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Devianza: che cos'è e come la spiega la sociologia |
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Devianza: che cos'è e come la spiega la sociologiaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa sociologia chiama devianza ogni comportamento che infrange le regole condivise da un gruppo, non per forza un reato: un comportamento può essere deviante senza essere illegale, o legale senza essere accettato. Il crimine è solo la forma più grave di devianza, quella che la società sanziona con la legge. Diverse teorie spiegano perché nasce: Durkheim la considera una componente strutturale di ogni società, Merton la lega alla tensione tra obiettivi culturali e mezzi per raggiungerli, Lemert e Becker mostrano come l'etichetta pubblica possa trasformare un atto isolato in un'identità deviante. Il controllo sociale, formale e informale, è lo strumento con cui le società regolano questo confine. Punti Chiave
L'ApprofondimentoChe cos’è la devianzaPer la sociologia, la devianza è la violazione di norme sociali condivise: usi, costumi o leggi che una comunità riconosce come vincolanti. OpenStax la descrive come un concetto più ampio del crimine, perché include comportamenti che infrangono un’aspettativa sociale anche quando non toccano la legge. Arrivare sistematicamente in ritardo a un appuntamento, vestirsi in modo giudicato eccentrico per il contesto, rompere un’abitudine alimentare condivisa dal gruppo: sono tutti atti devianti che restano, nella maggior parte dei casi, perfettamente legali. Devianza, crimine e controllo socialeTra i comportamenti devianti, la società considera il crimine il più grave, perché porta sanzioni formali: multe, processi, detenzione. La distinzione tra devianza e illegalità passa dalla norma giuridica, la regola scritta e sanzionata dallo stato; le altre norme sociali, quelle che regolano le buone maniere o i costumi di un gruppo, non hanno questo sostegno ma pesano comunque sul giudizio sociale di chi le infrange. Il controllo sociale è l’insieme dei meccanismi con cui una società fa rispettare le norme condivise. Agisce in due modi. Il controllo informale passa dalle reazioni dirette delle persone nelle interazioni quotidiane: uno sguardo di disapprovazione, un commento, l’esclusione da un gruppo. Il controllo formale passa invece da istituzioni ufficiali, come il sistema giudiziario, che riconoscono e sanzionano le violazioni delle norme con procedure codificate. Entrambi i livelli lavorano anche in direzione opposta alla sanzione: un plauso pubblico o un encomio premiano la conformità, proprio come un’ammenda scoraggia la devianza. Durkheim, la devianza come fatto strutturale e l’anomiaSecondo Durkheim la devianza non è un’anomalia da eliminare, ma una componente strutturale di ogni società che funziona. Nessuna collettività, per quanto ordinata, riesce ad azzerarla. La devianza mette alla prova le norme esistenti, e la sua punizione serve a ribadire e rafforzare le regole condivise dalla collettività. Durkheim lega la devianza al concetto di anomia, che nel suo uso originario indica uno stato di assenza di norme: una condizione in cui le regole morali condivise di una società si indeboliscono o vengono meno. Merton e la teoria della tensione (strain)Merton riprende il vocabolario di Durkheim ma gli dà un contenuto diverso: per lui l’anomia non è l’assenza di regole, ma la contraddizione tra obiettivi che la cultura continua a indicare come validi, il successo economico su tutti, e la scarsità reale di mezzi legittimi per raggiungerli, la stessa mobilità sociale che permette di migliorare la propria posizione. Secondo OpenStax, è questa tensione a spingere alcune persone verso la devianza. Merton descrive cinque modi di reagire a questo divario. Chi si conforma accetta sia gli obiettivi sia i mezzi legittimi riconosciuti dalla società. Chi innova condivide gli obiettivi ma li persegue con mezzi non approvati o illegali. Chi sceglie il ritualismo rinuncia agli obiettivi di maggior valore sociale ma continua comunque a seguire le regole e le routine approvate. Chi si ritira rifiuta sia gli obiettivi sia i mezzi legittimi, uscendo di fatto dal gioco sociale. Chi si ribella rifiuta fini e mezzi esistenti, e a differenza di chi si ritira li sostituisce con fini e mezzi nuovi, alternativi a quelli dominanti.
L’etichettamento, Lemert e Howard BeckerLemert distingue due tipi di devianza in base al loro effetto sull’identità della persona. La devianza primaria è una violazione di norme che resta un episodio isolato, non etichettato pubblicamente: non cambia il modo in cui la persona vede sé stessa né le sue relazioni. La devianza secondaria scatta quando l’etichetta pubblica di “deviante” cambia davvero l’immagine che la persona ha di sé, spingendola a comportarsi in modo coerente con l’etichetta ricevuta. Howard Becker porta questa idea a una conclusione radicale nel suo libro Outsiders (1963): la devianza nasce da un processo sociale a due passaggi, in cui un gruppo fissa le regole e poi le applica a chi decide di guardare con sospetto. Per Becker, ciò che rende deviante una persona è soprattutto il fatto che l’etichetta le sia stata attribuita con successo dagli altri: un meccanismo che si avvicina a quello degli stereotipi e pregiudizi, dove è lo sguardo del gruppo a fissare un’identità su una persona. La devianza secondaria nasce come conseguenza della reazione altrui all’atto deviante, ed è quella con effetti rilevanti sulla vita della persona: quando qualcuno inizia a usare il comportamento deviante, o un ruolo costruito su di esso, come modo per difendersi o adattarsi ai problemi causati da quella reazione, l’etichetta smette di essere una descrizione e diventa parte dello status e del ruolo sociale che la persona occupa.
Il controllo sociale, formale e informaleIl controllo sociale regola insieme la devianza e la conformità, e le norme che applica non nascono dal nulla: si imparano nel corso della socializzazione, il processo con cui una persona assorbe le regole del proprio gruppo fin dall’infanzia. Chi ha interiorizzato una norma la rispetta anche senza controllo esterno; chi non l’ha interiorizzata resta esposto alle sanzioni, formali o informali, che la società riserva a chi la infrange. Durkheim e Merton spiegano le condizioni sociali che spingono una persona a violare una norma. Lemert e Becker descrivono invece la fase successiva, quella in cui la violazione diventa pubblica e un’etichetta resta attaccata a chi l’ha commessa. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e risposteQual è la differenza tra devianza e crimine?Il crimine è la violazione di una legge e porta sanzioni formali; la devianza è un concetto più ampio, che include anche la violazione di norme sociali non scritte nella legge. Cos'è l'anomia secondo Durkheim?Per Durkheim l'anomia descrive un indebolimento delle regole morali comuni: quando i punti di riferimento condivisi da un gruppo perdono forza, la società entra in uno stato che lui chiama assenza di norme. Cosa dice la teoria della tensione (strain) di Merton?Merton usa lo stesso termine di Durkheim, anomia, ma con un significato diverso: la tensione tra obiettivi culturalmente approvati, come il successo economico, e la possibilità reale di ottenerli con mezzi legittimi. Da questa tensione nascono cinque risposte possibili: conformità, innovazione, ritualismo, rinuncia e ribellione. Cos'è la devianza secondaria secondo Lemert?È la devianza che segue alla reazione sociale: quando l'etichetta attribuita pubblicamente finisce per orientare le scelte della persona che la riceve. Chi è Howard Becker e cos'è la teoria dell'etichettamento?Howard Becker è il sociologo che, nel libro Outsiders (1963), spiega la devianza come un fatto sociale a due passaggi: prima un gruppo fissa delle regole, poi le applica a persone specifiche. È il nucleo della teoria dell'etichettamento (labeling), vicina alla distinzione di Lemert tra devianza primaria e secondaria. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













