere il senso del responso dell’oracolo, secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy. A Socrate viene anche attribuita l’idea che una vita non sottoposta a esame critico non sia degna di essere vissuta: lo stesso gesto di interrogare tutto, applicato alla propria esistenza. Il processo del 399 a.C.Ad Atene, Socrate fu accusato del reato capitale di empietà (asebeia): non mostrare la dovuta devozione verso gli dei della città, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy. Le accuse formali comprendevano il non credere negli dei di Atene e l’introduzione di nuove divinità; secondo la World History Encyclopedia, a questo si aggiungeva l’accusa di corrompere i giovani. L’accusa fu messa per scritto da un giovane poeta di nome Meleto; secondo la World History Encyclopedia gli si unirono il conciatore Anito e l’oratore Licone, tre accusatori per un solo processo. Uno di loro, Anito, era stato uno degli esuli democratici rientrati ad Atene, secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy. La giuria dichiarò Socrate colpevole, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy. Secondo la ricostruzione storica più diffusa — una fonte secondaria, da trattare con cautela — i giudici erano probabilmente 501, come previsto dalla norma legale ateniese per questo tipo di processo, e il voto di colpevolezza sarebbe stato di 280 contro 221; la pena di morte fu poi votata con una maggioranza ancora più ampia. A 70 anni, secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy, Socrate fu messo a morte dai suoi stessi concittadini.
Il Critone: perché non fuggìNegli ultimi giorni della sua vita, raccontati nei dialoghi platonici Eutifrone, Apologia, Critone e Fedone secondo la World History Encyclopedia, Socrate ebbe la possibilità di evadere dal carcere, ma non lo fece. Nel Critone, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, Socrate sostiene il principio secondo cui non è mai giusto fare un torto, nemmeno per restituirne uno subito: fuggire illegalmente dalla città avrebbe causato ad Atene un danno che nessun male subito da lui stesso avrebbe potuto giustificare. L’Internet Encyclopedia of Philosophy racconta lo stesso rifiuto da un’angolazione complementare: Socrate si riteneva in debito con Atene per l’intera esistenza trascorsa sotto le sue norme, e voleva onorare quel debito anche nella propria condanna. Il Fedone, sempre secondo la World History Encyclopedia, descrive il giorno della morte di Socrate, avvenuta bevendo la cicuta. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e risposteCos'è il metodo socratico?Era il modo in cui Socrate filosofava ad Atene: un confronto a colpi di domande e risposte — l'elenchos — pensato per esaminare a fondo le idee comuni di chi aveva davanti, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy. Lo univa all'ironia, dicendo di non sapere nulla di importante, e a quella che il Teeteto di Platone chiama maieutica: Socrate come una levatrice, che fa nascere l'idea nell'interlocutore senza sostituirsi al suo ragionamento. Perché di Socrate non abbiamo nulla scritto da lui?Perché Socrate non scrisse mai nulla di proprio, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy e l'Internet Encyclopedia of Philosophy. Tutto quello che sappiamo di lui proviene da altri autori — soprattutto dal discepolo Platone, e in misura minore da Senofonte, dal commediografo Aristofane e, più tardi, da Aristotele — che non sempre raccontano la stessa cosa. Per questo gli studiosi parlano di un «problema socratico»: distinguere cosa pensasse davvero Socrate da cosa gli attribuisce chi scrive su di lui. Che rapporto c'era tra Socrate e Platone?Platone fu discepolo di Socrate e la fonte principale da cui arriva la maggior parte di quello che sappiamo sul suo pensiero, secondo l'Internet Encyclopedia of Philosophy. È nei dialoghi di Platone — tra cui Apologia, Critone, Fedone e Teeteto — che Socrate racconta il proprio processo, discute il rifiuto di fuggire dal carcere e descrive il proprio metodo come una forma di maieutica. Resta però aperta la domanda su quanto, in quei dialoghi, parli il Socrate storico e quanto parli Platone attraverso di lui. Di cosa fu accusato Socrate e come finì il processo?Socrate fu accusato del reato di empietà — non riconoscere gli dei della città di Atene e introdurne di nuovi — e di corrompere i giovani, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy e la World History Encyclopedia. L'accusa fu messa per scritto dal poeta Meleto, con Anito e Licone; la giuria lo dichiarò colpevole e lo condannò a morte. Aveva 70 anni, ed eseguì la condanna bevendo la cicuta. Perché Socrate non scappò quando poteva fuggire dal carcere?Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, nel dialogo Critone Socrate misura la fuga sul danno che avrebbe fatto alla città, non solo a sé stesso: evadere avrebbe colpito Atene più di quanto la condanna avesse colpito lui. L'Internet Encyclopedia of Philosophy aggiunge un secondo motivo: Socrate aveva accettato per tutta la vita le leggi della città come un patto non scritto, da onorare anche davanti alla propria condanna. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














