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Italo Svevo: vita, opere e pensiero | ||||||||
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Italo Svevo: vita, opere e pensieroCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoItalo Svevo, pseudonimo dello scrittore triestino Ettore Schmitz, nacque a Trieste il 19 dicembre 1861 e morì il 13 settembre 1928. Lavorò diciotto anni come impiegato di banca, mentre scriveva romanzi che restarono a lungo ai margini del successo. Le sue tre opere principali, Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno, raccontano protagonisti incapaci di stare al passo con le regole della vita comune, la figura che i critici chiamano l'inetto. Il contatto con le teorie di Sigmund Freud e l'amicizia con lo scrittore irlandese James Joyce, conosciuto a Trieste come insegnante di inglese, segnarono in modo decisivo la sua scrittura, soprattutto nel terzo romanzo. Punti Chiave
L'ApprofondimentoChi era Italo SvevoItalo Svevo è lo pseudonimo dello scrittore Ettore Schmitz, nato a Trieste il 19 dicembre 1861 e morto il 13 settembre 1928 a Motta di Livenza, per le conseguenze di un incidente stradale; fu sepolto nel cimitero triestino di Sant’Anna. Il nome d’arte tiene insieme le due identità della sua famiglia: “Italo” per l’appartenenza culturale italiana, “Svevo” per le origini tedesche del padre, Francesco Schmitz. Prima di essere uno scrittore, Svevo fu per diciotto anni un impiegato: il 27 settembre 1880 entrò nella filiale triestina dell’Unionbank di Vienna, un lavoro che affiancò per anni alla scrittura dei suoi primi romanzi, letti da pochissimi lettori. Nel 1896 sposò, con rito civile, Livia Veneziani; il matrimonio fu celebrato anche con rito religioso nell’agosto dell’anno successivo. Le tre opere e il filo dell’inettoLe tre opere principali di Svevo sono i romanzi Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno, pubblicati a distanza di anni l’uno dall’altro e con un successo che cresce solo con l’ultimo.
Una vita esce a Trieste nel 1892, dall’editore Vram, con la data 1893 impressa in copertina. Il protagonista, Alfonso Nitti, è un impiegato che non smette mai di rimuginare su ogni proprio gesto e pensiero, e che finisce per togliersi la vita, spinto dalla propria incapacità di comprendere e accettare le regole della vita che lo circonda. È il primo ritratto di quello che i critici chiamano l‘“inetto”: un tratto che l’Enciclopedia dei ragazzi Treccani riassume descrivendo i protagonisti dei romanzi di Svevo come anti-eroi “dalla natura incoerente, inetta e abulica”, “l’uomo comune, privo di qualità”. Senilità, uscito nel 1898, è il secondo romanzo della stessa vena narrativa.
Il terzo romanzo, La coscienza di Zeno, prende forma dopo il passaggio di Trieste all’Italia, e arriva nel 1923 dopo un avvio molto difficile: è il libro che finalmente porta a Svevo il riconoscimento dei suoi meriti artistici, dopo che i primi due erano passati quasi inosservati. Il protagonista, il commerciante triestino Zeno Cosini, racconta in prima persona la cura psicanalitica intrapresa con un medico che, nella prefazione, firma come “Dottor S.” e spiega di pubblicare il memoriale del paziente “per vendetta”. È una struttura narrativa diversa da quella dei primi due romanzi, ed è anche il libro in cui il rapporto di Svevo con la psicoanalisi si vede più chiaramente. Freud e la scoperta della psicoanalisiSvevo entrò in contatto con le dottrine di Sigmund Freud, e fece lui stesso risalire questa conoscenza agli anni tra il 1908 e il 1910. Fu un incontro che maturò lentamente insieme ad altri apporti, prima di riversarsi nella scrittura: è soprattutto La coscienza di Zeno a mostrare quanto quella lettura avesse cambiato il modo di Svevo di costruire un romanzo, basato com’è sulla cura psicanalitica del suo protagonista. L’incontro con James JoyceFurono le necessità del suo lavoro di commerciante a spingere Svevo, a Trieste, nel 1907, a farsi insegnare l’inglese in lezioni private da un giovane irlandese di venticinque anni, giunto in città nell’ottobre del 1904: si chiamava James Joyce, e a Trieste nessuno lo conosceva ancora. Il rapporto nacque per ragioni pratiche, ma non rimase tale: diventò, con gli anni, un’amicizia duratura, e solo in seguito, secondo l’Enciclopedia dei ragazzi Treccani, l’amicizia con lo scrittore irlandese “riuscì a essere di stimolo” per la scrittura di Svevo. Il riconoscimento arrivato in ritardoPer quasi tutta la sua vita produttiva, Svevo restò un autore quasi ignorato, lontano dai circuiti letterari ufficiali: lavorava in banca, scriveva la sera, e i suoi primi due romanzi non trovarono un pubblico ampio. Il Museo Sveviano di Trieste descrive l’avvio de La coscienza di Zeno come “dolorosamente stentato”: un modo per dire che nemmeno il terzo romanzo, all’inizio, cambiò subito le cose. Nella storia della letteratura italiana del primo Novecento, la vicenda di Svevo si affianca a quella di Luigi Pirandello, un altro grande narratore che, in anni vicini, mise in scena l’incertezza dell’identità e la crisi dell’io comune, sia pure con strumenti diversi. La sua narrativa resta invece piuttosto distante dal Verismo di Giovanni Verga, attento a un mondo popolare e regionale, e dal Decadentismo di Gabriele D’Annunzio, che esalta l’individuo eccezionale nella figura del superuomo: gli inetti di Svevo sono, al contrario, uomini comuni che l’esistenza sembra sempre respingere di un passo. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e risposteChi era Italo Svevo?Uno scrittore triestino, pseudonimo di Ettore Schmitz, nato nel 1861 e morto nel 1928. Lavorò diciotto anni come impiegato di banca e scrisse tre romanzi principali, Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno, in cui racconta uomini comuni incapaci di stare al passo con la vita che li circonda. Qual è il vero nome di Italo Svevo?Ettore Schmitz. "Italo Svevo" è lo pseudonimo con cui firmò le sue opere, una scelta che unisce l'identità italiana ("Italo") a quella della famiglia paterna, di origini tedesche ("Svevo"). Quali sono le opere principali di Italo Svevo?I tre romanzi Una vita (1892, ma con data 1893), Senilità (1898) e La coscienza di Zeno (1923). Fu proprio l'ultimo a dargli, dopo un avvio molto difficile, il riconoscimento che i primi due non avevano ottenuto. Cos'è l'inetto nei romanzi di Svevo?Il tratto che accomuna i protagonisti dei suoi romanzi, descritti come anti-eroi comuni, incoerenti e incapaci di accettare le regole della vita intorno a loro. Il primo esempio è Alfonso Nitti, protagonista di Una vita, spinto al suicidio dalla propria inettitudine a comprendere e accettare quelle regole. Che rapporto ebbe Svevo con James Joyce?Lo conobbe a Trieste, dove nel 1907 iniziò a prendere da lui lezioni private di inglese; Joyce era arrivato in città nell'ottobre 1904. Il rapporto, all'inizio legato solo a esigenze di lavoro, diventò in seguito un'amicizia duratura e uno stimolo per la scrittura di Svevo. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |











