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Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: riassunto |
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Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza: riassuntoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoSøren Kierkegaard è un filosofo danese vissuto dal 1813 al 1855, spesso definito il padre dell'esistenzialismo. Il nucleo del suo pensiero è l'esistenza concreta del singolo individuo, con le sue scelte e la sua libertà, contro l'ambizione di Hegel di spiegare l'intera realtà con un sistema filosofico completo. Kierkegaard distingue tre modi di stare al mondo, la sfera estetica, quella etica e quella religiosa, e descrive l'angoscia come la vertigine che accompagna la libertà di scegliere. Tra il 1843 e il 1849 pubblica, spesso sotto pseudonimi diversi, le opere che restano il nucleo della sua eredità filosofica. Punti Chiave
L'ApprofondimentoChi era Søren KierkegaardSøren Kierkegaard nasce il 5 maggio 1813 a Copenaghen, in una famiglia benestante. Il padre, Michael Kierkegaard, è un commerciante di successo ma anche un uomo incline alla malinconia, e trasmette al figlio un forte senso di colpa che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1840 Kierkegaard si fidanza con Regine Olsen, diciottenne; l’anno dopo rompe il fidanzamento, convinto che il proprio temperamento lo renda inadatto al matrimonio, piuttosto che rivelarle un segreto personale che riteneva incompatibile con la vita coniugale. Poco prima di morire lancia un attacco pubblico contro la Chiesa di Stato danese, attraverso una serie di articoli sul giornale Fædrelandet — una polemica contro l’autorità religiosa istituita che, con tutt’altre premesse, ricorda la sfida lanciata secoli prima da Martin Lutero con la Riforma protestante. Muore a Copenaghen l’11 novembre 1855, poche settimane dopo essere stato ricoverato, a 42 anni. La sua produzione si divide in due filoni. Uno è firmato con pseudonimi diversi: Victor Eremita, Johannes de Silentio, Johannes Climacus, Vigilius Haufniensis, Anti-Climacus. L’altro è firmato col proprio nome, come Opere dell’amore, pubblicato nel 1847. Gli pseudonimi non sono un vezzo letterario: ogni voce sostiene un punto di vista proprio, spesso in tensione con le altre, e Kierkegaard usa ironia e satira per far procedere l’argomento senza parlare in prima persona. Il bersaglio di Kierkegaard: il sistema di HegelNella lettura comune, il rifiuto di costruire un sistema filosofico fa di Kierkegaard un oppositore radicale di Hegel. Lo pseudonimo Johannes Climacus porta l’obiezione al punto: solo Dio potrebbe costruire un sistema completo dell’esistenza, non un essere umano che esiste nel tempo e non può guardare la propria vita da un punto esterno a essa. È una versione moderna di una domanda più antica, quella su cosa renda reale un individuo di fronte a una categoria universale che Aristotele e Platone avevano già affrontato in modi opposti. Per capire cosa Kierkegaard rifiuta, serve guardare da dove parte. Hegel propone un metodo, la dialettica, che in teoria può svelare l’intera realtà come un unico processo razionale. Kierkegaard punta soprattutto alla pretesa di partenza di un progetto simile: la stessa ambizione di racchiudere l’esistenza in un sistema compiuto sorregge anche la sostanza unica di Spinoza, costruita a partire da un ordine geometrico pensato per spiegare ogni cosa. Per Kierkegaard quell’ordine resta esterno alla persona che esiste e sceglie, e un sistema non può farlo al suo posto.
