Salta al contenuto
recaplica

    Un attimo: controllo di sicurezza

    Cloudflare vuole assicurarsi che tu non sia un robot. Spunta la casella qui sotto e la ricerca riparte da sola.

    EN
    recaplica Devianza: che cos'è e come la spiega la sociologia
    © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati
    Home › Educazione civica

    Devianza: che cos'è e come la spiega la sociologia

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 6 ottobre 2026

    Cosa stampare

    Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina.

    Slide

    Scegli il taglio

    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Tutte e due hanno le note del relatore.

    Canale Telegram
    recaplica Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.
    In 30 secondi Punti chiave Approfondimento Presentazione Falsi miti Mappa concettuale Quiz Flashcards FAQ

    In 30 secondi lettura lampo

    La sociologia chiama devianza ogni comportamento che infrange le regole condivise da un gruppo, non per forza un reato: un comportamento può essere deviante senza essere illegale, o legale senza essere accettato. Il crimine è solo la forma più grave di devianza, quella che la società sanziona con la legge. Diverse teorie spiegano perché nasce: Durkheim la considera una componente strutturale di ogni società, Merton la lega alla tensione tra obiettivi culturali e mezzi per raggiungerli, Lemert e Becker mostrano come l'etichetta pubblica possa trasformare un atto isolato in un'identità deviante. Il controllo sociale, formale e informale, è lo strumento con cui le società regolano questo confine.

    Punti Chiave

    • In sociologia la devianza infrange le regole di un gruppo, scritte o no: dagli usi quotidiani alle leggi.
    • Il crimine è il tipo di devianza più grave, perché prevede sanzioni formali.
    • Per Durkheim la devianza è strutturale: la sua punizione rafforza le norme condivise dalla collettività.
    • Per Merton nasce dalla tensione tra obiettivi culturalmente approvati e mezzi reali per raggiungerli, con cinque possibili risposte.
    • Per Lemert e Becker l'etichetta pubblica può trasformare un atto isolato (devianza primaria) in un'identità stabile (devianza secondaria).
    • Il controllo sociale, informale nelle relazioni quotidiane e formale nelle istituzioni, regola insieme devianza e conformità.

    L'Approfondimento

    Che cos’è la devianza

    Per la sociologia, la devianza è la violazione di norme sociali condivise: usi, costumi o leggi che una comunità riconosce come vincolanti.

    OpenStax la descrive come un concetto più ampio del crimine, perché include comportamenti che infrangono un’aspettativa sociale anche quando non toccano la legge. Arrivare sistematicamente in ritardo a un appuntamento, vestirsi in modo giudicato eccentrico per il contesto, rompere un’abitudine alimentare condivisa dal gruppo: sono tutti atti devianti che restano, nella maggior parte dei casi, perfettamente legali.

    Devianza, crimine e controllo sociale

    Tra i comportamenti devianti, la società considera il crimine il più grave, perché porta sanzioni formali: multe, processi, detenzione. La distinzione tra devianza e illegalità passa dalla norma giuridica, la regola scritta e sanzionata dallo stato; le altre norme sociali, quelle che regolano le buone maniere o i costumi di un gruppo, non hanno questo sostegno ma pesano comunque sul giudizio sociale di chi le infrange.

    Il controllo sociale è l’insieme dei meccanismi con cui una società fa rispettare le norme condivise. Agisce in due modi. Il controllo informale passa dalle reazioni dirette delle persone nelle interazioni quotidiane: uno sguardo di disapprovazione, un commento, l’esclusione da un gruppo. Il controllo formale passa invece da istituzioni ufficiali, come il sistema giudiziario, che riconoscono e sanzionano le violazioni delle norme con procedure codificate. Entrambi i livelli lavorano anche in direzione opposta alla sanzione: un plauso pubblico o un encomio premiano la conformità, proprio come un’ammenda scoraggia la devianza.

    Durkheim, la devianza come fatto strutturale e l’anomia

    Secondo Durkheim la devianza non è un’anomalia da eliminare, ma una componente strutturale di ogni società che funziona.

    Nessuna collettività, per quanto ordinata, riesce ad azzerarla.

    La devianza mette alla prova le norme esistenti, e la sua punizione serve a ribadire e rafforzare le regole condivise dalla collettività.

    Durkheim lega la devianza al concetto di anomia, che nel suo uso originario indica uno stato di assenza di norme: una condizione in cui le regole morali condivise di una società si indeboliscono o vengono meno.

    Merton e la teoria della tensione (strain)

    Merton riprende il vocabolario di Durkheim ma gli dà un contenuto diverso: per lui l’anomia non è l’assenza di regole, ma la contraddizione tra obiettivi che la cultura continua a indicare come validi, il successo economico su tutti, e la scarsità reale di mezzi legittimi per raggiungerli, la stessa mobilità sociale che permette di migliorare la propria posizione. Secondo OpenStax, è questa tensione a spingere alcune persone verso la devianza.

