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    Sovranità popolare e cittadinanza: cosa significano

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 25 settembre 2026

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    La sovranità popolare è il principio, scritto nell'art. 1 della Costituzione, secondo cui il potere dello Stato appartiene al popolo, che però lo esercita nelle forme e nei limiti che la Costituzione stessa stabilisce, attraverso il Parlamento, le elezioni e gli strumenti previsti, non con un voto diretto su ogni legge. La cittadinanza è un'altra cosa, lo status giuridico che lega una persona a uno Stato con diritti e doveri, come la definisce l'Enciclopedia Treccani. In Italia la legge 5 febbraio 1992, n. 91 rende cittadino per nascita soprattutto chi ha almeno un genitore cittadino, riservando la nascita sul territorio italiano ai soli casi di genitori entrambi ignoti o apolidi. L'idea che il potere venga dal popolo stesso, e non da un sovrano al di sopra di lui, risale a Jean-Jacques Rousseau e al suo Contratto sociale del 1762, ed è, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, la versione di sovranità più diffusa nei governi costituzionali contemporanei.

    Punti Chiave

    • L'art. 1 della Costituzione attribuisce la sovranità al popolo, ma la fa esercitare nelle forme e nei limiti della Costituzione, non senza vincoli.
    • La cittadinanza è lo status giuridico di appartenenza a uno Stato, definito da Treccani come la condizione che comporta diritti e doveri.
    • In Italia prevale lo ius sanguinis: la legge 5 febbraio 1992, n. 91 rende cittadino per nascita chi ha almeno un genitore cittadino.
    • Lo ius soli vale in Italia solo in via residuale, per chi nasce sul territorio da genitori entrambi ignoti o apolidi.
    • Secondo Treccani la cittadinanza italiana si può perdere per rinuncia espressa o in due ipotesi legate a incarichi pubblici o servizio militare per uno Stato estero.
    • Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, Jean-Jacques Rousseau propose nel Contratto sociale del 1762 il popolo come sovrano collettivo, un'alternativa ai modelli di Bodin e Hobbes.

    L'Approfondimento

    L’art. 1 della Costituzione italiana tiene insieme due frasi brevi. La prima definisce la forma dello Stato, “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. La seconda dice da dove viene il suo potere, “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Sono due affermazioni diverse: una descrive che tipo di Stato è l’Italia, l’altra spiega chi ne detiene, in ultima istanza, l’autorità.

    Il punto delicato sta nella seconda parte della frase. Il testo non dice che il popolo governa senza intermediari, dice che lo fa “nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Le forme sono il Parlamento eletto, le elezioni periodiche, i referendum previsti dal testo stesso; i limiti sono le regole che quelle stesse forme devono rispettare, a partire dai diritti riconosciuti nella Costituzione. Per chi studia la Costituzione italiana nella sua struttura completa, è proprio questo l’aspetto da cogliere: il potere del popolo passa attraverso le istituzioni che la Costituzione stessa gli affida.

    Esempio pratico: quando un cittadino vota alle elezioni politiche sta esercitando la sovranità popolare in una delle “forme” previste dalla Costituzione, non sta governando direttamente; la decisione concreta su una legge passa comunque dal Parlamento che quel voto ha eletto.

    Le forme e i limiti di cui parla l’art. 1 sono a loro volta scritti in norme giuridiche, non in semplici consuetudini: la differenza tra una regola che vincola lo Stato e un’abitudine che non lo vincola è proprio l’oggetto di cos’è una norma giuridica.

    Cos’è la cittadinanza

    La cittadinanza è un concetto distinto dalla sovranità popolare, anche se l’art. 1 le sfiora entrambe nella stessa frase parlando di “popolo”. Mentre la sovranità riguarda lo Stato nel suo complesso, la cittadinanza riguarda la singola persona. L’Enciclopedia Treccani la definisce come la condizione di appartenenza di un individuo a uno Stato, con i diritti e i doveri che questa relazione comporta.

    In Italia il modo in cui si diventa cittadini è regolato dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 febbraio 1992 ed entrata in vigore il 16 agosto 1992. L’art. 1 di quella legge stabilisce che è cittadino per nascita il figlio di padre o di madre cittadini, il criterio noto come ius sanguinis. Un secondo criterio, lo ius soli, si applica in Italia solo in via residuale: diventa cittadino per nascita chi nasce sul territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi. Esiste infine un terzo canale, quello della naturalizzazione, che Treccani descrive come l’acquisizione della cittadinanza per volontà dell’interessato, quando questi si trova nelle condizioni previste dalla legge.

    CriterioChi diventa cittadinoFonte
    Ius sanguinisChi ha almeno un genitore cittadinoLegge 91/1992, art. 1
    Ius soli (residuale)Chi nasce in Italia da genitori entrambi ignoti o apolidiLegge 91/1992, art. 1
    NaturalizzazioneChi la richiede trovandosi nelle condizioni previsteTreccani

    Esempio pratico: un bambino nato in Italia da due genitori italiani è cittadino per ius sanguinis fin dalla nascita, indipendentemente dal luogo in cui è nato; se fosse nato all’estero, sarebbe comunque cittadino italiano per lo stesso criterio.

    Sulla perdita della cittadinanza, Treccani riporta che la decadenza dalla cittadinanza italiana è limitata a due ipotesi tassative, legate all’assunzione di incarichi pubblici o al servizio militare per uno Stato estero, e che la cittadinanza italiana si può perdere anche per rinuncia espressa. Sono casi definiti, non una condizione che si perde per il semplice trascorrere del tempo o per il trasferimento all’estero.

    Da dove viene l’idea di sovranità popolare

    L’idea che il potere dello Stato appartenga al popolo stesso, e non a un sovrano distinto da lui, ha una storia più lunga della Costituzione italiana del Novecento. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, i modelli precedenti di Jean Bodin e Thomas Hobbes collocavano la sovranità in un sovrano al di sopra della popolazione. Jean-Jacques Rousseau propose un’alternativa: nel Contratto sociale, opera del 1762, descrisse “the collective people within a state as the sovereign, ruling through their general will”, cioè il popolo stesso, nel suo insieme, come sovrano che governa attraverso la propria volontà generale.

    Quella svolta è la radice concettuale di quanto si legge nell’art. 1 della Costituzione italiana. La stessa Stanford Encyclopedia of Philosophy osserva che, nel governo costituzionale contemporaneo, è il popolo che governa attraverso un corpo di leggi a essere sovrano, “the version that commands legitimacy most commonly in the world today”, la versione più diffusa di legittimità nel mondo. È lo stesso schema dell’art. 1 italiano: non il popolo che agisce senza vincoli, ma il popolo che governa dentro un ordinamento di leggi che lui stesso, attraverso le sue istituzioni, ha contribuito a darsi.

    Nessuno Stato esercita del resto la propria sovranità in totale isolamento. Aderendo a trattati e organizzazioni internazionali, gli Stati accettano limitazioni concordate al proprio potere, come avviene nel funzionamento quotidiano dell’Unione Europea. “Sovranità” è del resto una parola che ricorre anche in altri campi, non solo in quello costituzionale: si parla per esempio di sovranità alimentare per indicare la capacità di un territorio di decidere sul proprio cibo, un uso diverso della stessa parola, applicato a un altro ambito.

    Cittadinanza e sovranità popolare, due facce della stessa domanda

    Cittadinanza e sovranità popolare rispondono a due domande diverse, ma collegate. La prima chiede chi appartiene allo Stato, con quali diritti e doveri; la seconda chiede da dove venga il potere di quello stesso Stato. L’art. 1 della Costituzione le tiene insieme in una frase sola, mentre la legge 91 del 1992 entra nel dettaglio solo della prima domanda, stabilendo con precisione chi è cittadino italiano e come lo si diventa.

