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Spinoza: sostanza, etica e libertà in un solo sistema | ||||||||||||
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Spinoza: sostanza, etica e libertà in un solo sistemaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoBaruch Spinoza (1632-1677) sostiene che di sostanza ce ne sia una sola, qualcosa che esiste per sé e si pensa per sé, e la chiama con due nomi insieme, Dio o Natura. Da quell'essere infinito tutto deriva per necessità, e nell'Etica si legge che nella natura nulla è contingente. Gli uomini si credono liberi perché vedono le proprie azioni e non le cause che le producono. La libertà che Spinoza propone è allora interiore, da costruire moderando le passioni con la conoscenza razionale. Gli anziani della sinagoga di Amsterdam lo scomunicarono nel 1656, e nel 1678 le sue opere furono messe al bando. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoL’Etica di Spinoza usa parole che sembrano familiari — sostanza, attributo, Dio, libertà — in un senso che spiazza chi le incontra per la prima volta. Secondo la voce Internet Encyclopedia of Philosophy, la sostanza è ciò che esiste in sé e si concepisce per sé senza bisogno del concetto di un’altra cosa. La definizione è esigente: qualunque cosa debba appoggiarsi ad altro per essere pensata resta fuori. Quel vocabolario viene da lontano, dalla Metafisica di Aristotele in avanti, e prima ancora dalle differenze tra Platone e Aristotele sul modo di spiegare la realtà. Spinoza lo riprende e lo stringe fino a un esito unico: di sostanza ce n’è una sola, che la voce IEP descrive come essere assolutamente infinito, costituito da infiniti attributi. Una sola sostanza che si chiama Dio o NaturaQuell’essere infinito Spinoza lo chiama con due nomi insieme, Deus sive Natura, Dio ossia la Natura. È un essere eterno e infinito che agisce per necessità, come riporta la voce Stanford Encyclopedia of Philosophy. L’identificazione non porta però dove si aspetterebbe un lettore devoto: per Spinoza, avverte la voce SEP, il timore religioso e la venerazione devozionale non sono l’atteggiamento corretto da assumere verso Dio o Natura. Le voci enciclopediche citano l’Etica per numero di proposizione, con sigle come Ip29 e Ip33.
Se tutto è necessario, che libertà restaLa proposizione Ip29 dell’Etica, riportata dalla voce SEP, afferma che nella natura non c’è nulla di contingente e che tutto è determinato dalla necessità della natura divina. La proposizione Ip33 aggiunge che le cose non potevano essere prodotte da Dio in nessun altro modo e in nessun altro ordine rispetto a come sono state prodotte. Resta la nostra esperienza di scegliere. La voce IEP la spiega con una consapevolezza parziale: gli uomini si credono liberi perché sono consapevoli delle proprie azioni e ignorano le cause che le determinano. Il senso di libero arbitrio nasce da quello che non sappiamo. Da quel determinismo Spinoza non ricava rassegnazione. Per lui la ragione non chiede nulla contro natura, riferisce la voce IEP, e spinge ciascuno a cercare il proprio reale vantaggio. La domanda etica cambia forma e si sposta su ciò che rende attiva una persona. L’Etica, un programma per moderare le passioniL’obiettivo etico di Spinoza, come lo presenta la voce SEP, è imparare a moderare e contenere le passioni, per diventare esseri attivi e autonomi. La voce IEP dà la misura di quel lavoro: la potenza della mente si misura soltanto con la conoscenza, e la passione, che è mancanza di potenza, equivale a una privazione di conoscenza. Anche Aristotele aveva scritto un’Etica, il suo trattato sulla virtù; Spinoza affida lo stesso compito all’intelletto e alla conoscenza delle cause. La conoscenza, nell’Etica, ha tre gradi, e il passaggio da uno all’altro è il percorso verso la libertà interiore.
L’ultimo passo riguarda la morte. Secondo la voce SEP, la persona libera descritta da Spinoza non la teme, perché ha compreso che l’anima non è immortale come persona e partecipa soltanto di una certa forma di eternità. Il Trattato teologico-politico e la libertà di pensieroNel 1670 esce anonimo il Trattato teologico-politico. Il libro suscitò grande allarme, al punto che un critico, racconta la voce SEP, lo definì forgiato all’inferno dal diavolo in persona. In causa c’era molto più della metafisica: nel Trattato Spinoza nega la paternità mosaica della Torah e sostiene che i testi biblici non furono scritti dagli autori ai quali la tradizione li attribuisce. La separazione tra fede e filosofia è la mossa che tiene insieme il libro. Per Spinoza, riferisce la voce SEP, la Scrittura non è una fonte di verità naturale e vale come veicolo di un messaggio morale semplice, «ama il prossimo», mentre alla filosofia spetta il compito di conoscere come stanno le cose. Sul piano politico la voce IEP riassume lo scopo dell’opera: mostrare che la libertà di pensiero, e soprattutto la libertà di filosofare, rafforza la stabilità della società invece di minacciarla. Alla base sta un principio che la voce SEP riporta in forma netta: ognuno è padrone dei propri pensieri per diritto naturale assoluto. Da lì nasce la difesa della libertà di pensiero. Il clero, l’accusa di ateismo e il herem del 1656Il conflitto era cominciato molto prima del 1670. La famiglia di Spinoza era arrivata ad Amsterdam dal Portogallo, e la voce IEP descrive i genitori come marrani, ebrei convertiti sotto costrizione, emigrati per sfuggire all’Inquisizione iberica e vivere nel clima di tolleranza relativa dell’Olanda. Il 27 luglio 1656 gli anziani della sinagoga pronunciarono contro il figlio il herem, la scomunica. La voce SEP lo descrive come il decreto più duro mai emesso dalla comunità sefardita di Amsterdam, e mai revocato; la voce IEP riporta le accuse, «eresie abominevoli» e «atti mostruosi», senza che venisse fornito un dettaglio. Anche dopo la rottura con la sinagoga la pressione arrivava dal versante religioso. Spinoza individuava nel clero la minaccia principale alla libertà di pensiero, riferisce la voce IEP, e lo accusava di sfruttare paure e superstizioni popolari per mantenere il potere. Le controversie religiose lo coinvolsero in prima persona, e la reputazione di ateismo attribuita al suo nome gli pesava. Cosa accadde dopo il 1677Spinoza morì nel 1677 a L’Aia, nella stanza che teneva in affitto, mentre lavorava ancora al Trattato politico, opera distinta dal Trattato teologico-politico. L’anno seguente le sue opere furono messe al bando in tutta l’Olanda. Da allora la sua figura è stata letta in due modi opposti, racconta la voce IEP: per alcuni un precursore della modernità illuminista guidata dalla ragione, per altri una minaccia alle tradizioni. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteSpinoza era ateo?I contemporanei glielo attribuirono, e la voce IEP riferisce che quella reputazione gli pesava molto. Nei suoi testi Dio non scompare, viene identificato con la Natura e definito essere assolutamente infinito. La voce SEP segnala però che l'identificazione non chiede devozione, perché timore e venerazione non sono per Spinoza l'atteggiamento corretto verso Dio o Natura. Cosa vuol dire Deus sive Natura?È la formula latina per Dio ossia la Natura, riportata da entrambe le voci enciclopediche, con cui Spinoza afferma che i due termini indicano la stessa realtà infinita. Da questa identificazione segue che tutto quello che accade accade per necessità della natura divina. Spinoza credeva nel libero arbitrio?No, e la ragione sta nella struttura stessa del suo sistema, dove nulla in natura è contingente. La voce IEP riporta la spiegazione spinoziana del nostro senso di libertà, una consapevolezza delle azioni che non arriva fino alle cause che le producono. Che tipo di libertà resta, allora?Una libertà interiore. La voce SEP presenta l'obiettivo etico di Spinoza come l'imparare a tenere a freno le passioni, fino a diventare attivi e autonomi, e la voce IEP misura la potenza della mente sulla conoscenza. Chi conosce le cause che lo muovono è libero in questo senso, e secondo la SEP non teme nemmeno la morte. Perché Spinoza fu scomunicato?Il 27 luglio 1656 gli anziani della sinagoga di Amsterdam pronunciarono contro di lui il herem. Le accuse riportate dalla voce IEP parlano di eresie abominevoli e atti mostruosi, senza che venissero forniti dettagli specifici; la voce SEP descrive quel decreto come il più duro mai emesso dalla comunità sefardita della città, e mai revocato. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












