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Macchina di Turing: cos'è e come funziona | ||||||||||
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Macchina di Turing: cos'è e come funzionaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa macchina di Turing è un modello teorico di calcolo: un nastro diviso in caselle, una testina che legge e scrive un simbolo alla volta, e un numero finito di stati. A ogni passo, una funzione di transizione stabilisce cosa scrivere, da che parte muovere la testina e in quale stato passare, guardando solo la situazione presente, mai la storia precedente. Il modello serve a definire con precisione che cosa significa "calcolabile", ed è servito a dimostrare che esistono problemi che nessuna macchina, reale o teorica, può risolvere in generale: il problema della fermata è il caso più noto. Punti Chiave
L'ApprofondimentoLa macchina di Turing non è un oggetto che si possa toccare. È un modello immaginato su carta per rispondere a una domanda precisa: che cosa significa, esattamente, calcolare? Alan Turing rispose nel 1936 descrivendo una macchina minima, fatta di nastro, testina e stati, e mostrando che con questi pochi ingredienti si può riprodurre qualunque procedimento che una persona chiamerebbe un calcolo (pochi anni dopo, lo stesso Turing avrebbe messo queste idee al servizio della decifrazione del codice nazista Enigma: il Recap su Alan Turing e la macchina Enigma ne racconta la vicenda). Gli elementi del modelloIl nastro è diviso in caselle, ognuna capace di contenere un simbolo. È infinito in una direzione, così la macchina trova sempre una casella libera quando avanza. Una testina si posiziona su una casella alla volta, legge il simbolo che vi trova e, se serve, lo sostituisce con un altro. La macchina si trova sempre in uno fra un numero finito di stati (Turing li chiamava “m-configurazioni”). Bastano pochi stati, combinati con le regole giuste, per rappresentare procedimenti complicati. A collegare stati e simboli c’è la funzione di transizione: dato lo stato attuale e il simbolo letto, stabilisce tre cose, quale simbolo scrivere, in che direzione muovere la testina, e in quale nuovo stato passare. Per l’architettura di von Neumann, che descrive come sono organizzati i computer reali, la macchina di Turing è l’antenato teorico: un modello pensato prima che esistesse un solo microprocessore, e usato ancora oggi per capire i limiti di quelli che verranno. Come funziona un passoOgni passo della macchina è fatto di tre azioni elementari: scrivere un simbolo, spostare la testina di una casella, cambiare stato. L’ordine conta, ma la logica resta sempre la stessa: l’azione dipende soltanto dallo stato e dal simbolo del momento presente.
Lo stesso principio, regole minime applicate passo dopo passo, si ritrova in un esempio diverso: una macchina che incrementa un numero scritto in codice binario scorre le cifre da destra a sinistra, cambia gli “1” in “0” finché non trova uno “0”, e lo trasforma in “1”. È lo stesso riporto che si fa a mano sommando in colonna, tradotto in un linguaggio di sole due cifre.
Chi cerca una definizione più generale di che cos’è una sequenza di regole come questa può leggere il Recap su l’algoritmo: la macchina di Turing ne è una delle formalizzazioni più rigorose, scritta fin nei minimi dettagli. Il problema della fermataUn procedimento di questo tipo può bloccarsi, oppure proseguire all’infinito senza mai fermarsi. Il problema della fermata chiede se esiste un metodo generale, una macchina che funzioni per qualunque altra macchina e qualunque input, capace di dire in anticipo quale dei due casi si verificherà. La risposta è no. La dimostrazione procede per assurdo: si ipotizza che esista una macchina capace di decidere la fermata di ogni altra macchina, e si costruisce un caso particolare che usa quella stessa macchina contro sé stessa, arrivando a una contraddizione logica. La tecnica si chiama costruzione diagonale, ed è dovuta a Turing. È un’impossibilità dimostrata, valida per qualunque macchina, lenta o velocissima: più tempo o più potenza di calcolo non cambiano il risultato. La tesi di Church-TuringA metà degli anni Trenta del Novecento, Alonzo Church e Alan Turing arrivarono, in modo indipendente, alla stessa idea: tutto ciò che si può calcolare con un metodo effettivo, un algoritmo nel senso intuitivo del termine, lo si può calcolare con una macchina di Turing. È una tesi: nessuna dimostrazione matematica formale esiste, ma la convergenza di modelli di calcolo nati in modo indipendente negli stessi anni, le macchine di Turing, le funzioni ricorsive di Church, altri formalismi, verso un’unica classe di funzioni calcolabili ha reso la tesi più credibile nel tempo. Il logico Kurt Gödel riconobbe nella macchina di Turing una definizione precisa, e a suo parere corretta, della nozione intuitiva di procedimento meccanico: un giudizio autorevole, non un teorema dimostrato. La conseguenza pratica riguarda ogni computer che esista o che potrà mai esistere: i limiti del modello teorico valgono anche per le macchine reali, qualunque sia la tecnologia con cui sono costruite. Il problema della fermata non è un difetto di questo o quel linguaggio di programmazione: è un confine che la tesi di Church-Turing porta dentro ogni macchina reale, come racconta anche il Recap sulla storia del computer. C’è anche una conseguenza legata ai numeri anziché ai programmi: i numeri reali sono un’infinità più grande dei possibili programmi per macchina di Turing, che invece si possono contare uno a uno, elencandoli in un lungo catalogo immaginario. Da questo segue che esistono necessariamente numeri reali che nessuna macchina di Turing riuscirà mai a calcolare: sono semplicemente più numerosi dei programmi disponibili per calcolarli, qualunque sia il tempo che si lascia alla macchina per lavorare. Una macchina che simula le altreIl nome “macchina di Turing universale” indica l’idea di una singola macchina capace di simulare qualunque altra macchina di Turing. È un’estensione diretta del modello descritto fin qui, ma il meccanismo preciso resta fuori dall’ambito trattato qui: lo citiamo solo per nome, perché compare spesso insieme al resto della teoria della computabilità. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChe differenza c'è tra la macchina di Turing e un computer reale?La macchina di Turing è un modello teorico, non un dispositivo fisico: serve a definire con precisione che cosa significa 'calcolabile'. Il modello comunque regge il confronto: è potente quanto qualsiasi altro modo di calcolo conosciuto, teorico o reale. Che cos'è la macchina di Turing universale?Il nome indica l'idea di una macchina di Turing capace di simulare qualunque altra macchina di Turing. Il meccanismo preciso va oltre i confini di questo Recap: qui si nomina soltanto il concetto. Che cos'è la notazione unaria usata nella macchina di Turing?È un modo di scrivere i numeri sul nastro con un solo simbolo ripetuto: il numero n si rappresenta con un blocco di n+1 simboli "1" consecutivi. Il problema della fermata riguarda solo le macchine di Turing o anche i computer veri?Sì, riguarda anche i computer veri: per la tesi di Church-Turing, i limiti del modello valgono per qualunque dispositivo di calcolo reale, qualunque sia la tecnologia con cui è costruito. In che anno e in quale articolo Turing ha introdotto questa macchina?Nel 1936, nell'articolo "On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem". Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














