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    recaplica Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: riassunto
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    Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: riassunto

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 14 ottobre 2026

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    Søren Kierkegaard è un filosofo danese vissuto dal 1813 al 1855, spesso definito il padre dell'esistenzialismo. Il nucleo del suo pensiero è l'esistenza concreta del singolo individuo, con le sue scelte e la sua libertà, contro l'ambizione di Hegel di spiegare l'intera realtà con un sistema filosofico completo. Kierkegaard distingue tre modi di stare al mondo, la sfera estetica, quella etica e quella religiosa, e descrive l'angoscia come la vertigine che accompagna la libertà di scegliere. Tra il 1843 e il 1849 pubblica, spesso sotto pseudonimi diversi, le opere che restano il nucleo della sua eredità filosofica.

    Punti Chiave

    • Søren Kierkegaard (1813-1855) è un filosofo danese spesso definito il padre dell'esistenzialismo.
    • Il suo pensiero mette al centro l'esistenza concreta del singolo, non un sistema filosofico astratto come quello di Hegel.
    • Distingue tre sfere dell'esistenza: estetica, orientata al piacere; etica, legata al dovere; religiosa, fondata sulla fede.
    • Descrive l'angoscia come la vertigine della libertà che accompagna ogni scelta.
    • Scrive gran parte delle sue opere maggiori, tra il 1843 e il 1849, sotto pseudonimi diversi.

    L'Approfondimento

    Chi era Søren Kierkegaard

    Søren Kierkegaard nasce il 5 maggio 1813 a Copenaghen, in una famiglia benestante. Il padre, Michael Kierkegaard, è un commerciante di successo ma anche un uomo incline alla malinconia, e trasmette al figlio un forte senso di colpa che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1840 Kierkegaard si fidanza con Regine Olsen, diciottenne; l’anno dopo rompe il fidanzamento, convinto che il proprio temperamento lo renda inadatto al matrimonio, piuttosto che rivelarle un segreto personale che riteneva incompatibile con la vita coniugale. Poco prima di morire lancia un attacco pubblico contro la Chiesa di Stato danese, attraverso una serie di articoli sul giornale Fædrelandet — una polemica contro l’autorità religiosa istituita che, con tutt’altre premesse, ricorda la sfida lanciata secoli prima da Martin Lutero con la Riforma protestante. Muore a Copenaghen l’11 novembre 1855, poche settimane dopo essere stato ricoverato, a 42 anni.

    La sua produzione si divide in due filoni. Uno è firmato con pseudonimi diversi: Victor Eremita, Johannes de Silentio, Johannes Climacus, Vigilius Haufniensis, Anti-Climacus. L’altro è firmato col proprio nome, come Opere dell’amore, pubblicato nel 1847. Gli pseudonimi non sono un vezzo letterario: ogni voce sostiene un punto di vista proprio, spesso in tensione con le altre, e Kierkegaard usa ironia e satira per far procedere l’argomento senza parlare in prima persona.

    Il bersaglio di Kierkegaard: il sistema di Hegel

    Nella lettura comune, il rifiuto di costruire un sistema filosofico fa di Kierkegaard un oppositore radicale di Hegel. Lo pseudonimo Johannes Climacus porta l’obiezione al punto: solo Dio potrebbe costruire un sistema completo dell’esistenza, non un essere umano che esiste nel tempo e non può guardare la propria vita da un punto esterno a essa. È una versione moderna di una domanda più antica, quella su cosa renda reale un individuo di fronte a una categoria universale che Aristotele e Platone avevano già affrontato in modi opposti.

    Per capire cosa Kierkegaard rifiuta, serve guardare da dove parte. Hegel propone un metodo, la dialettica, che in teoria può svelare l’intera realtà come un unico processo razionale. Kierkegaard punta soprattutto alla pretesa di partenza di un progetto simile: la stessa ambizione di racchiudere l’esistenza in un sistema compiuto sorregge anche la sostanza unica di Spinoza, costruita a partire da un ordine geometrico pensato per spiegare ogni cosa. Per Kierkegaard quell’ordine resta esterno alla persona che esiste e sceglie, e un sistema non può farlo al suo posto.

    Esempio pratico: chi prova a spiegare un fallimento personale leggendolo come una tappa necessaria di un disegno più ampio sta trattando la propria vita come farebbe un sistema hegeliano, dall’esterno. Per Kierkegaard quello stesso fallimento si vive con le sue scelte concrete: nella vita reale, nessuno guarda la propria esistenza da un punto di vista esterno.

    Le tre sfere dell’esistenza

    Una lettura diffusa del pensiero di Kierkegaard distingue tre sfere, o stadi, dell’esistenza. La sfera estetica è orientata al piacere immediato e non chiede alla persona di impegnarsi stabilmente in nulla. La sfera etica introduce il dovere e la scelta: la persona si lega a un impegno, un lavoro, una relazione, una promessa, e ne risponde nel tempo. La sfera religiosa richiede, secondo Kierkegaard, l’interiorità della persona che crede: la fede autentica è un’appropriazione personale e appassionata, che richiede un impegno oltre la semplice conoscenza di fatti.

    Tra una sfera e l’altra non c’è un confine netto. Tra l’estetica e l’etica si trova una zona attraversata dall’ironia. Tra l’etica e la religiosa, una zona attraversata dall’umorismo. Lo pseudonimo Johannes Climacus riassume il passaggio verso la sfera religiosa con due formule provocatorie, «la verità è soggettività» e «la soggettività è non-verità»: la verità religiosa si appropria in prima persona, con una passione che nessuna verifica esterna potrebbe fornire. Per Kierkegaard la fede comincia nel punto preciso in cui la ragione si ferma.

    L’angoscia in Kierkegaard

    Ne Il concetto dell’angoscia, firmato con lo pseudonimo Vigilius Haufniensis, Kierkegaard descrive l’angoscia, in tedesco Angst, come una vertigine della libertà. Compare quando lo spirito deve tenere insieme corpo e anima nel momento di scegliere.

    La stessa opera la definisce anche un sentimento ambivalente, insieme attrazione e repulsione, che anticipa il piacere della libertà e il peso della responsabilità che la libertà comporta. È la risposta naturale a una vita vissuta con indipendenza intellettuale, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.

    Le opere principali, in breve

    Tra il 1843 e il 1849 Kierkegaard pubblica, in rapida sequenza, le opere che restano il nucleo del suo pensiero. Aut-Aut, a cura del curatore fittizio Victor Eremita, mette a confronto gli stili di vita estetico ed etico. Timore e tremore, firmato Johannes de Silentio, prende le mosse dalla vicenda biblica di Abramo per interrogare il rapporto tra fede ed etica. Il concetto dell’angoscia, firmato Vigilius Haufniensis, approfondisce il tema del paragrafo precedente. La malattia mortale, firmato Anti-Climacus, affronta la disperazione come condizione dello spirito.

    A queste si aggiungono Briciole filosofiche e la Postilla conclusiva non scientifica, entrambe firmate Johannes Climacus, e La ripetizione, firmata Constantin Constantius, già pubblicata nel 1843. Ognuna di queste opere merita una lettura a parte; qui restano un’introduzione, un punto da cui partire.

    L’eredità di un pensiero scomodo

    Il pensiero di Kierkegaard influenza la tradizione fenomenologica ed esistenzialista del Novecento, da Heidegger a Sartre, da Jaspers a Marcel e Lévinas. Diventa una figura intellettuale di primo piano soprattutto dopo la Prima guerra mondiale, quando viene riscoperto in Europa. L’etichetta di «primo esistenzialista» lo accompagna da allora, ma la Stanford Encyclopedia of Philosophy segnala una cautela: applicata a un autore per cui la fede resta il punto d’arrivo, l’etichetta può fraintendere chi associa l’esistenzialismo soprattutto a pensatori atei come Sartre.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: KierkegaardSlide 2 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Si può vivere senza un sistema che spiega tutto?Slide 3 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Dalla vita alle opereSlide 4 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Capitolo 01: Chi era KierkegaardSlide 5 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Søren KierkegaardSlide 6 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Capitolo 02: Il bersaglio: HegelSlide 7 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Nessun essere umano può guardare la propria esistenza da fuoriSlide 8 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Capitolo 03: Le tre sfere dell'esistenzaSlide 9 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Come si sta al mondo, per Kierkegaard: Sfera estetica, Sfera etica, Sfera religiosaSlide 10 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Hegel e Kierkegaard, a confrontoSlide 11 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Capitolo 04: L'angoscia e le opereSlide 12 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Dal 1843 al 1849Slide 13 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Perché l'angoscia è, per Kierkegaard, una vertigine?Slide 14 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Il salto nella fede non è un'espressione suaSlide 15 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Quali sono le tre sfere dell'esistenza in una lettura diffusa del pensiero di Kierkegaard?Slide 16 della presentazione su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: Un'eredità scomoda
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Kierkegaard avrebbe inventato l'espressione «salto nella fede».

      ✓ Realtà L'espressione, con cui è più associato nella cultura popolare, non compare mai letteralmente nei suoi scritti pubblicati: indica una decisione che dipende dalla volontà e dalla fiducia della persona.

    • ✗ Mito Essere il padre dell'esistenzialismo fa di Kierkegaard un pensatore ateo, come Sartre.

      ✓ Realtà Per Kierkegaard la fede religiosa autentica resta il punto d'arrivo: la sfera religiosa richiede l'interiorità della persona che crede. Per questo etichettarlo semplicemente «esistenzialista» rischia di confondere più che chiarire.

    • ✗ Mito Criticando Hegel, Kierkegaard avrebbe costruito un sistema filosofico alternativo.

      ✓ Realtà Lo pseudonimo Johannes Climacus sostiene il contrario: un sistema completo dell'esistenza sarebbe compito di un'intelligenza fuori dal tempo, non di chi la vive dall'interno. Kierkegaard mostra che l'esistenza del singolo resiste a ogni tentativo di chiuderla in uno schema.

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    Mappa concettuale: Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: riassunto
    • Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza
      • Vita
        • Nascita e famiglia Copenaghen, 5 maggio 1813, in una famiglia benestante
        • Il fidanzamento con Regine Olsen Rottura nel 1841, prima del seminario pastorale
        • Lo scontro con la Chiesa danese Attacco pubblico poco prima della morte, nel 1855
      • La critica a Hegel
        • Un sistema impossibile Solo Dio potrebbe costruire un sistema completo dell'esistenza
        • Scrittura indiretta Opere firmate con pseudonimi diversi
      • Le tre sfere dell'esistenza
        • Sfera estetica
          • Il piacere come guida
        • Sfera etica
          • Il dovere e la scelta
        • Sfera religiosa
          • L'interiorità della fede
        • Le zone di confine
          • Ironia, tra estetica ed etica
          • Umorismo, tra etica e religiosa
      • L'angoscia
        • Vertigine della libertà
        • Attrazione e repulsione insieme
      • Le opere principali
        • Aut-Aut 1843, a cura di Victor Eremita
        • Timore e tremore 1843, firmato Johannes de Silentio
        • Il concetto dell'angoscia 1844, firmato Vigilius Haufniensis
        • La malattia mortale 1849, firmato Anti-Climacus
      • L'eredità
        • Influenza sull'esistenzialismo del Novecento Heidegger, Sartre, Jaspers, Marcel, Lévinas
        • La riscoperta dopo la Prima guerra mondiale

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Chi era Søren Kierkegaard?

    Kierkegaard nacque a Copenaghen nel 1813 e morì nella stessa città nel 1855; non fu mai allievo diretto di Hegel, che criticò solo attraverso i suoi scritti.

    2 Cosa criticava Kierkegaard del pensiero di Hegel?

    Lo pseudonimo Johannes Climacus negava che un essere umano, che esiste nel tempo, potesse costruire un sistema filosofico completo.

    3 Quali sono le tre sfere dell'esistenza in una lettura diffusa del pensiero di Kierkegaard?

    La sfera estetica è orientata al piacere, quella etica al dovere e alla scelta, quella religiosa all'interiorità della fede.

    4 Come viene descritta l'angoscia nel pensiero di Kierkegaard?

    Ne Il concetto dell'angoscia Kierkegaard lega l'angoscia al momento della scelta, quando corpo e anima restano uniti nella stessa persona, e la descrive anche come un sentimento ambivalente, insieme attrazione e repulsione.

    5 Vero o falso: l'espressione «salto nella fede» compare letteralmente negli scritti pubblicati di Kierkegaard.

    L'espressione, con cui Kierkegaard è associato nella cultura popolare, non compare mai in questa forma nei suoi scritti pubblicati: indica una decisione legata alla volontà e alla fiducia della persona.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-A · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Søren Kierkegaard è un filosofo danese vissuto dal 1813 al 1855, spesso definito il padre dell'esistenzialismo. Il nucleo del suo pensiero è l'esistenza concreta del singolo individuo, con le sue scelte e la sua libertà, contro l'ambizione di Hegel di spiegare l'intera realtà con un sistema filosofico completo. Kierkegaard distingue tre modi di stare al mondo, la sfera estetica, quella etica e quella religiosa, e descrive l'angoscia come la vertigine che accompagna la libertà di scegliere. Tra il 1843 e il 1849 pubblica, spesso sotto pseudonimi diversi, le opere che restano il nucleo della sua eredità filosofica.

    Domande e risposte

    Chi era Søren Kierkegaard?

    Un filosofo danese vissuto dal 1813 al 1855, spesso definito il padre dell'esistenzialismo per il suo lavoro su scelta, libertà e fede del singolo individuo.

    Perché Kierkegaard viene chiamato il padre dell'esistenzialismo?

    Perché mette al centro l'esistenza concreta della singola persona, con le sue scelte e la sua libertà, invece di un sistema filosofico astratto. L'etichetta va però usata con cautela, perché può confondere chi associa l'esistenzialismo a pensatori atei come Sartre, mentre per Kierkegaard la fede religiosa resta centrale.

    Cos'è l'angoscia secondo Kierkegaard?

    È descritta come una vertigine della libertà, che nasce nel momento della scelta, quando corpo e anima devono restare uniti. Altre letture la definiscono un sentimento ambivalente, insieme attrazione e repulsione.

    Quali sono le opere principali di Kierkegaard?

    Tra il 1843 e il 1849 pubblica, con pseudonimi diversi, Aut-Aut, Timore e tremore, Il concetto dell'angoscia e La malattia mortale; nel 1847 pubblica Opere dell'amore con il proprio nome.

    Fonti consultate

    • Stanford Encyclopedia of Philosophy, voce «Kierkegaard»
    • Internet Encyclopedia of Philosophy, voce «Kierkegaard, Søren»
    • World History Encyclopedia, voce «Søren Kierkegaard»
    • Logos.com, «Kierkegaard's Leap of Faith»

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