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    recaplica Trattato di Lisbona: cos'è e cosa ha cambiato nell'Unione Europea
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    Trattato di Lisbona: cos'è e cosa ha cambiato nell'Unione Europea

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 27 settembre 2026

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    Il Trattato di Lisbona è il trattato che, firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009, ha riformato il funzionamento dell'Unione Europea senza sostituire i trattati esistenti. Riprende molti contenuti del Trattato costituzionale europeo, bocciato dai referendum del 2005 in Francia e Paesi Bassi, ma non è una Costituzione: modifica il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea, come già avevano fatto Amsterdam e Nizza. Rafforza i poteri del Parlamento europeo, crea la presidenza permanente del Consiglio europeo e la figura dell'Alto rappresentante per gli affari esteri, e rende giuridicamente vincolante la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Introduce anche l'iniziativa dei cittadini europei e un nuovo sistema di voto a doppia maggioranza qualificata, entrato pienamente in vigore solo dal 1° novembre 2014.

    Punti Chiave

    • Firmato il 13 dicembre 2007 a Lisbona, è entrato in vigore il 1° dicembre 2009, dopo la ratifica di tutti i 27 Stati membri.
    • Modifica il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea (poi Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea), come già avevano fatto i trattati di Amsterdam e Nizza: non crea un nuovo trattato a sé stante.
    • Riprende gran parte dei contenuti del Trattato costituzionale europeo, bocciato dai referendum del 2005 in Francia e Paesi Bassi, senza però proclamarsi una Costituzione.
    • Rende la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea giuridicamente vincolante, con lo stesso valore giuridico dei trattati.
    • Amplia i poteri legislativi del Parlamento europeo, istituisce la presidenza permanente del Consiglio europeo e la carica di Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza.
    • Introduce l'iniziativa dei cittadini europei e il voto a doppia maggioranza qualificata (55% degli Stati, 65% della popolazione), quest'ultimo entrato pienamente in vigore solo il 1° novembre 2014.

    I numeri chiave

    • 2007 l'anno della firma del Trattato di Lisbona, il 13 dicembre, dopo la conferenza intergovernativa apertasi il 23 luglio dello stesso anno Fonte: Parlamento europeo
    • 2009 l'anno di entrata in vigore del trattato, il 1° dicembre, dopo la ratifica di tutti i 27 Stati membri dell'epoca Fonte: EUR-Lex
    • 2014 l'anno in cui è entrato pienamente in vigore il voto a doppia maggioranza qualificata previsto da Lisbona, il 1° novembre, con un periodo transitorio fino al 31 marzo 2017 Fonte: EUR-Lex, voce di glossario Qualified majority

    L'Approfondimento

    Un trattato che ne modifica altri, non una Costituzione

    Il Trattato di Lisbona nasce dal fallimento di un progetto più ambizioso. Nel 2005, i referendum in Francia e nei Paesi Bassi bocciano il Trattato costituzionale europeo, il testo che avrebbe dovuto sostituire con un’unica Costituzione i trattati fondativi dell’Unione. Secondo la sintesi ufficiale pubblicata su EUR-Lex, il Trattato di Lisbona è “largely inspired by” quel progetto: ne riprende molti contenuti, ma sceglie una strada diversa da quella della Costituzione bocciata.

    La conferenza intergovernativa che porta al nuovo testo si apre il 23 luglio 2007. Il trattato viene firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 ed entra in vigore il 1° dicembre 2009, dopo essere stato ratificato da tutti i 27 Stati membri dell’epoca. Tecnicamente, modifica il Trattato sull’Unione Europea (TUE) e il Trattato che istituisce la Comunità Europea, rinominato Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE): non crea un testo unico e non abroga quelli precedenti, esattamente come avevano già fatto i trattati di Amsterdam (1997) e Nizza (2001).

    Per capire come funzionano oggi le istituzioni che il trattato ha riformato, vedi Unione Europea: come funziona e chi decide davvero.

    Le istituzioni riformate

    Il Trattato di Lisbona interviene su come le istituzioni dell’Unione operano e su come vengono prese le decisioni. Il Parlamento europeo ottiene nuovi poteri legislativi: la codecisione con il Consiglio, già in uso per alcune materie, si estende e diventa la procedura legislativa ordinaria, e il Parlamento arriva a un peso pari a quello del Consiglio in aree dove prima non lo aveva, in particolare nella definizione del bilancio dell’Unione, nella politica agricola e nella giustizia e negli affari interni. Il Parlamento ottiene anche il diritto di eleggere il Presidente della Commissione, su proposta del Consiglio europeo.

    Il Consiglio europeo, l’organo che riunisce i capi di Stato e di governo, ottiene una presidenza permanente: un presidente eletto a maggioranza per un mandato di 30 mesi, rinnovabile una volta, che sostituisce la precedente presidenza a rotazione semestrale tra gli Stati membri. Nasce anche la figura dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che è al tempo stesso vicepresidente della Commissione europea: una carica pensata per dare all’Unione una voce più coerente nella politica estera.

    Esempio pratico: prima del Trattato di Lisbona, il Parlamento europeo non aveva voce in capitolo sulla politica agricola comune, decisa dal solo Consiglio. Con la procedura legislativa ordinaria estesa a questa materia, oggi una riforma della politica agricola dell’Unione serve l’accordo sia del Parlamento sia del Consiglio.

    Istituzione o meccanismoPrima di LisbonaDopo Lisbona
    Presidenza del Consiglio europeoA rotazione, ogni sei mesiPermanente, mandato di 30 mesi rinnovabile
    Politica esteraNessuna figura unica di riferimentoAlto rappresentante, anche vicepresidente della Commissione
    Potere legislativo del ParlamentoLimitato ad alcune materieProcedura ordinaria estesa a bilancio, agricoltura, giustizia e affari interni
    Carta dei diritti fondamentaliTesto proclamato ma senza forza di leggeStesso valore giuridico dei trattati

    Anche i parlamenti nazionali dei singoli Stati membri ottengono, con il Trattato di Lisbona, un ruolo maggiore nel processo decisionale dell’Unione, con la possibilità di far sentire la propria voce sulle proposte legislative europee prima che vengano approvate.

    I diritti dei cittadini e la Carta vincolante

    Il Trattato di Lisbona dà alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea lo stesso valore giuridico dei trattati, rendendola per la prima volta vincolante: da dichiarazione politica diventa una norma giuridica a tutti gli effetti. La tutela dei diritti fondamentali nell’Unione Europea si intreccia anche con la discussione sulla sorveglianza di massa e i diritti umani.

    Il trattato introduce anche l’iniziativa dei cittadini europei: uno strumento che permette a un milione di cittadini dell’Unione, con soglie minime raccolte in almeno 7 Paesi membri, di invitare la Commissione europea a presentare una proposta legislativa su una materia di sua competenza.

    Sul fronte delle competenze, il trattato fa passare sotto la gestione dell’Unione le politiche su controlli alle frontiere, asilo, immigrazione e cooperazione giudiziaria e di polizia. E per la prima volta un trattato dell’Unione prevede una procedura formale per il recesso volontario di uno Stato membro: è l’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea.

    Il voto nel Consiglio: la doppia maggioranza, dal 2014

    Il Trattato di Lisbona ha previsto un nuovo sistema di voto a maggioranza qualificata nel Consiglio dell’Unione Europea, basato sulla cosiddetta doppia maggioranza: per approvare una proposta servono almeno il 55% degli Stati membri, che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione; per bloccarla, bastano almeno 4 Stati contrari.

