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    recaplica Storia del computer: riassunto dell'evoluzione fino a internet
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    Storia del computer: riassunto dell'evoluzione fino a internet

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 6 settembre 2026

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    La storia del computer parte da macchine di calcolo meccaniche progettate nell'Ottocento e passa, nel giro di un secolo, attraverso i primi calcolatori elettronici della Seconda guerra mondiale, l'invenzione del transistor e la nascita del microprocessore, fino ai personal computer degli anni Ottanta e alla nascita del web. Non esiste un unico inventore né una singola data di nascita: ogni tappa nasce dal lavoro di persone diverse, spesso in parallelo, in laboratori e paesi diversi. Il filo che le unisce è la miniaturizzazione: da macchine grandi come stanze intere a dispositivi che stanno su una scrivania, poi su un palmo di mano. Questo Recap ripercorre le tappe principali, dai calcoli a mano di Charles Babbage alla proposta di Tim Berners-Lee al CERN nel 1989.

    Punti Chiave

    • Charles Babbage progettò già negli anni 1820-1830 macchine di calcolo meccaniche, e nel 1834 concepì l'Analytical Engine, una macchina programmabile per usi generali mai completata in vita sua.
    • Nel 1941 Konrad Zuse completò lo Z3, definito dal Computer History Museum "il più antico calcolatore digitale del mondo"; fu distrutto in un bombardamento su Berlino nel 1943.
    • L'ENIAC, costruito tra il 1943 e il 1945 e reso pubblico il 15 febbraio 1946, pesava 30 tonnellate e usava quasi 18.000 valvole termoioniche, che si guastavano quasi ogni giorno.
    • Il transistor, inventato il 16 dicembre 1947 ai Bell Telephone Laboratories, sostituì gradualmente le valvole con dispositivi più piccoli, aprendo la strada ai minicomputer degli anni Sessanta.
    • L'Intel 4004, lanciato il 15 novembre 1971 a $60, fu il primo microprocessore commerciale completo su un solo chip e rese possibile, nel giro di un decennio, il personal computer.
    • Tim Berners-Lee propose il World Wide Web al CERN nel marzo 1989; il codice fu reso pubblico e gratuito il 30 aprile 1993, un passaggio considerato tra i fattori chiave della sua diffusione globale.

    I numeri chiave

    • 30 tonnellate il peso dell'ENIAC, costruito tra il 1943 e il 1945 con quasi 18.000 valvole termoioniche e reso pubblico il 15 febbraio 1946 Fonte: Computer History Museum, ENIAC
    • 2.250 transistor quanti ne conteneva l'Intel 4004, il primo microprocessore commerciale completo su un chip, lanciato il 15 novembre 1971 a $60 Fonte: Computer History Museum / fonti incrociate
    • 22 milioni di unità gli esemplari di Commodore 64 venduti entro il 1993 secondo il Computer History Museum; il Guinness dei Primati lo riconosce dal 2006 come il singolo modello di computer più venduto della storia Fonte: Computer History Museum, Timeline of Computer History

    L'Approfondimento

    I calcoli a mano e i primi progetti meccanici

    Prima che esistesse una sola macchina elettronica, il calcolo era un lavoro umano, spesso lungo e ripetitivo. Nel 1821 Charles Babbage stava controllando a mano, insieme all’astronomo John Herschel, alcune tavole di calcolo piene di errori, e si sarebbe lasciato sfuggire una frase diventata poi celebre: “Vorrei tanto che questi calcoli fossero stati eseguiti a vapore.” Da quell’insofferenza nacque la Difference Engine, una macchina meccanica pensata per calcolare automaticamente funzioni polinomiali, con circa 25.000 componenti previsti e un peso stimato di 4 tonnellate. Il governo britannico finanziò il progetto con 17.500 sterline, una cifra paragonabile al costo di 22 locomotive a vapore dell’epoca — un dettaglio che colloca bene Babbage nel pieno della rivoluzione industriale, quando il vapore stava già trasformando fabbriche e trasporti. Il progetto fu interrotto nel 1833 per una disputa con il mastro tornitore che lo costruiva, e la macchina restò incompleta.

    Babbage non si fermò lì. Nel 1834 concepì l’Analytical Engine, un’idea diversa e più ambiziosa: non più una macchina dedicata a un solo tipo di calcolo, ma una macchina di calcolo programmabile per usi generali. È in questo momento che nasce, nella sostanza, il concetto di algoritmo applicato a una macchina reale, lo stesso principio che sta alla base di qualunque algoritmo moderno: una sequenza di istruzioni pensata per risolvere un problema, indipendentemente dall’hardware che la esegue. Ada Lovelace, che aveva incontrato Babbage nel 1833 a soli 17 anni, pubblicò nel 1843 la traduzione di un articolo sull’Analytical Engine corredata da proprie note lunghe il triplo dell’articolo originale: in quelle note compaiono le prime descrizioni pubblicate di un programma per computer, e l’intuizione che una macchina del genere avrebbe potuto manipolare non solo numeri ma anche simboli, lettere, persino note musicali.

    La guerra accelera l’elettronica

    Per un secolo l’idea di Babbage restò più teorica che pratica. Le cose cambiarono radicalmente durante la Seconda guerra mondiale, quando la necessità di calcolare in fretta tavole di tiro balistico o di decifrare messaggi cifrati spinse diversi paesi a costruire macchine di calcolo elettromeccaniche ed elettroniche in parallelo, spesso senza che i team sapessero l’uno dell’altro. Nel 1941, in Germania, Konrad Zuse completò lo Z3: 2.300 relè, aritmetica binaria in virgola mobile, una parola di 22 bit. Il Computer History Museum lo definisce “il più antico calcolatore digitale del mondo”, anche se la macchina fu distrutta in un bombardamento su Berlino già nel 1943. Nello stesso periodo, a Bletchley Park, in Inghilterra, il gruppo di Tommy Flowers costruì il Colossus, che nel 1944 diventò operativo con 2.500 tubi sottovuoto, impiegato nel lavoro di decrittazione legato a Enigma insieme alle “Bombe” progettate da Alan Turing e Harold Keen già dal 1941 — uno dei tanti episodi in cui la tecnologia del calcolo si intreccia direttamente con gli eventi della Seconda guerra mondiale.

    Negli Stati Uniti, John Mauchly e J. Presper Eckert costruirono tra il 1943 e il 1945 l’ENIAC, per conto dell’esercito, che aveva bisogno di calcolare complesse tavole di tiro balistico. La sua esistenza restò segreta fino al 15 febbraio 1946, quando il New York Times ne diede notizia al pubblico. Era una macchina grande come una stanza intera, quasi 18.000 valvole termoioniche, 30 tonnellate di peso: più di 1.000 volte più veloce dei calcolatori elettromeccanici che l’avevano preceduta. Il funzionamento pratico, però, era tutt’altro che semplice: una valvola si guastava mediamente ogni uno o due giorni, e il team di manutenzione imparò a individuare e sostituire il componente difettoso in appena 15 minuti. Al progetto lavorarono, tra gli altri, il fisico John Mauchly, l’ingegnere Harry Huskey e le programmatrici Frances Bilas e Betty Jean Jennings. Restò in funzione per circa un decennio, fino a un guasto legato a un fulmine nel 1955.

    Esempio pratico: il 9 settembre 1947, un gruppo di scienziati e ingegneri che lavorava sul calcolatore Harvard Mark II, tra cui la programmatrice Grace Hopper, trovò una falena vera incastrata tra i contatti di un relè. La incollarono nel registro di macchina con l’annotazione “primo caso effettivo di bug trovato”. Il termine “bug” per indicare un malfunzionamento tecnico circolava già da decenni nel gergo ingegneristico, ma quell’episodio, falena compresa, resta uno degli aneddoti più citati nella storia dell’informatica.

    Dai tubi al transistor

    Le valvole termoioniche facevano il loro lavoro, ma erano ingombranti, fragili e generavano molto calore. Il 16 dicembre 1947, ai Bell Telephone Laboratories, John Bardeen e Walter Brattain, sotto la direzione di William Shockley, riuscirono per la prima volta ad amplificare un segnale elettrico con un piccolo dispositivo a stato solido: due sottili contatti d’oro premuti su una lastra di germanio ad alta purezza, capaci di amplificare un segnale fino a 100 volte. Il nome “transistor” fu coniato dall’ingegnere John Pierce; l’annuncio pubblico arrivò il 30 giugno 1948 in una conferenza stampa a New York, e nel 1956 Bardeen, Brattain e Shockley ricevettero per questo il Premio Nobel per la Fisica.

    Il passaggio dalle valvole ai transistor fu tra i fattori chiave che resero possibili macchine più piccole, più economiche da produrre e meno soggette a guasti quotidiani. Già nel novembre 1953 un prototipo britannico, il Manchester TC, utilizzava 92 transistor a contatto puntiforme; nel 1958 il sistema di difesa aerea SAGE, con 23 siti collegati fra Stati Uniti e Canada, combinava ancora 55.000 tubi con 13.000 transistor, un segno di quanto la transizione fosse graduale più che immediata.

    Minicomputer e mainframe: il computer entra nelle aziende

    Negli anni Sessanta il computer smise di essere solo un progetto militare o accademico e cominciò a diventare un prodotto commerciale su scala più ampia. Il 7 aprile 1964 IBM annunciò il System/360, una famiglia di 5 modelli e 40 periferiche compatibili tra loro, con un investimento dichiarato di 5 miliardi di dollari: nel giro di due anni arrivò a raccogliere più di 1.000 ordini al mese. Nello stesso anno, la Digital Equipment Corporation lanciò il PDP-8 a $18.000, circa un quinto del prezzo di un System/360, aprendo la strada al mercato dei minicomputer, macchine più piccole ed economiche pensate per laboratori e uffici tecnici piuttosto che per i grandi centri di calcolo aziendali. In Italia, Olivetti mise in vendita nel 1965 il Programma 101: ne furono venduti 40.000 esemplari, dieci dei quali acquistati dalla NASA per il programma Apollo.

    MacchinaAnnoTecnologiaPeso o diffusionePrezzo di lancio
    ENIAC1943-1946Quasi 18.000 valvole termoioniche30 tonnellate, grande come una stanzaCostruito per l’esercito USA, non in vendita
    IBM System/3601964Famiglia di 5 modelli compatibiliOltre 1.000 ordini al mese entro due anniInvestimento di sviluppo di $5 miliardi
    Commodore 641982Microprocessore MOS 6502, 64 KB di RAM22 milioni di esemplari venduti entro il 1993 (dato CHM)$595

    Il microprocessore e la nascita del personal computer

    Il salto successivo arrivò da un chip solo. Nel 1971 Federico Faggin, insieme a Ted Hoff e Stanley Mazor, sviluppò per Intel il 4004, nato da una commessa della giapponese Busicom per una calcolatrice: 2.250 transistor su un solo chip, lanciato il 15 novembre 1971 a $60. Era il primo microprocessore commerciale completo, e nel giro di pochi anni rese pensabile un computer abbastanza piccolo ed economico da stare su una scrivania di casa. Nel gennaio 1975 la copertina di Popular Electronics mostrò il MITS Altair 8800, venduto in kit a $297: fu su quella macchina che Bill Gates e Paul Allen scrissero un interprete BASIC su licenza, episodio all’origine di Microsoft. L’anno successivo Steve Wozniak completò l’Apple-1, e nel 1977 arrivò l’Apple II, venduto in milioni di esemplari fino al 1993.

    Nel 1981 IBM lanciò il suo primo Personal Computer, il Model 5150, con processore Intel 8088 e sistema operativo MS-DOS, mentre nel 1982 il Commodore 64 debuttò a $595: secondo il Computer History Museum ne furono venduti 22 milioni di esemplari entro il 1993, e il Guinness dei Primati lo riconosce dal 2006 come il singolo modello di computer più venduto della storia. Nel febbraio 1984 Apple presentò il Macintosh con uno spot trasmesso durante il Super Bowl, un’allusione diretta al “Grande Fratello”, letta come una frecciata al dominio di IBM sul mercato: costava $2.500 e portava un’interfaccia grafica pilotata dal mouse, un’idea che Xerox PARC aveva già mostrato nel 1974 con il computer Alto, mai messo in vendita ma capace di influenzare direttamente sia Apple sia Microsoft.

    Dalla rete locale al web globale

    L’ultimo grande cambiamento di questa storia riguarda non tanto la macchina quanto il modo di collegarle fra loro. Nel marzo 1989 Tim Berners-Lee, che lavorava al CERN, scrisse la prima proposta per quello che sarebbe diventato il World Wide Web. Nel novembre 1990, insieme all’ingegnere di sistemi Robert Cailliau, la propose formalmente come progetto di “ipertesto” chiamato “WorldWideWeb”, in cui una rete di documenti collegati fra loro poteva essere consultata tramite programmi chiamati “browser”. Entro la fine del 1990 Berners-Lee aveva già un primo server e un primo browser funzionanti al CERN, ospitati su un computer NeXT, la stessa azienda fondata da Steve Jobs dopo la sua uscita da Apple: quel server, all’indirizzo info.cern.ch, fu il primo sito web della storia.

    Il software arrivò ai colleghi del CERN nel marzo 1991, e il 6 agosto 1991 un annuncio su un newsgroup Internet rese il progetto accessibile al pubblico fuori dal CERN, la data comunemente citata come nascita del web pubblico. A dicembre 1991 il primo server al di fuori dell’Europa fu installato allo Stanford Linear Accelerator Center, negli Stati Uniti. Il passaggio forse più determinante arrivò il 30 aprile 1993, quando il CERN rese il codice sorgente del World Wide Web disponibile gratuitamente a chiunque, senza royalty da pagare: una scelta considerata tra i fattori decisivi della sua diffusione su scala globale. Nel maggio 1994 si tenne al CERN la prima conferenza internazionale sul web, e entro la fine dello stesso anno si contavano già circa 10.000 server web nel mondo e circa 10 milioni di utenti: la rete di documenti immaginata da Berners-Lee al CERN era appena agli inizi della sua diffusione.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Storia del computer: Storia del computerSlide 2 della presentazione su Storia del computer: Chi ha inventato il computer?Slide 3 della presentazione su Storia del computer: Di cosa parliamoSlide 4 della presentazione su Storia del computer: Capitolo 01: Le macchine di BabbageSlide 5 della presentazione su Storia del computer: Il precursoreSlide 6 della presentazione su Storia del computer: Capitolo 02: La guerra accende l'elettronicaSlide 7 della presentazione su Storia del computer: Tre macchine, tre paesi: Z3, Colossus, ENIACSlide 8 della presentazione su Storia del computer: Com'era una macchina del 1946Slide 9 della presentazione su Storia del computer: L'ENIAC non fu il primo computer.Slide 10 della presentazione su Storia del computer: Capitolo 03: Dal transistor al chipSlide 11 della presentazione su Storia del computer: ENIAC · Bell Labs · Intel 4004Slide 12 della presentazione su Storia del computer: Valvole contro transistorSlide 13 della presentazione su Storia del computer: Capitolo 04: Dalla scrivania al webSlide 14 della presentazione su Storia del computer: Dal kit in scatola al computer di casaSlide 15 della presentazione su Storia del computer: Il computer più venduto della storiaSlide 16 della presentazione su Storia del computer: La reteSlide 17 della presentazione su Storia del computer: Quale fu il primo microprocessore commerciale su un solo chip?Slide 18 della presentazione su Storia del computer: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito L'ENIAC fu il primo computer della storia.

      ✓ Realtà L'ENIAC, reso pubblico nel 1946, fu il primo calcolatore elettronico general purpose a diventare famoso su larga scala, ma non fu il primo in assoluto. Lo Z3 di Konrad Zuse, completato nel 1941 con relè elettromeccanici, è definito dal Computer History Museum "il più antico calcolatore digitale del mondo"; l' Atanasoff-Berry Computer risale al 1942 e il Colossus britannico al 1944. La fama dell'ENIAC nasce dalla sua visibilità pubblica e dalla sua velocità, non dall'essere stato il primo.

    • ✗ Mito I vecchi computer a valvole erano macchine più affidabili dei computer moderni.

      ✓ Realtà Le valvole termoioniche dell'ENIAC si guastavano circa una volta ogni uno o due giorni; il team di manutenzione dovette sviluppare la capacità di individuare e sostituire il componente difettoso in appena 15 minuti, proprio perché i guasti erano frequenti. L'affidabilità che si ricorda di quell'epoca era quella delle persone che riparavano le macchine in fretta, non quella dei componenti stessi.

    • ✗ Mito Il termine informatico "bug" nasce dalla falena trovata da Grace Hopper nel 1947.

      ✓ Realtà L'episodio è reale e documentato, una falena incastrata tra i contatti a relè del calcolatore Harvard Mark II il 9 settembre 1947, incollata nel registro con la nota "primo caso effettivo di bug trovato". Ma il termine "bug" per indicare un malfunzionamento tecnico era già in uso nel gergo ingegneristico da decenni prima di quell'episodio, l'aneddoto è un'illustrazione vivida, non l'origine della parola.

    Mappa concettuale

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    • Storia del computer
      • Calcolatori meccanici
        • Difference Engine Progettata da Babbage negli anni 1820-1830 per calcolare funzioni polinomiali.
        • Analytical Engine Concepita nel 1834, macchina programmabile per usi generali.
        • Ada Lovelace Nel 1843 pubblica le prime note su un programma per computer.
      • Prima elettronica di guerra
        • Z3 di Konrad Zuse Completato nel 1941, relè elettromeccanici.
        • Colossus 1944, Bletchley Park, decrittazione di Enigma.
        • ENIAC Costruito 1943-1945, reso pubblico nel 1946.
      • Il transistor e i minicomputer
        • Invenzione del transistor 16 dicembre 1947, Bell Telephone Laboratories.
        • IBM System/360 Annunciato nel 1964, famiglia di 5 modelli.
        • DEC PDP-8 Introdotto nel 1964 a $18.000.
      • Microprocessore e personal computer
        • Intel 4004 Lanciato nel 1971, primo microprocessore su un chip.
        • Altair 8800 1975, copertina di Popular Electronics.
        • Apple e IBM PC Apple II nel 1977, IBM Model 5150 nel 1981.
        • Commodore 64 1982, computer più venduto della storia.
      • Internet e web
        • Proposta al CERN Tim Berners-Lee, marzo 1989.
        • Codice reso pubblico 30 aprile 1993, gratuito e senza royalty.
        • Diffusione globale Circa 10.000 server web nel mondo entro fine 1994.

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Chi concepì, nel 1834, l'Analytical Engine, una macchina di calcolo programmabile per usi generali?

    Charles Babbage concepì l'Analytical Engine nel 1834, dopo aver già lavorato per anni sulla Difference Engine. Il Computer History Museum la definisce una macchina di calcolo programmabile per usi generali, un passaggio concettuale dal semplice calcolo meccanico all'idea di computer moderno.

    2 Vero o falso: l'ENIAC, presentato pubblicamente nel 1946, fu il primissimo computer della storia.

    Falso. Prima dell'ENIAC esistevano già altre macchine di calcolo digitali, come lo Z3 di Konrad Zuse (1941, relè elettromeccanici) o l'Atanasoff-Berry Computer (1942). L'ENIAC resta importante perché fu il primo calcolatore elettronico general purpose reso pubblico su larga scala, non perché sia stato il primo in assoluto.

    3 Cosa cambiò, in concreto, l'invenzione del transistor nel dicembre 1947?

    Il transistor, inventato ai Bell Telephone Laboratories da John Bardeen e Walter Brattain, amplificava un segnale elettrico con un piccolo dispositivo a stato solido invece delle ingombranti valvole termoioniche. Fu uno degli sviluppi chiave che, nel giro di un paio di decenni, ridusse dimensioni e costi delle macchine, rendendole anche meno soggette a guasti frequenti.

    4 Quale fu il primo microprocessore commerciale completo su un solo chip, lanciato nel 1971?

    L'Intel 4004, sviluppato da Federico Faggin, Ted Hoff e Stanley Mazor a partire da una commessa della giapponese Busicom per una calcolatrice, fu lanciato il 15 novembre 1971 a $60 e conteneva 2.250 transistor su un solo chip.

    5 In quale laboratorio nacque, nel 1989, la proposta che portò al World Wide Web?

    Tim Berners-Lee scrisse la prima proposta per il World Wide Web nel marzo 1989 mentre lavorava al CERN. Il progetto fu poi formalizzato nel 1990 insieme all'ingegnere Robert Cailliau, e il primo sito web della storia girò a fine 1990 su un computer NeXT al CERN.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-A · 4-C · 5-C

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    La storia del computer parte da macchine di calcolo meccaniche progettate nell'Ottocento e passa, nel giro di un secolo, attraverso i primi calcolatori elettronici della Seconda guerra mondiale, l'invenzione del transistor e la nascita del microprocessore, fino ai personal computer degli anni Ottanta e alla nascita del web. Non esiste un unico inventore né una singola data di nascita: ogni tappa nasce dal lavoro di persone diverse, spesso in parallelo, in laboratori e paesi diversi. Il filo che le unisce è la miniaturizzazione: da macchine grandi come stanze intere a dispositivi che stanno su una scrivania, poi su un palmo di mano. Questo Recap ripercorre le tappe principali, dai calcoli a mano di Charles Babbage alla proposta di Tim Berners-Lee al CERN nel 1989.

    Domande e risposte

    Qual è stato il primo computer della storia?

    Dipende da cosa si intende per "computer". Lo Z3 di Konrad Zuse, completato nel 1941 con relè elettromeccanici, è definito dal Computer History Museum "il più antico calcolatore digitale del mondo", ma già l'Analytical Engine progettata da Charles Babbage nel 1834 introduceva l'idea di una macchina di calcolo programmabile, anche se non fu mai completata. L'ENIAC, del 1943-1946, resta il più famoso perché fu il primo calcolatore elettronico general purpose reso pubblico su larga scala.

    Chi ha inventato il computer?

    Il computer è il risultato del lavoro di molte persone diverse. Charles Babbage concepì il concetto di macchina di calcolo programmabile negli anni 1830, Konrad Zuse costruì il primo calcolatore digitale funzionante nel 1941, John Mauchly e J. Presper Eckert realizzarono l'ENIAC nel 1943-1945, e il transistor che rese possibili i computer moderni fu inventato nel 1947 da John Bardeen e Walter Brattain ai Bell Telephone Laboratories. Ogni tappa si è aggiunta alle precedenti.

    Quando è stato inventato il transistor e perché è stato così importante?

    Il 16 dicembre 1947, ai Bell Telephone Laboratories, da John Bardeen e Walter Brattain. Sostituendo le valvole termoioniche, ingombranti e soggette a guasti frequenti, con un piccolo dispositivo a stato solido, il transistor fu tra i fattori chiave che permisero, nel giro di qualche decennio, di costruire computer sempre più piccoli, economici e affidabili, fino al microprocessore degli anni Settanta.

    Quando è nato il World Wide Web?

    Tim Berners-Lee scrisse la prima proposta al CERN nel marzo 1989. Il primo sito web della storia andò online alla fine del 1990, ma la data comunemente citata come nascita del web pubblico è il 6 agosto 1991, quando un annuncio su un newsgroup Internet lo rese accessibile fuori dal CERN. Il passaggio decisivo per la sua diffusione arrivò il 30 aprile 1993, quando il CERN rese il codice sorgente gratuito per chiunque.

    Qual è il computer più venduto della storia?

    Il Commodore 64, lanciato nel 1982 a $595. Secondo il Computer History Museum ne furono venduti 22 milioni di esemplari entro il 1993; il Guinness dei Primati lo riconosce dal 2006 come record assoluto per un singolo modello di computer.

    Fonti consultate

    • Computer History Museum, Timeline of Computer History
    • Computer History Museum, A Brief History (Babbage Engine)
    • Computer History Museum, ENIAC (CHM Revolution, Birth of the Computer)
    • Computer History Museum, 1947 Invention of the Point-Contact Transistor (The Silicon Engine)
    • Computer History Museum, This Day in History, September 9 (first computer bug)
    • CERN, A short history of the Web

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