Salta al contenuto
recaplica

    Un attimo: controllo di sicurezza

    Cloudflare vuole assicurarsi che tu non sia un robot. Spunta la casella qui sotto e la ricerca riparte da sola.

    EN
    recaplica Sorveglianza di massa: cos'è e come confligge con i diritti umani
    © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati
    Home › Educazione civica

    Sorveglianza di massa: cos'è e come confligge con i diritti umani

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 19 settembre 2026

    Cosa stampare

    Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina.

    Slide

    Scegli il taglio

    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Tutte e due hanno le note del relatore.

    Canale Telegram
    recaplica Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.
    In 30 secondi Punti chiave Numeri Approfondimento Presentazione Falsi miti Mappa concettuale Quiz Flashcards FAQ

    In 30 secondi lettura lampo

    La sorveglianza di massa è il monitoraggio indiscriminato di una popolazione, o di una sua parte consistente, senza che ci sia un sospetto specifico su una persona: non guarda ai singoli, ma raccoglie dati su tutti. La usano sia i governi, con intercettazione delle comunicazioni, riconoscimento facciale nelle strade e spyware come Pegasus, sia le aziende private che raccolgono e rivendono dati personali. La Corte europea dei diritti dell'uomo non la vieta in sé, ma pretende garanzie stringenti contro l'abuso; il GDPR impone alle aziende di raccogliere solo i dati necessari. Dove mancano questi limiti, la sorveglianza di massa entra in conflitto con la privacy, la libertà di espressione e, per chi finisce sotto controllo senza saperlo, con la presunzione di non colpevolezza.

    Punti Chiave

    • La sorveglianza di massa raccoglie dati su intere popolazioni, non su sospettati specifici: è il tratto che la distingue dalle indagini mirate.
    • Include tecniche molto diverse tra loro, dall'intercettazione di massa delle comunicazioni al riconoscimento facciale indiscriminato, fino allo spyware come Pegasus.
    • Non è solo statale: anche le aziende private raccolgono ed elaborano dati su larga scala, ed è per questo che il GDPR interviene anche sulla sorveglianza commerciale.
    • La Corte europea dei diritti dell'uomo ammette regimi di intercettazione massiva solo con garanzie procedurali indipendenti e proporzionate, senza le quali si viola l'articolo 8 della Convenzione.
    • Nella causa Roman Zakharov contro Russia la Corte ha stabilito che basta l'esistenza di una legge priva di controlli adeguati per configurare una violazione, anche senza prova di un'intercettazione specifica.
    • Gli shutdown di internet sono una forma di controllo di massa che spesso si affianca alla sorveglianza dei dati: nel 2025 se ne sono contati almeno 313 in 52 Paesi.

    I numeri chiave

    • 313 shutdown Almeno 313 interruzioni di internet imposte in 52 Paesi nel 2025, il numero più alto mai registrato dal 2016. Fonte: Access Now, rapporto KeepItOn 2025
    • 1,2 miliardi di euro Multa GDPR inflitta a Meta Platforms Ireland nel 2023 per il trasferimento di dati verso gli Stati Uniti con garanzie giudicate insufficienti, la sanzione più alta mai comminata sotto il GDPR fino a quel momento. Fonte: EDPB e Garante irlandese per la protezione dei dati, 2023

    L'Approfondimento

    La sorveglianza di massa non è un’invenzione recente né un fenomeno solo militare: è un modo di raccogliere dati che si è infilato nelle strade delle città, nelle reti telefoniche e negli smartphone di miliardi di persone. Secondo Privacy International, il tratto che la definisce non è la tecnologia usata, ma il fatto che colpisca un numero indefinito o ampio di persone invece di limitarsi a chi è ragionevolmente sospettato di un reato. È la differenza tra un’indagine mirata, che segue un sospetto specifico, e un sistema che osserva tutti per trovare qualcuno.