    Questo sistema non è entrato in vigore insieme al resto del trattato, nel 2009. Secondo la voce di glossario di EUR-Lex sulla maggioranza qualificata, la regola della doppia maggioranza è stata introdotta il 1° novembre 2014, con un periodo transitorio fino al 31 marzo 2017, durante il quale ogni Stato membro poteva ancora chiedere che una decisione fosse presa secondo le regole in vigore prima di quella data. Tra il 2009 e il 2014, il Consiglio ha continuato a votare con il sistema di ponderazione dei voti ereditato dai trattati precedenti.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Trattato di Lisbona: Trattato di LisbonaSlide 2 della presentazione su Trattato di Lisbona: Il Trattato di Lisbona è la Costituzione europea?Slide 3 della presentazione su Trattato di Lisbona: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Trattato di Lisbona: Capitolo 01: Cos'èSlide 5 della presentazione su Trattato di Lisbona: Le date chiaveSlide 6 della presentazione su Trattato di Lisbona: Le cariche istituite da Lisbona: Consiglio europeo, Alto rappresentante, Parlamento europeoSlide 7 della presentazione su Trattato di Lisbona: Capitolo 02: Come è natoSlide 8 della presentazione su Trattato di Lisbona: Dal progetto bocciato al trattato in vigoreSlide 9 della presentazione su Trattato di Lisbona: Capitolo 03: Cosa ha cambiatoSlide 10 della presentazione su Trattato di Lisbona: Carta vincolante · Iniziativa cittadini · Recesso volontarioSlide 11 della presentazione su Trattato di Lisbona: Capitolo 04: Il voto e i cittadiniSlide 12 della presentazione su Trattato di Lisbona: Due trattati diversiSlide 13 della presentazione su Trattato di Lisbona: Il Trattato di Lisbona non è la Costituzione europea.Slide 14 della presentazione su Trattato di Lisbona: Tre numeri del trattatoSlide 15 della presentazione su Trattato di Lisbona: Quando è diventata vincolante la Carta dei diritti fondamentali?Slide 16 della presentazione su Trattato di Lisbona: Per approfondire
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Molti credono che il Trattato di Lisbona sia la Costituzione europea, solo con un altro nome.

      ✓ Realtà Il Trattato di Lisbona riprende molti contenuti del Trattato costituzionale europeo, bocciato dai referendum del 2005 in Francia e Paesi Bassi, ma non è una Costituzione: modifica i trattati già esistenti (il Trattato sull'Unione Europea e quello sulla Comunità Europea), esattamente come avevano fatto prima di lui Amsterdam e Nizza. Non li sostituisce con un testo unico.

    • ✗ Mito Si pensa spesso che il nuovo sistema di voto a doppia maggioranza qualificata (55% degli Stati, 65% della popolazione) sia in vigore dal 2009, insieme al resto del trattato.

      ✓ Realtà La doppia maggioranza è entrata in vigore solo il 1° novembre 2014, con un periodo transitorio fino al 31 marzo 2017, durante il quale ogni Stato membro poteva ancora chiedere di votare secondo le regole precedenti. Dal 2009 al 2014 il Consiglio ha continuato a votare con il sistema di ponderazione dei voti in uso prima di Lisbona.

    • ✗ Mito Un'idea diffusa è che il Trattato di Lisbona abbia creato un nuovo trattato dell'Unione Europea, separato da quelli precedenti.

      ✓ Realtà Il trattato non crea nulla di nuovo dal punto di vista formale: emenda il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea, rinominato Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. È una tecnica già usata dai trattati di Amsterdam (1997) e Nizza (2001).

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    • Trattato di Lisbona
      • Cos'è
        • Trattato di modifica Emenda TUE e TCE, non li sostituisce
        • Non è una Costituzione Riprende contenuti del testo bocciato nel 2005
      • Storia
        • Referendum bocciati Francia e Paesi Bassi, 2005
        • Firma a Lisbona 13 dicembre 2007
        • Entrata in vigore 1° dicembre 2009, dopo 27 ratifiche
      • Istituzioni riformate
        • Presidenza permanente Consiglio europeo, mandato di 30 mesi
        • Alto rappresentante Politica estera e di sicurezza
        • Parlamento europeo Più potere legislativo, 751 seggi al massimo
      • Diritti dei cittadini
        • Carta vincolante Stesso valore giuridico dei trattati, dal 2009
        • Iniziativa dei cittadini 1 milione di firme, almeno 7 Paesi
        • Parlamenti nazionali Maggiore voce nel processo decisionale
      • Il voto nel Consiglio
        • Doppia maggioranza 55% degli Stati, 65% della popolazione
        • Dal 2014 Transizione fino al 31 marzo 2017
        • Recesso, articolo 50 Prima procedura formale per uscire dall'UE

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In che anno è stato firmato il Trattato di Lisbona?

    Il Trattato di Lisbona è stato firmato il 13 dicembre 2007, dopo una conferenza intergovernativa apertasi il 23 luglio dello stesso anno.

    2 Quando è entrato in vigore il Trattato di Lisbona?

    È entrato in vigore il 1° dicembre 2009, dopo essere stato ratificato da tutti i 27 Stati membri dell'epoca.

    3 Cosa ha reso giuridicamente vincolante il Trattato di Lisbona?

    Il Trattato di Lisbona dà alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea lo stesso valore giuridico dei trattati, rendendola vincolante dal 1° dicembre 2009.

    4 Vero o falso: il voto a doppia maggioranza qualificata (55% degli Stati, 65% della popolazione) è entrato in vigore nel 2009, insieme al resto del trattato.

    Falso: il Trattato di Lisbona ha previsto la doppia maggioranza, ma la sua applicazione piena è slittata al 1° novembre 2014, con un periodo transitorio fino al 31 marzo 2017.

    5 Quanti cittadini servono, in almeno 7 Paesi dell'Unione, per attivare l'iniziativa dei cittadini europei?

    Servono almeno un milione di firme, raccolte con soglie minime in almeno 7 Paesi dell'Unione Europea, per invitare la Commissione a presentare una proposta legislativa.

    Risposte: 1-C · 2-B · 3-B · 4-B · 5-C

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

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    Il Trattato di Lisbona è il trattato che, firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009, ha riformato il funzionamento dell'Unione Europea senza sostituire i trattati esistenti. Riprende molti contenuti del Trattato costituzionale europeo, bocciato dai referendum del 2005 in Francia e Paesi Bassi, ma non è una Costituzione: modifica il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea, come già avevano fatto Amsterdam e Nizza. Rafforza i poteri del Parlamento europeo, crea la presidenza permanente del Consiglio europeo e la figura dell'Alto rappresentante per gli affari esteri, e rende giuridicamente vincolante la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Introduce anche l'iniziativa dei cittadini europei e un nuovo sistema di voto a doppia maggioranza qualificata, entrato pienamente in vigore solo dal 1° novembre 2014.

    Domande e risposte

    Cos'è il Trattato di Lisbona?

    È il trattato, firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009, che ha riformato il funzionamento delle istituzioni dell'Unione Europea modificando il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato sulla Comunità Europea, senza sostituirli con un testo nuovo.

    Il Trattato di Lisbona è la Costituzione europea?

    No. Riprende molti contenuti del Trattato costituzionale europeo, bocciato dai referendum del 2005 in Francia e Paesi Bassi, ma non si proclama una Costituzione: resta un trattato che modifica quelli esistenti, come già avevano fatto Amsterdam e Nizza.

    Cosa ha cambiato il Trattato di Lisbona nell'Unione Europea?

    Ha ampliato i poteri legislativi del Parlamento europeo, ha creato la presidenza permanente del Consiglio europeo e la carica di Alto rappresentante per gli affari esteri, ha reso vincolante la Carta dei diritti fondamentali, ha introdotto l'iniziativa dei cittadini europei e un nuovo sistema di voto nel Consiglio, oltre alla prima procedura formale di recesso di uno Stato membro.

    Quando è entrata in vigore la doppia maggioranza qualificata prevista dal Trattato di Lisbona?

    Il 1° novembre 2014, con un periodo transitorio fino al 31 marzo 2017 durante il quale ogni Stato membro poteva ancora chiedere di votare secondo le regole precedenti. Non va confusa con l'entrata in vigore del trattato stesso, nel 2009.

    Cos'è l'iniziativa dei cittadini europei introdotta dal Trattato di Lisbona?

    Uno strumento che permette a un milione di cittadini dell'Unione, con soglie minime raccolte in almeno 7 Paesi membri, di invitare la Commissione europea a presentare una proposta legislativa su una materia di sua competenza.

    Fonti consultate

    • EUR-Lex, The Treaty of Lisbon (sintesi ufficiale)
    • EUR-Lex, Qualified majority (voce di glossario)
    • Parlamento europeo, Treaty of Lisbon — The Parliament and the Treaties
    • Commissione europea, European Citizens' Initiative — How it works

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