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Asilo infantile: come è nata la scuola dell'infanzia, da Aporti alla scuola materna | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Asilo infantile: come è nata la scuola dell'infanzia, da Aporti alla scuola maternaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIn Italia la scuola per i bambini prima dell'obbligo nasce a Cremona, dove il sacerdote Ferrante Aporti apre le prime scuole infantili tra il 1827 e il 1829: le fonti non concordano sulla data. Secondo la studiosa Emma Gasperi quegli asili insegnavano già a leggere, a scrivere e a contare, oltre al catechismo, perché Aporti sapeva che molti bambini poveri non avrebbero frequentato altre scuole. In Germania Friedrich Fröbel inventa il Kindergarten, il giardino dei bambini, costruito intorno al gioco. Dopo le sorelle Agazzi e Maria Montessori, nel 1968 una legge crea la scuola materna statale, aperta fino ai sei anni; nella legge del 2003 il primo gradino del sistema educativo si chiama scuola dell'infanzia. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoIl primo asilo d’Italia ha almeno tre date di nascita, ma una sola città, Cremona, e un nome che torna in tutte le fonti: Ferrante Aporti, prete e pedagogista. Da quelle scuole per i piccoli parte una storia che passa per il giardino d’infanzia tedesco di Friedrich Fröbel, per le sorelle Agazzi e per Maria Montessori. Arriva poi alla scuola materna statale del 1968 e alla scuola dell’infanzia della legge del 2003. Una scuola per i figli delle filandeQualcosa di simile esisteva già in Scozia. Nel villaggio industriale di New Lanark, Robert Owen completò nel 1816 l’Istituto per la formazione del carattere e, l’anno dopo, una scuola per i bambini. Sotto la sua gestione nessun bambino con meno di 10 anni poteva lavorare nelle filande. I più piccoli, appena sapevano camminare, venivano accuditi in un nido, e le madri potevano tornare al lavoro: secondo il New Lanark Trust fu, nei fatti, il primo nido aziendale al mondo. Dai 3 ai 6 anni si passava alla infant school, che lavorava sulla socializzazione: i bambini imparavano a dividere le cose e a trattarsi con gentilezza. Musica e danza avevano molto spazio, le punizioni corporali erano vietate. Chi era Ferrante AportiFerrante Aporti nacque nel 1791 a San Martino dell’Argine, in provincia di Mantova, e fu ordinato sacerdote nel 1815. Nel seminario di Cremona insegnava storia della Chiesa ed esegesi biblica; dal 1821 ebbe la direzione delle scuole elementari della provincia. Le sue scuole per i piccoli si chiamavano all’inizio scuole infantili, e solo più tardi presero il nome, più diffuso, di asili infantili. Sull’anno della prima l’accordo manca. L’Archivio di Stato di Cremona ricorda che gli studi su Aporti hanno discusso a lungo proprio questa data, e le fonti la collocano così:
Gallina stesso, però, quando un articolo gli attribuì tutto il lavoro della prima scuola, chiese una correzione e riconobbe il ruolo di Aporti. I documenti d’archivio aggiungono che la scuola di palazzo Barbò si pagava: era per famiglie che potevano permettersi una retta. Visti i risultati, nel 1830 Aporti propose un progetto per i bambini poveri. La prima scuola infantile di carità di Cremona, gratuita, aprì il 18 febbraio 1831 con 42 bambini, tutti maschi; la sezione femminile arrivò nel 1832.
Per guidare le maestre Aporti fece stampare a Cremona un manuale per le scuole infantili, nel 1833, e un sillabario per l’infanzia, nel 1837. Dopo Cremona scuole simili nacquero in diverse città italiane; Andrea Franzoni scriveva nel 1927 che l’istituzione e il manuale si erano diffusi in tutta la penisola malgrado l’ostilità di vari governi. Anche gli ambienti conservatori dell’epoca gli fecero opposizione. Treccani giudica che il suo lavoro abbia contato soprattutto per la «formazione di uno spirito unitario e liberale» negli anni del Risorgimento, e lega la sua fama più agli asili che ai libri, tra cui gli Elementi di pedagogia del 1847. Dal luglio 1848 Aporti visse esule in Piemonte e quell’anno entrò nel Senato del Regno di Sardegna. Sempre nel 1848 il governo piemontese lo indicò per l’arcivescovado di Genova, ma il papa non ratificò la scelta. Nel 1849 divenne presidente del consiglio dell’università di Torino, dove tenne un corso di metodo per insegnanti molto frequentato. Morì a Torino nel 1858. Nel 1927 il Comune di Cremona festeggiò il centenario del primo asilo con una lapide che lo chiama primo fondatore degli asili in Italia. Nello stesso anno il regime fascista rilesse Aporti in chiave politica, come un anticipatore del fascismo. Che cosa si faceva in un asilo di AportiEmma Gasperi, dell’Università di Padova, scrive che in Italia l’asilo infantile nacque come scuola, mentre in altri Paesi europei nasceva come luogo di custodia. Nelle scuole infantili del 1828-29 i bambini del popolo imparavano a leggere, a scrivere e a contare, e studiavano il catechismo; le bambine facevano anche i lavori domestici. Aporti voleva quei compiti scolastici perché sapeva che molti di quei bambini poveri non avrebbero frequentato nessun’altra scuola. Tra le carte dell’Archivio di Stato di Cremona c’è l’orario approvato da Aporti nel novembre 1829, pensato per bambini dai due anni e mezzo ai sei. Il mese dopo Gallina gli scriveva dei progressi dei piccoli sul piano fisico, morale e intellettuale. La lettura restò a lungo nel programma. Nel 1880 negli asili di carità di Cremona si insegnava ancora a leggere, con un metodo fonico-sillabico; nel 1890 Costantino Soldi, membro della commissione degli asili, propose di togliere lettura e scrittura ai bambini sotto i cinque anni. Nella vita di tutti i giorni si mangiava la minestra a turni. Nel 1874 il medico dell’asilo propose di comprare il doppio dei cucchiai, ma il medico Francesco Robolotti diede parere contrario. Nel 1837, durante il colera, le scuole di carità accolsero anche gli orfani dell’epidemia. Il Kindergarten di FröbelKindergarten è una parola tedesca che vuol dire giardino dei bambini: Kinder sono i bambini, Garten il giardino. L’idea fu di Friedrich Fröbel (1782-1852), che aveva insegnato a Francoforte, in una scuola che seguiva i metodi di Pestalozzi. Nel 1836, rientrato in Germania dopo alcuni anni passati in Svizzera, scelse di dedicarsi ai bambini troppo piccoli per la scuola: per loro disegnò giocattoli educativi e mise a punto il kindergarten. Anche qui le date sono due. Il German Historical Institute e la società storica di Watertown fanno aprire il primo kindergarten a Blankenburg, in Turingia, nel 1840. La biblioteca di storia dell’educazione del DIPF lo porta al 1837, e un articolo del 1937 ne celebrava il centenario contando da quell’anno. Secondo il DIPF, per Fröbel il gioco e l’attività del bambino piccolo sono decisivi per la sua crescita. Progettò i doni di gioco, gli Spielgaben, accompagnati da istruzioni dettagliate, e scrisse filastrocche e canzoni. Nel kindergarten si stava molto all’aperto, a contatto con la natura, e la giornata alternava canti e poesie a giochi che allenavano corpo e mente. A Blankenburg, dal 1842, le donne potevano frequentare corsi per diventare maestre di kindergarten. Nell’agosto 1851 il ministero prussiano dei culti vietò i kindergarten di Fröbel, giudicandoli atei e demagogici. Tornarono permessi solo nel 1860, otto anni dopo la sua morte. Molti allievi di Fröbel, nella seconda metà dell’Ottocento, emigrarono negli Stati Uniti. Margarethe Meyer Schurz, nata ad Amburgo, aveva appreso i principi del kindergarten da Fröbel in persona. Nel 1856 aprì una piccola classe nella casa di famiglia a Watertown, nel Wisconsin, con circa cinque bambini. Nel 1860 Elizabeth Peabody aprì a Boston il primo kindergarten in lingua inglese del Paese. Nel settembre 1873 Susan Blow avviò il primo kindergarten pubblico di St. Louis e lo diresse per undici anni senza stipendio; nel 1879 le scuole pubbliche della città avevano 53 aule di kindergarten. Quando Fröbel arrivò negli asili italianiNella seconda metà dell’Ottocento le idee di Fröbel si diffusero anche in Italia. Secondo Gasperi portarono un asilo più vicino ai bisogni dei bambini, anche se qui furono applicate soprattutto come metodo. A Cremona, nel 1889, le maestre degli asili seguivano le conferenze di Adolfo Pick, che divulgava il pensiero del pedagogista tedesco. Le sorelle Agazzi e la scuola maternaRosa Agazzi nacque a Volongo, in provincia di Cremona, il 26 marzo 1866, e lavorò per tutta la vita con la sorella Carolina. Il loro primo incarico fu a Nave, vicino a Brescia, nell’anno scolastico 1889-90: l’asilo affidato a Carolina aveva 180 bambini e stava in una grande stalla riadattata. Nel 1895, incoraggiate da Pietro Pasquali, direttore delle scuole elementari del Comune di Brescia, fondarono a Mompiano, borgo agricolo alle porte della città, la loro prima scuola materna. Nel 1902 la scuola di Mompiano fu proclamata asilo rurale modello e cominciò a ricevere visite. Intorno al 1919 arrivavano a Brescia maestre da Trieste per specializzarsi nel metodo. Gasperi descrive l’educazione infantile di fine Ottocento stretta fra l’intellettualismo del modello di Aporti e il formalismo di quello di Fröbel, e vede nelle Agazzi la ricerca di una terza via. Il loro metodo si regge sull’imparare facendo: si gioca, si costruisce, e le attività della vita pratica si svolgono in sala come in giardino. I bambini giocavano a fare i mestieri: il lavoro in bottega, quello nell’orto, le faccende di casa. Ogni piccolo era affidato a un compagno più grande, che lo aiutava.
A Roma, il 6 gennaio 1907, Maria Montessori aprì la prima Casa dei Bambini, nel quartiere di San Lorenzo, all’epoca molto povero. La classe stava dentro le case popolari dell’Istituto dei beni stabili, diretto dall’ingegnere Edoardo Talamo. Montessori, una delle prime donne laureate in medicina in Italia, aveva lavorato con bambini con disabilità mentali prima di portare il suo metodo a tutti. Nelle sue classi i bambini lavoravano con materiali fatti realizzare da lei, in ambienti pensati sulla loro statura, e l’obiettivo era renderli autonomi.
Dalla scuola materna statale alla scuola dell’infanziaLa legge 444 del 18 marzo 1968 istituisce la scuola materna statale per i bambini dai tre ai sei anni. Secondo Gasperi il nome scuola materna, legato all’esperienza delle Agazzi, fu ripreso proprio in quell’occasione. La legge dà alla nuova scuola fini di educazione, di sviluppo della personalità, di assistenza e di preparazione alla scuola dell’obbligo, a integrazione della famiglia. L’iscrizione è facoltativa, la frequenza gratuita. Nella legge 53 del 28 marzo 2003, la riforma Moratti, il sistema educativo italiano comincia dalla scuola dell’infanzia, a cui seguono il primo ciclo (primaria e secondaria di primo grado) e il secondo ciclo. La legge le assegna tre anni e il compito di contribuire allo sviluppo affettivo, motorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini. Il riordino è stato disciplinato dal DPR 89 del 2009. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, a ottobre 2026, la presenta come il primo gradino del percorso di istruzione, dentro il sistema integrato 0-6 anni. Dura tre anni e accoglie i bambini dai tre ai cinque anni; l’iscrizione non è un obbligo. Nella scuola statale non si paga la frequenza, ma i costi del pasto, del trasporto e dell’orario prolungato toccano alle famiglie.
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FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi era Ferrante Aporti?Ferrante Aporti (San Martino dell'Argine, 1791 - Torino, 1858) era un sacerdote e pedagogista. Insegnava nel seminario di Cremona e dal 1821 diresse le scuole elementari della provincia; lì aprì le scuole infantili, poi chiamate asili infantili. Nel 1848 divenne senatore del Regno di Sardegna e a Torino tenne un corso di metodo per insegnanti. Per Treccani a renderlo noto furono soprattutto gli asili che fondò, più dei suoi scritti. Quando è nato il primo asilo in Italia?Le fonti danno date diverse, tutte a Cremona e tutte legate ad Aporti: il 15 novembre 1827 secondo Andrea Franzoni (1927), il 1828 secondo i documenti dell'Archivio di Stato di Cremona, il marzo 1829 secondo Treccani. La prima scuola gratuita per i figli dei poveri aprì invece il 18 febbraio 1831. Chi ha inventato il kindergarten?Il pedagogista tedesco Friedrich Fröbel (1782-1852), che aprì il primo kindergarten a Blankenburg, in Turingia: nel 1837 per la biblioteca di storia dell'educazione del DIPF, nel 1840 per il German Historical Institute. Negli Stati Uniti il primo fu quello di Margarethe Meyer Schurz a Watertown, nel 1856. La scuola dell'infanzia è obbligatoria?No. A ottobre 2026 il Ministero dell'Istruzione e del Merito la descrive come facoltativa, di durata triennale, per i bambini dai tre ai cinque anni. Frequentare quella statale è gratuito; il pasto, il trasporto e l'orario prolungato si pagano a parte. Da dove viene il nome scuola materna?Secondo Emma Gasperi dell'Università di Padova l'espressione è legata all'esperienza delle sorelle Agazzi, che nel 1895 a Mompiano fondarono la loro prima scuola materna. Lo Stato la riprese nel 1968, con la legge 444 sulla scuola materna statale. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |















