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Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: cos'è e cosa contiene |
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Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino: cos'è e cosa contieneCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino è il testo che l'Assemblea nazionale costituente francese adottò il 26 agosto 1789, all'inizio della Rivoluzione Francese. In un preambolo e 17 articoli afferma diritti come libertà, uguaglianza, proprietà, sicurezza e resistenza all'oppressione, insieme a principi come la sovranità della nazione e la separazione dei poteri. Il testo nacque da una bozza personale del marchese di Lafayette, poi rielaborata da cinque deputati incaricati dall'Assemblea prima del voto finale. Va distinta dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dall'ONU nel 1948: nome quasi identico, ma documenti diversi per epoca, autori e contenuto. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoIl contesto: la Rivoluzione Francese e il Giuramento della PallacordaLa Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino nasce nei primi mesi della Rivoluzione Francese. Il 20 giugno 1789 i deputati del Terzo Stato, riuniti nella sala della pallacorda di Versailles, giurarono di non separarsi prima di aver dato una Costituzione alla Francia: quel Giuramento della Pallacorda è l’antecedente immediato del testo che sarebbe arrivato due mesi dopo. All’inizio di luglio 1789 l’Assemblea costituente aveva già avviato i lavori su una dichiarazione dei diritti da porre a fondamento della nuova Costituzione. Tra le ispirazioni del progetto ci fu la Dichiarazione d’Indipendenza americana del 1776, insieme allo spirito dell’Illuminismo: l’idea che esistano diritti naturali dell’uomo, indipendenti da un sovrano, non nasce in Francia nel 1789, ma trova lì una delle sue formulazioni più influenti. Chi vuole vedere come lo stesso periodo storico abbia prodotto un percorso analogo dall’altra parte dell’Atlantico può leggere il Recap sulla Rivoluzione americana. Chi mise a punto il testoIl marchese di Lafayette presentò all’Assemblea Nazionale una prima bozza personale della dichiarazione l’11 luglio 1789, tre giorni prima della presa della Bastiglia e dell’avvio formale della Rivoluzione Francese. Scrisse quel testo con l’aiuto di Thomas Jefferson, allora ambasciatore americano in Francia. Quella bozza, però, non è il documento che oggi si legge nei libri di storia. L’Assemblea affidò a cinque deputati — Démeunier, La Luzerne, Tronchet, Mirabeau e Redon — il compito di esaminare le varie proposte in circolazione e presentare una versione unificata. Il testo definitivo, votato il 26 agosto 1789, fu il frutto di diversi compromessi e di un lavoro collettivo dell’Assemblea, a cui contribuirono anche altri deputati come Jean-Joseph Mounier e l’abbé Grégoire. Cosa contengono i 17 articoliIl documento si apre con un preambolo che attribuisce «l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo» alle cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi — la ragione per cui i rappresentanti del popolo francese decidono di esporre quei diritti in una dichiarazione solenne. Seguono 17 articoli. I primi articoli elencano i diritti naturali e inalienabili dell’uomo: libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all’oppressione. L’articolo 1 afferma che gli uomini nascono e restano liberi e uguali nei diritti; l’articolo 2 individua lo scopo di ogni associazione politica nella conservazione di questi diritti naturali. Un secondo gruppo di articoli riguarda l’organizzazione del potere. L’articolo 3 pone il principio della sovranità della nazione; l’articolo 6 definisce la legge come espressione della volontà generale; l’articolo 14 introduce il consenso all’imposta. Un terzo gruppo protegge la persona di fronte alla giustizia e alle opinioni: l’articolo 9 è collegato alla presunzione d’innocenza (in reazione alle antiche lettere di cachet, con cui il sovrano poteva far arrestare qualcuno senza processo), l’articolo 10 tutela la libertà di opinione, in particolare religiosa, e l’articolo 11 la libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni, definita uno dei diritti più preziosi dell’uomo.
Infine l’articolo 16 stabilisce che una società priva di garanzie sui diritti e di una separazione dei poteri non ha una vera Costituzione: un principio ancora oggi al centro delle discussioni sulle forme di Stato e di governo. Dal voto alla Costituzione: ratifica e valore attualeL’Assemblea votò il testo definitivo tra il 20 e il 26 agosto 1789. Luigi XVI lo ratificò il 5 ottobre 1789, e il documento fu posto in preambolo alla Costituzione francese del 1791. Il testo non è rimasto confinato al 1789: secondo la Presidenza della Repubblica francese, fu alla base delle Costituzioni francesi del 1852, del 1946 e del 1958, e nel 2026 il Conseil constitutionnel gli riconosce ancora pieno valore costituzionale. Nel corso del XIX secolo ha inoltre ispirato testi analoghi in diversi paesi europei e latinoamericani. Nel 2003 l’UNESCO l’ha inserita nel registro «Mémoire du monde», tra i testi più rappresentativi della Rivoluzione Francese. Una dichiarazione, due nomi quasi identiciIn italiano la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino si confonde spesso con un altro documento molto più cercato online: la Dichiarazione universale dei diritti umani. Sono due testi diversi. Quello francese è del 1789, ha un preambolo e 17 articoli e fu votato dall’Assemblea nazionale costituente francese nel pieno della Rivoluzione Francese. Quello dell’ONU è del 1948: fu proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Parigi il 10 dicembre 1948, con la risoluzione 217 A, ha 30 articoli ed è stato tradotto in oltre 500 lingue. Il documento del 1948 nasce da un’assemblea diversa e non è una nuova versione di quello francese. Per la storia e il contenuto del documento del 1948 vale la pena leggere il Recap dedicato alla Dichiarazione universale dei diritti umani, il vero punto di riferimento per chi cerca quel testo. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQual è la differenza tra la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino e la Dichiarazione universale dei diritti umani?Sono due documenti diversi nonostante il nome simile: la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino fu adottata dall'Assemblea nazionale costituente francese il 26 agosto 1789 e ha un preambolo più 17 articoli; la Dichiarazione universale dei diritti umani fu invece proclamata dall'Assemblea Generale dell'ONU a Parigi il 10 dicembre 1948 (risoluzione 217 A) e conta 30 articoli. Per i dettagli su quest'ultima vedi il Recap sulla [Dichiarazione universale dei diritti umani](/it/educazione-civica/dichiarazione-universale-dei-diritti-umani/). Chi scrisse la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino?Non ha un autore unico. Il marchese di Lafayette presentò una prima bozza personale l'11 luglio 1789, scritta con l'aiuto di Thomas Jefferson, allora ambasciatore americano in Francia; il testo votato il 26 agosto 1789 fu però il risultato del lavoro di cinque deputati incaricati dall'Assemblea: Démeunier, La Luzerne, Tronchet, Mirabeau e Redon. Quali diritti elenca la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino?Libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all'oppressione come diritti naturali; la sovranità della nazione, la legge come espressione della volontà generale, il consenso all'imposta, la presunzione d'innocenza, la libertà di opinione e di religione, la libertà di espressione e la separazione dei poteri. La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino ha ancora valore oggi?Sì: il Conseil constitutionnel francese le riconosce pieno valore costituzionale, e il testo fu alla base delle Costituzioni francesi del 1852, del 1946 e del 1958. Nel 2003 l'UNESCO l'ha inserita nel registro Mémoire du monde. La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino si è ispirata alla Dichiarazione d'Indipendenza americana?Tra le ispirazioni del testo ci furono la Dichiarazione d'Indipendenza americana del 1776 e lo spirito dell'Illuminismo. Il legame più diretto con gli Stati Uniti passa però dalla collaborazione tra Lafayette e Thomas Jefferson sulla prima bozza dell'11 luglio 1789: due fatti distinti, non un unico passaggio di testo. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













