|
recaplica
Rivoluzione francese: riassunto di cause, fasi e conseguenze | ||||||||||||
| © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati | ||||||||||||
Rivoluzione francese: riassunto di cause, fasi e conseguenzeCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta19 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa Rivoluzione francese è la serie di eventi che tra il 1789 e il 1799 travolse la monarchia assoluta in Francia e riscrisse le regole della convivenza politica. Nasce da una crisi dei conti pubblici e da una società divisa per nascita in tre stati, in cui la nobiltà era esentata dalle imposte principali. In pochi mesi il terzo stato si trasforma in Assemblea nazionale, cade la Bastiglia e viene approvata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. Seguono la Repubblica, l'esecuzione del re, il Terrore e infine il colpo di stato con cui Napoleone Bonaparte chiude il decennio. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUno Stato che non riusciva più a far quadrare i contiLa Rivoluzione francese non comincia con una folla in piazza, ma con un problema di bilancio. Alla fine degli anni Ottanta del Settecento la monarchia francese era indebitata e non riusciva a rimettere in ordine le entrate. Il motivo non stava solo nella spesa: stava anche nel modo in cui le imposte venivano raccolte. La nobiltà era esentata dalla taille, la principale imposta diretta, dalla corvée royale (il lavoro obbligatorio), dalla gabella sul sale e dalla maggior parte delle altre imposte. Ogni tentativo di allargare la base fiscale si scontrava con la resistenza dei ceti nobiliari, poco disposti ad accettare una riduzione dei propri privilegi.
Senza margini, Luigi XVI fece l’unica mossa che gli restava: convocare gli Stati generali, l’assemblea dei tre ordini del regno. Tre stati, un solo PaeseLa società dell’antico regime era divisa per nascita, e la divisione aveva conseguenze molto pratiche su chi pagava e chi decideva.
Su una popolazione di circa 26 milioni di persone, 21 milioni vivevano di agricoltura. Il terzo stato non era una classe omogenea: comprendeva contadini poverissimi e ricchi commercianti, avvocati e artigiani. A tenerli insieme era la condizione giuridica, che nulla diceva del loro reddito.
Il 1789, mese per meseGli Stati generali si aprirono a Versailles il 5 maggio 1789. Da lì gli eventi si susseguirono in poche settimane, e ognuno rese irreversibile il precedente.
L’articolo 1 stabilisce che gli uomini nascono e restano liberi e uguali nei diritti; l’articolo 4 definisce la libertà come il poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; l’articolo 6 afferma che la legge è l’espressione della volontà generale. La monarchia non cade subitoQui la cronologia sorprende quasi sempre chi studia la Rivoluzione per la prima volta: nel 1791 la Francia si dà una Costituzione che mantiene il re. È una monarchia costituzionale, non una repubblica. A incrinare l’equilibrio è la fuga: nella notte tra il 20 e il 21 giugno 1791 Luigi XVI tenta di lasciare il Paese e viene fermato a Varennes. Con la fuga, il re smette di fatto di riconoscere il patto costituzionale. Nel 1792 arriva la guerra contro una coalizione di monarchie europee decise a restaurare l’assolutismo, e il 10 agosto la folla prende d’assalto le Tuileries. Il 20 settembre 1792 l’esercito francese vince a Valmy. Il giorno dopo, nella sua prima seduta, la Convenzione nazionale (749 deputati eletti il 2 settembre a suffragio universale maschile) decreta all’unanimità che la regalità è abolita. Dal giorno successivo gli atti pubblici si datano “anno primo della Repubblica francese”; il 25 settembre la Repubblica è dichiarata “una e indivisibile”. L’assemblea è divisa in tre gruppi: i girondini a destra, repubblicani moderati espressione della provincia, ostili alla radicalizzazione parigina, i montagnardi a sinistra, sostenitori di un potere centrale e repubblicano, e la Plaine, i moderati del centro. Il 21 gennaio 1793 Luigi XVI viene ghigliottinato. Il TerroreCon la guerra ai confini e le rivolte interne, la Convenzione affida il governo al Comitato di salute pubblica e la repressione ai tribunali rivoluzionari. La fase è nota come Terrore e si colloca tra il 5 settembre 1793 e il 27-28 luglio 1794. Due leggi ne segnano l’inasprimento. La legge dei sospetti del 17 settembre 1793 rende arrestabile chiunque sia ritenuto nemico della Repubblica. La legge del 22 pratile (10 giugno 1794) elimina la fase istruttoria del processo e il diritto alla difesa. I numeri, per quanto le stime restino incerte, danno la misura: 16.594 persone ghigliottinate in Francia, di cui 2.625 a Parigi, circa 10.000 morti nelle carceri e un bilancio complessivo stimato tra 30.000 e 50.000 vittime. Il Terrore finisce quando la Convenzione si rivolta contro chi lo dirigeva: Robespierre viene arrestato e ghigliottinato il 27-28 luglio 1794, insieme a ventuno sostenitori. Gli assegnati: la Rivoluzione vista dai prezziC’è una storia economica che corre in parallelo a quella politica. Dal dicembre 1789 lo Stato emette gli assegnati, carta moneta garantita dai beni nazionali confiscati alla corona e alla Chiesa: una prima emissione da 400 milioni di lire (livres), decretata nel dicembre 1789. Il meccanismo si inceppa in fretta. Già nell’aprile 1790 l’assegnato vale il 10% in meno della moneta metallica; ogni nuova difficoltà spinge a emetterne altri, e nel 1793 ne circolano circa 3,7 miliardi di lire. Nel 1795 un assegnato da 1.000 lire ha il potere d’acquisto di 80 lire d’argento. Il 19 febbraio 1796 il Direttorio interrompe le emissioni. È inflazione allo stato puro, due secoli prima che la parola assumesse il significato di oggi: più mezzi di pagamento a fronte degli stessi beni, e i prezzi salgono. Da non confondere con la recessione, che riguarda invece la produzione che si contrae: sono due problemi distinti, e la Francia rivoluzionaria si trovò a fare i conti soprattutto con il primo. Termidoro, Direttorio, brumaioCaduto Robespierre, la Convenzione scrive nel 1795 una nuova Costituzione e affida il potere esecutivo al Direttorio. Sono anni instabili, segnati dalle guerre e dalla nascita di governi repubblicani in Italia tra il 1797 e il 1799. Il 18-19 brumaio 1799 il colpo di stato di Napoleone Bonaparte rovescia il Direttorio. Da qui in poi il regime cambia nome, ma diverse trasformazioni rivoluzionarie restano in piedi. Sono finiti i privilegi legati alla nascita, vale l’uguaglianza davanti alla legge, e il suddito è diventato cittadino. Che cosa è rimastoLa Dichiarazione del 1789 non è un documento archiviato. Il preambolo della Costituzione della Quinta Repubblica vi rimanda, e nel 1971 il Consiglio costituzionale francese le ha riconosciuto valore costituzionale: significa che una legge approvata oggi a Parigi può essere annullata perché contraria a un testo scritto nel 1789. Gli stessi principi si ritrovano nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, scritta a un secolo e mezzo di distanza. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuando inizia e quando finisce la Rivoluzione francese?L'inizio si fa coincidere con il 1789, l'anno degli Stati generali (5 maggio) e della presa della Bastiglia (14 luglio). La fine convenzionale è il colpo di stato del 18-19 brumaio 1799, con cui Napoleone Bonaparte prende il potere e chiude la stagione rivoluzionaria. Chi erano i tre stati?Il primo stato era il clero (circa 130.000 persone, proprietario del 10% delle terre), il secondo la nobiltà (attorno all'1,5% della popolazione), il terzo tutti gli altri: contadini, artigiani, commercianti, professionisti, cioè il 98% dei francesi. La nobiltà era esentata dalla taille, la principale imposta diretta, e dalla maggior parte delle altre. Che cos'è stato il Terrore?La fase più dura della Rivoluzione, tra il settembre 1793 e il luglio 1794, in cui i tribunali rivoluzionari colpirono i sospetti nemici della Repubblica: 16.594 ghigliottinati in Francia, circa 10.000 morti in carcere e una stima complessiva tra 30.000 e 50.000 vittime. Finì con l'arresto e la ghigliottina di Robespierre, il 27-28 luglio 1794. La Dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1789 conta ancora qualcosa?Sì, ed è tutt'altro che un testo da museo. Il preambolo della Costituzione della Quinta Repubblica vi fa riferimento e dal 1971 il Consiglio costituzionale le riconosce valore costituzionale: una legge francese può essere annullata perché contraria a un testo del 1789. I suoi principi hanno anche influenzato la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Perché Luigi XVI fu giustiziato?Dopo il tentativo di fuga fermato a Varennes (20-21 giugno 1791) e la presa delle Tuileries del 10 agosto 1792, la fiducia nel re era finita. Abolita la monarchia, la Convenzione lo processò come cittadino comune e lo fece ghigliottinare il 21 gennaio 1793. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |

















