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Timore e tremore di Kierkegaard: Abramo, Isacco e il paradosso della fede |
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Timore e tremore di Kierkegaard: Abramo, Isacco e il paradosso della fedeCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoTimore e tremore è un'opera pubblicata nel 1843 dal filosofo danese Søren Kierkegaard sotto lo pseudonimo Johannes de Silentio. Riprende il racconto della Genesi in cui Dio chiede ad Abramo di sacrificare il figlio Isacco, per chiedersi cosa significhi davvero obbedire a un simile comando. L'espressione che la fonte usa per questo gesto è «sospensione teleologica dell'etico»: Abramo si pone come eccezione al dovere etico universale. L'eroe tragico resta dentro le regole comuni e può sempre raccontare il motivo del proprio gesto; Abramo agisce in un rapporto diretto con Dio e quel racconto condiviso gli manca. Il libro è il caso-limite della sfera religiosa già introdotta nel Recap su Kierkegaard e la filosofia dell'esistenza. Punti Chiave
L'ApprofondimentoNel 1843 Søren Kierkegaard pubblica un libro breve e firmato con uno pseudonimo, Johannes de Silentio, che prende un racconto antichissimo e lo trasforma in un problema filosofico aperto, mai del tutto risolto nelle pagine che seguono. Il racconto è quello di Genesi 22: Dio chiede ad Abramo di sacrificare Isacco, il figlio avuto dopo anni di attesa. Abramo si mette in viaggio senza spiegare a nessuno cosa sta facendo, nemmeno a Isacco, che lungo la strada gli chiede dove sia l’agnello per il sacrificio. Johannes de Silentio si ferma esattamente su questo silenzio e lo esamina a lungo, senza arrivare a una spiegazione che lo sciolga davvero. Lo pseudonimo non è un dettaglio editoriale. Nel testo l’autore dichiara di non essere affatto un filosofo. Si descrive piuttosto come una voce che guarda da fuori il gesto di Abramo, e ammette di non riuscire a ripeterlo lei stessa. «Giovanni del silenzio» è anche un programma di lettura: chi scrive non pretende di spiegare la fede di Abramo, solo di mostrare quanto resti incomprensibile a chiunque la osservi da una certa distanza. L’eroe tragico, dentro le regole condivisePer capire cosa rende Abramo un caso particolare, Johannes de Silentio lo confronta con una figura più familiare, l’eroe tragico. L’eroe tragico può compiere anche lui un gesto terribile, ma resta sempre dentro l’etica condivisa dalla sua comunità: può raccontare perché lo fa, e chi lo ascolta, pur soffrendo, capisce. È la stessa etica universale che Aristotele descrive nell’Etica Nicomachea come virtù che si esercita insieme agli altri, dentro norme che tutti riconoscono. Abramo non ha questa via d’uscita. Il principio etico in gioco è semplice: non si deve uccidere il proprio figlio innocente. Se Abramo lo infrange per un calcolo o per un capriccio, resta un assassino, e nessuna fede cambia questo giudizio. Johannes de Silentio chiama «sospensione teleologica dell’etico» proprio il gesto con cui Abramo mette da parte quella norma universale per un fine più alto, il comando diretto di Dio: la norma resta in vigore per chiunque altro, ma per lui, in quel momento, cede il passo a qualcosa che sta oltre.
Il cavaliere della fedeJohannes de Silentio distingue Abramo anche da un’altra figura, il «cavaliere della rinuncia infinita», che rinuncia a ciò che ama e si ferma lì, con un’andatura fluida e sicura, in pace con la propria perdita. Abramo va oltre: compie un doppio movimento. Rinuncia a Isacco, accettando di perderlo per sempre, e insieme crede, per fede, di riaverlo indietro già in questa vita. Non è una consolazione a posteriori: è un’aspettativa concreta, qui, non solo nell’eternità. Per questo la fonte insiste su un punto che si perde facilmente: la vera misura della fede di Abramo non sta nella sola disponibilità a sacrificare Isacco. Sta nella speranza, altrettanto reale, di riaverlo indietro. Un Abramo disposto solo a perdere sarebbe già un eroe tragico, o poco più. Il cavaliere della fede è chi tiene insieme le due cose che sembrano escludersi. Fede e ragione, un enigma che resta apertoJohannes de Silentio precisa che «l’assurdo» di cui parla non è il semplice imprevisto o l’improbabile. È qualcosa che la ragione, per sua natura, non riesce a classificare né a risolvere: non un problema che aspetta ancora la soluzione giusta, ma un paradosso che la logica non raggiunge. Da fuori, scrive lo stesso Johannes de Silentio, la fede di Abramo appare assurda, e non c’è un argomento che la renda ragionevole agli occhi di un osservatore esterno. Questo scontro tra fede e ragione universale non è una novità assoluta nella storia del pensiero: anche chi, come Filone di Alessandria, ha cercato di far dialogare la filosofia greca con un testo biblico, si è trovato davanti a punti in cui le due lingue non si traducono perfettamente l’una nell’altra. Kierkegaard, a differenza di quel tentativo di conciliazione, lascia il nodo scoperto: non propone una sintesi, lascia che il lettore resti con la domanda. Il Recap su Søren Kierkegaard e la filosofia dell’esistenza introduce le tre sfere in cui l’autore distingue i modi di stare al mondo, estetica, etica, religiosa, e ricorda il Judge William di Aut-Aut come voce dell’etica condivisa. Timore e tremore porta quella stessa etica al suo limite: Abramo è il caso in cui la sfera religiosa smette di essere una tappa tranquilla e diventa un salto che nessuna regola copre. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteTimore e tremore invita a obbedire ciecamente a qualunque comando religioso?No. L'opera non dà un'istruzione da seguire: descrive il paradosso della fede di Abramo e la difficoltà, per chi guarda da fuori, di distinguerlo da un gesto assurdo. Chi è Johannes de Silentio?È lo pseudonimo sotto cui Kierkegaard pubblica Timore e tremore nel 1843. Nel testo si descrive come una voce esterna, che osserva Abramo e ammette di non saperne ripetere il gesto. Cosa significa «sospensione teleologica dell'etico»?È l'espressione con cui Johannes de Silentio descrive il gesto di Abramo, che sospende il dovere etico universale, quello che vieta di uccidere il proprio figlio innocente, in nome di un fine religioso più alto. Qual è la differenza tra l'eroe tragico e il cavaliere della fede?L'eroe tragico resta dentro l'etica condivisa e può sempre giustificare pubblicamente il proprio sacrificio; il cavaliere della fede, come Abramo, agisce in un rapporto diretto con Dio e non trova un linguaggio comune per spiegarsi. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












