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Riforma Gentile del 1923: cosa cambiò nella scuola italiana, riassunto | ||||||||||||
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Riforma Gentile del 1923: cosa cambiò nella scuola italiana, riassuntoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa riforma Gentile è il riordino della scuola italiana decretato nel 1923 da Giovanni Gentile, ministro della Pubblica istruzione nel primo governo Mussolini. Si regge su tre decreti, firmati tra maggio e ottobre di quell'anno, che toccano la scuola secondaria, l'istruzione superiore e le elementari. Portò le elementari a cinque anni, creò il liceo scientifico e diede alla secondaria un'impronta classicista, con esami di ammissione e numero chiuso. Pochi elementi erano davvero nuovi, perché quasi tutto era già stato discusso prima del governo Mussolini. Fu ritoccata dal 1924; la scuola media unica del 1962 sostituì poi i percorsi separati. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoChi era Giovanni GentileGiovanni Gentile nacque a Castelvetrano, in provincia di Trapani, nel 1875 e morì a Firenze nel 1944. Fu filosofo, storico della filosofia e politico. Entrò in Senato nel 1922 e dal 31 ottobre di quell’anno guidò il ministero della Pubblica istruzione nel primo governo Mussolini. Dal 1923 al 1929 fece parte del Gran consiglio del fascismo. Aderì al fascismo perché lo vedeva come il continuatore della Destra storica nell’opera del Risorgimento. La sua filosofia e il suo posto nel regime sono un tema a parte, trattato in Giovanni Gentile: attualismo e fascismo. Da dove partiva la scuola italianaL’assetto scolastico del nuovo Regno d’Italia era stato fissato dalla legge Casati del 1859-60, e per parecchi decenni l’ordinamento restò quello, con ritocchi parziali. Tra il 1859 e il 1923 i progetti di riforma del liceo-ginnasio furono molti e nessuno andò in porto. Prima di Gentile ci aveva provato Benedetto Croce, ministro della Pubblica Istruzione nell’ultimo governo Giolitti, nel 1920-21: la sua riforma degli esami di Stato fu respinta in Parlamento e in piazza, e secondo Giuseppe Tognon, storico autore del saggio che Treccani dedica alla riforma, questo chiuse la strada a una riforma condivisa. Il 3 dicembre 1922 il governo Mussolini ottenne pieni poteri per riformare lo Stato. Gentile ebbe a disposizione venti mesi di ministero, fino al 1° luglio 1924, e li usò per la scuola, con la collaborazione di Lombardo Radice e Codignola. Pochi elementi del nuovo ordinamento erano davvero nuovi. Quasi tutto era già stato presentato e discusso prima del governo Mussolini, e Gentile lo rivendicò: difendendosi al Senato il 5 febbraio 1925, disse di non aver inventato nulla. Treccani la giudica comunque la riforma scolastica più organica dall’Unità d’Italia, e per Tognon è la più importante del Novecento. Riforma Gentile 1923: i tre decretiLa riforma non è una legge sola. Si compone di tre regi decreti del 1923:
Il primo entrò in vigore il 17 giugno 1923. Il suo articolo 1 divide le scuole medie in due gradi. Il primo grado raccoglie complementare e ginnasio, insieme ai corsi inferiori dei tecnici e dei magistrali. Il secondo comprende il liceo, il liceo scientifico e il liceo femminile, più i corsi superiori degli stessi istituti. Riforma Gentile: i punti salientiLe elementari e l’obbligoSecondo Tognon la scuola elementare passò da quattro a cinque anni, divisi in due cicli di tre e due anni, con in più un corso integrativo di tre anni di tipo professionale. Il decreto n. 2185 portò per legge l’obbligo scolastico a 14 anni e per la prima volta lo estese anche a ciechi e sordomuti. Non risulta quanto l’obbligo sia stato davvero rispettato negli anni Venti e Trenta. Gentile aumentò gli investimenti per le elementari, pur con il bilancio stretto. Il meccanismo di spesa, però, finì per favorire le scuole urbane rispetto a quelle rurali, dove l’analfabetismo era maggiore. La religioneLa religione cattolica entrò nella scuola elementare. Tognon parla di uno spazio ampio ma circoscritto, mentre INDIRE, ente di ricerca del Ministero dell’Istruzione, scrive di insegnamento obbligatorio. Nelle scuole secondarie l’insegnamento religioso fu reso facoltativo, impartito da incaricati dell’autorità ecclesiastica su richiesta esplicita delle famiglie. I popolari, cioè il Partito popolare, accolsero con entusiasmo una riforma che portava la religione cattolica nelle elementari e l’esame di Stato alla fine di ogni ciclo. La secondariaIl ginnasio-liceo era la scuola privilegiata, e Gentile lo indicò come il vivaio principale delle classi superiori della nazione. Nel 1923 furono soppressi i ginnasi magistrali e il liceo moderno, quello senza greco. Nacque invece il liceo scientifico, di quattro anni, che assorbì le sezioni moderne o fisico-matematiche dei vecchi licei e degli istituti tecnici e dava accesso alle facoltà scientifiche. Il latino si insegnava in tutte le scuole secondarie tranne le complementari. Le scuole normali, che formavano i maestri, furono ridotte da 153 a 87 e trasformate in istituto magistrale inferiore e superiore: sette anni in tutto, con una dignità pari a quella degli altri istituti superiori. Le scuole complementari, create nel 1923 per avviare al lavoro, erano un tipo più modesto di scuola media inferiore, pensato per i ceti popolari cittadini. Nel 1928 furono trasformate in scuole di avviamento professionale. Per Tognon la piccola borghesia le visse come un ripiego per le classi lavoratrici. Gentile voleva un’istruzione formativa, costruita sul contatto diretto con gli autori classici, al posto di un’istruzione informativa fondata sui manuali. La secondaria assunse un carattere marcatamente classicista, pensato per formare una nuova classe dirigente. Le scuole di tipo moderno e professionale furono rinnovate, e Gentile riconobbe il valore dell’educazione estetica e religiosa e promosse quella fisica e sportiva.
Esami, scuole private e amministrazioneSi entrava nella scuola secondaria e si passava di grado con esami di ammissione. Secondo Tognon questa regola non sopravvisse al fascismo. L’esame finale della secondaria si svolgeva in sole quaranta sedi in tutta Italia. Le scuole private furono ammesse accanto a quelle pubbliche, ma lo Stato le controllava tutte e due attraverso l’esame di Stato. L’amministrazione si accentrò: furono aboliti i consigli scolastici provinciali e istituiti 19 provveditorati regionali. INDIRE parla di un centralismo burocratico, con presidi e direttori didattici responsabili verso i superiori. Le criticheMentre era ministro, Gentile fu criticato da fascisti, antifascisti, categorie e genitori. Gli rimproveravano una concezione aristocratica dell’insegnamento e un carico di lavoro eccessivo per gli studenti. Per Treccani l’intento conservatore emerge dal proposito di contenere la scolarità, dalla selezione interna rigida e dalla separazione tra le scuole per i ceti dirigenti e quelle professionali. Tra i limiti l’enciclopedia cita la sopravvalutazione formativa delle materie letterarie rispetto a quelle scientifiche e tecniche. Allo stesso tempo vi vede una delle più alte concezioni moderne della scuola e dell’unità del sapere. Tognon colloca il lato migliore e più duraturo nell’attenzione ai bisogni dell’infanzia, più che nelle soluzioni per la secondaria. Nel novembre 1922 Gentile chiese obbedienza allo Stato. Secondo Tognon, quell’appello fu accolto dalla maggioranza degli addetti ai lavori, Croce compreso, come un necessario punto di ripartenza. Per i liberaldemocratici vicini a Gobetti e per i comunisti la riforma appariva corretta in molte parti, ma il quadro politico fascista e la filosofia a cui si rifaceva ne esaltavano i limiti: è una sintesi di Tognon, non un giudizio di un singolo autore. Cosa restò dopo GentileGentile si dimise il 14 giugno 1924, dopo il rapimento di Matteotti, e le dimissioni furono ratificate il 1° luglio. Già dal 1924 la riforma fu rivista con la cosiddetta politica dei ritocchi, che sfociò nella Carta della scuola del 1939. Treccani scrive che negli anni seguenti fu ritoccata, in parte elusa e resa più aderente agli scopi del regime. Il 18 marzo 1931, nel Consiglio dei ministri, Mussolini giudicò sbagliata la riforma del 1923: a suo dire pesavano i tempi e la mentalità di chi allora la fece. Negli anni Trenta, scrive Bruno Rosada, gli uomini del regime non erano più soddisfatti. Per Tognon la riforma sopravvisse alle condanne di tipo solo politico. Una scuola media per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni che volevano proseguire gli studi era già stata istituita con la legge n. 899 del 1940. Alla fine del 1962 il Parlamento approvò la scuola media unica (legge n. 1859), che sostituì ogni altro tipo di scuola per quella fascia d’età e portò un’estensione dell’obbligo scolastico e una grande espansione della scuola. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuali sono i punti salienti della riforma Gentile?Le elementari passano a cinque anni e l'obbligo scolastico è portato per legge a 14 anni. Nasce il liceo scientifico, di quattro anni, e la secondaria prende un carattere classicista, con il latino in tutte le scuole tranne le complementari. Si entra con esami di ammissione e con numero chiuso, e alla fine dei cicli c'è l'esame di Stato. Le scuole private sono ammesse accanto a quelle pubbliche, ma lo Stato controlla entrambe. L'amministrazione si accentra: al posto dei consigli scolastici provinciali ci sono 19 provveditorati regionali. Quando è stata fatta la riforma Gentile del 1923?Gentile fu ministro dal 31 ottobre 1922 al 1° luglio 1924, e la riforma è fatta di tre decreti del 1923. Il primo, il n. 1054 del 6 maggio, riguarda la scuola secondaria ed entrò in vigore il 17 giugno. Il n. 2102 del 30 settembre tocca l'istruzione superiore, il n. 2185 del 1° ottobre le elementari. La riforma Gentile era una riforma fascista?Gentile la varò da ministro del primo governo Mussolini ed era membro del Gran consiglio del fascismo dal 1923 al 1929. Tognon osserva però che pochi elementi erano nuovi e che molte idee circolavano da prima. Mussolini stesso, il 18 marzo 1931, la giudicò un errore; INDIRE gli attribuisce anche la definizione «la più fascista delle riforme», senza una data. Che cosa restò della riforma Gentile?La riforma fu ritoccata dal 1924 e rivista fino alla Carta della scuola del 1939. Nel 1940 la legge n. 899 istituì una scuola media per i ragazzi tra 11 e 14 anni che volevano proseguire gli studi. Nel 1962 la scuola media unica prese il posto dei tipi di scuola separati per i ragazzi di quell'età. Chi collaborò con Gentile alla riforma?Secondo l'Enciclopedia Treccani la riforma del 1923-24 fu opera di Gentile con la collaborazione di Lombardo Radice e Codignola. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














