Salta al contenuto
recaplica

    Un attimo: controllo di sicurezza

    Cloudflare vuole assicurarsi che tu non sia un robot. Spunta la casella qui sotto e la ricerca riparte da sola.

    EN
    recaplica Giovanni Verga e il Verismo: vita, opere e caratteristiche
    © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati
    Home › Letteratura

    Giovanni Verga e il Verismo: vita, opere e caratteristiche

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 16 settembre 2026

    Cosa stampare

    Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina.

    Slide

    Scegli il taglio

    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Tutte e due hanno le note del relatore.

    Canale Telegram
    recaplica Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.
    In 30 secondi Punti chiave Numeri Approfondimento Presentazione Falsi miti Mappa concettuale Quiz Flashcards FAQ

    In 30 secondi lettura lampo

    Giovanni Verga nasce a Catania il 2 settembre 1840, figlio del proprietario terriero Giovanni Battista Verga, e muore nella stessa città il 27 gennaio 1922. È la figura di riferimento del Verismo, il movimento letterario italiano che tra il 1875 e i primi del Novecento racconta la Sicilia rurale e le classi popolari con un metodo che fa sparire i commenti dell'autore dal racconto. Il suo romanzo più noto, I Malavoglia (1881), ebbe un'accoglienza fredda da parte della critica del tempo, mentre Mastro-don Gesualdo (1889) fu accolto molto meglio; entrambi dovevano far parte di un progetto più ampio, il Ciclo dei Vinti, annunciato nel 1878 e mai completato. Verga elaborò queste tecniche insieme all'amico Luigi Capuana, conosciuto a Milano, dopo essere rimasto colpito dal romanzo di Émile Zola L'Assommoir.

    Punti Chiave

    • Nasce a Catania il 2 settembre 1840 e muore nella stessa città il 27 gennaio 1922, colpito da trombosi cerebrale; nel 1920 diventa senatore del Regno.
    • Il Verismo è il movimento letterario italiano che tra il 1875 e i primi del Novecento racconta la Sicilia e le classi popolari con un metodo impersonale: tre scrittori siciliani ne sono le figure guida, Verga, Luigi Capuana (autore di Giacinta, l'opera-manifesto del movimento) e Federico De Roberto.
    • I Malavoglia (1881) ebbe un'accoglienza fredda dalla critica, Mastro-don Gesualdo (1889) un'accoglienza molto migliore; entrambi i romanzi dovevano far parte del Ciclo dei Vinti, annunciato nel 1878 come serie di cinque romanzi e rimasto incompiuto.
    • L'impersonalità e il discorso indiretto libero fanno sparire la voce dell'autore dentro il punto di vista di pescatori e contadini siciliani, con una sintassi che imita i nessi irregolari del parlato dialettale.
    • Verga e Capuana presero a modello L'Assommoir di Émile Zola (1877), ma il Verismo si distingue dal Naturalismo francese per il rifiuto delle pretese scientifiche del movimento e per l'attenzione al mondo contadino e provinciale, più che agli ambienti operai urbani.
    • Vita dei campi (1880), che contiene Rosso Malpelo, Cavalleria rusticana e La lupa, ebbe grande successo; le Novelle rusticane (1883) raccontano invece il "mito della roba" e le contraddizioni della Sicilia dopo l'Unità d'Italia.

    I numeri chiave

    • 1881 l'anno di pubblicazione de I Malavoglia, accolto con freddezza dalla critica del tempo, con l'eccezione di Luigi Capuana Fonte: Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
    • 1889 l'anno di Mastro-don Gesualdo, il romanzo del Ciclo dei Vinti accolto invece molto meglio dalla critica Fonte: Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
    • 1877 l'anno in cui Verga e Capuana, stabilitisi entrambi a Milano, rimasero colpiti da L'Assommoir di Émile Zola e lo presero a modello Fonte: Wikipedia (EN), voce Giovanni Verga

    L'Approfondimento

    Una vita tra Sicilia e continente

    Giovanni Verga nasce a Catania il 2 settembre 1840, figlio del proprietario terriero Giovanni Battista Verga. Studia legge all’Università di Catania tra il 1860 e il 1865, dopo un’educazione privata negli anni precedenti. Si trasferisce poi a Firenze, dove vive dal 1865 al 1870, e infine a Milano, dove resta fino al 1885: sono gli anni in cui matura come scrittore e stringe l’amicizia più importante della sua vita, quella con Luigi Capuana.

