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Il Rinascimento: cos'è, quando nacque e perché cambiò l'Europa | |||||||||||||||
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Il Rinascimento: cos'è, quando nacque e perché cambiò l'EuropaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl Rinascimento è il periodo della storia europea in cui, a partire da Firenze e dalle altre città-stato italiane, si riscoprono i testi e gli ideali dell'antichità greca e romana e si sviluppano nuove idee su arte, scienza e politica. Comincia verso la metà del Trecento e attraversa Quattrocento e Cinquecento, con confini precisi ancora discussi dagli storici. Nasce dal lavoro di cancellieri, filosofi e artisti nelle corti e nelle repubbliche italiane, poi si diffonde in tutta Europa grazie anche alla stampa a caratteri mobili. Il suo lascito più duraturo è il metodo di osservazione e verifica che porterà alla rivoluzione scientifica. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoIl Rinascimento comincia nelle città-stato italiane, non in una singola data. Treccani lo descrive come un periodo con caratteristiche già abbastanza precise intorno alla metà del Trecento, ma segnala che gli storici non concordano su un intervallo unico: c’è chi lo fa partire dal 1400 e chiudere nel 1550, chi lo racchiude tra il 1492 e il 1600. Le radici affondano ancora più indietro. Il cosiddetto preumanesimo, secondo le ricerche di Remigio Sabbadini, risale al principio del Trecento e ha il suo centro nel nord Italia, prima ancora che Firenze diventi il laboratorio principale del movimento. Umanesimo e Rinascimento: due parole, un fraintendimento comuneL’Umanesimo è, nella definizione di Treccani, l’aspetto peculiarmente filologico del Rinascimento: un periodo letterario che culmina nel Quattrocento e si concentra sul recupero e lo studio critico dei testi antichi. Il Rinascimento è il contenitore più ampio, che include anche pittura, scultura, architettura e scienza, e che nell’accezione storiografica più diffusa si estende dal tardo Quattrocento alla fine del Cinquecento.
Petrarca è per Treccani il vero iniziatore della letteratura umanistica: nella sua opera il movimento si polarizza, secondo l’espressione della stessa voce enciclopedica. Coluccio Salutati, cancelliere della repubblica fiorentina, introduce l’eloquenza antica nella politica cittadina; Leonardo Bruni, suo successore alla cancelleria, ne diventa lo storiografo latino. Lorenzo Valla applica il metodo filologico a teologia e diritto, e la sua lezione critica passa più tardi a Erasmo da Rotterdam, che nel Cinquecento la porta fuori dall’Italia. Le città che fanno da laboratorioIl movimento si sviluppa soprattutto nelle repubbliche di Firenze e Venezia, dove la ricerca culturale si lega all’attività delle cancellerie e delle corti. A Firenze, sotto Lorenzo de’ Medici, il platonismo fiorentino di Marsilio Ficino, autore della Theologia platonica, esercita un fascino che secondo Treccani dura fino alla fine del Seicento in tutta Europa. Il recupero dei testi classici passa da esplorazioni concrete nelle biblioteche dei monasteri: Poggio Bracciolini esplora i monasteri svizzeri di San Gallo, Reichenau ed Einsiedeln, mentre Ambrogio Traversari compie le sue ricerche nei monasteri italiani del centro e del nord tra il 1432 e il 1434; Giovanni Aurispa, in un viaggio in Grecia nel 1421, raccoglie 238 volumi di opere antiche.
A Venezia il ruolo chiave è quello di Aldo Manuzio, che con la sua tipografia realizza quello che Treccani descrive come il desiderio del cardinale Bessarione: consegnare intatto all’umanità il messaggio della sapienza ellenica. L’insegnamento ufficiale del greco a Firenze parte nel 1396, con Manuele Crisolora; nel 1439 il concilio ecumenico si trasferisce nella città, portando con sé Giorgio Gemisto Pletone e altri studiosi bizantini. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, altri studiosi greci fuggono l’impero bizantino in dissoluzione portando con sé manoscritti antichi verso l’Italia. Le arti e il metodo dell’osservazioneSul piano artistico, Donatello, Masaccio e Filippo Brunelleschi segnano l’ambiente fiorentino nella prima metà del Quattrocento. Brunelleschi sviluppa lo studio della prospettiva come strumento di rappresentazione del reale, poi teorizzato da Leon Battista Alberti, che nel De re aedificatoria disegna il modello della città razionale. Le scoperte archeologiche a Roma, come il Laocoonte tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, alimentano un interesse crescente per l’arte classica. L’Alto Rinascimento, il momento più noto anche fuori dagli ambienti specialistici, occupa in realtà una finestra molto ristretta: Leonardo completa il Vitruvian Man intorno al 1492 e L’Ultima Cena intorno al 1498; Michelangelo lavora alla Pietà tra il 1497 e il 1500, completa il David nel 1504 e dipinge la volta della Cappella Sistina tra il 1508 e il 1512; Raffaello finisce gli affreschi delle Stanze Vaticane, tra cui La Scuola di Atene, nel 1511. Chi vuole inquadrare meglio il contesto medievale da cui il Rinascimento si distacca può leggere il nostro riassunto sul Medioevo; per capire cosa cercavano davvero gli umanisti nei testi antichi, utile anche il Recap sull’Antica Grecia e quello sull’Impero romano, le due civiltà a cui guardavano. Come la stampa porta il Rinascimento fuori dall’ItaliaJohannes Gutenberg comincia i suoi esperimenti di stampa negli anni 1440 e fonda la sua tipografia a Magonza nel 1450; la sua Bibbia latina a stampa del 1456 è il primo grande lavoro uscito dai torchi. Le prime tipografie fuori dalla Germania aprono a Subiaco nel 1465 (la prima in Italia), poi a Roma nel 1467 e a Venezia nel 1469; entro l’inizio del Cinquecento anche i centri minori hanno una propria tipografia. L’effetto sulla circolazione delle idee è enorme. Prima della stampa, secondo World History Encyclopedia, al massimo una persona su dieci sapeva leggere testi estesi; i libri stampati, inoltre, costavano circa un ottavo di un libro manoscritto, rendendoli molto più accessibili. La produzione libraria europea passa da circa 2 milioni di copie nel primo decennio del 1500 a circa 20 milioni entro il 1550, fino a circa 150 milioni entro il 1600. È uno degli acceleratori, insieme alla mobilità di studiosi e mercanti, che portano le idee umanistiche e le nuove tecniche artistiche fuori dai confini italiani. Sul piano scientifico, il Rinascimento rompe con l’empirismo aristotelico che aveva dominato per secoli, aprendo la strada alla rivoluzione scientifica moderna di cui Galileo Galilei diventerà una delle figure chiave; Copernico pubblica la sua teoria eliocentrica nel 1543. È lo stesso metodo di osservazione diretta sviluppato dai pittori con la prospettiva — guardare la realtà con occhi nuovi invece di limitarsi a ripetere l’autorità degli antichi — a passare dalle botteghe d’arte ai laboratori scientifici. Chi vuole vedere come nel Trecento italiano già circolassero, in volgare, idee che anticipano l’attenzione umanistica per l’uomo, può leggere il nostro Recap su Dante e la Divina Commedia, scritta proprio a cavallo tra fine Duecento e inizio Trecento. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuando è iniziato il Rinascimento?Secondo Treccani il fenomeno assume caratteristiche già abbastanza precise intorno alla metà del Trecento, in Italia. Gli storici propongono però intervalli diversi: c'è chi lo colloca tra metà Trecento e fine Cinquecento, chi tra il 1400 e il 1550, chi tra il 1492 e il 1600. Qual è la differenza tra Umanesimo e Rinascimento?L'Umanesimo è la fase letteraria e filologica del Rinascimento, con il suo culmine nel Quattrocento: si concentra sul recupero e lo studio dei testi classici. Il Rinascimento è il fenomeno più ampio, che comprende anche arti, architettura e scienza, e si estende fino alla fine del Cinquecento. Perché si chiama Rinascimento?Il nome allude all'idea di una rinascita della cultura classica dopo secoli in cui si riteneva fosse rimasta in ombra. La parola entra nell'uso italiano solo nel Cinquecento, ricalcata sul francese Renaissance, e diventa un termine storico riconosciuto solo nel 1751. Chi sono i protagonisti principali del Rinascimento?Tra le figure chiave ci sono Petrarca, iniziatore della letteratura umanistica; i cancellieri fiorentini Coluccio Salutati e Leonardo Bruni; il filosofo Marsilio Ficino; gli artisti Donatello, Masaccio e Brunelleschi; e, nell'Alto Rinascimento, Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello. Come cambiò l'Europa il Rinascimento?Il movimento, nato in Italia, oltrepassò presto i confini del paese e si diffuse nel resto d'Europa, anche grazie alla stampa a caratteri mobili che moltiplicò la circolazione dei libri. Portò inoltre a una rottura con il pensiero aristotelico tradizionale che aprì la strada alla rivoluzione scientifica moderna. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














