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Dichiarazione universale dei diritti umani: cos'è e quali sono gli articoli principali | ||||||||||||
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Dichiarazione universale dei diritti umani: cos'è e quali sono gli articoli principaliCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è il testo che le Nazioni Unite adottarono a Parigi il 10 dicembre 1948, dopo la Seconda guerra mondiale. Non è un trattato: nessuno Stato è obbligato per legge a rispettarla, ma da allora è considerata la base del diritto internazionale sui diritti umani. Il testo, scritto in meno di due anni da una commissione di 18 persone guidata da Eleanor Roosevelt, elenca 30 diritti validi per ogni essere umano, dalla libertà personale all'istruzione. Sono arrivati poi due patti giuridicamente vincolanti, nel 1966, a trasformare buona parte di quei principi in obblighi concreti per gli Stati che li hanno ratificati. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoPerché nasce dopo la Seconda guerra mondialeSecondo le Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti umani nasce dall’esperienza della Seconda guerra mondiale: finita la guerra e fondata l’ONU, la comunità internazionale si impegnò a non permettere mai più atrocità come quelle di quel conflitto. Il nome, però, genera spesso confusione con un documento diverso, nato oltre un secolo e mezzo prima nella Francia rivoluzionaria: la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, il testo francese del 1789, adottato da un’assemblea diversa e non universale. Per tradurre l’impegno del dopoguerra in un testo condiviso, le Nazioni Unite affidarono il lavoro a una Commissione per i diritti umani composta da 18 membri, scelti tra tradizioni politiche, culturali e religiose diverse, provenienti da tutte le regioni del mondo. La Commissione si riunì per la prima volta nel 1947 e completò l’intero testo in meno di due anni. Chi ha scritto il testo, e comeEleanor Roosevelt, vedova del presidente statunitense Franklin D. Roosevelt, presiedette il comitato di redazione ed è riconosciuta dalle Nazioni Unite come la principale artefice dell’adozione della Dichiarazione. La prima bozza del testo la scrisse il giurista francese René Cassin. Il diplomatico libanese Charles Malik fu il relatore del comitato, il cinese Peng Chung Chang ne fu vicepresidente, e il canadese John Humphrey, direttore della Divisione diritti umani dell’ONU, preparò lo schema iniziale su cui gli altri lavorarono. Una dichiarazione, non un trattatoUna dichiarazione non è un trattato: nessuno Stato firma o ratifica la Dichiarazione universale dei diritti umani, e nessun tribunale può condannare un governo per averla violata in quanto tale. Secondo le Nazioni Unite è comunemente considerata la base del diritto internazionale sui diritti umani, ma non impone di per sé obblighi legali. I diritti che elenca sono diventati obblighi giuridici veri e propri solo con due Patti internazionali del 1966, entrati in vigore nel 1976: uno sui diritti civili e politici, l’altro sui diritti economici, sociali e culturali. Insieme alla Dichiarazione, secondo le Nazioni Unite, i due Patti compongono quella che viene chiamata la Carta internazionale dei diritti umani.
Cosa dicono i 30 articoliIl testo si apre con un preambolo di sette premesse e prosegue con 30 articoli numerati. L’Articolo 1 afferma che ogni essere umano nasce libero e con pari dignità e diritti. L’Articolo 3 riconosce il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona. L’Articolo 25 stabilisce il diritto a un tenore di vita adeguato, che comprende alimentazione, vestiario, abitazione e assistenza medica, con una tutela particolare per la maternità e l’infanzia. L’Articolo 26 riconosce il diritto all’istruzione, gratuita e obbligatoria almeno nei gradi elementari.
Molti di questi principi tornano, riformulati, nelle costituzioni nazionali scritte dopo il 1948: la Costituzione italiana, per esempio, dedica una parte consistente dei suoi articoli a diritti simili. L’ultimo articolo del testo ONU, il numero 30, chiude la Dichiarazione vietando di interpretarla come un permesso, per uno Stato, un gruppo o una persona, di compiere atti diretti a distruggere i diritti e le libertà che essa stessa elenca. Da un testo del 1948 a un intero sistema di trattatiIl testo, secondo le Nazioni Unite, è stato tradotto in oltre 500 lingue: il documento più tradotto al mondo. Ha inoltre ispirato più di 80 tra trattati e dichiarazioni sui diritti umani, oltre a numerose convenzioni regionali, leggi nazionali e disposizioni costituzionali — tra queste, nell’Unione Europea, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Carta di Nizza), proclamata nel 2000 e diventata vincolante nel 2009 con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Anche il modo in cui le istituzioni europee sono organizzate, spiegato in Unione Europea: come funziona e chi decide davvero, si inserisce in questa tradizione dei diritti nata nel 1948. E le tensioni più recenti tra diritti fondamentali e nuove tecnologie di controllo, come quelle raccontate in Sorveglianza di massa: cos’è e come confligge con i diritti umani, si misurano con gli stessi principi che il testo del 1948 mise per primo nero su bianco. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteLa Dichiarazione universale dei diritti umani è la stessa cosa della Dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1789?No. Sono due documenti diversi. Quella del 1789 nacque durante la Rivoluzione francese e riguardava i cittadini francesi; la Dichiarazione universale dei diritti umani fu adottata dalle Nazioni Unite nel 1948, dopo la Seconda guerra mondiale, con l'obiettivo di valere per ogni essere umano, in ogni paese. Quali sono gli articoli principali della Dichiarazione universale dei diritti umani?Tra i più citati: l'Articolo 1, che afferma che ogni essere umano nasce libero e con pari dignità; l'Articolo 3, sul diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza; l'Articolo 25, sul diritto a un tenore di vita adeguato; l'Articolo 26, sul diritto all'istruzione; e l'Articolo 30, l'articolo di chiusura, che vieta di usare la Dichiarazione per giustificare la distruzione dei diritti che elenca. La Dichiarazione universale dei diritti umani è legalmente obbligatoria per gli Stati?Di per sé no: nessuno Stato la firma o la ratifica, quindi non genera obblighi legali diretti. Secondo le Nazioni Unite è però comunemente considerata la base del diritto internazionale sui diritti umani, e molti dei suoi principi sono diventati vincolanti attraverso i due Patti internazionali del 1966, in vigore dal 1976. Chi ha scritto la Dichiarazione universale dei diritti umani?Un comitato di redazione presieduto da Eleanor Roosevelt, con René Cassin autore della prima bozza, Charles Malik relatore, Peng Chung Chang vicepresidente e John Humphrey autore dello schema iniziale del testo. Lavorarono nell'ambito di una Commissione per i diritti umani di 18 membri, provenienti da tradizioni politiche, culturali e religiose diverse. Perché fu creata la Dichiarazione universale dei diritti umani?Secondo le Nazioni Unite, nacque dall'esperienza della Seconda guerra mondiale: finito il conflitto e fondata l'ONU, la comunità internazionale si impegnò a evitare il ripetersi di atrocità come quelle della guerra, dandosi un elenco comune di diritti validi per tutti. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