    Tornato in Sicilia, Verga riceve nel 1920 la nomina a senatore del Regno. Muore a Catania il 27 gennaio 1922, nella casa natale di via Sant’Anna, colpito da trombosi cerebrale.

    Il debutto e gli anni milanesi

    I primi romanzi di Verga, scritti da giovanissimo, restano opere minori, Amore e patria (1856-57), definito dal Dizionario Biografico Treccani il suo primo romanzo, e I carbonari della montagna (1861-62), pubblicato a spese dell’autore. Seguono Una peccatrice (1866, Firenze) e il romanzo epistolare Storia di una capinera (1870-71). Eva (1873) segna, secondo Treccani, il vero snodo della narrativa verghiana verso la fase matura. Allo stesso 1875 risalgono anche Tigre reale ed Eros, opere legate al clima della Scapigliatura milanese, che secondo Wikipedia (EN) contrapponevano la vita falsa e cinica delle classi urbane superiori alle virtù familiari.

    Alla fine del 1877 Luigi Capuana, scrittore e critico siciliano, si stabilisce a Milano: diventa da quel momento l’amico più importante di Verga. Entrambi restano colpiti da L’Assommoir, il romanzo che Émile Zola pubblica proprio quel 1877, e decidono di prenderlo a modello per il proprio progetto narrativo.

    Cos’è il Verismo

    Il Verismo è il movimento letterario italiano che tra il 1875 e i primi del Novecento racconta l’Italia postunitaria con un metodo che nasce dal clima positivista dell’epoca, fatto di fiducia nella scienza, nell’empirismo e nella ricerca. Il nome viene dall’italiano “vero”. Tre scrittori siciliani ne sono indicati come le figure guida: Giovanni Verga, Luigi Capuana (autore di Giacinta, considerata l’opera-manifesto del movimento) e Federico De Roberto; tra gli altri nomi legati al Verismo compaiono anche Matilde Serao, Grazia Deledda e, in una fase diversa della sua opera, Gabriele D’Annunzio.

    Il movimento si regge su quattro principi cardine: la forma impersonale del racconto; una lingua e uno stile coerenti con il soggetto trattato; lo studio dell’Italia moderna in tutte le sue classi sociali; un metodo che punta all’analisi ambientale, ispirato al metodo scientifico. Il Recap sulla rivoluzione industriale racconta le trasformazioni economiche e sociali che fanno da sfondo alle storie di povertà rurale del Verismo. Nella biografia di Treccani, il progetto di Verga viene descritto come la ricerca di “la nuova prosa dell’Italia unita”, costruita attraverso l’analisi realistica di una Sicilia raccontata come un mondo peggiorato, se possibile, proprio dopo l’Unità.

    Verismo e Naturalismo francese, le differenze

    Il debito di Verga verso Zola è documentato, L’Assommoir fu preso a modello nel 1877. Ma il progetto che ne nasce prende una direzione diversa da quella del Naturalismo francese: Verga e Capuana rifiutarono le pretese scientifiche e l’utilità sociale rivendicate dal movimento di Zola, dando più peso agli aspetti stilistici della scrittura, e scelsero come ambientazione il mondo contadino e provinciale piuttosto che gli ambienti operai delle grandi città.

    AspettoNaturalismo francese (Zola)Verismo italiano (Verga, Capuana)
    Pretese del movimentoMetodo scientifico e utilità sociale rivendicatiPretese scientifiche rifiutate
    AmbientazioneAmbienti operai urbaniMondo contadino e provinciale, soprattutto la Sicilia
    Enfasi principaleSull’oggettività del metodoSugli aspetti stilistici della scrittura
    Modello dichiarato—L’Assommoir di Zola (1877), preso a modello da Verga e Capuana

    Esempio pratico: la lettera-premessa a L’amante di Gramigna è, secondo il Dizionario Biografico Treccani, il testo di estrema importanza per la teoria dell’impersonalità di Verga: è lì che lo scrittore spiega perché la voce del narratore debba restare fuori dal racconto.

    Impersonalità e discorso indiretto libero

    L’impersonalità è la tecnica su cui si fonda la narrativa matura di Verga: l’autore scompare, e la storia sembra raccontarsi da sola attraverso il punto di vista dei personaggi. Per ottenerla, Verga lavora sulla lingua a due livelli. Da una parte adotta il discorso indiretto libero, costruito con periodi lunghi e avvolgenti, un’interpunzione rara e irregolare, e coordinazioni che Treccani definisce “alogiche”, cioè slegate dalla logica della scrittura colta. Dall’altra rende dialettale la sintassi stessa, usando i nessi irrazionali del parlato, i famosi “che” che compaiono nelle sue pagine più celebri: l’obiettivo, secondo Encyclopedia.com, è un “autore invisibile”, ottenuto mescolando lingua scritta e dialetto orale.

    Il risultato è una narrazione corale, che adotta il punto di vista della comunità di pescatori e contadini di cui racconta le vicende, invece di quello di un narratore esterno e onnisciente. Questa stessa attenzione per la sintassi parlata è il filo che arriva fino al Recap sui dialetti italiani, sul modo in cui la lingua orale entra nella pagina scritta. Chi legge un dialogo tra due pescatori nei Malavoglia, o segue il crollo di una famiglia contadina, non trova mai un commento morale a guidare l’interpretazione: il giudizio, se c’è, nasce dai fatti stessi.

    Il Ciclo dei Vinti, il progetto mai compiuto

    Il 21 aprile 1878 Verga annuncia un progetto narrativo che chiama La marea, poi ribattezzato Ciclo dei vinti. La serie prevista comprendeva cinque romanzi: I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo, La duchessa delle Gargantas, L’onorevole Scipioni, L’uomo di lusso. Di questi, Verga ne completò solo due, I Malavoglia (1881) e Mastro-don Gesualdo (1889); della Duchessa di Leyra restano, secondo Treccani, soltanto poche sequenze iniziali.

    I Malavoglia ebbe un’accoglienza fredda da parte della critica al momento della pubblicazione, con l’eccezione di Luigi Capuana. Fu tradotto in inglese come The House by the Medlar Tree nel 1890, e più avanti anche da D.H. Lawrence. Mastro-don Gesualdo, uscito otto anni dopo, ebbe invece un’ottima accoglienza dalla critica.

    Le altre opere principali

    Prima e dopo i due romanzi del Ciclo dei Vinti, Verga pubblica alcune delle sue opere più lette ancora nelle scuole. Vita dei campi (1880) ottiene un grande successo e raccoglie novelle come Rosso Malpelo, Cavalleria rusticana e La lupa. Lo stesso terreno, quello di un’Italia unita che fatica a diventare una nazione condivisa, attraversa anche il Recap su Alessandro Manzoni e I Promessi Sposi, il romanzo che per primo aveva cercato una lingua e una prosa comuni per il paese. Novelle rusticane (1883, edite a Torino presso Casanova) raccontano quello che Treccani chiama il “mito della roba”, l’ossessione per la terra e la proprietà che, nella Sicilia dopo l’Unità d’Italia, si intreccia con un’emarginazione ancora irrisolta: secondo la stessa fonte, queste novelle chiariscono “l’equivoco del Risorgimento”, mostrando come religione, giustizia, politica ed economia restassero problemi aperti nella Sicilia postunitaria.

    L’eredità di Verga

    Wikipedia (EN) definisce Verga il più grande romanziere italiano dopo Manzoni: un giudizio che va preso come una valutazione critica, non come un dato di fatto, ma che restituisce il peso della sua opera. Le tecniche del Verismo influenzarono in particolare Luigi Pirandello, oltre allo scrittore Federigo Tozzi, e più avanti, in modo più marcato, il Neorealismo italiano, il movimento cinematografico e letterario che tra il 1943 e il 1955 tornò a raccontare l’Italia popolare con uno sguardo diretto sui fatti.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Giovanni Verga e il VerismoSlide 2 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: L'autore sparisce, chi racconta la storia?Slide 3 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Il percorsoSlide 4 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Capitolo 01: Una vita tra due mondiSlide 5 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Il profiloSlide 6 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Capitolo 02: Cos'è il VerismoSlide 7 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Due modelli a confrontoSlide 8 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Due romanzi, due accoglienzeSlide 9 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Capitolo 03: Tecniche e opereSlide 10 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Vita dei campi · I Malavoglia · GesualdoSlide 11 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Le tre firme del Verismo: Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De RobertoSlide 12 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Capitolo 04: Un progetto incompiutoSlide 13 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Il Ciclo dei VintiSlide 14 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Da Zola nacque un progetto tutto sicilianoSlide 15 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: In che anno nasce Giovanni Verga?Slide 16 della presentazione su Giovanni Verga e il Verismo: Per approfondire
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Il Verismo di Verga è la versione italiana del Naturalismo francese di Zola, la stessa cosa con un altro nome.

      ✓ Realtà Il debito verso Zola è reale, Verga e Capuana presero il suo L'Assommoir a modello nel 1877, ma il progetto che ne nasce è diverso, i due scrittori siciliani lasciano da parte le pretese scientifiche e l'utilità sociale rivendicate dal Naturalismo, puntano di più sullo stile della scrittura, e spostano l'ambientazione dagli operai delle città ai contadini e ai pescatori della provincia.

    • ✗ Mito L'autore verista sparisce dal testo, quindi Verga si limita a fotografare la realtà senza intervenire.

      ✓ Realtà L'impersonalità è una tecnica costruita, non un'assenza, Verga lavora sulla sintassi, periodi lunghi, coordinazioni irregolari, i nessi del parlato dialettale, e sul discorso indiretto libero per far sembrare che la storia si racconti da sola; la lettera-premessa a L'amante di Gramigna teorizza proprio questo metodo, dietro la voce "assente" c'è una scelta stilistica precisa.

    • ✗ Mito I Malavoglia fu un successo immediato, come ci si aspetterebbe dal capolavoro di Verga.

      ✓ Realtà Secondo il Dizionario Biografico Treccani, il romanzo ebbe un'accoglienza fredda da parte della critica del 1881, con l'eccezione di Capuana; il riconoscimento più ampio arrivò con distanza, mentre Mastro-don Gesualdo, otto anni dopo, ebbe un'accoglienza molto migliore.

    Mappa concettuale

    Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.

    Personalizza
    Mappa concettuale: Giovanni Verga e il Verismo: vita, opere e caratteristiche
    • Giovanni Verga e il Verismo
      • Vita Da Catania a Milano e ritorno
        • Nascita e formazione Catania 1840, studi di legge
        • Firenze e Milano 1865-1885, incontro con Capuana
        • Ritorno e senato Senatore nel 1920, morte nel 1922
      • Il Verismo Movimento letterario, 1875-primi Novecento
        • Origini Dal clima positivista, la parola vero
        • Figure guida Verga, Capuana, De Roberto
        • Quattro principi Forma impersonale, stile, tutte le classi, metodo scientifico
      • Tecniche narrative Come sparisce l'autore
        • Impersonalità Teorizzata ne L'amante di Gramigna
        • Discorso indiretto libero Periodi lunghi, sintassi dialettale
        • Narrazione corale Il punto di vista di pescatori e contadini
      • Le opere Dal successo alla freddezza, e ritorno
        • Vita dei campi, 1880 Grande successo di critica
        • I Malavoglia, 1881 Accoglienza fredda
        • Novelle rusticane, 1883 Il mito della roba
        • Mastro-don Gesualdo, 1889 Accoglienza ottima
      • Il Ciclo dei Vinti Cinque romanzi annunciati nel 1878
        • Annuncio 21 aprile 1878, La marea
        • Romanzi completati I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo
        • Romanzo incompiuto La duchessa di Leyra, poche pagine
      • Verismo e Naturalismo Stesso modello, progetti diversi
        • Il modello Zola L'Assommoir, 1877
        • Le differenze Niente pretese scientifiche, più stile
        • L'eredità Pirandello, Tozzi, Neorealismo

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 In che anno nasce Giovanni Verga?

    Verga nasce a Catania il 2 settembre 1840, figlio del proprietario terriero Giovanni Battista Verga; muore nella stessa città il 27 gennaio 1922.

    2 Quale opera del 1877 Verga e Capuana presero a modello per il loro progetto narrativo?

    Verga e Capuana, stabilitisi entrambi a Milano, rimasero colpiti da L'Assommoir di Zola, pubblicato nel 1877, e decisero di prenderlo a modello per il loro progetto narrativo.

    3 Vero o falso: il Verismo condivide con il Naturalismo francese le pretese scientifiche e sociali del movimento di Zola.

    Verga e Capuana lasciarono da parte proprio quelle pretese, puntando sullo stile più che sulla presunta oggettività scientifica, e concentrandosi sul mondo contadino e provinciale invece che sugli ambienti operai urbani tipici di Zola.

    4 Quale romanzo del Ciclo dei Vinti ebbe, secondo il Dizionario Biografico Treccani, un'ottima accoglienza dalla critica?

    Mastro-don Gesualdo, pubblicato nel 1889, ebbe un'ottima accoglienza dalla critica; I Malavoglia, otto anni prima, fu invece accolto con freddezza.

    5 Cos'è il "discorso indiretto libero" usato da Verga?

    Mescola la lingua scritta con i modi del parlato dialettale, con periodi lunghi e coordinazioni irregolari, in modo che il racconto sembri uscire direttamente dal punto di vista di pescatori e contadini.

    Risposte: 1-B · 2-B · 3-B · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Giovanni Verga nasce a Catania il 2 settembre 1840, figlio del proprietario terriero Giovanni Battista Verga, e muore nella stessa città il 27 gennaio 1922. È la figura di riferimento del Verismo, il movimento letterario italiano che tra il 1875 e i primi del Novecento racconta la Sicilia rurale e le classi popolari con un metodo che fa sparire i commenti dell'autore dal racconto. Il suo romanzo più noto, I Malavoglia (1881), ebbe un'accoglienza fredda da parte della critica del tempo, mentre Mastro-don Gesualdo (1889) fu accolto molto meglio; entrambi dovevano far parte di un progetto più ampio, il Ciclo dei Vinti, annunciato nel 1878 e mai completato. Verga elaborò queste tecniche insieme all'amico Luigi Capuana, conosciuto a Milano, dopo essere rimasto colpito dal romanzo di Émile Zola L'Assommoir.

    Domande e risposte

    Perché Verga è considerato il maggiore autore del Verismo?

    Perché è tra i due promotori più influenti del movimento, insieme a Luigi Capuana, e perché nei suoi romanzi, soprattutto I Malavoglia (1881) e Mastro-don Gesualdo (1889), applica in modo compiuto le tecniche dell'impersonalità e del discorso indiretto libero su cui il Verismo si fonda.

    Qual è la differenza tra Verismo e Naturalismo francese?

    Il Naturalismo di Zola rivendicava un metodo scientifico e un'utilità sociale per la letteratura, guardando soprattutto agli ambienti operai delle città; Verga e Capuana lasciarono da parte quelle pretese scientifiche, puntarono di più sullo stile e ambientarono le loro storie nel mondo contadino e provinciale, in particolare nella Sicilia rurale.

    Cos'è il Ciclo dei Vinti e perché è rimasto incompiuto?

    È la serie di cinque romanzi annunciata da Verga nel 1878 (I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo, La duchessa delle Gargantas, L'onorevole Scipioni, L'uomo di lusso); Verga ne completò solo i primi due, mentre della Duchessa di Leyra restano soltanto poche sequenze iniziali.

    Quali sono le opere principali di Giovanni Verga?

    Tra le più importanti, Vita dei campi (1880, con Rosso Malpelo, Cavalleria rusticana e La lupa), I Malavoglia (1881), Novelle rusticane (1883) e Mastro-don Gesualdo (1889); a queste si aggiungono opere giovanili come Storia di una capinera (1870-71) e Eva (1873), quest'ultima indicata da Treccani come lo snodo verso la narrativa matura.

    Cos'è l'impersonalità in un romanzo di Verga?

    È la scelta di far sparire la voce e il giudizio dell'autore dal racconto, così che la storia sembri raccontarsi da sola attraverso il punto di vista dei personaggi, con una sintassi che imita i modi del parlato dialettale, come Verga stesso spiega nella lettera-premessa a L'amante di Gramigna.

    Fonti consultate

    • VERGA, Giovanni - Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani
    • Verga, Giovanni - Encyclopedia.com
    • Giovanni Verga - Wikipedia (EN)
    • Verismo (literature) - Wikipedia (EN)

    Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.

    Ogni sera, i nuovi Recap del giorno sul canale Telegram. Iscriviti al canale →

    Continua a imparare

    • Letteratura Carlo Goldoni e la riforma della commedia: mappa concettuale Carlo Goldoni nasce a Venezia nel 1707 e muore a Parigi nel 1793, dopo essersi laureato in diritto a Padova ed essere diventato avvocato veneziano. Prima di lui il teatro comico italiano vive soprattutto di commedia dell'arte, con canovacci non scritti e maschere fisse come Arlecchino. Goldoni sposta il baricentro verso testi scritti per intero e personaggi che assomigliano a persone reali invece che a maschere stereotipate: la svolta prende forma con «La donna di garbo» e si allarga negli anni Cinquanta del Settecento. Il cambiamento avviene per gradi: alcune commedie di passaggio hanno solo tre o quattro scene per atto scritte per intero, mentre il resto resta improvvisato. Leggi il Recap →
    • Letteratura Torquato Tasso: vita del poeta e riassunto della Gerusalemme Liberata Torquato Tasso nasce a Sorrento nel 1544 e muore a Roma nel 1595, dopo una vita passata quasi interamente al servizio della corte estense di Ferrara. Il suo capolavoro è la Gerusalemme Liberata, un poema in venti canti sulla prima crociata e la conquista di Gerusalemme, pubblicato nella sua forma definitiva nel 1581 dopo una gestazione durata oltre vent'anni. Al centro della vicenda c'è Goffredo di Buglione, che guida l'esercito cristiano, ma il racconto si apre di continuo a storie private di amore e dovere: il guerriero Tancredi, la maga Armida, il paladino Rinaldo. Nel 1593 Tasso pubblicò una revisione più severa dal titolo Gerusalemme Conquistata, che però non ha mai scalzato la fortuna della prima versione. Leggi il Recap →
    • Letteratura Gabriele D'Annunzio: vita, opere e mappa concettuale del Decadentismo Gabriele D'Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 e si forma al Collegio Cicognini di Prato, dove resta sette anni fino alla licenza del 1881. Negli anni Ottanta dell'Ottocento vive un'intensa vita mondana tra redazioni giornalistiche e salotti eleganti, mentre scrive il romanzo Il Piacere, pubblicato nel 1889, e più tardi le Laudi, quattro volumi (1903-1912) i cui primi tre libri segnano il vertice della sua ricerca poetica, con Alcyone come volume più apprezzato dalla critica. Secondo Treccani, solo con D'Annunzio la letteratura italiana stabilisce un contatto pieno con le correnti decadenti nate in Francia attorno al 1885-1886 sull'esempio di Baudelaire, ed è per questo considerato il maggiore esponente italiano della corrente. Nella sua vita si intrecciano anche il legame con l'attrice Eleonora Duse e, negli anni Venti del Novecento, un rapporto con Benito Mussolini a cui, per stessa valutazione di Mussolini, non fu mai riconosciuto un peso politico reale. Muore improvvisamente il 1° marzo 1938 nella sua residenza del Vittoriale. Leggi il Recap →

    recaplica

    Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.

    I Recap Mappe concettuali Chiedi un Recap Canale Telegram Crea una mappa concettuale Il metodo Chi siamo Privacy e cookie Note legali e condizioni d'uso

    © 2026 Recaplica · Un progetto di Curi S.r.l. — P. IVA 05472000750

    Statistiche, solo se vuoi

    Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy