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Aristotele e Platone: le differenze tra i due filosofi | |||||||||||||||
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Aristotele e Platone: le differenze tra i due filosofiCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoPlatone e Aristotele sono i due filosofi greci che più hanno segnato il pensiero occidentale, ma partono da due idee opposte della realtà. Per Platone il mondo che vediamo con gli occhi è solo un'ombra di un mondo più vero, fatto di forme perfette e immutabili. Per Aristotele, che fu allievo di Platone per circa vent'anni, la conoscenza nasce invece dall'osservazione delle cose reali. Le due visioni si riflettono anche nella politica, Platone immagina una città guidata dai filosofi mentre Aristotele parte dalle costituzioni che esistono davvero. Platone fondò l'Accademia, Aristotele il Liceo, due scuole che per decenni convissero ad Atene. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoIl mondo delle idee di PlatoneSecondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, per Platone la vera realtà non sta nel mondo che cogliamo con i sensi, in qualche modo imperfetto, ma in un ambito di entità più reali e perfette: le forme, o idee. La distinzione di fondo riguarda, per esempio, i tanti oggetti che ci appaiono belli o giusti, e l’unica entità che è davvero la bellezza o la giustizia in sé. Le idee, secondo la voce Treccani su Platone, sono forme o essenze con una propria sussistenza: enti reali che costituiscono la ragione d’essere delle cose che vediamo intorno a noi. L’anima, per Platone, conserva sempre la capacità di ricordare (anamnesi) le forme che aveva colto quando era disincarnata, prima della nascita del corpo a cui appartiene: conoscere, in questo schema, vuol dire soprattutto ricordare. Nella Repubblica, nel libro VII, Platone racconta anche il celebre mito della caverna: uomini vivono fin dall’infanzia incatenati in una caverna sotterranea, costretti a guardare solo davanti a sé, mentre dietro di loro arde un fuoco e, tra il fuoco e i prigionieri, passa un cammino rialzato su cui si muovono figure che proiettano ombre sulla parete di fronte. I prigionieri vedono solo quelle ombre, e per loro le ombre sono la realtà intera. Platone nacque ad Atene, secondo la Treccani, nel 428 o 427 a.C. e morì nella stessa città nel 348 o 347 a.C.; la Stanford Encyclopedia of Philosophy riporta invece una data di nascita diversa, il 429 a.C., indicata con un punto interrogativo nella voce stessa. Nel 387 a.C. Platone fondò l’Accademia, una comunità religiosa dedicata al culto delle Muse che fu insieme un centro di discussione filosofica. La critica di AristoteleSecondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, Aristotele affronta la teoria delle forme di Platone nell’Etica Nicomachea (1096a11-16), dove dice che l’indagine gli è sgradita perché chi ha introdotto le forme sono suoi amici. Per Aristotele, la forma è il fine (telos) di una cosa, scritto nella materia della cosa stessa. È quella che la Treccani, nella voce su Aristotele, chiama forma immanente: ciò che in Platone era l’idea, eterna e separata, per Aristotele si determina dentro la materia e dà origine alla singola realtà concreta.
La rottura con il maestro non fu però un distacco personale. Aristotele fu allievo di Platone all’Accademia per quasi vent’anni, secondo la Treccani, e vi restò fino alla morte di Platone, nel 347 a.C.; la stessa Treccani racconta che conservò sempre, nonostante dicerie contrarie, profonda amicizia e venerazione per il maestro. Dopo la morte di Platone, però, Aristotele non poté guidare l’Accademia: da straniero residente ad Atene, la direzione gli era precluso per legge, e passò invece a Speusippo, il nipote di Platone e cittadino ateniese. Aristotele lasciò Atene anche per il crescere del sentimento antimacedone legato all’espansione di Filippo di Macedonia; si era trasferito nella città, secondo alcune fonti, a diciassette anni, mentre altre indicano diciotto. Due teorie della conoscenzaIl metodo di Aristotele, secondo l’Etica Nicomachea (1145b2-7) citata dalla Stanford Encyclopedia of Philosophy, parte dall’osservazione dei fenomeni (phainomena) e dalle opinioni raccolte su di essi, prima di affrontare le difficoltà teoriche. Nella Topica (100b21-23) Aristotele chiama queste opinioni condivise endoxa: ciò che è accettato da tutti, dalla maggioranza o dai sapienti, e le usa come punto di partenza del ragionamento. Negli Analitici posteriori lega poi la vera conoscenza scientifica alla comprensione della causa per cui una cosa è ciò che è (71b9-16), anche se le premesse immediate, i primi principi, non sono a loro volta dimostrabili (72b21-23). Platone procede in modo diverso: parte dalle forme, e il compito della conoscenza è risalire da ciò che appare a ciò che è davvero. Secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy, rispetto a Platone e a Socrate, Aristotele aveva un’impostazione più empirica, fondata sull’osservazione: è uno dei motivi per cui è ricordato soprattutto per aver rifiutato la teoria platonica delle forme. La politica: filosofo-re contro zoon politikonNella Repubblica, libro V, Platone fa dire a Socrate che le città non avranno pace dai loro mali finché i filosofi non diventeranno re, o i re e i principi non assumeranno lo spirito e la capacità della filosofia: lo riporta lo Smithsonian American Art Museum a proposito di un’opera che cita quel passaggio. È il nucleo della tesi del filosofo-re: nella città ideale della Repubblica, solo chi possiede la conoscenza delle forme dovrebbe occuparsi di politica, in un regime che la Stanford Encyclopedia of Philosophy descrive come antidemocratico. Aristotele guarda alla politica da un’altra angolazione. Per lui, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy sulla sua teoria politica, gli esseri umani sono per natura animali politici (zoon politikon), che desiderano vivere insieme in una comunità; il compito del politico e del legislatore riguarda interamente la città-stato, la polis. Aristotele parte anche dall’osservazione delle costituzioni reali, oltre al modello ideale, e considera riformare una costituzione esistente un compito della politica importante quanto istituirne una nuova. Distingue poi le costituzioni corrette, che mirano al vantaggio comune, da quelle deviate, che mirano solo al vantaggio di chi governa: monarchia e aristocrazia, con le loro versioni corrotte tirannia e oligarchia, e politìa o democrazia, per sei forme in tutto.
Due filosofie diverse, non un vincitorePlatone e Aristotele restano due sistemi di pensiero diversi, nati dallo stesso luogo e in parte dalla stessa domanda che già i filosofi presocratici si erano posti sulla natura ultima delle cose. L’Accademia e il Liceo restarono per decenni, nella stessa città, due modi radicalmente diversi di fare filosofia, fondate a circa cinquant’anni di distanza l’una dall’altra. Secoli più tardi, Raffaello dipinse i due filosofi fianco a fianco nell’affresco della Scuola di Atene, ai Musei Vaticani. Platone è al centro con in mano il suo libro, il Timeo; accanto a lui Aristotele tiene in mano l’Etica. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQual è la differenza tra Platone e Aristotele?Platone pensa che la vera realtà sia nelle forme, idee perfette e separate dal mondo sensibile; Aristotele pensa invece che la forma sia dentro le cose stesse e che la conoscenza parta dall'osservazione dei fenomeni. Qual è la differenza tra Platone e Aristotele in politica?Nella Repubblica il governo ideale spetta a chi conosce le forme; Aristotele parte invece dalle costituzioni reali e le divide in corrette, che cercano il vantaggio di tutti, e deviate, che cercano il vantaggio di chi comanda. Chi aveva ragione tra Platone e Aristotele?Non c'è un vincitore tra le due visioni: sono due sistemi di pensiero diversi, nati dalla stessa tradizione filosofica, e la filosofia successiva ha ripreso elementi di entrambi. Cos'è il mito della caverna di Platone?È il racconto, nel libro VII della Repubblica, di uomini incatenati in una caverna che vedono solo le ombre proiettate su una parete e le prendono per la realtà: un'immagine della condizione di chi conosce solo il mondo sensibile e non le forme. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














