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Botticelli: vita, stile e opere principali | ||||||||||||
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Botticelli: vita, stile e opere principaliCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoSandro Botticelli, nato con il nome di Alessandro di Mariano Filipepi, è uno dei pittori simbolo del Quattrocento fiorentino. Si formò nella bottega di Filippo Lippi e lavorò quasi tutta la vita per la famiglia Medici, che gli commissionò dipinti diventati celebri, come la Primavera. La sua linea sottile e il suo uso del colore raccontano soggetti mitologici e sacri, fino agli affreschi realizzati nella Cappella Sistina in Vaticano. Nella fase finale della sua carriera la predicazione di Girolamo Savonarola portò nelle sue opere una religiosità più drammatica. Punti Chiave
L'ApprofondimentoSandro Botticelli non si chiamava affatto Botticelli. Il suo nome era Alessandro, detto Sandro, di Mariano Filipepi: il cognome con cui lo conosciamo oggi era il soprannome del fratello maggiore Giovanni, chiamato “Botticello”, passato poi al più giovane della famiglia. Nato a Firenze, secondo Treccani “nel 1444 o 1445” (la National Gallery di Londra usa la stessa cautela, “about 1445”), morì nella stessa città nel 1510. È uno dei pittori più riconoscibili del Rinascimento, e la sua vicenda racconta bene cosa fosse la Firenze del Quattrocento: una città che era ancora, nella forma delle sue istituzioni, un comune medievale italiano, ma che nella pittura, nella poesia e nella politica stava già cambiando pelle. La bottega di Filippo LippiSecondo Treccani, Botticelli fu “scolaro di Filippo Lippi”; la National Gallery precisa che entrò “nello studio dell’artista Fra Filippo Lippi”. Una bottega, nella Firenze del Quattrocento, non era una scuola nel senso moderno: un pittore già affermato accoglieva allievi, li faceva lavorare sui dettagli minori dei propri dipinti e li portava gradualmente a occuparsi di intere composizioni. È lì che Botticelli imparò il mestiere, prima di rendersi indipendente e di costruirsi una propria bottega e una propria clientela. Il legame con i MediciQuel mestiere, a Firenze, si esercitava soprattutto al servizio di poche grandi famiglie. Per Botticelli la famiglia decisiva fu quella dei Medici: Treccani scrive che “i Medici ricorsero al Botticelli per numerose opere”, e la National Gallery è ancora più netta, notando che “Botticelli trascorse quasi tutta la vita lavorando per la famiglia Medici”. Non fu un rapporto episodico, ma una relazione di lungo periodo, dentro un ambiente in cui la pittura si intrecciava con la poesia e con la cultura del cenacolo mediceo: Treccani osserva che alcune sue opere risultano “assai vicine alla poesia del Poliziano”, il poeta di corte legato ai Medici, e la scheda degli Uffizi della Nascita di Venere avanza la stessa ipotesi con prudenza, scrivendo che il soggetto del dipinto “fu forse suggerito dal poeta Agnolo Poliziano”. Nessuna delle fonti citate usa la parola “neoplatonismo” per descrivere questo legame: è più corretto parlare di un ambiente culturale condiviso, quello del cenacolo mediceo, che di una dottrina filosofica applicata punto per punto ai dipinti. Nello stesso giro di decenni, in una Firenze ancora dominata dai Medici, sarebbero maturate anche riflessioni politiche come quelle del Principe di Machiavelli, segno di quanto quella città restasse un laboratorio, in pittura come in politica. Le opere principali: Primavera e Nascita di VenereLe due opere più note di Botticelli sono oggi conservate agli Uffizi, a Firenze. La Primavera, secondo la scheda ufficiale del museo, risale al 1480 circa (Treccani la data invece “1478 circa”: le fonti oscillano di un paio d’anni, senza contraddirsi su sostanza e luogo) e verso la fine del Quattrocento si trovava nella casa di Via Larga appartenuta agli eredi di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico. Il suo significato, scrivono gli Uffizi, “resta un mistero” nella sua interpretazione completa, ma il dipinto è comunque “una celebrazione di amore, pace e prosperità”. La Nascita di Venere, datata dagli Uffizi al 1485 circa, ha un Recap dedicato che ne analizza l’iconografia e il significato: qui basti dire che il museo la definisce “molto probabilmente” commissionata da un membro della famiglia Medici, pur ammettendo che non esiste alcuna traccia scritta del dipinto prima del 1550, quando Giorgio Vasari lo descrisse nella villa medicea di Castello.
Gli affreschi della Cappella SistinaIl lavoro per i Medici non tenne Botticelli sempre a Firenze. Treccani racconta che “nel 1481 (o 1482) eseguì nella cappella Sistina in Vaticano gli affreschi”; la National Gallery aggiunge che fu “chiamato dal papa a Roma per aiutare a decorare le pareti della Cappella Sistina, da poco completata”. Fu una delle poche commissioni pubbliche e romane di un pittore la cui carriera restava, per il resto, profondamente fiorentina.
La fase tarda, sotto l’influsso di SavonarolaVerso la fine della sua carriera lo stile di Botticelli cambiò tono. Treccani scrive che “una religiosità drammatica, che al Botticelli veniva dalla predicazione del Savonarola, investe le sue ultime opere”; la National Gallery conferma che “negli ultimi anni Botticelli divenne seguace del fanatico frate domenicano Savonarola”. Girolamo Savonarola predicò a Firenze una riforma morale e religiosa severa, e la sua influenza su Botticelli si legge in dipinti più cupi, lontani dai soggetti sereni della Primavera. È una parte della sua biografia meno nota del pubblico largo, ma è quella che le fonti istituzionali segnalano con più chiarezza per gli ultimi anni della sua attività. Oggi le opere di Botticelli si vedono soprattutto agli Uffizi, che ne conservano il nucleo più importante, e nella Cappella Sistina, dove restano gli affreschi romani del 1481. Guardarle in sequenza, dalla Primavera alle ultime tele di ispirazione savonaroliana, è probabilmente il modo più diretto per vedere come un solo pittore abbia attraversato, nel giro di una vita, buona parte delle correnti culturali del Rinascimento fiorentino. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi era Sandro Botticelli?Un pittore fiorentino, nato nel 1444 o 1445 e morto nel 1510, formatosi nella bottega di Filippo Lippi e attivo quasi tutta la vita per la famiglia Medici. Perché si chiama Botticelli se il suo nome era Filipepi?Botticelli era un soprannome di famiglia, nato dal fratello maggiore Giovanni, chiamato "Botticello", e rimasto poi ad Alessandro. Dove si trovano oggi le opere di Botticelli?La Primavera e la Nascita di Venere sono conservate agli Uffizi, a Firenze; gli affreschi del 1481 si trovano nella Cappella Sistina, in Vaticano. Botticelli dipinse davvero nella Cappella Sistina?Sì. Secondo Treccani e la National Gallery, nel 1481 fu chiamato a Roma per eseguire affreschi nella Cappella Sistina, da poco completata. Chi è la donna ritratta nella Nascita di Venere?Un'identificazione antica la associa a Simonetta Vespucci, presentata dagli Uffizi come una tradizione critica formatasi nel tempo. Simonetta morì nel 1476, mentre il dipinto è datato al 1485 circa. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














