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Trattato di Lisbona: cos'è e cosa ha cambiato nell'Unione Europea | |||||||||||||||
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Trattato di Lisbona: cos'è e cosa ha cambiato nell'Unione EuropeaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl Trattato di Lisbona è il trattato che, firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009, ha riformato il funzionamento dell'Unione Europea senza sostituire i trattati esistenti. Riprende molti contenuti del Trattato costituzionale europeo, bocciato dai referendum del 2005 in Francia e Paesi Bassi, ma non è una Costituzione: modifica il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea, come già avevano fatto Amsterdam e Nizza. Rafforza i poteri del Parlamento europeo, crea la presidenza permanente del Consiglio europeo e la figura dell'Alto rappresentante per gli affari esteri, e rende giuridicamente vincolante la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Introduce anche l'iniziativa dei cittadini europei e un nuovo sistema di voto a doppia maggioranza qualificata, entrato pienamente in vigore solo dal 1° novembre 2014. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn trattato che ne modifica altri, non una CostituzioneIl Trattato di Lisbona nasce dal fallimento di un progetto più ambizioso. Nel 2005, i referendum in Francia e nei Paesi Bassi bocciano il Trattato costituzionale europeo, il testo che avrebbe dovuto sostituire con un’unica Costituzione i trattati fondativi dell’Unione. Secondo la sintesi ufficiale pubblicata su EUR-Lex, il Trattato di Lisbona è “largely inspired by” quel progetto: ne riprende molti contenuti, ma sceglie una strada diversa da quella della Costituzione bocciata. La conferenza intergovernativa che porta al nuovo testo si apre il 23 luglio 2007. Il trattato viene firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 ed entra in vigore il 1° dicembre 2009, dopo essere stato ratificato da tutti i 27 Stati membri dell’epoca. Tecnicamente, modifica il Trattato sull’Unione Europea (TUE) e il Trattato che istituisce la Comunità Europea, rinominato Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): non crea un testo unico e non abroga quelli precedenti, esattamente come avevano già fatto i trattati di Amsterdam (1997) e Nizza (2001). Per capire come funzionano oggi le istituzioni che il trattato ha riformato, vedi Unione Europea: come funziona e chi decide davvero. Le istituzioni riformateIl Trattato di Lisbona interviene su come le istituzioni dell’Unione operano e su come vengono prese le decisioni. Il Parlamento europeo ottiene nuovi poteri legislativi: la codecisione con il Consiglio, già in uso per alcune materie, si estende e diventa la procedura legislativa ordinaria, e il Parlamento arriva a un peso pari a quello del Consiglio in aree dove prima non lo aveva, in particolare nella definizione del bilancio dell’Unione, nella politica agricola e nella giustizia e negli affari interni. Il Parlamento ottiene anche il diritto di eleggere il Presidente della Commissione, su proposta del Consiglio europeo. Il Consiglio europeo, l’organo che riunisce i capi di Stato e di governo, ottiene una presidenza permanente: un presidente eletto a maggioranza per un mandato di 30 mesi, rinnovabile una volta, che sostituisce la precedente presidenza a rotazione semestrale tra gli Stati membri. Nasce anche la figura dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che è al tempo stesso vicepresidente della Commissione europea: una carica pensata per dare all’Unione una voce più coerente nella politica estera.
Anche i parlamenti nazionali dei singoli Stati membri ottengono, con il Trattato di Lisbona, un ruolo maggiore nel processo decisionale dell’Unione, con la possibilità di far sentire la propria voce sulle proposte legislative europee prima che vengano approvate. I diritti dei cittadini e la Carta vincolanteIl Trattato di Lisbona dà alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea lo stesso valore giuridico dei trattati, rendendola per la prima volta vincolante: da dichiarazione politica diventa una norma giuridica a tutti gli effetti. La tutela dei diritti fondamentali nell’Unione Europea si intreccia anche con la discussione sulla sorveglianza di massa e i diritti umani. Il trattato introduce anche l’iniziativa dei cittadini europei: uno strumento che permette a un milione di cittadini dell’Unione, con soglie minime raccolte in almeno 7 Paesi membri, di invitare la Commissione europea a presentare una proposta legislativa su una materia di sua competenza. Sul fronte delle competenze, il trattato fa passare sotto la gestione dell’Unione le politiche su controlli alle frontiere, asilo, immigrazione e cooperazione giudiziaria e di polizia. E per la prima volta un trattato dell’Unione prevede una procedura formale per il recesso volontario di uno Stato membro: è l’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea. Il voto nel Consiglio: la doppia maggioranza, dal 2014Il Trattato di Lisbona ha previsto un nuovo sistema di voto a maggioranza qualificata nel Consiglio dell’Unione Europea, basato sulla cosiddetta doppia maggioranza: per approvare una proposta servono almeno il 55% degli Stati membri, che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione; per bloccarla, bastano almeno 4 Stati contrari. Questo sistema non è entrato in vigore insieme al resto del trattato, nel 2009. Secondo la voce di glossario di EUR-Lex sulla maggioranza qualificata, la regola della doppia maggioranza è stata introdotta il 1° novembre 2014, con un periodo transitorio fino al 31 marzo 2017, durante il quale ogni Stato membro poteva ancora chiedere che una decisione fosse presa secondo le regole in vigore prima di quella data. Tra il 2009 e il 2014, il Consiglio ha continuato a votare con il sistema di ponderazione dei voti ereditato dai trattati precedenti. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è il Trattato di Lisbona?È il trattato, firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009, che ha riformato il funzionamento delle istituzioni dell'Unione Europea modificando il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato sulla Comunità Europea, senza sostituirli con un testo nuovo. Il Trattato di Lisbona è la Costituzione europea?No. Riprende molti contenuti del Trattato costituzionale europeo, bocciato dai referendum del 2005 in Francia e Paesi Bassi, ma non si proclama una Costituzione: resta un trattato che modifica quelli esistenti, come già avevano fatto Amsterdam e Nizza. Cosa ha cambiato il Trattato di Lisbona nell'Unione Europea?Ha ampliato i poteri legislativi del Parlamento europeo, ha creato la presidenza permanente del Consiglio europeo e la carica di Alto rappresentante per gli affari esteri, ha reso vincolante la Carta dei diritti fondamentali, ha introdotto l'iniziativa dei cittadini europei e un nuovo sistema di voto nel Consiglio, oltre alla prima procedura formale di recesso di uno Stato membro. Quando è entrata in vigore la doppia maggioranza qualificata prevista dal Trattato di Lisbona?Il 1° novembre 2014, con un periodo transitorio fino al 31 marzo 2017 durante il quale ogni Stato membro poteva ancora chiedere di votare secondo le regole precedenti. Non va confusa con l'entrata in vigore del trattato stesso, nel 2009. Cos'è l'iniziativa dei cittadini europei introdotta dal Trattato di Lisbona?Uno strumento che permette a un milione di cittadini dell'Unione, con soglie minime raccolte in almeno 7 Paesi membri, di invitare la Commissione europea a presentare una proposta legislativa su una materia di sua competenza. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














