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Costituzione italiana: struttura, principi fondamentali e come funziona | ||||||||||||||||||||||
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Costituzione italiana: struttura, principi fondamentali e come funzionaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa Costituzione italiana entrò in vigore il 1° gennaio 1948, dopo che l'Assemblea Costituente l'aveva approvata il 22 dicembre 1947 e Enrico De Nicola l'aveva promulgata il 27 dicembre 1947. Il testo ha 139 articoli, divisi in Principi fondamentali, Parte I sui diritti e doveri dei cittadini, Parte II sull'ordinamento della Repubblica, più 18 Disposizioni transitorie e finali. A scriverla furono 556 deputati eletti il 2 giugno 1946, tra cui 21 donne. Cambiarla è possibile ma difficile, l'art. 138 richiede due votazioni per Camera a distanza di almeno tre mesi e maggioranze qualificate. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoIl 2 giugno 1946 quasi 25 milioni di italiani votarono con due schede insieme, una per il referendum tra Monarchia e Repubblica, una per eleggere l’Assemblea Costituente. Ne uscirono 556 deputati, che il 25 giugno 1946 si riunirono per la prima volta a Palazzo Montecitorio ed elessero Giuseppe Saragat come primo Presidente dell’Assemblea. Tra i 556 deputati sedevano 21 donne. Fu la prima volta che donne partecipavano a un’assemblea elettiva italiana, con nove democristiane, nove comuniste, due socialiste e una del Fronte dell’uomo qualunque tra loro. Il 15 luglio 1946 l’Assemblea istituì la Commissione per la Costituzione, passata alla storia come “Commissione dei 75”, presieduta da Meuccio Ruini. Il compito di preparare un primo testo passò a tre sottocommissioni, guidate da Umberto Tupini, Umberto Terracini e Gustavo Ghidini, la prima si occupò di diritti civili e politici, la seconda dell’organizzazione dello Stato, la terza dei rapporti economico-sociali. Il progetto arrivò in Assemblea plenaria il 4 marzo 1947, che lo discusse fino al 22 dicembre 1947, quando 453 deputati su 515 presenti votarono a favore, contro 62. Enrico De Nicola, eletto Capo provvisorio dello Stato il 28 giugno 1946 e insediato il 1° luglio, promulgò il testo il 27 dicembre 1947, la Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
L’Assemblea Costituente nacque nel clima della fine della Seconda guerra mondiale, dopo un ventennio in cui il regime fascista aveva soppresso il Parlamento e i partiti, la stessa ascesa e caduta di potere raccontata in il mito di Mussolini. I principi fondamentaliL’art. 1 definisce l’Italia una Repubblica democratica fondata sul lavoro, con la sovranità che appartiene al popolo nei limiti e nelle forme della Costituzione. L’art. 2 riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali, e li lega ai doveri di solidarietà politica, economica e sociale; l’art. 3 sancisce la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali e sociali. L’art. 5 conferma questa unità richiamando lo stesso processo che l’aveva costruita sul piano statale, il Risorgimento, definendo la Repubblica “una e indivisibile” e promuovendo insieme le autonomie locali con “il più ampio decentramento amministrativo”. L’art. 6 tutela le minoranze linguistiche. Gli artt. 7 e 8 regolano i rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose, lo Stato e la Chiesa cattolica sono “ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”, con i rapporti definiti dai Patti Lateranensi, mentre tutte le altre confessioni sono egualmente libere davanti alla legge. Fino all’11 febbraio 2022 l’art. 9 tutelava solo lo sviluppo della cultura, la ricerca scientifica e tecnica, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Con la legge costituzionale di quella data il testo si è arricchito di un terzo comma, che tutela “l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Gli artt. 10 e 11 aprono la Repubblica al diritto internazionale, l’ordinamento italiano “si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute” e l’Italia “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, accettando le limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri pace e giustizia tra le Nazioni. Sul piano istituzionale, questo principio si traduce nel lavoro quotidiano del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’art. 12 fissa la bandiera della Repubblica, il tricolore verde, bianco e rosso a tre bande verticali di eguali dimensioni. Come si divide il testoIl testo della Costituzione conta 139 articoli, oltre a 18 Disposizioni transitorie e finali, in quattro blocchi, i Principi fondamentali (artt. 1-12), la Parte I sui diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-54), la Parte II sull’ordinamento della Repubblica (artt. 55-139) e le Disposizioni transitorie e finali.
La Parte I si divide in quattro Titoli, Rapporti civili (artt. 13-28), Rapporti etico-sociali (artt. 29-34), Rapporti economici (artt. 35-47) e Rapporti politici (artt. 48-54). La Parte II copre sei Titoli, il Parlamento (artt. 55-82, diviso in Camere e formazione delle leggi), il Presidente della Repubblica (artt. 83-91), il Governo (artt. 92-100), la Magistratura (artt. 101-113), le Regioni, le Province e i Comuni (artt. 114-133) e le Garanzie costituzionali (artt. 134-139), che comprendono la Corte Costituzionale e la procedura di revisione. Una regola difficile da cambiareA differenza dello Statuto Albertino, una costituzione flessibile che si poteva modificare con una legge ordinaria, la Costituzione del 1948 è rigida: cambiarla richiede una procedura più complessa di quella di una legge qualsiasi, fissata dall’art. 138.
Tra il 1948 e il 2023 questa procedura ha aggiornato anche articoli dei Principi fondamentali, non solo le parti più tecniche del testo. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuando è entrata in vigore la Costituzione italiana?La Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948, dopo che Enrico De Nicola l'aveva promulgata il 27 dicembre 1947, pochi giorni dopo l'approvazione definitiva dell'Assemblea Costituente del 22 dicembre 1947. Quanti articoli ha la Costituzione italiana?Il testo ha 139 articoli, organizzati in Principi fondamentali, Parte I e Parte II, più 18 Disposizioni transitorie e finali che ne accompagnano l'entrata in vigore. Come si modifica la Costituzione italiana?Serve la procedura dell'art. 138, due deliberazioni della stessa Camera a distanza di almeno tre mesi, la maggioranza assoluta nella seconda votazione e, in alcuni casi, un referendum popolare, è per questo che si parla di Costituzione rigida. Quali sono i principi fondamentali della Costituzione italiana?Sono i primi 12 articoli del testo, dalla definizione dell'Italia come Repubblica democratica fondata sul lavoro (art. 1) all'uguaglianza davanti alla legge (art. 3), fino al ripudio della guerra come strumento di offesa (art. 11). Chi ha scritto la Costituzione italiana?L'ha scritta l'Assemblea Costituente, 556 deputati eletti il 2 giugno 1946, attraverso la Commissione dei 75 presieduta da Meuccio Ruini e le sue tre sottocommissioni su diritti, organizzazione dello Stato e rapporti economico-sociali. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |















