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    recaplica Architettura di von Neumann: come funziona, schema
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    Architettura di von Neumann: come funziona, schema

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 23 settembre 2026

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    L'architettura di von Neumann è il modello con cui è costruita la maggior parte dei computer, dai portatili agli smartphone: memoria e processore condivisi, collegati da un unico bus che porta sia i dati sia le istruzioni del programma. L'idea nasce nel rapporto sull'EDVAC di John von Neumann, pubblicato nel 1945, e da lì prende il nome. Il prezzo di questa semplicità è il cosiddetto von Neumann bottleneck, il rallentamento che nasce quando dati e istruzioni devono passare, uno alla volta, sullo stesso percorso. Un'alternativa esiste, l'architettura Harvard, che separa i due percorsi; ma per il calcolo di uso generale il modello di von Neumann resta quello più diffuso.

    Punti Chiave

    • Nell'architettura di von Neumann memoria e istruzioni del programma stanno nello stesso spazio, non in due memorie separate.
    • Il processore raggiunge dati e istruzioni attraverso un unico bus, uno alla volta.
    • Il rapporto sull'EDVAC di John von Neumann, che descrive per primo l'idea, è del 1945.
    • Il bus condiviso genera il von Neumann bottleneck, il limite di velocità tra processore e memoria.
    • L'architettura Harvard separa i percorsi di dati e istruzioni, ed è comune nei microcontrollori.
    • Nonostante il collo di bottiglia, il modello di von Neumann resta alla base della maggior parte dei computer general purpose.

    I numeri chiave

    • 1945 Anno di pubblicazione del rapporto sull'EDVAC, il documento in cui viene descritta per la prima volta l'idea di un'unica memoria per dati e istruzioni. Fonte: Computer History Museum

    L'Approfondimento

    Un unico spazio per dati e istruzioni

    Quando un computer esegue un programma, da qualche parte deve tenere sia le istruzioni da seguire sia i numeri su cui lavorare. Nell’architettura di von Neumann questo “qualche parte” è uno solo: un’unica memoria contiene entrambi, e il processore li raggiunge attraverso lo stesso bus, il canale che collega memoria e unità di calcolo.

    È un’idea più sottile di quanto sembri. Il rapporto che la descrive per la prima volta, il «First Draft of a Report on the EDVAC» di John von Neumann, pubblicato nel 1945, nota che sarebbe “allettante trattare l’intera memoria come un solo organo, rendendone le parti persino intercambiabili” — invece di riservare un pezzo di hardware ai dati e un altro alle istruzioni. Da questa scelta prende forma tutto il resto: dove sta un programma, dove stanno i suoi risultati intermedi, come il processore va a cercarli. Chi vuole ripercorrere come si è arrivati fin qui può leggere prima la storia del computer, che racconta le macchine precedenti all’EDVAC.

    Gli organi del rapporto sull’EDVAC

    Il documento del 1945 divide la macchina in organi, un termine che oggi suona quasi biologico ma che era la scelta lessicale di von Neumann. Tre sono al centro dell’architettura: l’unità aritmetica (CA), che esegue addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione; l’unità di controllo (CC), che ordina la sequenza delle operazioni; la memoria (M), che conserva sia i dati numerici sia le istruzioni del programma. A questi si aggiungono gli organi di input e output, che portano informazioni dentro e fuori dal sistema.

    Le istruzioni di un programma complesso, scrive il rapporto, “possono costituire una quantità di materiale considerevole”, e questo materiale “deve essere ricordato” — proprio come i risultati intermedi di un calcolo. Trattarli allo stesso modo, dentro la stessa memoria, è il punto di partenza di tutta l’architettura.

    Esempio pratico: quando un calcolatore esegue “somma 2 e 3”, il processore prima va in memoria a cercare l’istruzione (l’ordine “somma”), poi torna in memoria a cercare i due numeri, poi scrive il risultato. Tre viaggi diversi, ma un solo percorso: lo stesso bus che porta le istruzioni porta anche i dati. Un algoritmo è esattamente questa sequenza di passi che l’unità di controllo fa eseguire uno dopo l’altro.

    Il bus condiviso e il von Neumann bottleneck

    Condividere memoria e bus semplifica la costruzione della macchina, ma ha un prezzo: se dati e istruzioni viaggiano sullo stesso canale, non possono viaggiare insieme. Il processore deve aspettare il proprio turno per leggere ciò che gli serve, e più la memoria è grande rispetto alla velocità del bus, più questo turno pesa. Wikipedia chiama questo limite «von Neumann bottleneck»: il rallentamento nel trasferimento dati tra processore e memoria rispetto alla quantità di memoria disponibile. L’espressione non compare nel rapporto originale del 1945; è un’etichetta arrivata più tardi, resa nota anche dall’informatico John Backus in una conferenza del 1977, dove si chiedeva se non ci fosse “un modo meno primitivo di spostare grandi quantità di parole avanti e indietro attraverso il von Neumann bottleneck”.

    Il confronto con l’architettura Harvard

    Un’alternativa esiste, e ha un nome altrettanto storico: l’architettura Harvard. Invece di un solo bus, ne prevede due, uno per i dati e uno per le istruzioni, con percorsi fisicamente separati verso la memoria. Il vantaggio è che il processore può leggere un’istruzione e accedere a un dato nello stesso momento, senza che si mettano in fila sullo stesso canale.

    CaratteristicaArchitettura di von NeumannArchitettura Harvard
    Memoria per dati e istruzioniCondivisaSeparata
    Bus verso il processoreUno soloDue, uno per tipo
    Lettura simultanea di dato e istruzioneNo, un accesso alla voltaSì
    Complessità dei circuitiPiù semplicePiù circuiti da costruire
    Dove si trova tipicamentePC, server, smartphoneMicrocontrollori, DSP audio e video

    L’architettura Harvard è comune nei microcontrollori — il PIC di Microchip Technology e l’AVR di Atmel sono due esempi — e nei processori dedicati all’audio o al video, dove la velocità di lettura conta più della flessibilità. Nei personal computer, invece, il modello che ha prevalso è rimasto quello di von Neumann.

    Perché è ancora la base dei computer di oggi

    Non è solo una questione di abitudine. IBM Research, spiegando perché questa architettura pesa anche sul calcolo per il machine learning e sulle reti neurali, nota che la sua forza sta nella flessibilità: memoria e unità di calcolo separate ma collegate possono essere configurate quasi in qualunque modo, ed è per questo — scrive IBM — che l’architettura di von Neumann resta oggi la più diffusa per il calcolo di uso generale. Per compiti molto specifici, come l’elaborazione di grandi quantità di dati numerici in parallelo, il bus condiviso torna a farsi sentire, ed è uno dei motivi per cui la ricerca su nuovi tipi di processori per l’intelligenza artificiale continua.

    Di chi è davvero l’idea

    Il rapporto del 1945 porta la sola firma di John von Neumann, che nel 1944 era stato chiamato come consulente sul progetto EDVAC. Ma la voce Wikipedia dedicata all’argomento è netta su un punto: attribuire l’invenzione dell’architettura al solo von Neumann sarebbe scorretto, perché John Mauchly e J. Presper Eckert, alla Moore School of Electrical Engineering dell’Università della Pennsylvania, avevano già impostato in gran parte il progetto di un computer a programma memorizzato prima di discuterne con von Neumann e con il suo collega Herman Goldstine. Fu proprio Goldstine a far circolare il documento ancora incompiuto, con il solo nome di von Neumann in copertina — con il disappunto di Eckert e Mauchly, riporta la stessa fonte. Resta un fatto verificabile in prima persona, leggendo il documento originale: il rapporto del 1945 non porta altre firme.

    Chi vuole vedere come questi principi si sono tradotti nei sistemi operativi dei computer moderni può proseguire con la storia di Linux, che racconta come il kernel gestisca oggi memoria e processore su questa stessa architettura.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Architettura di von Neumann: Architettura di von NeumannSlide 2 della presentazione su Architettura di von Neumann: Cosa fa un computer nell'istante prima di eseguire un'istruzione?Slide 3 della presentazione su Architettura di von Neumann: In quattro tappeSlide 4 della presentazione su Architettura di von Neumann: Capitolo 01: I tre organiSlide 5 della presentazione su Architettura di von Neumann: Gli organi del rapporto sull'EDVAC: CA, CC, MSlide 6 della presentazione su Architettura di von Neumann: Capitolo 02: Il bus condivisoSlide 7 della presentazione su Architettura di von Neumann: Il percorso di un'istruzioneSlide 8 della presentazione su Architettura di von Neumann: Un bus condiviso per dati e istruzioni genera il von Neumann bottleneckSlide 9 della presentazione su Architettura di von Neumann: Capitolo 03: Von Neumann contro HarvardSlide 10 della presentazione su Architettura di von Neumann: Due modi di collegare memoria e processoreSlide 11 della presentazione su Architettura di von Neumann: Capitolo 04: Perché resta in usoSlide 12 della presentazione su Architettura di von Neumann: La ragione secondo IBM ResearchSlide 13 della presentazione su Architettura di von Neumann: Un'istruzione e un dato servono insieme: cosa fa il processore?Slide 14 della presentazione su Architettura di von Neumann: Per approfondire
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito L'architettura di von Neumann è solo un retaggio storico, superato dai computer moderni.

      ✓ Realtà Secondo IBM Research resta la più flessibile per il calcolo di uso generale: è quella flessibilità a tenerla alla base della maggior parte dei processori.

    • ✗ Mito John von Neumann ha inventato da solo questa architettura.

      ✓ Realtà Il rapporto del 1945 porta solo la sua firma, ma John Mauchly e J. Presper Eckert avevano già impostato il progetto di un computer a programma memorizzato prima di discuterne con lui: Wikipedia attribuisce il disegno concettuale anche a loro.

    • ✗ Mito Il von Neumann bottleneck è un difetto di progettazione da correggere.

      ✓ Realtà È un limite strutturale del bus condiviso, non un errore: l'architettura Harvard lo evita separando i percorsi di dati e istruzioni, ma a costo di più circuiti e complessità.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Architettura di von Neumann: come funziona, schema
    • Architettura di von Neumann
      • I tre organi
        • Unità aritmetica (CA) Esegue addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione
        • Unità di controllo (CC) Ordina la sequenza delle operazioni della macchina
        • Memoria (M) Conserva sia i dati sia le istruzioni del programma
      • Origine storica
        • Rapporto sull'EDVAC Pubblicato da John von Neumann nel 1945
        • Attribuzione contesa Wikipedia la attribuisce anche a Eckert e Mauchly
      • Il bus condiviso
        • Stesso percorso per dati e istruzioni
        • Von Neumann bottleneck Il limite di velocità del bus unico verso la memoria
      • Confronto con Harvard
        • Bus separati per dati e istruzioni
        • Usata in microcontrollori e DSP Esempi: PIC di Microchip, AVR di Atmel
      • Perché resta in uso
        • Flessibilità per il calcolo general purpose
        • Base della maggior parte dei processori odierni

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Nell'architettura di von Neumann, dati del programma e istruzioni...

    È il tratto che dà il nome all'architettura: un'unica memoria contiene sia i dati sia le istruzioni, ed entrambi viaggiano sullo stesso bus verso il processore.

    2 Chi ha pubblicato, nel 1945, il rapporto sull'EDVAC che descrive questa idea?

    Il documento, intitolato «First Draft of a Report on the EDVAC», porta il nome di John von Neumann, che lo scrisse nel 1945.

    3 Cos'è il «von Neumann bottleneck»?

    Quando processore e memoria si scambiano dati e istruzioni sullo stesso canale, uno alla volta, il trasferimento diventa il punto più lento del sistema: è il von Neumann bottleneck.

    4 In cosa si differenzia l'architettura Harvard da quella di von Neumann?

    L'architettura Harvard dà a dati e istruzioni due percorsi distinti verso il processore, così può leggerli nello stesso momento; è il tratto che la distingue dal modello di von Neumann.

    5 Vero o falso: secondo Wikipedia, l'idea del computer a programma memorizzato è opera esclusiva di John von Neumann.

    Il rapporto del 1945 porta solo la firma di von Neumann, ma descrive un progetto su cui John Mauchly e J. Presper Eckert avevano già lavorato: Wikipedia attribuisce il disegno concettuale anche a loro, non a von Neumann da solo.

    Risposte: 1-B · 2-A · 3-B · 4-A · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    L'architettura di von Neumann è il modello con cui è costruita la maggior parte dei computer, dai portatili agli smartphone: memoria e processore condivisi, collegati da un unico bus che porta sia i dati sia le istruzioni del programma. L'idea nasce nel rapporto sull'EDVAC di John von Neumann, pubblicato nel 1945, e da lì prende il nome. Il prezzo di questa semplicità è il cosiddetto von Neumann bottleneck, il rallentamento che nasce quando dati e istruzioni devono passare, uno alla volta, sullo stesso percorso. Un'alternativa esiste, l'architettura Harvard, che separa i due percorsi; ma per il calcolo di uso generale il modello di von Neumann resta quello più diffuso.

    Domande e risposte

    Come è fatto un computer dentro, secondo l'architettura di von Neumann?

    Ha una memoria che contiene sia i dati sia le istruzioni del programma, un'unità di controllo che ordina le operazioni e un'unità aritmetica che le esegue; tutte e tre sono collegate dallo stesso bus.

    Cos'è la macchina di von Neumann?

    È un altro nome per la stessa architettura: il modello di computer descritto nel rapporto sull'EDVAC del 1945, con memoria unica per dati e istruzioni.

    Qual è la differenza tra architettura di von Neumann e architettura Harvard?

    Nel modello di von Neumann dati e istruzioni condividono lo stesso bus verso la memoria; nell'architettura Harvard hanno percorsi separati, il che evita il von Neumann bottleneck ma richiede più circuiti.

    Chi ha inventato l'architettura di von Neumann?

    Il rapporto del 1945 porta il nome di John von Neumann, ma Wikipedia attribuisce il disegno concettuale anche a John Mauchly e J. Presper Eckert, che lo avevano impostato prima di discuterne con lui.

    Perché si chiama «von Neumann bottleneck»?

    Perché è la conseguenza diretta della scelta descritta nel rapporto del 1945: un solo bus per dati e istruzioni significa che il processore deve aspettare il proprio turno per raggiungere la memoria, e questo limita la velocità del sistema.

    Fonti consultate

    • First Draft of a Report on the EDVAC, John von Neumann (1945)
    • Computer History Museum — This Day in History: June 30
    • Wikipedia — Von Neumann architecture
    • Wikipedia — Harvard architecture
    • IBM Research — How the von Neumann bottleneck is impeding AI computing

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