    Le tecniche che rientrano in questa definizione sono eterogenee. Ci sono l’intercettazione di massa delle comunicazioni e l’accesso ai dati che gli operatori telefonici conservano sugli utenti; c’è l’hacking di massa; c’è il riconoscimento facciale indiscriminato, installato in spazi pubblici senza che i passanti lo sappiano; c’è il tracciamento dei cellulari durante i cortei, tramite dispositivi come gli IMSI catcher. Il dipartimento di polizia di New York, per esempio, utilizza software di riconoscimento facciale, lettori automatici di targhe e furgoni dotati di scanner a raggi X per individuare possibili minacce. Sul fronte commerciale, l’azienda Clearview AI ha costruito un database di riconoscimento facciale usato anche in collaborazione con l’Ucraina, mentre lo spyware Pegasus permette intrusioni profonde nei telefoni delle persone.

    Esempio pratico: una telecamera con riconoscimento facciale installata in una piazza non registra solo chi sta commettendo un reato: registra chiunque attraversi quella piazza, ogni giorno, per anni. È lo stesso principio che rende un deepfake o una campagna di disinformazione difficili da isolare: la scala del sistema, non l’intenzione dietro un singolo caso, è ciò che genera il rischio.

    Sul lato governativo, la sorveglianza di massa entra in conflitto diretto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La Corte europea dei diritti dell’uomo, nella sentenza della Grande Camera Big Brother Watch e altri contro Regno Unito del 25 maggio 2021, ha chiarito un punto centrale: un regime di intercettazione massiva non è di per sé incompatibile con la Convenzione, ma per essere legittimo deve avere garanzie dettagliate ed effettive di necessità e proporzionalità. Nel caso esaminato, i regimi britannici di intercettazione (Section 8(4) del RIPA) e di acquisizione dei dati di comunicazione (Chapter II del RIPA) sono stati giudicati carenti proprio su questo punto, con una violazione dell’articolo 8 della Convenzione, quello che protegge la vita privata. La Corte ha riscontrato anche una violazione dell’articolo 10, sulla libertà di espressione, perché i due regimi non offrivano garanzie sufficienti per proteggere le comunicazioni riservate dei giornalisti: la tutela delle fonti giornalistiche, ha scritto la Corte, è uno dei pilastri della libertà di stampa. Cinque giudici, in opinioni separate, hanno criticato la sentenza per non essere andata abbastanza lontano, sostenendo che l’autorizzazione giudiziale dovrebbe essere obbligatoria per l’intercettazione massiva.

    Un caso precedente, sempre della Grande Camera, aiuta a capire quanto possa essere basso il livello di prova richiesto per accertare una violazione. Nella sentenza Roman Zakharov contro Russia, del 4 dicembre 2015, la Corte ha esaminato un sistema che obbligava per legge gli operatori di rete mobile russi a installare apparecchiature che permettessero alle forze dell’ordine di intercettare le comunicazioni. La Corte ha stabilito che la mera esistenza di quella normativa, priva di garanzie adeguate contro l’arbitrarietà, costituiva già un’interferenza con l’articolo 8: non era necessario dimostrare che una persona specifica fosse stata effettivamente intercettata. Nel ragionamento della Corte, uno dei fattori considerati è che un sistema di sorveglianza segreta pensato per proteggere la sicurezza nazionale rischia, se privo di controlli, di minare proprio la democrazia che dovrebbe difendere.

    Sul fronte dei diritti individuali, il caso dello spyware Pegasus mostra come la sorveglianza di massa non riguardi solo governi autoritari lontani. Nel luglio 2021, in risposta alle rivelazioni del cosiddetto Pegasus Project, l’allora Alta Commissaria ONU per i diritti umani Michelle Bachelet ha definito l’uso diffuso di questo spyware “estremamente allarmante”, sottolineando che programmi come Pegasus e quello sviluppato da Candiru permettono intrusioni profonde nei dispositivi delle persone, con accesso a praticamente ogni aspetto della loro vita. Secondo l’OHCHR, l’uso di software di sorveglianza è stato collegato ad arresti, intimidazioni e persino uccisioni di giornalisti e difensori dei diritti umani, e diverse componenti del sistema ONU per i diritti umani hanno segnalato il rischio che autorità usino strumenti pensati per la sicurezza pubblica per violare i telefoni di chi fa un’attività giornalistica legittima, monitora i diritti umani o esprime dissenso politico.

    La sorveglianza di massa non riguarda solo la raccolta di dati: in alcuni casi si traduce in interruzione diretta della comunicazione. Secondo il rapporto Internet Shutdowns in 2025 della coalizione #KeepItOn, guidata da Access Now, nel 2025 sono stati implementati almeno 313 shutdown di internet in 52 Paesi, il numero più alto mai registrato dal 2016. Nella sola regione dell’Europa dell’Est e dell’Asia Centrale, la rete è stata interrotta 29 volte in 7 Paesi. Il rapporto descrive un trend in crescita, non in calo, e un impatto che si estende dal lavoro alla scuola, dall’assistenza medica ai servizi bancari. Gli shutdown spesso accompagnano proteste o elezioni, nello stesso momento in cui un governo intensifica anche il monitoraggio dei dati: sono due strumenti diversi per lo stesso obiettivo, controllare cosa succede a una popolazione.

    Sul fronte commerciale, la principale barriera normativa europea è il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), in vigore dal 25 maggio 2018. L’articolo 5 del regolamento impone che i dati personali siano trattati in modo lecito, corretto e trasparente, raccolti solo per finalità specifiche ed esplicite, e soprattutto limitati a quanto necessario per quelle finalità: è il principio di minimizzazione dei dati, che si scontra frontalmente con una sorveglianza pensata per non lasciare fuori nessuno, a prescindere da un sospetto individuale. Il regolamento impone anche un principio di responsabilizzazione: chi tratta i dati deve essere in grado di dimostrare di rispettare queste regole. Che il GDPR non sia solo un adempimento burocratico lo mostra la sanzione decisa dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) e resa esecutiva dal Garante irlandese: 1,2 miliardi di euro a Meta Platforms Ireland, nel 2023, per aver trasferito dati di utenti dell’Unione Europea verso gli Stati Uniti sulla base di clausole contrattuali giudicate insufficienti dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea. La presidente dell’EDPB, Andrea Jelinek, ha definito la violazione di Meta “molto grave”, perché riguardava trasferimenti sistematici, ripetuti e continuativi; è la multa GDPR più alta comminata fino ad allora, superando il precedente record di 746 milioni di euro contro Amazon, deciso dal Garante lussemburghese (CNPD) nel 2021.

    Il quadro che emerge da queste vicende non riduce la sorveglianza di massa a un problema tecnico da lasciare a giuristi e ingegneri. Tocca la libertà di movimento di chi sa di poter essere ripreso da una telecamera in ogni piazza, la libertà di parola di chi rischia che le proprie fonti giornalistiche vengano esposte, e la presunzione di non colpevolezza di chi finisce in un database costruito per intercettare pochi sospetti e finisce per includere tutti. Comprendere come funzionano internet e le reti di comunicazione aiuta a capire dove passano questi dati; distinguere le informazioni verificate dalla disinformazione, come nel caso delle fake news, aiuta a valutare con più attenzione gli allarmi (e le rassicurazioni) che circolano su questi temi. Anche le nuove regole europee sull’intelligenza artificiale, con l’AI Act, intervengono su alcune delle tecnologie usate per la sorveglianza, come il riconoscimento facciale in tempo reale negli spazi pubblici. E le garanzie procedurali che la Corte europea dei diritti dell’uomo richiede ai regimi di sorveglianza, come il controllo indipendente e i limiti al potere pubblico, sono le stesse di cui si occupa la Costituzione italiana quando definisce i confini dell’azione dello Stato nei confronti dei cittadini.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Sorveglianza di massa: Sorveglianza di massaSlide 2 della presentazione su Sorveglianza di massa: Cos'è la sorveglianza di massa?Slide 3 della presentazione su Sorveglianza di massa: In arrivoSlide 4 della presentazione su Sorveglianza di massa: Capitolo 01: Cos'èSlide 5 della presentazione su Sorveglianza di massa: Ascolto · Volto · SpywareSlide 6 della presentazione su Sorveglianza di massa: Capitolo 02: Le tecnicheSlide 7 della presentazione su Sorveglianza di massa: Chi la usa: NYPD, Clearview AI, PegasusSlide 8 della presentazione su Sorveglianza di massa: Se non ho fatto nulla di male non ho nulla da temereSlide 9 della presentazione su Sorveglianza di massa: Capitolo 03: I diritti in conflittoSlide 10 della presentazione su Sorveglianza di massa: Cosa dice la Corte europea dei diritti dell'uomoSlide 11 della presentazione su Sorveglianza di massa: Capitolo 04: Le regole europeeSlide 12 della presentazione su Sorveglianza di massa: Due numeriSlide 13 della presentazione su Sorveglianza di massa: Cosa distingue la sorveglianza di massa da un'indagine mirata su un sospettato?Slide 14 della presentazione su Sorveglianza di massa: Per saperne di più
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito La sorveglianza di massa è sempre illegale in Europa.

      ✓ Realtà La Corte europea dei diritti dell'uomo non vieta i regimi di intercettazione massiva in sé. Nella sentenza Big Brother Watch e altri contro Regno Unito, del 2021, li ammette a condizione che esistano garanzie dettagliate ed effettive di proporzionalità e un controllo indipendente. Il problema non è la tecnica, ma l'assenza di limiti.

    • ✗ Mito Se non ho fatto nulla di male non ho nulla da temere.

      ✓ Realtà Nella causa Roman Zakharov contro Russia, del 2015, la Corte ha stabilito che basta l'esistenza di una legge di sorveglianza priva di garanzie adeguate per costituire una violazione dell'articolo 8, anche se nessuno prova che una determinata persona sia mai stata intercettata: il rischio riguarda chiunque rientri nel sistema, non solo chi ha qualcosa da nascondere.

    • ✗ Mito Lo spyware come Pegasus si usa solo contro criminali e terroristi.

      ✓ Realtà Secondo l'Alto Commissariato ONU per i diritti umani, le rivelazioni del 2021 sul Pegasus Project hanno mostrato un uso anche contro giornalisti, difensori dei diritti umani, politici e oppositori, non solo contro sospetti di reati gravi.

    Mappa concettuale

    Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.

    Personalizza
    Mappa concettuale: Sorveglianza di massa: cos'è e come confligge con i diritti umani
    • Sorveglianza di massa
      • Cos'è
        • Definizione Raccolta indiscriminata di dati su una popolazione, senza un sospetto specifico
        • Sorveglianza governativa Intercettazioni, riconoscimento facciale, spyware
        • Sorveglianza commerciale Aziende private che raccolgono e rivendono dati
      • Tecniche
        • Intercettazione delle comunicazioni
        • Riconoscimento facciale indiscriminato
        • Spyware
        • Internet shutdown
      • Diritti in conflitto
        • Privacy Articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo
        • Libertà di espressione Protezione delle fonti giornalistiche
        • Presunzione di non colpevolezza Monitoraggio senza sospetto individuale
      • Quadro normativo
        • Corte europea dei diritti dell'uomo
          • Big Brother Watch c. Regno Unito, 2021
          • Roman Zakharov c. Russia, 2015
        • GDPR
          • Minimizzazione dei dati
          • Multa a Meta, 2023

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Che cosa distingue la sorveglianza di massa dalla sorveglianza mirata, secondo la definizione di Privacy International?

    La sorveglianza di massa raccoglie dati su un numero indefinito o ampio di persone, invece di limitarsi a chi è ragionevolmente sospettato di un reato: è questo il criterio distintivo, non la tecnologia usata né la segretezza.

    2 Nella sentenza Big Brother Watch e altri contro Regno Unito (2021), la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che i regimi di intercettazione massiva...

    La Corte ha ammesso che un regime di intercettazione massiva non è di per sé incompatibile con la Convenzione, ma per essere legittimo deve avere garanzie dettagliate ed effettive di necessità e proporzionalità; nel caso del Regno Unito quelle garanzie sono state giudicate insufficienti.

    3 Cosa ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo nella causa Roman Zakharov contro Russia (2015)?

    La Corte ha ritenuto che la mera esistenza della normativa contestata, priva di rimedi effettivi contro l'arbitrarietà, fosse già un'interferenza con il diritto alla vita privata, senza bisogno di dimostrare un'intercettazione avvenuta davvero.

    4 Vero o falso: il GDPR si applica solo alla sorveglianza da parte dei governi, non a quella delle aziende private.

    Falso: il GDPR regola il trattamento dei dati personali da parte di chiunque li raccolga, comprese le aziende private. È per questo che nel 2023 ha portato a una multa di 1,2 miliardi di euro contro Meta Platforms Ireland.

    5 Secondo il rapporto Access Now / #KeepItOn, cosa è successo nel 2025 sul fronte degli shutdown di internet?

    Il rapporto conta almeno 313 shutdown in 52 Paesi nel 2025, il numero più alto dal 2016; l'Europa dell'Est e l'Asia Centrale, con 29 shutdown in 7 Paesi, sono solo una delle regioni coinvolte, non l'unica.

    Risposte: 1-B · 2-B · 3-B · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    La sorveglianza di massa è il monitoraggio indiscriminato di una popolazione, o di una sua parte consistente, senza che ci sia un sospetto specifico su una persona: non guarda ai singoli, ma raccoglie dati su tutti. La usano sia i governi, con intercettazione delle comunicazioni, riconoscimento facciale nelle strade e spyware come Pegasus, sia le aziende private che raccolgono e rivendono dati personali. La Corte europea dei diritti dell'uomo non la vieta in sé, ma pretende garanzie stringenti contro l'abuso; il GDPR impone alle aziende di raccogliere solo i dati necessari. Dove mancano questi limiti, la sorveglianza di massa entra in conflitto con la privacy, la libertà di espressione e, per chi finisce sotto controllo senza saperlo, con la presunzione di non colpevolezza.

    Domande e risposte

    Cos'è la sorveglianza di massa?

    È il monitoraggio indiscriminato di una popolazione, o di una sua parte consistente, che raccoglie dati su un numero ampio o indefinito di persone invece di limitarsi a chi è sospettato di un reato specifico. Può essere governativa, con intercettazioni, riconoscimento facciale e spyware, oppure commerciale, con aziende private che raccolgono e rivendono dati.

    La sorveglianza di massa è legale?

    Dipende dalle garanzie che la accompagnano. La Corte europea dei diritti dell'uomo non la vieta in sé, ma richiede regole dettagliate ed effettive contro l'abuso, proporzionalità e un controllo indipendente; senza queste garanzie, come nel caso del Regno Unito nel 2021, un regime di sorveglianza viola la Convenzione.

    Cos'è lo spyware Pegasus?

    Un software di sorveglianza che permette intrusioni profonde nei dispositivi delle persone, arrivando a informazioni su ogni aspetto della loro vita. Secondo l'Alto Commissariato ONU per i diritti umani, le rivelazioni del 2021 hanno mostrato un uso anche contro giornalisti, difensori dei diritti umani, politici e oppositori.

    In che modo il GDPR protegge dalla sorveglianza commerciale?

    Impone a chi tratta dati personali di raccoglierne solo quelli necessari per uno scopo dichiarato, di trattarli in modo lecito e trasparente e di rispondere delle proprie scelte. Le aziende che violano questi principi rischiano sanzioni severe, come la multa da 1,2 miliardi di euro inflitta a Meta nel 2023.

    Cosa sono gli internet shutdown e cosa c'entrano con la sorveglianza di massa?

    Sono interruzioni dirette dell'accesso a internet imposte da un governo, spesso durante proteste o elezioni: secondo Access Now, nel 2025 se ne sono contati almeno 313 in 52 Paesi. Spesso vanno di pari passo con la sorveglianza dei dati, perché tagliare la rete e monitorarla sono due modi diversi per controllare cosa succede a una popolazione.

    Fonti consultate

    • Privacy International — Mass Surveillance
    • Corte europea dei diritti dell'uomo — Big Brother Watch e altri c. Regno Unito (Grande Camera)
    • Corte europea dei diritti dell'uomo — Roman Zakharov c. Russia (Grande Camera)
    • OHCHR — Dichiarazione dell'Alta Commissaria Bachelet sullo spyware Pegasus
    • Access Now — #KeepItOn, Internet Shutdowns in 2025
    • GDPR — Regolamento (UE) 2016/679, articolo 5
    • EDPB — Decisione vincolante e sanzione a Meta Platforms Ireland
    • CNPD (Lussemburgo) — Sanzione GDPR ad Amazon Europe Core, 746 milioni di euro (2021)

    Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.

    Ogni sera, i nuovi Recap del giorno sul canale Telegram. Iscriviti al canale →

    Continua a imparare

    • Educazione civica Firma digitale con SPID: cos'è e quando funziona davvero La legge italiana prevede dal 2020 una vera «firma con SPID»: un pulsante sul sito di un ente o di un'azienda che permette di sottoscrivere un documento con lo stesso valore giuridico della firma autografa, senza bisogno di una firma digitale qualificata a parte. Nella pratica, però, questo servizio gratuito e diretto resta quasi solo per enti pubblici e aziende convenzionate, non per il cittadino che vuole firmare un contratto da solo. Quello che InfoCert, Poste e altri gestori vendono al pubblico come «firma digitale con SPID» è quasi sempre un'altra cosa: SPID usato per riconoscersi e attivare una firma digitale qualificata separata, spesso a pagamento. Capire questa differenza evita di pagare per un servizio credendo che sia quello gratuito previsto dalle linee guida. Leggi il Recap →
    • Educazione civica Fonti attendibili per una ricerca scolastica: il metodo CRAAP passo per passo Non tutte le fonti trovate online valgono allo stesso modo per un tema, una tesina o una ricerca universitaria. Il test CRAAP raccoglie in cinque criteri, aggiornamento, pertinenza, autorità, accuratezza, scopo, le domande pratiche per capire se una fonte regge un lavoro scolastico. Serve anche a distinguere una fonte primaria, il documento originale, da una secondaria che lo commenta, e a capire che Google Scholar non applica alcun filtro di revisione tra i risultati che restituisce. I database curati come Scopus e Web of Science, al contrario, marcano la peer review a livello di rivista. Con questi strumenti uno studente valuta una fonte prima di citarla, invece di fidarsi del primo risultato in cima alla pagina. Leggi il Recap →
    • Educazione civica Media literacy: come riconoscere le fonti autorevoli e aggiornate La media literacy è l'insieme di competenze che permette di leggere, valutare e usare in modo critico articoli, siti e voci enciclopediche. La University of Chicago Library propone cinque criteri pratici per giudicare una fonte: attualità, pertinenza, autorevolezza, accuratezza e scopo. FactCheck.org ha pubblicato nel 2016 un metodo in otto passi per riconoscere le notizie costruite ad arte, poi diffuso a livello internazionale dall'IFLA. Anche Wikipedia si valuta con la stessa logica, guardando alla qualità delle fonti citate in calce a ogni voce. Leggi il Recap →

    recaplica

    Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.

    I Recap Mappe concettuali Chiedi un Recap Canale Telegram Crea una mappa concettuale Il metodo Chi siamo Privacy e cookie Note legali e condizioni d'uso

    © 2026 Recaplica · Un progetto di Curi S.r.l. — P. IVA 05472000750

    Statistiche, solo se vuoi

    Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy