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Luigi Pirandello: vita, opere e il Nobel del 1934 | ||||||||||||
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Luigi Pirandello: vita, opere e il Nobel del 1934Cosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta17 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLuigi Pirandello è stato uno scrittore e drammaturgo siciliano, nato ad Agrigento nel 1867 e morto a Roma nel 1936: tra i nomi più importanti della letteratura italiana del Novecento. Ha scritto romanzi, oltre cento novelle e decine di opere teatrali, tornando spesso sullo stesso nodo: la difficoltà di far combaciare la maschera che la vita sociale ci impone con una realtà che cambia in continuazione. Il suo capolavoro narrativo è Il fu Mattia Pascal (1904); in teatro ha cambiato le regole della scena con Sei personaggi in cerca d'autore (1921), inventando il cosiddetto "teatro nel teatro". Nel 1934 ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura, per il rinnovamento audace e ingegnoso che ha portato all'arte drammatica. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn’infanzia nella contrada CaosLuigi Pirandello nasce il 28 giugno 1867 a Girgenti, oggi Agrigento, in una famiglia benestante con importanti investimenti nelle miniere di zolfo. Il luogo esatto della nascita è curioso quanto il suo nome: una contrada di campagna chiamata Caos, dove la madre si era rifugiata per sfuggire all’epidemia di colera che quell’anno colpiva la Sicilia. La casa, originariamente un edificio rurale di fine Settecento appartenuto alla famiglia della madre, i Ricci-Gramitto, oggi è un museo. Da ragazzo lavora anche nelle miniere di famiglia; si forma poi tra Palermo, Roma e Bonn, in Germania, dove nel 1891 discute una dissertazione sul dialetto della sua città natale. Tornato in Italia, nel 1894 sposa Antonietta Portulano, un matrimonio combinato dalle rispettive famiglie, e dal 1897 al 1922 insegna estetica e stilistica in un istituto romano. Una crisi economica che lo trasforma in scrittore di professioneIl 1903 è uno spartiacque. L’impresa mineraria del padre crolla economicamente e il patrimonio della famiglia ne esce gravemente intaccato. È a questo punto che Pirandello inizia a scrivere non solo per vocazione, ma per necessità: da lì in avanti la sua produzione letteraria diventa quasi incessante, tra romanzi, novelle e, più tardi, teatro. Nello stesso periodo la vita privata si complica ulteriormente: la moglie Antonietta sviluppa disturbi nervosi sempre più gravi, legati a una gelosia ossessiva, fino al ricovero permanente in una clinica romana nel 1919, dove resterà fino alla morte, senza mai accettare la separazione né rivedere il marito. Dal 1925 Pirandello vive invece una relazione sentimentale intensa e duratura con l’attrice Marta Abba, che diventerà la sua musa e l’interprete di riferimento delle opere teatrali successive. Romanzi e novelle: da L’esclusa a Uno, nessuno e centomilaNell’arco della sua vita Pirandello scrive sette romanzi. Il fu Mattia Pascal (1904) è considerato il suo capolavoro narrativo: la storia di un uomo che approfitta di un equivoco burocratico per farsi credere morto e ricominciare altrove, salvo scoprire che sfuggire alla propria identità è più complicato del previsto. Prima e dopo arrivano L’esclusa (1901), Suo marito (1911), I vecchi e i giovani (1913), Si gira… (1916) e, nel 1926, Uno, nessuno e centomila, che porta alle estreme conseguenze il tema della molteplicità dell’identità: quante persone diverse siamo, a seconda di chi ci guarda? Accanto ai romanzi corre una produzione di novelle enorme, oltre cento racconti poi raccolti sotto il titolo complessivo di Novelle per un anno: da Amori senza amore (1894) fino a Berecche e la guerra (1919). Il titolo dichiara il progetto: una novella per ogni giorno dell’anno, trecentosessantacinque in tutto — un piano che rimase incompiuto. L’umorismo: la maschera e la vitaNel 1908 Pirandello pubblica il saggio L’umorismo, il testo teorico che spiega da dove nasce tutta la sua scrittura successiva. L’idea di fondo è che ogni persona si costruisce una “forma”, una maschera fatta di ruoli e abitudini con cui affronta il mondo; ma la vita, che cambia di continuo, prima o poi smentisce quella forma, rivelandone la contraddizione. Da questo scarto tra ciò che crediamo di essere e ciò che la realtà ci costringe a vedere nasce, per Pirandello, l’umorismo: un’ironia amara, ben lontana dalla risata leggera, che scaturisce dal riconoscere le contraddizioni della vita. Nel saggio la distinzione è precisa, ed è quella che si chiede a ogni verifica. Davanti a una vecchia signora goffamente truccata e vestita da giovane, la prima reazione è la risata: è il comico, che Pirandello chiama “avvertimento del contrario” — l’accorgersi d’istinto che qualcosa stona. Ma se la riflessione ci porta a chiederci perché lo faccia — magari nell’illusione dolorosa di trattenere l’affetto di un marito più giovane — il riso si mescola alla comprensione: è il “sentimento del contrario”, l’umorismo vero. Non più solo vedere la stonatura, ma sentire il dolore che c’è dietro. È il filo che tiene insieme romanzi, novelle e teatro. Dalla commedia borghese al teatro nel teatroIl teatro di Pirandello si può dividere in due fasi. La prima, più vicina alla commedia borghese tradizionale, comprende titoli come Lumìe di Sicilia (1910), Pensaci, Giacomino! (1916), Così è (se vi pare) (1917), Il berretto a sonagli (1918) e Il giuoco delle parti (1918). La seconda fase, quella della tragedia, porta le stesse ossessioni (identità, maschera, verità relativa) fino a rompere apertamente le convenzioni della messa in scena: qui rientrano il dramma Enrico IV (1922) e la cosiddetta trilogia del “teatro nel teatro”, formata da Sei personaggi in cerca d’autore (1921), Ciascuno a suo modo (1924) e Questa sera si recita a soggetto (1930).