    Capire la differenza aiuta a leggere con più attenzione anche il resto della Costituzione: ogni volta che il testo parla di “popolo” sta parlando, a seconda del contesto, tanto dell’insieme dei cittadini titolari della sovranità quanto della somma delle singole persone a cui quello status è stato riconosciuto.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Sovranità popolare e cittadinanzaSlide 2 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Da dove viene il potere dello Stato?Slide 3 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Capitolo 01: Il principio dell'art. 1Slide 5 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Art. 1 della Costituzione italianaSlide 6 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Il popolo decide da solo ogni legge dello StatoSlide 7 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Capitolo 02: Chi è cittadinoSlide 8 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: La definizione di Treccani: Status, Diritti, DoveriSlide 9 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: La legge sulla cittadinanzaSlide 10 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Capitolo 03: Come si diventa cittadiniSlide 11 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Ius sanguinis · Ius soli · NaturalizzazioneSlide 12 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Capitolo 04: Da dove viene l'ideaSlide 13 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Una storia di idee sulla sovranitàSlide 14 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Due facce della stessa domandaSlide 15 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Secondo l'art. 1 della Costituzione, come esercita il popolo la sua sovranità?Slide 16 della presentazione su Sovranità popolare e cittadinanza: Per approfondire
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Molti credono che sovranità popolare significhi che il popolo decida da solo ogni legge dello Stato.

      ✓ Realtà In realtà l'art. 1 della Costituzione fa esercitare la sovranità popolare nelle forme e nei limiti della Costituzione, cioè attraverso il Parlamento, le elezioni e gli strumenti come il referendum, perché il testo sceglie un potere incanalato nelle istituzioni previste dalla Costituzione.

    • ✗ Mito Si pensa spesso che nascere sul suolo italiano renda automaticamente cittadini italiani.

      ✓ Realtà In realtà, secondo la legge 5 febbraio 1992, n. 91, lo ius soli in Italia è residuale: si applica solo a chi nasce da genitori entrambi ignoti o apolidi, perché la regola principale dell'ordinamento italiano è lo ius sanguinis, avere almeno un genitore cittadino.

    • ✗ Mito Molti ritengono che la cittadinanza italiana, una volta ottenuta, non si possa mai perdere.

      ✓ Realtà In realtà, secondo Treccani, si può perdere per rinuncia espressa oppure in due ipotesi legate ad assumere incarichi pubblici o a prestare servizio militare per uno Stato estero, perché la legge prevede casi tassativi e non un vincolo perpetuo.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Sovranità popolare e cittadinanza: cosa significano
    • Sovranità popolare e cittadinanza
      • Sovranità popolare Art. 1 della Costituzione
        • La sovranità appartiene al popolo Principio dell'art. 1
        • Nelle forme e nei limiti della Costituzione
          • Le forme Parlamento, elezioni, referendum
          • I limiti I diritti riconosciuti dalla Costituzione
        • Origine dell'idea
          • Bodin e Hobbes Il sovrano sopra il popolo
          • Rousseau, Contratto sociale, 1762
          • Costituzionalismo contemporaneo Il popolo governa con un corpo di leggi
      • Cittadinanza Status giuridico di appartenenza a uno Stato
        • Come si acquisisce
          • Ius sanguinis, regola principale
          • Ius soli, caso residuale
          • Per volontà, naturalizzazione
        • Come si perde
          • Rinuncia espressa
          • Incarichi o servizio per uno Stato estero
      • Il legame tra le due Due domande diverse, stesso articolo
        • Chi appartiene allo Stato
        • Da dove viene il potere dello Stato
      • Sovranità e limiti Nessuno Stato è isolato
        • Trattati e organizzazioni internazionali
          • Cessioni di sovranità concordate
          • Unione Europea Esempio di limitazione concordata
        • La parola in altri campi Sovranità alimentare, altro uso

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Secondo l'art. 1 della Costituzione, a chi appartiene la sovranità?

    L'art. 1 dice testualmente che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, non a un singolo organo dello Stato.

    2 Vero o falso, in Italia la cittadinanza per nascita si basa principalmente sul luogo di nascita (ius soli).

    È falso, la legge 5 febbraio 1992, n. 91 rende cittadino per nascita soprattutto chi ha almeno un genitore cittadino (ius sanguinis); lo ius soli vale solo per chi nasce in Italia da genitori entrambi ignoti o apolidi.

    3 Come definisce la cittadinanza l'Enciclopedia Treccani?

    Treccani definisce la cittadinanza come la condizione di appartenenza di un individuo a uno Stato, con i diritti e i doveri che questa relazione comporta.

    4 Quale legge regola l'acquisizione della cittadinanza italiana per nascita?

    È la legge 5 febbraio 1992, n. 91, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 febbraio 1992 ed entrata in vigore il 16 agosto 1992.

    5 Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, quale filosofo propose il popolo come sovrano collettivo che governa attraverso la sua volontà generale?

    Rousseau propose questa idea nel Contratto sociale del 1762, in alternativa ai modelli di Bodin e Hobbes basati su un sovrano distinto dal popolo.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-A · 4-A · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

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    La sovranità popolare è il principio, scritto nell'art. 1 della Costituzione, secondo cui il potere dello Stato appartiene al popolo, che però lo esercita nelle forme e nei limiti che la Costituzione stessa stabilisce, attraverso il Parlamento, le elezioni e gli strumenti previsti, non con un voto diretto su ogni legge. La cittadinanza è un'altra cosa, lo status giuridico che lega una persona a uno Stato con diritti e doveri, come la definisce l'Enciclopedia Treccani. In Italia la legge 5 febbraio 1992, n. 91 rende cittadino per nascita soprattutto chi ha almeno un genitore cittadino, riservando la nascita sul territorio italiano ai soli casi di genitori entrambi ignoti o apolidi. L'idea che il potere venga dal popolo stesso, e non da un sovrano al di sopra di lui, risale a Jean-Jacques Rousseau e al suo Contratto sociale del 1762, ed è, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, la versione di sovranità più diffusa nei governi costituzionali contemporanei.

    Domande e risposte

    Cosa significa che la sovranità appartiene al popolo?

    Significa che, secondo l'art. 1 della Costituzione, il potere dello Stato ha origine nel popolo, che lo esercita nelle forme e nei limiti che la Costituzione stessa stabilisce, cioè attraverso il Parlamento, le elezioni e gli strumenti previsti.

    Qual è la differenza tra cittadinanza e sovranità popolare?

    La cittadinanza è lo status giuridico di una singola persona, la relazione con diritti e doveri che la lega a uno Stato secondo Treccani; la sovranità popolare è il principio su chi detiene il potere dello Stato nel suo insieme. L'art. 1 della Costituzione le tiene insieme nella stessa frase.

    Come si diventa cittadini italiani?

    Soprattutto per ius sanguinis, avendo almeno un genitore cittadino, secondo l'art. 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 91. Lo ius soli vale solo in via residuale, per chi nasce sul territorio italiano da genitori entrambi ignoti o apolidi; esiste anche la via della naturalizzazione, per chi la richiede trovandosi nelle condizioni previste dalla legge.

    Si può perdere la cittadinanza italiana?

    Sì, secondo Treccani la cittadinanza italiana si può perdere per rinuncia espressa, oppure in due ipotesi tassative legate ad assumere incarichi pubblici o a prestare servizio militare per uno Stato estero.

    Da dove viene l'idea di sovranità popolare?

    Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy risale a Jean-Jacques Rousseau, che nel Contratto sociale del 1762 propose il popolo stesso come sovrano collettivo, governato dalla sua volontà generale, in alternativa ai modelli di Bodin e Hobbes con un sovrano distinto dal popolo; è la versione che ha la legittimità più diffusa nei governi costituzionali contemporanei.

    Fonti consultate

    • Costituzione della Repubblica Italiana, art. 1 (Normattiva)
    • Cittadinanza (Enciclopedia Treccani, sezione diritto)
    • Legge 5 febbraio 1992, n. 91, Nuove norme sulla cittadinanza (Normattiva)
    • Sovereignty (Stanford Encyclopedia of Philosophy)

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