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    recaplica Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: cos'è e cosa contiene
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    Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: cos'è e cosa contiene

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 27 settembre 2026

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    La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino è il testo che l'Assemblea nazionale costituente francese adottò il 26 agosto 1789, all'inizio della Rivoluzione Francese. In un preambolo e 17 articoli afferma diritti come libertà, uguaglianza, proprietà, sicurezza e resistenza all'oppressione, insieme a principi come la sovranità della nazione e la separazione dei poteri. Il testo nacque da una bozza personale del marchese di Lafayette, poi rielaborata da cinque deputati incaricati dall'Assemblea prima del voto finale. Va distinta dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dall'ONU nel 1948: nome quasi identico, ma documenti diversi per epoca, autori e contenuto.

    Punti Chiave

    • Adottata il 26 agosto 1789 dall'Assemblea nazionale costituente francese, all'inizio della Rivoluzione Francese.
    • Si compone di un preambolo e 17 articoli, che elencano diritti come libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all'oppressione.
    • Il marchese di Lafayette presentò una prima bozza personale l'11 luglio 1789, scritta con l'aiuto di Thomas Jefferson, allora ambasciatore americano in Francia.
    • La versione votata fu opera di cinque deputati incaricati dall'Assemblea: Démeunier, La Luzerne, Tronchet, Mirabeau e Redon.
    • Luigi XVI la ratificò il 5 ottobre 1789; nel 2026 ha ancora pieno valore costituzionale in Francia.
    • Non va confusa con la Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dall'ONU nel 1948.

    I numeri chiave

    • 26 agosto 1789 Data di adozione della Dichiarazione da parte dell'Assemblea nazionale costituente francese. Fonte: Archives nationales
    • 17 Gli articoli della Dichiarazione del 1789, oltre al preambolo introduttivo. Fonte: Conseil constitutionnel
    • 2003 Anno in cui l'UNESCO ha inserito la Dichiarazione nel registro Mémoire du monde. Fonte: Archives nationales

    L'Approfondimento

    Il contesto: la Rivoluzione Francese e il Giuramento della Pallacorda

    La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino nasce nei primi mesi della Rivoluzione Francese. Il 20 giugno 1789 i deputati del Terzo Stato, riuniti nella sala della pallacorda di Versailles, giurarono di non separarsi prima di aver dato una Costituzione alla Francia: quel Giuramento della Pallacorda è l’antecedente immediato del testo che sarebbe arrivato due mesi dopo. All’inizio di luglio 1789 l’Assemblea costituente aveva già avviato i lavori su una dichiarazione dei diritti da porre a fondamento della nuova Costituzione.

    Tra le ispirazioni del progetto ci fu la Dichiarazione d’Indipendenza americana del 1776, insieme allo spirito dell’Illuminismo: l’idea che esistano diritti naturali dell’uomo, indipendenti da un sovrano, non nasce in Francia nel 1789, ma trova lì una delle sue formulazioni più influenti. Chi vuole vedere come lo stesso periodo storico abbia prodotto un percorso analogo dall’altra parte dell’Atlantico può leggere il Recap sulla Rivoluzione americana.

    Chi mise a punto il testo

    Il marchese di Lafayette presentò all’Assemblea Nazionale una prima bozza personale della dichiarazione l’11 luglio 1789, tre giorni prima della presa della Bastiglia e dell’avvio formale della Rivoluzione Francese. Scrisse quel testo con l’aiuto di Thomas Jefferson, allora ambasciatore americano in Francia.

    Quella bozza, però, non è il documento che oggi si legge nei libri di storia. L’Assemblea affidò a cinque deputati — Démeunier, La Luzerne, Tronchet, Mirabeau e Redon — il compito di esaminare le varie proposte in circolazione e presentare una versione unificata. Il testo definitivo, votato il 26 agosto 1789, fu il frutto di diversi compromessi e di un lavoro collettivo dell’Assemblea, a cui contribuirono anche altri deputati come Jean-Joseph Mounier e l’abbé Grégoire.

    Cosa contengono i 17 articoli

    Il documento si apre con un preambolo che attribuisce «l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo» alle cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi — la ragione per cui i rappresentanti del popolo francese decidono di esporre quei diritti in una dichiarazione solenne. Seguono 17 articoli.

    I primi articoli elencano i diritti naturali e inalienabili dell’uomo: libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all’oppressione. L’articolo 1 afferma che gli uomini nascono e restano liberi e uguali nei diritti; l’articolo 2 individua lo scopo di ogni associazione politica nella conservazione di questi diritti naturali.

    Un secondo gruppo di articoli riguarda l’organizzazione del potere. L’articolo 3 pone il principio della sovranità della nazione; l’articolo 6 definisce la legge come espressione della volontà generale; l’articolo 14 introduce il consenso all’imposta. Un terzo gruppo protegge la persona di fronte alla giustizia e alle opinioni: l’articolo 9 è collegato alla presunzione d’innocenza (in reazione alle antiche lettere di cachet, con cui il sovrano poteva far arrestare qualcuno senza processo), l’articolo 10 tutela la libertà di opinione, in particolare religiosa, e l’articolo 11 la libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni, definita uno dei diritti più preziosi dell’uomo.

    Esempio pratico: spiegare a un compagno di classe l’articolo 9 significa dire che una persona accusata di un reato resta considerata innocente fino a una condanna, non il contrario — un principio che oggi è alla base di ogni codice di procedura penale in Europa.

    Infine l’articolo 16 stabilisce che una società priva di garanzie sui diritti e di una separazione dei poteri non ha una vera Costituzione: un principio ancora oggi al centro delle discussioni sulle forme di Stato e di governo.

    Dal voto alla Costituzione: ratifica e valore attuale

    L’Assemblea votò il testo definitivo tra il 20 e il 26 agosto 1789. Luigi XVI lo ratificò il 5 ottobre 1789, e il documento fu posto in preambolo alla Costituzione francese del 1791.

    Il testo non è rimasto confinato al 1789: secondo la Presidenza della Repubblica francese, fu alla base delle Costituzioni francesi del 1852, del 1946 e del 1958, e nel 2026 il Conseil constitutionnel gli riconosce ancora pieno valore costituzionale. Nel corso del XIX secolo ha inoltre ispirato testi analoghi in diversi paesi europei e latinoamericani. Nel 2003 l’UNESCO l’ha inserita nel registro «Mémoire du monde», tra i testi più rappresentativi della Rivoluzione Francese.

    Una dichiarazione, due nomi quasi identici

    In italiano la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino si confonde spesso con un altro documento molto più cercato online: la Dichiarazione universale dei diritti umani. Sono due testi diversi. Quello francese è del 1789, ha un preambolo e 17 articoli e fu votato dall’Assemblea nazionale costituente francese nel pieno della Rivoluzione Francese. Quello dell’ONU è del 1948: fu proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Parigi il 10 dicembre 1948, con la risoluzione 217 A, ha 30 articoli ed è stato tradotto in oltre 500 lingue.

    Il documento del 1948 nasce da un’assemblea diversa e non è una nuova versione di quello francese. Per la storia e il contenuto del documento del 1948 vale la pena leggere il Recap dedicato alla Dichiarazione universale dei diritti umani, il vero punto di riferimento per chi cerca quel testo.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadinoSlide 2 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Perché due dichiarazioni si chiamano quasi uguali?Slide 3 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: In questo RecapSlide 4 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Capitolo 01: La Rivoluzione FranceseSlide 5 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Dal giuramento alla ratificaSlide 6 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Capitolo 02: Chi scrisse il testoSlide 7 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Le persone dietro al testo: Lafayette, Thomas Jefferson, I cinque deputatiSlide 8 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Capitolo 03: I 17 articoliSlide 9 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Il testo in numeriSlide 10 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Due dichiarazioni, non unaSlide 11 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Lafayette non scrisse la Dichiarazione da soloSlide 12 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Capitolo 04: Perché conta ancora oggiSlide 13 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: L'eredità del testoSlide 14 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: In che anno fu adottata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino?Slide 15 della presentazione su Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: Per approfondire
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino e la Dichiarazione universale dei diritti umani sono lo stesso documento.

      ✓ Realtà Molti li confondono per il nome quasi identico in italiano, ma in realtà sono due testi diversi: quello francese è del 1789, ha un preambolo e 17 articoli e fu adottato dall'Assemblea nazionale costituente; quello dell'ONU è del 1948, ha 30 articoli e fu proclamato a Parigi dall'Assemblea Generale con la risoluzione 217 A, oltre 150 anni dopo.

    • ✗ Mito La Dichiarazione fu scritta da una sola persona, il marchese di Lafayette.

      ✓ Realtà Molti credono che Lafayette sia l'unico autore, perché fu lui a presentare la prima bozza, l'11 luglio 1789. In realtà quella bozza personale fu solo il punto di partenza: il testo votato il 26 agosto fu il risultato del lavoro di cinque deputati incaricati dall'Assemblea, perché una dichiarazione destinata a valere per l'intera nazione doveva nascere da un compromesso collettivo, non dalla penna di un solo deputato.

    • ✗ Mito La Dichiarazione del 1789 è un documento storico senza più valore pratico.

      ✓ Realtà In realtà nel 2026 il Conseil constitutionnel francese le riconosce ancora pieno valore costituzionale, perché il testo fu alla base delle Costituzioni francesi del 1852, del 1946 e del 1958: un principio scritto nel 1789 può restare parte del diritto vigente se le Costituzioni successive continuano a richiamarlo.

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    Mappa concettuale: Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: cos'è e cosa contiene
    • Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
      • Contesto storico Rivoluzione Francese, 1789
        • Giuramento della Pallacorda 20 giugno 1789, antecedente immediato
        • Dichiarazione d'Indipendenza americana 1776, tra le ispirazioni del testo
        • Spirito dell'Illuminismo
      • Elaborazione del testo
        • Bozza di Lafayette 11 luglio 1789, con l'aiuto di Thomas Jefferson
        • Cinque deputati incaricati Démeunier, La Luzerne, Tronchet, Mirabeau, Redon
        • Adozione dell'Assemblea 26 agosto 1789, opera collettiva
      • Contenuto dei 17 articoli
        • Diritti naturali Libertà, proprietà, sicurezza, resistenza all'oppressione
        • Sovranità e legge Sovranità della nazione, volontà generale, consenso all'imposta
        • Garanzie individuali Presunzione d'innocenza, libertà di opinione e religione, libertà di espressione
        • Separazione dei poteri
      • Eredità del testo
        • Ratifica Luigi XVI, 5 ottobre 1789
        • Valore costituzionale Costituzioni francesi del 1852, 1946 e 1958
        • Riconoscimento UNESCO Registro Mémoire du monde, 2003
        • Influenza internazionale Testi analoghi in Europa e America Latina nel XIX secolo

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In che anno fu adottata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino?

    L'Assemblea nazionale costituente francese adottò il testo il 26 agosto 1789, all'inizio della Rivoluzione Francese.

    2 Da quanti articoli è composta la Dichiarazione, oltre al preambolo?

    Il testo ha un preambolo introduttivo e 17 articoli; i 30 articoli appartengono invece alla Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU, del 1948.

    3 Chi presentò la prima bozza della Dichiarazione, l'11 luglio 1789?

    Lafayette presentò una bozza personale all'Assemblea il 11 luglio 1789, tre giorni prima della presa della Bastiglia, scritta con l'aiuto di Thomas Jefferson, allora ambasciatore americano in Francia.

    4 Vero o falso: la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino e la Dichiarazione universale dei diritti umani sono lo stesso documento.

    Sono due documenti diversi: quello francese del 1789 (17 articoli, Assemblea costituente) e quello dell'ONU del 1948 (30 articoli, risoluzione 217 A, proclamato a Parigi).

    5 Chi ratificò la Dichiarazione il 5 ottobre 1789?

    Luigi XVI ratificò il testo il 5 ottobre 1789, dopo il voto dell'Assemblea del 26 agosto.

    Risposte: 1-B · 2-B · 3-B · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino è il testo che l'Assemblea nazionale costituente francese adottò il 26 agosto 1789, all'inizio della Rivoluzione Francese. In un preambolo e 17 articoli afferma diritti come libertà, uguaglianza, proprietà, sicurezza e resistenza all'oppressione, insieme a principi come la sovranità della nazione e la separazione dei poteri. Il testo nacque da una bozza personale del marchese di Lafayette, poi rielaborata da cinque deputati incaricati dall'Assemblea prima del voto finale. Va distinta dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dall'ONU nel 1948: nome quasi identico, ma documenti diversi per epoca, autori e contenuto.

    Domande e risposte

    Qual è la differenza tra la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino e la Dichiarazione universale dei diritti umani?

    Sono due documenti diversi nonostante il nome simile: la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino fu adottata dall'Assemblea nazionale costituente francese il 26 agosto 1789 e ha un preambolo più 17 articoli; la Dichiarazione universale dei diritti umani fu invece proclamata dall'Assemblea Generale dell'ONU a Parigi il 10 dicembre 1948 (risoluzione 217 A) e conta 30 articoli. Per i dettagli su quest'ultima vedi il Recap sulla [Dichiarazione universale dei diritti umani](/it/educazione-civica/dichiarazione-universale-dei-diritti-umani/).

    Chi scrisse la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino?

    Non ha un autore unico. Il marchese di Lafayette presentò una prima bozza personale l'11 luglio 1789, scritta con l'aiuto di Thomas Jefferson, allora ambasciatore americano in Francia; il testo votato il 26 agosto 1789 fu però il risultato del lavoro di cinque deputati incaricati dall'Assemblea: Démeunier, La Luzerne, Tronchet, Mirabeau e Redon.

    Quali diritti elenca la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino?

    Libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all'oppressione come diritti naturali; la sovranità della nazione, la legge come espressione della volontà generale, il consenso all'imposta, la presunzione d'innocenza, la libertà di opinione e di religione, la libertà di espressione e la separazione dei poteri.

    La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino ha ancora valore oggi?

    Sì: il Conseil constitutionnel francese le riconosce pieno valore costituzionale, e il testo fu alla base delle Costituzioni francesi del 1852, del 1946 e del 1958. Nel 2003 l'UNESCO l'ha inserita nel registro Mémoire du monde.

    La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino si è ispirata alla Dichiarazione d'Indipendenza americana?

    Tra le ispirazioni del testo ci furono la Dichiarazione d'Indipendenza americana del 1776 e lo spirito dell'Illuminismo. Il legame più diretto con gli Stati Uniti passa però dalla collaborazione tra Lafayette e Thomas Jefferson sulla prima bozza dell'11 luglio 1789: due fatti distinti, non un unico passaggio di testo.

    Fonti consultate

    • Conseil constitutionnel — Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen de 1789
    • Conseil constitutionnel — La Déclaration des droits de l'homme et du citoyen du 26 août 1789
    • Élysée — The Declaration of the Rights of Man and of the Citizen
    • Archives nationales — La Déclaration des droits de l'homme et du citoyen de 1789
    • Encyclopedia Virginia — Lafayette's Draft of the Declaration of the Rights of Man and of the Citizen
    • ONU — Universal Declaration of Human Rights

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