    Merton descrive cinque modi di reagire a questo divario. Chi si conforma accetta sia gli obiettivi sia i mezzi legittimi riconosciuti dalla società. Chi innova condivide gli obiettivi ma li persegue con mezzi non approvati o illegali. Chi sceglie il ritualismo rinuncia agli obiettivi di maggior valore sociale ma continua comunque a seguire le regole e le routine approvate. Chi si ritira rifiuta sia gli obiettivi sia i mezzi legittimi, uscendo di fatto dal gioco sociale. Chi si ribella rifiuta fini e mezzi esistenti, e a differenza di chi si ritira li sostituisce con fini e mezzi nuovi, alternativi a quelli dominanti.

    Esempio pratico: immagina due persone cresciute nello stesso quartiere, entrambe convinte che il successo economico sia un obiettivo legittimo da perseguire. Una trova un lavoro che paga poco ma stabile e riduce le proprie ambizioni: è un caso di ritualismo. L’altra, senza accesso a un percorso di studi che apra porte migliori, inizia a vendere merce rubata per raggiungere lo stesso obiettivo: è un caso di innovazione, nel linguaggio di Merton.

    L’etichettamento, Lemert e Howard Becker

    Lemert distingue due tipi di devianza in base al loro effetto sull’identità della persona. La devianza primaria è una violazione di norme che resta un episodio isolato, non etichettato pubblicamente: non cambia il modo in cui la persona vede sé stessa né le sue relazioni. La devianza secondaria scatta quando l’etichetta pubblica di “deviante” cambia davvero l’immagine che la persona ha di sé, spingendola a comportarsi in modo coerente con l’etichetta ricevuta.

    Howard Becker porta questa idea a una conclusione radicale nel suo libro Outsiders (1963): la devianza nasce da un processo sociale a due passaggi, in cui un gruppo fissa le regole e poi le applica a chi decide di guardare con sospetto. Per Becker, ciò che rende deviante una persona è soprattutto il fatto che l’etichetta le sia stata attribuita con successo dagli altri: un meccanismo che si avvicina a quello degli stereotipi e pregiudizi, dove è lo sguardo del gruppo a fissare un’identità su una persona.

    La devianza secondaria nasce come conseguenza della reazione altrui all’atto deviante, ed è quella con effetti rilevanti sulla vita della persona: quando qualcuno inizia a usare il comportamento deviante, o un ruolo costruito su di esso, come modo per difendersi o adattarsi ai problemi causati da quella reazione, l’etichetta smette di essere una descrizione e diventa parte dello status e del ruolo sociale che la persona occupa.

    Esempio pratico: uno studente marina la scuola una volta sola: per Lemert resta un episodio di devianza primaria, senza conseguenze sulla sua identità. Se però insegnanti e compagni iniziano a trattarlo come “il ribelle della classe”, e lui comincia davvero a comportarsi da ribelle per essere coerente con quell’etichetta, siamo nella devianza secondaria descritta da Lemert e ripresa da Becker.

    Il controllo sociale, formale e informale

    Il controllo sociale regola insieme la devianza e la conformità, e le norme che applica non nascono dal nulla: si imparano nel corso della socializzazione, il processo con cui una persona assorbe le regole del proprio gruppo fin dall’infanzia. Chi ha interiorizzato una norma la rispetta anche senza controllo esterno; chi non l’ha interiorizzata resta esposto alle sanzioni, formali o informali, che la società riserva a chi la infrange.

    Durkheim e Merton spiegano le condizioni sociali che spingono una persona a violare una norma. Lemert e Becker descrivono invece la fase successiva, quella in cui la violazione diventa pubblica e un’etichetta resta attaccata a chi l’ha commessa.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Devianza: DevianzaSlide 2 della presentazione su Devianza: Perché qualcuno rompe le regole di un gruppo?Slide 3 della presentazione su Devianza: Dalla definizione alle teorieSlide 4 della presentazione su Devianza: Capitolo 01: Cos'è la devianzaSlide 5 della presentazione su Devianza: Dove la legge entra in giocoSlide 6 della presentazione su Devianza: Capitolo 02: Durkheim e l'anomiaSlide 7 della presentazione su Devianza: Nessuna società azzera la devianzaSlide 8 della presentazione su Devianza: Capitolo 03: Merton e la tensioneSlide 9 della presentazione su Devianza: Conformità · Innovazione · RibellioneSlide 10 della presentazione su Devianza: Capitolo 04: L'etichettamentoSlide 11 della presentazione su Devianza: Da un atto isolato a un'identitàSlide 12 della presentazione su Devianza: Chi ha formulato la teoria dell'etichettamento: Edwin Lemert, Howard Becker, Il gruppoSlide 13 della presentazione su Devianza: Come si fa rispettare una normaSlide 14 della presentazione su Devianza: Chi accetta gli obiettivi sociali ma usa mezzi non legittimi, come si chiama nella teoria di Merton?Slide 15 della presentazione su Devianza: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito La devianza è sempre un crimine.

      ✓ Realtà La sociologia la definisce come violazione di norme sociali condivise: leggi, ma anche usi e costumi. Un atto può essere giudicato scorretto dal gruppo e restare perfettamente legale, perché crimine e devianza sono due categorie che si sovrappongono solo in parte.

    • ✗ Mito Chi diventa deviante ha qualcosa che non va nella personalità.

      ✓ Realtà Per Lemert e Becker la devianza nasce spesso da un processo sociale: è l'etichetta pubblica attribuita a un atto, più che una caratteristica stabile della persona, a produrre comportamenti coerenti con quell'etichetta nella devianza secondaria.

    • ✗ Mito L'anomia è solo un sinonimo di mancanza di regole.

      ✓ Realtà È così per Durkheim, ma Merton usa la stessa parola con un significato diverso: per lui l'anomia è la tensione tra obiettivi culturali ancora validi e la scarsità di mezzi legittimi per raggiungerli, un'idea lontana dalla semplice assenza di norme.

    Mappa concettuale

    Trascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.

    Personalizza
    Mappa concettuale: Devianza: che cos'è e come la spiega la sociologia
    • Devianza
      • Definizione Violazione di norme sociali condivise
        • Oltre il crimine Include anche norme non scritte nella legge
        • Crimine La forma più grave, sanzionata dalla legge
      • Durkheim, anomia Devianza come fatto strutturale
        • Funzione della devianza La punizione rafforza le norme condivise
        • Anomia, assenza di norme Le regole morali comuni si indeboliscono
      • Merton, strain Tensione tra fini e mezzi
        • Conformità
        • Innovazione
        • Ritualismo e rinuncia
      • Lemert e Becker Il ruolo della reazione sociale
        • Devianza primaria
        • Devianza secondaria
        • Outsiders, Becker 1963
      • Controllo sociale
        • Controllo informale Reazioni nelle relazioni quotidiane
        • Controllo formale Istituzioni e sanzioni ufficiali

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Secondo la sociologia, cos'è la devianza?

    La devianza è un concetto più ampio del crimine: include anche comportamenti che violano usi e costumi senza violare la legge.

    2 Qual è, per Durkheim, la funzione della devianza in una società?

    Per Durkheim la devianza è una componente strutturale di ogni società: la sua punizione ribadisce e rafforza le norme condivise dalla collettività.

    3 Nella teoria di Merton, come si chiama la risposta di chi condivide gli obiettivi sociali ma li persegue con mezzi illegittimi?

    Merton chiama innovazione la risposta di chi accetta gli obiettivi culturali, come il successo economico, ma usa mezzi non approvati per raggiungerli.

    4 Secondo Lemert, cosa distingue la devianza secondaria da quella primaria?

    La devianza primaria resta un episodio isolato che nessuno etichetta pubblicamente; quella secondaria arriva quando l'etichetta diventa pubblica e finisce per orientare comportamento e identità della persona.

    5 Vero o falso: secondo Howard Becker, in Outsiders (1963), la devianza è una qualità intrinseca di un atto.

    Becker sostiene l'opposto: la devianza dipende dal modo in cui gli altri reagiscono e decidono di trattare l'atto come deviante, più che da una proprietà fissa dell'atto stesso.

    Risposte: 1-B · 2-B · 3-C · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    La sociologia chiama devianza ogni comportamento che infrange le regole condivise da un gruppo, non per forza un reato: un comportamento può essere deviante senza essere illegale, o legale senza essere accettato. Il crimine è solo la forma più grave di devianza, quella che la società sanziona con la legge. Diverse teorie spiegano perché nasce: Durkheim la considera una componente strutturale di ogni società, Merton la lega alla tensione tra obiettivi culturali e mezzi per raggiungerli, Lemert e Becker mostrano come l'etichetta pubblica possa trasformare un atto isolato in un'identità deviante. Il controllo sociale, formale e informale, è lo strumento con cui le società regolano questo confine.

    Domande e risposte

    Qual è la differenza tra devianza e crimine?

    Il crimine è la violazione di una legge e porta sanzioni formali; la devianza è un concetto più ampio, che include anche la violazione di norme sociali non scritte nella legge.

    Cos'è l'anomia secondo Durkheim?

    Per Durkheim l'anomia descrive un indebolimento delle regole morali comuni: quando i punti di riferimento condivisi da un gruppo perdono forza, la società entra in uno stato che lui chiama assenza di norme.

    Cosa dice la teoria della tensione (strain) di Merton?

    Merton usa lo stesso termine di Durkheim, anomia, ma con un significato diverso: la tensione tra obiettivi culturalmente approvati, come il successo economico, e la possibilità reale di ottenerli con mezzi legittimi. Da questa tensione nascono cinque risposte possibili: conformità, innovazione, ritualismo, rinuncia e ribellione.

    Cos'è la devianza secondaria secondo Lemert?

    È la devianza che segue alla reazione sociale: quando l'etichetta attribuita pubblicamente finisce per orientare le scelte della persona che la riceve.

    Chi è Howard Becker e cos'è la teoria dell'etichettamento?

    Howard Becker è il sociologo che, nel libro Outsiders (1963), spiega la devianza come un fatto sociale a due passaggi: prima un gruppo fissa delle regole, poi le applica a persone specifiche. È il nucleo della teoria dell'etichettamento (labeling), vicina alla distinzione di Lemert tra devianza primaria e secondaria.

    Fonti consultate

    • OpenStax, Introduction to Sociology 3e — 7.1 Deviance and Control
    • OpenStax, Introduction to Sociology 3e — 7.2 Theoretical Perspectives on Deviance and Crime
    • Simply Psychology, Merton's Strain Theory of Deviance in Sociology
    • Revise Sociology, Labelling Theory of Crime and Deviance

    Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.

    Ogni sera, i nuovi Recap del giorno sul canale Telegram. Iscriviti al canale →

    Continua a imparare

    • Educazione civica Pi Greco Day, cos'è e perché si festeggia il 14 marzo Il Pi Greco Day è la ricorrenza che cade ogni 14 marzo, scelto perché nel formato data usato negli Stati Uniti quella giornata si scrive 3/14, come le prime cifre di pi greco. L'ha inventata nel 1988 Larry Shaw, un fisico dell'Exploratorium di San Francisco, durante un ritiro con i colleghi del museo. Dalla festa tra pochi dipendenti è nata una celebrazione pubblica con parate, torte e un riconoscimento del Congresso degli Stati Uniti nel 2009. Oggi si festeggia soprattutto nelle scuole e nei musei scientifici, con gare di memoria sulle cifre e sconti nei locali di pizza e dolci. Leggi il Recap →
    • Educazione civica La secolarizzazione: cos'è e come si manifesta La secolarizzazione è il processo per cui istituzioni, pratiche e credenze religiose perdono rilevanza sociale, mentre una società si orienta di più su ragione e scienza, secondo EBSCO Research Starters. Il fenomeno prende forme diverse: si vede nelle istituzioni, nella cultura condivisa di un paese e nelle scelte religiose di ogni persona. Max Weber l'ha letta come un disincanto del mondo, la razionalizzazione moderna che toglie a religione e metafisica il posto di conoscenza legittima; Émile Durkheim l'ha collegata, nel 1912, alla distinzione tra sacro e profano. Secondo Pew Research Center, nel 2024 il fenomeno cambia moltissimo da un paese all'altro: in India, Israele, Nigeria e Thailandia il 95% o più degli adulti resta nella religione in cui è cresciuto, mentre in Corea del Sud la metà se ne è allontanata. Leggi il Recap →
    • Educazione civica Società di massa: cos'è La società di massa è un tipo di società in cui le masse pesano davvero sulla vita politica e sociale, ma a un prezzo: più omologazione, meno autonomia individuale, maggiore esposizione alla manipolazione. Treccani la colloca tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, quando crescita demografica, urbanizzazione, scolarizzazione, allargamento del voto e organizzazione industriale si intrecciano. I mezzi di comunicazione di massa, radio e cinema prima, poi satelliti e internet, la rendono possibile su scala mai vista. Scuola di Francoforte e Ortega y Gasset ne hanno fatto oggetto di critica, con due angoli diversi: l'industria culturale che standardizza, l'uomo-massa che si confonde nella media. Leggi il Recap →

    recaplica

    Chiaro in 30 secondi, tuo in 10 minuti.

    I Recap Mappe concettuali Chiedi un Recap Canale Telegram Crea una mappa concettuale Il metodo Chi siamo Privacy e cookie Note legali e condizioni d'uso

    © 2026 Recaplica · Un progetto di Curi S.r.l. — P. IVA 05472000750

    Statistiche, solo se vuoi

    Per capire quali Recap aiutano di più useremmo Google Analytics, con dati aggregati e anonimi. Parte solo col tuo ok, e puoi cambiare idea quando vuoi. Informativa privacy