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    recaplica Arte greca: riassunto dei periodi, dai kouroi all'ellenismo
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    Arte greca: riassunto dei periodi, dai kouroi all'ellenismo

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 24 ottobre 2026

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    Chi studia l'arte greca incontra quattro periodi, dal geometrico all'ellenismo, con lo stile severo come passaggio tra i due di mezzo. Le statue partono dai kouroi rigidi del VI secolo a.C., arrivano ai corpi in movimento dell'età classica e finiscono nei gruppi teatrali dell'ellenismo. I templi, il Partenone in testa, danno alle sculture lo spazio dei frontoni e dei fregi. Le date dei periodi sono una convenzione didattica, perché i passaggi non furono netti.

    Punti Chiave

    • Dal geometrico all'ellenismo passando per arcaico e classico, con lo stile severo a fare da transizione: è una divisione didattica che risale a Winckelmann, nel Settecento.
    • Il kouros (giovane nudo) e la kore (figura femminile vestita) segnano l'arcaico: braccia lungo i fianchi, sguardo fisso, sorriso arcaico e un ideale di perfezione giovanile, non il ritratto di una persona.
    • Il contrapposto, con il peso su una gamba sola, compare nel primo V secolo a.C. e segna il passaggio allo stile severo e al classico.
    • Policleto scrive il Canone sulle proporzioni del corpo, Fidia sovrintende al Partenone, Prassitele realizza il primo nudo femminile integrale e nel IV secolo a.C. compare una figura con busto e arti più lunghi e testa più piccola.
    • L'ellenismo (323-31 a.C. circa) porta realismo, soggetti quotidiani e gruppi dalle pose contorte.
    • Molti capolavori ci sono noti solo da copie romane, e le statue originali erano dipinte a colori vivaci.

    I numeri chiave

    • 580 a.C. circa Anno intorno al quale i kouroi di Argo, Cleobi e Bitone, furono dedicati a Delfi: un esempio della fase rigida dell'età arcaica. Fonte: World History Encyclopedia, «Ancient Greek Sculpture»
    • 7 volte Quante volte la testa sta nel corpo nelle statue di fine arcaico, verso il 480 a.C., qualunque sia la grandezza della statua: una proporzione più naturale che si fissa in quella fase. Fonte: World History Encyclopedia, «Ancient Greek Sculpture»
    • 490-450 a.C. circa Anni dello stile severo o protoclassico, con anatomia realistica, espressioni serie e palpebre pesanti. Fonte: Arts 101, University of Idaho (testi di Smarthistory)

    L'Approfondimento

    Come si divide l’arte greca: i quattro periodi

    Gli storici dell’arte dividono di solito la produzione greca in quattro periodi di stile: geometrico, arcaico, classico ed ellenistico. Tra l’arcaico e il classico si mette lo stile severo, una fase di forte sperimentazione. Questa periodizzazione risale agli studi di Winckelmann, nel Settecento, ed è una convenzione didattica utile a orientarsi ma insufficiente per capire la storia.

    I confini si appoggiano a fatti politici. Le guerre persiane separano l’arcaico dal classico, il regno di Alessandro Magno (336-323 a.C.) separa il classico dall’ellenismo, e la battaglia di Azio, nel 31 a.C., chiude l’ellenismo (altre voci indicano il 30 a.C., con la conquista dell’Egitto tolemaico). I passaggi tra un periodo e l’altro non furono netti.

    PeriodoDate indicativeStatueSegno per riconoscerlo
    Geometricodal 900 a.C. circapiccole figure in argilla, avorio e bronzoarti allungati, torso triangolare, decori astratti
    Arcaicodal 600 al 480 a.C. circakouros e korerigidità, sguardo fisso, sorriso arcaico
    Severo490-450 a.C. circaGiovane di Crizio, dio di Capo Artemisioanatomia realistica, espressioni serie, contrapposto
    Classico450-323 a.C. circanudo maschile idealizzato, Doriforo, Discobolovesti aderenti al corpo, volti espressivi
    Ellenistico323-31 a.C. circaGalata morente, Laocoonterealismo, gente comune, pose contorte

    Le date della tabella sono approssimate, e per lo stile severo non esiste una cronologia ferma: l’unico punto fermo è il gruppo dei Tirannicidi di Crizio e Nesiote, datato da un’iscrizione al 477/6 a.C.

    Dal vaso geometrico ai primi templi

    Prima del 700 a.C. gli edifici greci erano fatti di materiali deperibili: mattoni crudi, legno, paglia. Di quel mondo restano soprattutto i vasi. L’arte minoica e micenea, di norma, non rientra nell’arte greca in senso stretto, che nasce dopo la fine della civiltà micenea.

    Nell’età protogeometrica e geometrica la ceramica dipinta era una delle poche forme d’arte praticate, e i suoi decori erano astratti. Intorno al 750 a.C. il Maestro del Dipylon e altri ceramisti introducono figure umane e animali molto stilizzate, a silhouette, con i cavalli come soggetto più frequente. Dall’VIII secolo a.C. le piccole figure in argilla, avorio e bronzo hanno arti allungati e torso triangolare, come quelle dei vasi.

    Nel VII secolo a.C. nascono la scultura e la pittura monumentali. Secondo la World History Encyclopedia, la scultura greca guarda all’arte monumentale dell’Egitto e del Vicino Oriente, le più antiche sculture in pietra (calcare) risalgono a metà del secolo e vengono da Thera, mentre il marmo compare all’inizio del VI secolo con le prime statue a grandezza naturale. Intorno al 580 a.C., probabilmente a Corfù, nel tempio di Artemide, si ha il primo tempio dorico costruito tutto in pietra.

    Scultura arcaica greca: kouroi, kore e sorriso

    Le prime grandi statue erano offerte agli dèi nei santuari oppure segnacoli di tomba. Il modello è il kouros, il giovane nudo in piedi, accanto alla kore, la figura femminile vestita. Tra il 600 e il 480 a.C. cimiteri e santuari greci si riempirono di queste statue in marmo.

    I primi grandi esemplari sono rigidi come le statue monumentali egizie: il volto non esprime nulla, lo sguardo è fisso davanti a sé, le braccia pendono dritte e i piedi sono quasi uniti. Un esempio sono i kouroi di Argo, Cleobi e Bitone, dedicati a Delfi intorno al 580 a.C. Dopo il 575 a.C. circa le figure maschili e femminili portano il cosiddetto sorriso arcaico, che resta uguale qualunque sia la persona o la situazione.

    Statue femminili greche: la kore

    La kore è sempre vestita; il kouros è nudo. Sulla kore di Phrasikleia (550-530 a.C. circa) resta in gran parte il rosso della veste, una delle rare tracce del colore originale.

    Kouroi e kore rappresentano una perfezione giovanile idealizzata. I kouroi sono sempre giovani, anche sulle tombe di persone presumibilmente anziane, e sono tutti molto simili tra loro; il rango di chi li commissionava si leggeva nella grandezza.

    I vasi dipinti: dalle figure nere alle figure rosse

    Le figure nere mature nascono a Corinto all’inizio del VII secolo a.C. e arrivano in Attica circa una generazione dopo; verso la metà del VI secolo Corinto e le altre scuole locali cedono il mercato alla ceramica attica. Le figure rosse sono un’invenzione ateniese di intorno al 530 a.C., spesso attribuita al Pittore di Andocide.

    Il rapporto tra figura e fondo si inverte. Nelle figure rosse è lo sfondo del vaso a essere coperto di ingobbio nero, mentre le figure restano del rosso-arancio dell’argilla. I dettagli si disegnano con linee nere di pennello, senza doverli più incidere come nelle figure nere. Le figure rosse rendono meglio l’espressione e l’anatomia.

    Stile severo e arte classica greca

    Verso il 500 a.C., secondo la World History Encyclopedia, gli scultori abbandonano le regole rigide dell’arte arcaica, che rappresentava concetti, e cominciano a riprodurre ciò che osservano. Intorno al 480 a.C. gli ultimi kouroi sono più naturali: il peso passa sulla gamba sinistra, l’anca destra si abbassa e compare un accenno di sorriso. Nel tardo arcaico si fissa anche una proporzione più naturale, con la testa che sta nel corpo sette volte.

    Questo è lo stile severo, che domina la scultura tra il 490 e il 450 a.C. circa. Il Giovane di Crizio (circa 480 a.C.) è la prima statua nota con il contrapposto, ed è un originale greco in marmo. Nel contrapposto la figura poggia il peso su una gamba, mentre spalle e braccia ruotano rispetto ad anche e gambe; è probabile che bronzi più antichi lo usassero già, ma non ci sono arrivati. Il dio di Capo Artemisio e i due guerrieri di Riace sono bronzi del 460-450 a.C. recuperati dal mare, e il primo è, secondo la World History Encyclopedia, un’opera di passaggio tra arcaico e classico.

    Esempio pratico: davanti a una statua di giovane nudo con le braccia lungo i fianchi, i piedi quasi uniti e lo sguardo fisso, il periodo è l’arcaico. Se il peso poggia su una gamba e le spalle ruotano rispetto alle anche, si è almeno nello stile severo, perché il contrapposto compare nel primo V secolo a.C.

    Dopo il 480 a.C. Atene vive un periodo di grande creatività, con il complesso dell’Acropoli voluto da Pericle (la storia della città è nel Recap sull’antica Grecia). Nel classico le statue sono verosimili e a grandezza naturale, celebrano il corpo umano, soprattutto il nudo maschile, e i volti acquistano espressione. Le vesti aderiscono al corpo, con l’effetto detto «panneggio bagnato» o «mosso dal vento».

    Policleto, scultore del Doriforo (il portatore di lancia), scrisse il Canone, un trattato sulle proporzioni del corpo, ma il testo è perduto e se ne conosce solo ciò che altri riportano.

    L’eroe greco tipico è il giovane nudo in piedi che appoggia il peso su una gamba e porta appena avanti l’altra, posa resa canonica da Policleto. Il braccio a riposo sta dal lato della gamba d’appoggio e quello attivo dal lato della gamba libera: l’incrocio si chiama chiasmo, dalla lettera greca chi. Il Discobolo, attribuito a Mirone (circa 450 a.C.), è una delle statue più copiate dell’antichità e ferma un movimento potente per un istante.

    Il ruolo dei templi

    Dalla fine del VI secolo a.C. la scultura decora frontoni, fregi e metope di templi e tesori. Nel Partenone e nel tempio di Zeus a Olimpia i fregi sono a rilievo, mentre i frontoni sono riempiti da statue a tutto tondo.

    Esempio pratico: il Partenone fu iniziato nel 447 a.C. e finito nel 438 a.C., con le decorazioni che continuarono fino al 432 a.C. Fidia sovrintese al progetto e alla costruzione, e fece la statua colossale di Atena in oro e avorio, di circa il 438 a.C., che stava nel tempio.

    Il tardo classico: nuove proporzioni e nudo femminile

    Il tardo classico va dal 400 al 323 a.C., e nonostante le guerre l’arte continua a svilupparsi. Nel IV secolo a.C. compare un nuovo ideale di figura, con busto e arti più lunghi e la testa più piccola, di cui l’Apoxiomeno, l’atleta che si deterge, è l’esempio: il manuale Arts 101 lo elenca come opera di Lisippo. A Lisippo di Sicione si attribuisce, secondo la tradizione, una produzione di millecinquecento statue. Intorno alla metà del IV secolo a.C. Prassitele realizza l’Afrodite di Cnido, il primo nudo femminile integrale, che ruota alle spalle e ai fianchi in una curva a S. Secondo una tesi di laurea dell’Università del Colorado, del IV secolo restano pochissimi originali, e bisogna affidarsi molto alle copie romane, da usare con cautela.

    Arte ellenistica: realismo e gruppi teatrali

    L’arte ellenistica si fa cominciare di solito con la morte di Alessandro Magno, nel 323 a.C. La scultura diventa soprattutto privata, meno legata ai culti e alle funzioni sociali, e torna a un naturalismo crescente. Gli scultori ritraggono in modo realistico uomini e donne di ogni età, e tra i soggetti ammessi entrano scene domestiche, bambini, animali e gente comune.

    Il gusto classico, più austero, avrebbe permesso meno sensualità e meno emozione di quante ne mostrano queste opere. Lo stile è spesso detto «barocco», con pose contorte e volti intensi, e il gruppo a più figure è un’innovazione ellenistica, forse del III secolo a.C. Tra le opere più note ci sono la Nike di Samotracia, di datazione incerta (il manuale Arts 101 propone il 190 a.C. circa), il Galata morente e il Laocoonte. Il Laocoonte fu ritrovato a Roma nel 1506, in pieno Rinascimento, e Michelangelo lo vide subito.

    Le nuove città ellenistiche chiedono statue di dèi ed eroi in serie: la scultura diventa un’industria, con standardizzazione e qualche calo di qualità. Dal Settecento di Winckelmann fino al Novecento gli studiosi hanno parlato dell’ellenismo come di un’epoca di declino e decadenza.

    Materiali, colori e copie: che cosa ci è arrivato

    All’inizio si usavano soprattutto bronzo e calcare poroso. Il bronzo non passò mai di moda, ma la pietra preferita divenne il marmo. I bronzi si facevano per lo più a cera persa: sul nucleo si modellava la cera, la si copriva di argilla, la si scioglieva e al suo posto si colava il bronzo fuso.

    La maggior parte delle sculture era dipinta, spesso con colori che al gusto moderno paiono sgargianti. Le tinte vivaci arrivavano ai dettagli, dalle sopracciglia e dalle labbra ai decori delle vesti, oltre che a pelle e capelli.

    Gli occhi erano spesso a incrostazione, in osso, cristallo o vetro. Ritrovamenti e studi dal XIX secolo mostrano che anche le architetture erano policrome.

    Il bronzo veniva rifuso nei secoli successivi e il marmo rotto restava dov’era, perciò si è conservato meglio il marmo. Secondo la World History Encyclopedia i bronzi greci originali sopravvissuti sono al massimo una dozzina, secondo una stima della fonte senza anno. Di molti capolavori restano le copie fatte in età romana (l’impero romano le produsse in gran numero), con limiti propri: mancano della mano del maestro, possono cambiare materiale, dal bronzo al marmo, e rimescolare le parti del corpo, le teste più di tutte.

    Esempio pratico: il Doriforo visibile a Napoli è una copia romana in marmo trovata a Pompei, mentre l’originale in bronzo, del 450-440 a.C. circa, è perduto. Chi lo studia lavora su una copia.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Arte greca: L'arte greca e i suoi periodiSlide 2 della presentazione su Arte greca: Come si capisce da una statua a quale periodo appartiene?Slide 3 della presentazione su Arte greca: Dal 900 a.C. al 31 a.C.Slide 4 della presentazione su Arte greca: Capitolo 01: Vasi e primi edificiSlide 5 della presentazione su Arte greca: Dal vaso geometrico alla statua di marmoSlide 6 della presentazione su Arte greca: Capitolo 02: Kouroi e kore rigidiSlide 7 della presentazione su Arte greca: Giovane nudo e figura vestitaSlide 8 della presentazione su Arte greca: Kouros · Giovane · AlessandroSlide 9 della presentazione su Arte greca: Capitolo 03: Il corpo prende pesoSlide 10 della presentazione su Arte greca: Gli scultori del classico e del IV secolo: Policleto, Fidia, PrassiteleSlide 11 della presentazione su Arte greca: Le statue greche erano dipinte a colori vivaci.Slide 12 della presentazione su Arte greca: Dal Partenone al LaocoonteSlide 13 della presentazione su Arte greca: Perché il Doriforo conservato a Napoli non è l'originale di Policleto?Slide 14 della presentazione su Arte greca: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Le statue greche erano di marmo bianco, lucido e puro.

      ✓ Realtà La maggior parte delle sculture era dipinta: avevano tinte vivaci, dalla pelle ai decori delle vesti, e spesso gli occhi erano intarsiati. Il bianco è ciò che resta dopo i secoli, e solo in pochissimi casi il colore si è conservato, come sulla veste rossa della kore di Phrasikleia (550-530 a.C. circa).

    • ✗ Mito Il Doriforo di Policleto che si vede a Napoli è l'originale greco.

      ✓ Realtà È una copia romana in marmo, trovata a Pompei. L'originale era in bronzo, datato intorno al 450-440 a.C., ed è perduto. In generale i bronzi venivano rifusi nei secoli successivi, mentre il marmo rotto restava dov'era.

    • ✗ Mito L'arte ellenistica è la decadenza dell'arte greca.

      ✓ Realtà Dal Settecento di Winckelmann fino al Novecento gli studiosi hanno parlato di declino e decadenza, ma è un giudizio di storici moderni e non l'unico. L'ellenismo introduce novità: ritratti realistici, bambini e scene domestiche come soggetti, gruppi a più figure.

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    • Arte greca
      • I periodi Convenzione didattica nata nel Settecento
        • Geometrico
        • Arcaico
        • Classico
        • Ellenistico
      • Le statue
        • Kouros e kore
        • Contrapposto
        • Doriforo e Canone
        • Gruppi ellenistici
      • I templi
        • Partenone 447-438 a.C.
        • Frontoni, fregi e metope
      • I vasi dipinti
        • Figure nere
        • Figure rosse
      • Materiali e colore
        • Bronzo a cera persa
        • Marmo
        • Policromia
      • Cosa ci è arrivato
        • Copie romane
        • Originali rari

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quale insieme di tratti riconosce un kouros dell'età arcaica?

    Sono i tratti delle prime grandi statue in piedi, rigide come quelle egizie. Il peso su una gamba è il contrapposto dello stile severo, le pose contorte sono dell'ellenismo, il panneggio bagnato dell'età classica.

    2 Qual è la prima statua nota con il contrapposto?

    Il Giovane di Crizio, un originale greco in marmo, è la prima statua nota con quella posa. È possibile che bronzi più antichi la usassero già, ma non sono arrivati fino a noi.

    3 Perché il Doriforo conservato a Napoli non è l'originale di Policleto?

    La statua di Napoli è una copia romana in marmo trovata a Pompei. L'originale in bronzo, del 450-440 a.C. circa, è andato perduto.

    4 Come si presentavano in origine le statue greche in marmo?

    La maggior parte delle sculture era dipinta, anche quelle del Partenone. Il bianco è l'aspetto che hanno preso con i secoli.

    5 Quale di questi è un tratto dell'arte ellenistica?

    Con l'ellenismo la scultura torna a un naturalismo crescente e accoglie gente comune, bambini, animali e scene domestiche, senza più l'obbligo dell'ideale di bellezza.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-C · 4-D · 5-B

    Flashcards

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    Chi studia l'arte greca incontra quattro periodi, dal geometrico all'ellenismo, con lo stile severo come passaggio tra i due di mezzo. Le statue partono dai kouroi rigidi del VI secolo a.C., arrivano ai corpi in movimento dell'età classica e finiscono nei gruppi teatrali dell'ellenismo. I templi, il Partenone in testa, danno alle sculture lo spazio dei frontoni e dei fregi. Le date dei periodi sono una convenzione didattica, perché i passaggi non furono netti.

    Domande e risposte

    Quali sono i periodi dell'arte greca e come si riconoscono?

    Sono il geometrico (vasi con decori astratti, dal 900 a.C. circa), l'arcaico (kouroi e kore rigidi, sorriso arcaico), il classico (corpi naturali e idealizzati, contrapposto, panneggio bagnato) e l'ellenistico (dal 323 a.C., realismo, soggetti quotidiani, pose teatrali). Tra arcaico e classico si colloca lo stile severo, fra il 490 e il 450 a.C. circa. Le date sono una convenzione didattica.

    Che differenza c'è tra scultura arcaica e scultura classica greca?

    Le statue arcaiche rappresentano concetti con regole rigide: stanno ferme, con lo sguardo fisso. Verso il 500 a.C. gli scultori cominciano a riprodurre ciò che osservano, e in età classica le figure hanno dimensioni naturali, volti espressivi, vesti aderenti al corpo e una disposizione d'animo.

    Che cosa sono le kore, le statue femminili greche?

    Le kore sono statue di figure femminili vestite, diffuse nell'età arcaica nei santuari e nei cimiteri, spesso come segnacolo di tomba. A differenza del kouros, la kore non è mai nuda. Rappresentavano un ideale di perfezione giovanile.

    Come si riconosce l'arte ellenistica?

    Dal naturalismo crescente: uomini e donne di ogni età resi in modo realistico, bambini, animali e scene domestiche come soggetti. Lo stile delle opere più celebri, detto barocco, ha pose contorte e volti intensi. Il periodo si fa cominciare con la morte di Alessandro Magno, nel 323 a.C.

    Fonti consultate

    • World History Encyclopedia, «Ancient Greek Sculpture» (Mark Cartwright)
    • Arts 101, University of Idaho, capitolo «Ancient Greece» (testi di Smarthistory)
    • University of Colorado Boulder, Dipartimento di Classici, «Athenian Red-Figure Vase Painting»
    • A. L. Heller, «From Architecture to Graves: The Development of Emotion in Ancient Greek Sculpture», tesi, University of Colorado Boulder (2015)
    • Wikipedia, «Arte greca»
    • Wikipedia, «Ancient Greek art»

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