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Il nome della rosa di Umberto Eco: trama, personaggi e riassunto |
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Il nome della rosa di Umberto Eco: trama, personaggi e riassuntoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl nome della rosa è il romanzo con cui Umberto Eco, già affermato semiologo, raggiunge la fama mondiale nel 1980. La storia segue il frate francescano Guglielmo da Baskerville e il giovane Adso da Melk in un'abbazia benedettina del 1327, dove una serie di morti si intreccia con un libro custodito nella biblioteca. Dietro la trama da indagine ci sono temi filosofici e teologici, insieme a personaggi diventati celebri come Salvatore e Jorge da Burgos. Nel 1981 il romanzo vince il Premio Strega e da allora è stato tradotto in decine di lingue. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUno studioso prima che un romanziereQuando Il nome della rosa esce in libreria nel dicembre 1980, Umberto Eco non è uno sconosciuto. Nato ad Alessandria nel 1932, ottiene la laurea nel 1954 discutendo una tesi dedicata a Tommaso d’Aquino, dentro la tradizione filosofica torinese della scuola di Luigi Pareyson. Nei vent’anni successivi pubblica i saggi che lo rendono, per usare la definizione di Treccani, un autorevole studioso di semiotica: Opera aperta nel 1962, La struttura assente nel 1968, il Trattato di semiotica generale nel 1975. Lo stesso 1975 ottiene la cattedra di semiotica all’Università di Bologna, dove diventerà poi professore emerito. Il romanzo arriva dopo, non prima. Ed è proprio questa doppia identità — il semiologo e il narratore — a dare al libro la sua forma particolare: un’indagine che si legge come un giallo ma che porta dentro gli strumenti di chi per mestiere studia come i segni producono significato. La trama e l’ambientazioneLa vicenda si svolge nel 1327, in un’abbazia benedettina sulle Alpi dell’Italia settentrionale. Due personaggi arrivano insieme: Guglielmo da Baskerville, frate francescano inviato dall’imperatore a mediare una disputa teologica, e il giovane Adso da Melk, che lo accompagna come novizio. È proprio Adso, ormai anziano, a raccontare per iscritto gli eventi di quella stagione passata. L’abbazia ospita quella che Encyclopedia.com descrive come la più grande biblioteca della Cristianità. È il vero centro gravitazionale del romanzo: una struttura pensata come un labirinto, tanto sconfinata quanto la verità che custodisce e tanto ingannevole quanto la falsità che conserva. Attorno a quella biblioteca ruota una serie di fatti che Guglielmo e Adso si trovano a dover interpretare, come si fa con un testo scritto in una lingua che non si conosce ancora del tutto.
I personaggi principaliGuglielmo da Baskerville conduce l’indagine con gli strumenti della logica, mentre Adso da Melk la racconta con gli occhi di chi, da giovane, non sempre capisce subito quello che vede. Attorno a loro si muovono le altre figure dell’abbazia. Salvatore, uno dei monaci più riconoscibili del romanzo, ha un aspetto deforme e animalesco e parla un pastiche di più lingue europee: una lingua che è lei stessa un piccolo enigma dentro l’enigma più grande. All’estremo opposto c’è Jorge da Burgos, monaco anziano e cieco, che per anni ha lavorato per impedire l’accesso a un libro perduto di Aristotele sulla commedia: un personaggio che custodisce un segreto invece di cercarlo. Sono figure diverse per ruolo e per temperamento, ma condividono lo stesso spazio chiuso e la stessa posta in gioco: il controllo di un sapere che qualcuno, nell’abbazia, considera troppo pericoloso per circolare. I temi dietro la tramaIl romanzo non si esaurisce nell’indagine. Uno dei temi che Encyclopedia.com mette in evidenza è l’idea che chi ama l’umanità abbia la missione di far ridere le persone della verità. È un pensiero che attraversa il libro e che spiega, in parte, perché il conflitto attorno al volume custodito da Jorge da Burgos pesi così tanto sulla storia. Un altro tema è la fiducia nella decifrabilità delle cose: ogni scrittura segreta, per quanto oscura, può essere letta con un po’ di pazienza, un’idea legata da vicino al lavoro di indagine che muove tutto il romanzo. La biblioteca-labirinto resta l’immagine che tiene insieme questi fili. Non è solo uno scenario: è la rappresentazione fisica di un sapere che si difende da chi lo cerca, proprio come già nella grande tradizione narrativa italiana la Divina Commedia di Dante usa un viaggio attraverso spazi via via più profondi per raccontare la ricerca della verità. Il successo, le edizioni e il Premio StregaNel 1981, un anno dopo l’uscita, Il nome della rosa vince il Premio Strega, il più importante premio letterario italiano, come riporta Il Post. Da lì la diffusione del romanzo cresce rapidamente: la Fondazione Umberto Eco parla di una traduzione in oltre 40 lingue e di una pubblicazione in oltre 60 paesi. Il Post, citando dati di stampa, parla anche di oltre 50 milioni di copie vendute nel mondo: una cifra che va letta come stima giornalistica e non come dato di un ente statistico. Quel successo non ha spinto Eco a ripetere la stessa formula. Il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault, esce solo nel 1988, e negli anni successivi arriveranno altri titoli diversi tra loro per argomento e struttura. Nel panorama della narrativa italiana del Novecento, Il nome della rosa si affianca così ad altri romanzi che hanno segnato il secolo pur restando molto diversi per epoca raccontata e stile, come Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e La coscienza di Zeno di Italo Svevo: tre libri che, ciascuno a modo suo, usano una voce narrante per guardare indietro nel tempo. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteDi cosa parla Il nome della rosa?Racconta l'indagine del frate francescano Guglielmo da Baskerville, aiutato dal novizio Adso da Melk, su una serie di fatti legati a un libro custodito nella biblioteca di un'abbazia benedettina del 1327, intrecciando teologia, semiotica e trama poliziesca. Chi sono i personaggi principali de Il nome della rosa?Guglielmo da Baskerville segue le tracce ragionando passo dopo passo, Adso da Melk racconta la vicenda con gli occhi di un giovane novizio che non sempre coglie subito quello che vede, Salvatore si riconosce per l'aspetto deforme e animalesco e per il miscuglio di più lingue europee che parla, e Jorge da Burgos è il monaco anziano e cieco che custodisce il libro proibito. Chi è Salvatore ne Il nome della rosa?È un monaco dall'aspetto deforme e animalesco, che si esprime con un pastiche di più lingue europee: uno dei personaggi più riconoscibili dell'abbazia. In quante lingue è stato tradotto Il nome della rosa e quante copie ha venduto?Secondo la Fondazione Umberto Eco il romanzo è stato tradotto in oltre 40 lingue e pubblicato in oltre 60 paesi; Il Post, citando dati di stampa e non un ente statistico ufficiale, parla di oltre 50 milioni di copie vendute nel mondo. Umberto Eco ha scritto solo Il nome della rosa?No: prima del 1980 era già un semiologo affermato, autore di Opera aperta (1962), La struttura assente (1968) e del Trattato di semiotica generale (1975); dopo Il nome della rosa ha pubblicato altri romanzi, tra cui Il pendolo di Foucault nel 1988. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |















