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Aut-Aut di Kierkegaard: la scelta tra vita estetica e vita etica |
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Aut-Aut di Kierkegaard: la scelta tra vita estetica e vita eticaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoAut-Aut è il libro che Søren Kierkegaard pubblicò nel 1843, dopo averlo iniziato a Berlino. Il titolo danese, «Enten-Eller. Et Livs-Fragment», suona «Aut-Aut. Un frammento di vita», e in copertina il nome dell'autore non c'è: l'opera si presenta come curata da uno pseudonimo, Victor Eremita. Nel primo volume parla un giovane indicato con la sola lettera «A», che vive per non annoiarsi; il secondo è fatto di due lunghe lettere che un giudice, Judge William, scrive proprio a lui. L'alternativa annunciata dal titolo riguarda la sfera in cui si vive, quella estetica oppure quella etica, e non il bene e il male. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn libro che arriva senza il nome dell’autoreAut-Aut uscì a Copenaghen nel 1843. Kierkegaard aveva iniziato a scriverlo appena arrivato a Berlino, e considerò quel libro l’inizio vero e proprio della sua produzione filosofica. Il titolo danese è «Enten-Eller. Et Livs-Fragment», che in italiano suona «Aut-Aut. Un frammento di vita». Sul frontespizio non compare Kierkegaard. L’opera è attribuita a un curatore, Victor Eremita, pseudonimo il cui significato latino è «eremita vittorioso»: nella finzione del libro le carte dei due volumi sono passate per le sue mani. Il primo volume: «A» e la vita esteticaIl primo volume raccoglie gli scritti di un giovane di cui non si conosce il nome, indicato con la sola lettera «A». Sono testi di tono molto vario, a tratti disperato, e tutti ruotano attorno al modo in cui lui guarda l’esistenza. L’Internet Encyclopedia of Philosophy descrive «A» come un tipo esistenziale modellato sull’estetismo romantico tedesco: una figura ironica e urbana, la cui preoccupazione principale è evitare la noia e restare spettatore distaccato dei piaceri sensibili della vita. La stessa voce lo chiama un esteta riflessivo smarrito nella pura possibilità, e il volume culmina nel Diario del Seduttore.
Il secondo volume: le lettere di Judge WilliamNella seconda metà del libro la voce cambia. Scrive un giudice, Judge William, tradotto in italiano anche «Assessore» William, e lo fa in due lettere molto lunghe indirizzate proprio ad «A». La sua è una strategia persuasiva indiretta, che lavora per portare il destinatario a riconoscere qualcosa da sé. Quel qualcosa è che la disperazione nasce dalla vita estetica stessa, e che un sé autentico non si raggiunge restando dentro quella sola sfera. William difende inoltre la trasparenza e l’apertura nella comunicazione come tratti della vita etica, e sul matrimonio porta un argomento preciso: l’amore etico non esclude l’amore estetico, può contenerlo. Che cosa si sceglie, nell’«o… o» del titoloIl titolo annuncia un’alternativa secca, e la tentazione è leggerla come un dilemma morale. La scelta messa in scena nel libro, però, è tra due modi di esistenza, quello estetico e quello etico. Un dilemma morale chiede quale azione compiere; qui in discussione c’è la sfera in cui si vive, e quindi anche il fatto stesso che una scelta vada compiuta e che tocchi a chi la compie. Chi arriva ad Aut-Aut dopo aver studiato l’imperativo categorico di Kant trova un terreno diverso da quello della legge morale universale: nel libro nessuno consegna una regola da applicare ai casi. Il passaggio dalla sfera estetica a quella etica è il nodo che torna in tutta la filosofia dell’esistenza di Søren Kierkegaard, ed è anche il motivo per cui l’autore danese viene spesso chiamato «il padre dell’esistenzialismo», oltre che ricordato come critico severo di Hegel e dell’hegelismo. Regine Olsen, una presenza senza nomeKierkegaard si fidanzò con Regine Olsen il 10 settembre 1840: lei aveva diciotto anni. Il 12 ottobre 1841 ruppe il fidanzamento, convinto che la sua vocazione non fosse il matrimonio ma il proprio percorso di scrittore e pensatore. Aut-Aut arrivò poco più di un anno dopo, e il conflitto fra la possibilità aperta e l’impegno preso attraversa i due volumi. Il Søren Kierkegaard Research Centre dell’Università di Copenaghen aggiunge però la precisazione che conviene tenere: il nome di Regine non appare in nessuno dei suoi libri, e la sua presenza si riflette nei conflitti amorosi raccontati più volte negli scritti pseudonimi, Aut-Aut compreso. Leggere il libro come il resoconto di quella vicenda va quindi oltre quello che la fonte afferma. Il legame che la fonte riconosce è poetico. Quanto rumore fece, e dove si sente ancoraAll’uscita Aut-Aut ebbe un impatto immediato e forte sul pubblico di Copenaghen, riconosciuto subito come un evento letterario importante. Il pensiero di Kierkegaard ha poi influenzato in modo riconosciuto le tradizioni fenomenologica ed esistenzialista, e il tema delle scelte che definiscono una vita è diventato materia di romanzo: un secolo dopo si ritrova, con altri strumenti, nel romanzo del disagio esistenziale di Alberto Moravia. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChe cosa significa il titolo Aut-Aut?In latino «aut... aut» vale «o... o», e traduce il danese «Enten-Eller» del titolo originale. Annuncia un'alternativa fra due sfere dell'esistenza, quella estetica e quella etica. Perché il libro non porta il nome di Kierkegaard?Aut-Aut si presenta come curato da uno pseudonimo, Victor Eremita, che in latino significa «eremita vittorioso». Il lettore del 1843 trovava quindi un'opera attribuita a un curatore, con i due volumi assegnati a un giovane chiamato «A» e a un giudice chiamato Judge William. Che cos'è il Diario del Seduttore?È il testo in cui culmina il primo volume di Aut-Aut, quello dedicato all'estetismo annoiato e cinico del personaggio «A». Non è un libro a sé, è la parte conclusiva della prima metà dell'opera. Aut-Aut parla di Regine Olsen?Il Søren Kierkegaard Research Centre dell'Università di Copenaghen precisa che il nome di Regine Olsen non si trova in nessuna delle opere, e che sono i conflitti amorosi dei testi pseudonimi, Aut-Aut incluso, a rifletterne la presenza. Il fidanzamento era stato rotto il 12 ottobre 1841, quando il libro era ancora di là da venire. Da dove si comincia a leggere Aut-Aut?I due volumi stanno in dialogo, quindi leggere soltanto il Diario del Seduttore lascia fuori la risposta di Judge William, che occupa la seconda metà dell'opera. Chi vuole prima l'inquadramento generale può partire dalla filosofia dell'esistenza di Kierkegaard e tornare poi al libro. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













