|
recaplica
Sviluppo sostenibile: la definizione e cosa significa davvero | ||||||||
| © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati | ||||||||
Sviluppo sostenibile: la definizione e cosa significa davveroCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri: così lo definiscono le Nazioni Unite. La formula arriva dal rapporto «Our Common Future», pubblicato nel 1987 dalla Commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo, chiamata anche Commissione Brundtland. Treccani individua tre fattori interdipendenti dietro quell'espressione. Le Nazioni Unite parlano di un approccio integrato, dove le questioni ambientali camminano accanto allo sviluppo economico. Punti Chiave
I numeri chiave
L'Approfondimento«Sostenibile» finisce su etichette e slogan pubblicitari. L’espressione ha però una definizione scritta, datata 1987, e quella definizione parla anche di economia e di povertà. La frase del 1987Nel 1983 viene istituita la Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo (WCED), chiamata anche Commissione Brundtland. Quattro anni più tardi la commissione pubblica il rapporto «Our Common Future», e lì compare la formula che da allora viene citata: lo sviluppo deve rispondere ai bisogni del presente senza togliere alle generazioni future la capacità di rispondere ai propri. Le Nazioni Unite la riportano nelle loro pagine divulgative e Treccani la riprende nella voce enciclopedica dedicata. Il Rapporto Brundtland chiedeva una strategia capace di unire sviluppo e ambiente, e per descriverla usava proprio il termine che si è poi diffuso. Dentro la definizione ci sono i bisogniLa parola decisiva è «bisogni»: il Rapporto Brundtland la mette al centro e assegna priorità assoluta ai bisogni essenziali dei più poveri del mondo, come riporta la voce Environmental Ethics della Stanford Encyclopedia of Philosophy. Nella stessa definizione c’è un secondo pezzo: quanto l’ambiente riesce a dare ora e in futuro non è una quantità fissa, perché dipende dallo stato della tecnologia e da come è organizzata la società. Chi vuole vedere come si misurano quei bisogni trova i criteri nel Recap sui paesi più poveri del mondo e la distinzione fra povertà, disuguaglianza e sottosviluppo. I tre fattori che Treccani tiene insiemeTreccani individua tre fattori interdipendenti: tutela dell’ambiente, crescita economica e sviluppo sociale. La voce li dà per confermati dalla Conferenza di Johannesburg del 2002. Interdipendenti vuol dire che i tre si reggono insieme.
Gli stessi tre fattori, applicati a un settore specifico, prendono nomi propri: nei campi si chiama agricoltura sostenibile, e si misura su fronti concreti come il suolo, l’acqua e la biodiversità. Nel settore dell’energia il criterio prende la forma della sostenibilità energetica, misurata su quanto l’elettricità e il calore arrivano da fonti rinnovabili. Ambiente ed economia nascono insiemeLe Nazioni Unite scrivono che lo sviluppo sostenibile richiede un approccio integrato, capace di tenere insieme le preoccupazioni ambientali e lo sviluppo economico. L’intreccio c’era già nel 1987: secondo il Rapporto Brundtland i problemi ambientali globali più critici derivavano soprattutto dalla povertà del Sud del mondo e dai modelli di consumo e produzione non sostenibili del Nord. La Stanford Encyclopedia of Philosophy legge nel rapporto lo stesso collegamento fra il problema ambientale e quello dello sviluppo, dentro la disuguaglianza che separa il mondo industrializzato dal resto del pianeta. Il quadro in cui quel divario si è formato è il tema del Recap sulla globalizzazione. Quell’approccio integrato è diventato impegno politico nel 2015, quando l’ONU ha adottato l’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Il criterio del 1987 tocca anche le politiche sociali, raccontate nel Recap sul welfare state, e le conseguenze umane del clima dietro le migrazioni climatiche. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCosa significa davvero sviluppo sostenibile?Significa sviluppo che risponde ai bisogni della generazione presente lasciando intatta la possibilità delle generazioni future di rispondere ai propri. La definizione viene dal rapporto «Our Common Future» del 1987 e le Nazioni Unite la usano in questa forma, precisando che richiede un approccio integrato fra preoccupazioni ambientali e sviluppo economico. Chi ha formulato la definizione di sviluppo sostenibile?La WCED, cioè la Commissione mondiale per l'ambiente e lo sviluppo, nata nel 1983 e nota come Commissione Brundtland. La frase compare nel suo rapporto «Our Common Future» del 1987, che invitava a riunire in una sola strategia l'ambiente e lo sviluppo. Quali sono i tre pilastri dello sviluppo sostenibile?La voce Treccani elenca tre fattori interdipendenti, la tutela dell'ambiente, insieme alla crescita economica e allo sviluppo sociale, e li dà per confermati dalla Conferenza di Johannesburg del 2002. Sviluppo sostenibile e sostenibilità ambientale sono la stessa cosa?Per le Nazioni Unite il criterio richiede un approccio integrato, quindi la dimensione ambientale viaggia insieme allo sviluppo economico ed è una parte del quadro. Treccani mette accanto all'ambiente la crescita dell'economia e il progresso della società. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