Un fiasco che diventa un trionfoLa prima di Sei personaggi in cerca d’autore, il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma con la compagnia di Dario Niccodemi, è un disastro. Il pubblico contesta duramente lo spettacolo, che sovverte regole della messinscena considerate fino a quel momento intoccabili; la produzione resiste solo quattro serate a Roma. Ma il giudizio cambia rapidamente: le repliche a Bologna e poi a Milano, il 27 settembre 1921, vengono accolte con crescente attenzione, fino al trionfo che consacra l’intera stagione 1921-1922. Da quel momento la fama di Pirandello cresce anche fuori dall’Italia, al punto da attirare l’attenzione di caricaturisti sui giornali di Germania, Francia e Argentina. Il Nobel del 1934Nel 1934 l’Accademia svedese assegna a Luigi Pirandello il Premio Nobel per la Letteratura, con una motivazione che non cita un singolo libro ma il suo lavoro nel suo complesso: “per il suo audace e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e scenica”. La cerimonia si tiene a Stoccolma il 10 dicembre 1934, e il premio viene consegnato dalle mani del re di Svezia Gustavo V. Cinque anni prima, nel 1929, Pirandello era già stato nominato Accademico d’Italia; nel 1924 si era invece iscritto al Partito Nazionale Fascista, un gesto che a suo tempo suscitò un pubblico scandalo. Pirandello muore a Roma il 10 dicembre 1936: la stessa data, a due anni esatti di distanza, della cerimonia di Stoccolma. L’eredità: un autore che ha cambiato il teatro del NovecentoPer gran parte della sua carriera i critici lo liquidano come uno scrittore stravagante, dalla prosa ritenuta debole; la vera fama arriva attraverso il teatro solo quando ha già superato i cinquant’anni. Da lì in avanti la sua sperimentazione influenza largamente la drammaturgia successiva: dopo il virtuosismo verbale e musicale che aveva dominato la letteratura italiana negli anni precedenti, Pirandello impone una parola più disadorna e antiletteraria, aprendo la strada ad autori come Alvaro, Moravia e Brancati. Oggi la casa dove nacque, nella contrada Caos di Agrigento, è una Casa Museo: dichiarata monumento nazionale nel 1949, danneggiata nel 1943 dall’esplosione di un deposito di munizioni, acquisita e restaurata dalla Regione Siciliana a partire dal 1952. Dal 1987 forma un’unica istituzione con la Biblioteca Luigi Pirandello di Agrigento. Il pino sotto cui, per suo volere, riposano le sue ceneri non esiste più: una tromba d’aria lo colpì duramente nel 1997, e oggi al suo posto c’è una pietra tombale scolpita dallo scultore Marino Mazzacurati, che custodisce l’urna. Il museo ha riaperto il 10 dicembre 2021, nell’anniversario della morte dello scrittore, con un percorso multimediale e la voce narrante dell’attore Leo Gullotta. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e rispostePerché Luigi Pirandello ha vinto il Premio Nobel?Nel 1934 il comitato del Nobel gli assegnò il premio per la letteratura con la motivazione 'per il suo audace e ingegnoso rinnovamento dell'arte drammatica e scenica': un riconoscimento al lavoro sul teatro nel suo complesso, non a un singolo titolo. La cerimonia si tenne a Stoccolma il 10 dicembre 1934. Cosa significa 'teatro nel teatro'?È il meccanismo, inventato da Pirandello in Sei personaggi in cerca d'autore (1921), in cui personaggi rimasti senza un autore si presentano a un capocomico per chiedergli di dare loro una forma drammatica compiuta: il pubblico vede apertamente attori, regista e quinte, cioè il funzionamento dello spettacolo stesso. Perché Pirandello si iscrisse al Partito Nazionale Fascista?Chiese l'iscrizione con un telegramma reso pubblico dal quotidiano L'Impero il 19 settembre 1924, nei mesi successivi all'assassinio di Giacomo Matteotti: spiegò lui stesso il gesto come una reazione a quell'omicidio, e la richiesta suscitò scandalo e accuse di opportunismo. In quegli anni assunse anche la direzione del Teatro d'Arte di Roma (inaugurato il 2 aprile 1925), che tenne in vita quasi fino alla bancarotta anche con i propri denari. Si può visitare la casa natale di Pirandello?Sì: è la Casa Museo di Contrada Caos, ad Agrigento, dichiarata monumento nazionale nel 1949 e acquisita dalla Regione Siciliana nel 1952. Dal 1987 forma un'unica istituzione con la Biblioteca Luigi Pirandello, e dal 2021 propone un percorso multimediale con voce narrante dell'attore Leo Gullotta. Qual è il libro più famoso di Pirandello?Il fu Mattia Pascal, pubblicato nel 1904, è considerato il suo capolavoro narrativo. In teatro l'opera più nota è invece Sei personaggi in cerca d'autore (1921), che ha introdotto il meccanismo del 'teatro nel teatro'. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |















