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Diritto internazionale: cos'è e chi lo applica | |||||||||||||||
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Diritto internazionale: cos'è e chi lo applicaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl diritto internazionale è l'insieme delle regole che governano i rapporti fra gli Stati e, in alcune materie, anche il trattamento che uno Stato riserva alle persone entro i propri confini. Nasce da due fonti principali, i trattati e la consuetudine, indicate dall'articolo 38(1) dello Statuto della Corte Internazionale di Giustizia. Ad applicarlo sono istituzioni diverse fra loro: l'ONU con la sua Carta sul piano politico-diplomatico, la Corte Internazionale di Giustizia sulle controversie fra Stati, la Corte Penale Internazionale sui singoli individui accusati di crimini gravi. Due rami distinti completano il quadro, il diritto internazionale privato, che indica la legge nazionale da applicare a un caso con elementi stranieri, e il diritto internazionale penale, quello della Corte Penale Internazionale. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn ordinamento senza un legislatore unicoIl diritto internazionale è l’insieme delle regole che disciplinano i rapporti fra gli Stati e, per alcune materie, il modo in cui uno Stato tratta le persone entro i propri confini. Secondo le Nazioni Unite, il suo campo d’applicazione copre questioni molto diverse fra loro: diritti umani, disarmo, crimine internazionale, rifugiati, migrazione, trattamento dei prigionieri, uso della forza, conduzione della guerra, ma anche ambiente, sviluppo sostenibile, acque internazionali, spazio, comunicazioni globali e commercio mondiale. A differenza del diritto di uno Stato, quello internazionale non ha un parlamento sopra gli Stati che lo approva né un governo unico che lo fa rispettare: nasce dal consenso degli Stati stessi, espresso in forme diverse. Le fonti, trattati e consuetudineL’articolo 38(1) dello Statuto della Corte Internazionale di Giustizia elenca le fonti a cui la Corte fa riferimento per decidere una controversia. Le due principali sono i trattati e la consuetudine internazionale, che nel diritto interno di uno Stato non hanno un vero equivalente. Un trattato è un accordo scritto fra Stati. Vincola solo chi lo firma: la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, all’articolo 34, stabilisce che un trattato non crea obblighi né diritti per uno Stato terzo senza il suo consenso. La consuetudine, invece, non è scritta in nessun testo unico. È una prassi generale accettata come diritto, per usare la formula dello stesso Statuto ICJ, e nasce quando un comportamento diventa così diffuso e ripetuto fra gli Stati che questi arrivano a considerarlo obbligatorio. Una norma giuridica interna nasce da un procedimento definito, con un parlamento che la approva e un’autorità che la applica. Una norma di diritto internazionale nasce invece dal comportamento ripetuto o dall’accordo esplicito degli Stati. Diritto internazionale pubblico e privatoIl diritto internazionale di cui si è parlato finora, quello dei trattati e della consuetudine fra Stati, si chiama più precisamente diritto internazionale pubblico. Esiste anche un diritto internazionale privato, ma è una materia diversa: fa parte del diritto interno di ciascun Paese e serve a stabilire quale legge nazionale vada applicata quando un caso concreto coinvolge persone o beni di Stati diversi: un contratto, un matrimonio, un’eredità. Un giudice italiano che deve decidere quale legge applicare al contratto fra un’azienda di Milano e una di Lione userà le regole di diritto internazionale privato italiano, non un trattato fra Italia e Francia. Chi applica il diritto internazionaleLe Nazioni Unite distinguono tre organi con compiti diversi. La Carta dell’ONU, firmata nel 1945, codifica i principi maggiori delle relazioni internazionali, dalla sovrana uguaglianza degli Stati al divieto dell’uso della forza: è il livello politico-diplomatico, il testo fondativo a cui gli altri organi fanno riferimento.
Il secondo livello è giudiziario. La Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), definita dalla Carta ONU l’organo giudiziario principale delle Nazioni Unite, ha sede all’Aia e giudica controversie fra Stati. La sua funzione contenziosa, disciplinata dall’articolo 94, produce sentenze vincolanti per le parti in causa, che possono rivolgersi al Consiglio di Sicurezza se l’altra parte non rispetta la decisione. La sua funzione consultiva, prevista dall’articolo 96, è diversa: Assemblea Generale e Consiglio di Sicurezza possono chiederle pareri legali su questioni di diritto, ma quei pareri non sono vincolanti. Il terzo livello è tecnico: la Commissione di Diritto Internazionale, come indica il suo stesso nome, ha il compito di far progredire il diritto internazionale e di codificarlo, mettendo per iscritto, in forma sistematica, regole che spesso esistevano già come consuetudine. Sul piano operativo, uno Stato porta le proprie posizioni davanti a questi organi attraverso la propria diplomazia: per l’Italia è il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a occuparsene. ICJ e ICC, due corti all’AiaC’è una quarta istituzione, distinta dalle prime tre perché giudica singole persone anziché Stati: la Corte Penale Internazionale (ICC). Nacque con lo Statuto di Roma, adottato il 17 luglio 1998 ed entrato in vigore il 1° luglio 2002 dopo aver raccolto 60 ratifiche; a maggio 2026 gli Stati parte dello Statuto erano 125. Ha sede all’Aia, come l’ICJ, e giudica individui accusati di crimini di guerra, genocidio, crimini contro l’umanità e crimine di aggressione: è la sede del diritto internazionale penale, un ramo distinto dal diritto internazionale pubblico che regola i rapporti fra Stati.
La confusione fra le due corti è frequente perché entrambe hanno sede all’Aia, anche se ogni caso può stare davanti a una sola delle due. L’ICJ, dal canto suo, ha una progenitrice: nel 1945 prende il posto della Corte Permanente di Giustizia Internazionale, istituita nel 1920 dalla Società delle Nazioni, l’organizzazione che precedette l’ONU. Sul piano interno, un sistema di corti con gradi e competenze diverse esiste anche dentro un singolo Stato: lo racconta la voce sull’ordinamento giudiziario in Italia, utile per confronto con un sistema, come quello internazionale, che sopra gli Stati non ha un unico apparato giudiziario. Fra i temi che il diritto internazionale regola c’è anche la tutela dei diritti delle persone, un’area che ha una sua carta di riferimento nella Dichiarazione universale dei diritti umani. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChe differenza c'è tra diritto internazionale pubblico e diritto internazionale privato?Il diritto internazionale pubblico regola i rapporti fra Stati, con trattati, organizzazioni come l'ONU e tribunali come la Corte Internazionale di Giustizia. Il diritto internazionale privato è invece una branca del diritto interno di ogni Paese: dice quale legge nazionale va applicata a un caso con elementi stranieri, per esempio un contratto tra un'azienda italiana e una francese. Che differenza c'è tra la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale?L'ICJ giudica controversie fra Stati e ha sede all'Aia; la sua funzione contenziosa (articolo 94 della Carta ONU) è vincolante tra le parti, mentre i pareri richiesti da Assemblea Generale o Consiglio di Sicurezza (articolo 96) non lo sono. La Corte Penale Internazionale, anch'essa all'Aia ma nata con lo Statuto di Roma del 1998, processa invece singole persone: le accuse possibili sono genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità e crimine di aggressione. Qui vive il diritto internazionale penale, un ramo diverso dal diritto internazionale pubblico dei rapporti fra Stati. Che cos'è il diritto internazionale consuetudinario?È una delle due fonti principali indicate dall'articolo 38(1) dello Statuto della Corte Internazionale di Giustizia, insieme ai trattati. Si forma quando gli Stati seguono in modo generale una certa condotta e arrivano a considerarla diritto: un testo scritto e firmato qui non serve. Come diventa uno Stato parte della Corte Internazionale di Giustizia?In automatico: secondo l'articolo 93 della Carta ONU, ogni Stato membro delle Nazioni Unite diventa parte dello Statuto della Corte. Gli Stati non membri possono aderire, ma solo a condizioni stabilite caso per caso dall'Assemblea Generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza. Che cos'è la Commissione di Diritto Internazionale?È l'organo tecnico delle Nazioni Unite con due compiti: spingere avanti lo sviluppo del diritto internazionale e codificarlo, cioè metterne per iscritto le regole. Mentre l'ONU definisce indirizzi politici e l'ICJ giudica le controversie, la Commissione lavora sui testi delle norme. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