Le tre sfere dell’esistenzaUna lettura diffusa del pensiero di Kierkegaard distingue tre sfere, o stadi, dell’esistenza. La sfera estetica è orientata al piacere immediato e non chiede alla persona di impegnarsi stabilmente in nulla. La sfera etica introduce il dovere e la scelta: la persona si lega a un impegno, un lavoro, una relazione, una promessa, e ne risponde nel tempo. La sfera religiosa richiede, secondo Kierkegaard, l’interiorità della persona che crede: la fede autentica è un’appropriazione personale e appassionata, che richiede un impegno oltre la semplice conoscenza di fatti. Tra una sfera e l’altra non c’è un confine netto. Tra l’estetica e l’etica si trova una zona attraversata dall’ironia. Tra l’etica e la religiosa, una zona attraversata dall’umorismo. Lo pseudonimo Johannes Climacus riassume il passaggio verso la sfera religiosa con due formule provocatorie, «la verità è soggettività» e «la soggettività è non-verità»: la verità religiosa si appropria in prima persona, con una passione che nessuna verifica esterna potrebbe fornire. Per Kierkegaard la fede comincia nel punto preciso in cui la ragione si ferma. L’angoscia in KierkegaardNe Il concetto dell’angoscia, firmato con lo pseudonimo Vigilius Haufniensis, Kierkegaard descrive l’angoscia, in tedesco Angst, come una vertigine della libertà. Compare quando lo spirito deve tenere insieme corpo e anima nel momento di scegliere. La stessa opera la definisce anche un sentimento ambivalente, insieme attrazione e repulsione, che anticipa il piacere della libertà e il peso della responsabilità che la libertà comporta. È la risposta naturale a una vita vissuta con indipendenza intellettuale, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte. Le opere principali, in breveTra il 1843 e il 1849 Kierkegaard pubblica, in rapida sequenza, le opere che restano il nucleo del suo pensiero. Aut-Aut, a cura del curatore fittizio Victor Eremita, mette a confronto gli stili di vita estetico ed etico. Timore e tremore, firmato Johannes de Silentio, prende le mosse dalla vicenda biblica di Abramo per interrogare il rapporto tra fede ed etica. Il concetto dell’angoscia, firmato Vigilius Haufniensis, approfondisce il tema del paragrafo precedente. La malattia mortale, firmato Anti-Climacus, affronta la disperazione come condizione dello spirito. A queste si aggiungono Briciole filosofiche e la Postilla conclusiva non scientifica, entrambe firmate Johannes Climacus, e La ripetizione, firmata Constantin Constantius, già pubblicata nel 1843. Ognuna di queste opere merita una lettura a parte; qui restano un’introduzione, un punto da cui partire. L’eredità di un pensiero scomodoIl pensiero di Kierkegaard influenza la tradizione fenomenologica ed esistenzialista del Novecento, da Heidegger a Sartre, da Jaspers a Marcel e Lévinas. Diventa una figura intellettuale di primo piano soprattutto dopo la Prima guerra mondiale, quando viene riscoperto in Europa. L’etichetta di «primo esistenzialista» lo accompagna da allora, ma la Stanford Encyclopedia of Philosophy segnala una cautela: applicata a un autore per cui la fede resta il punto d’arrivo, l’etichetta può fraintendere chi associa l’esistenzialismo soprattutto a pensatori atei come Sartre. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChi era Søren Kierkegaard?Un filosofo danese vissuto dal 1813 al 1855, spesso definito il padre dell'esistenzialismo per il suo lavoro su scelta, libertà e fede del singolo individuo. Perché Kierkegaard viene chiamato il padre dell'esistenzialismo?Perché mette al centro l'esistenza concreta della singola persona, con le sue scelte e la sua libertà, invece di un sistema filosofico astratto. L'etichetta va però usata con cautela, perché può confondere chi associa l'esistenzialismo a pensatori atei come Sartre, mentre per Kierkegaard la fede religiosa resta centrale. Cos'è l'angoscia secondo Kierkegaard?È descritta come una vertigine della libertà, che nasce nel momento della scelta, quando corpo e anima devono restare uniti. Altre letture la definiscono un sentimento ambivalente, insieme attrazione e repulsione. Quali sono le opere principali di Kierkegaard?Tra il 1843 e il 1849 pubblica, con pseudonimi diversi, Aut-Aut, Timore e tremore, Il concetto dell'angoscia e La malattia mortale; nel 1847 pubblica Opere dell'amore con il proprio nome. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














