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Crisi finanziaria del 2008: come nacque e si propagò nel mondo | ||||||
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Crisi finanziaria del 2008: come nacque e si propagò nel mondoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa crisi finanziaria del 2008 nacque negli Stati Uniti dal mercato dei mutui subprime, quando l'espansione del credito ipotecario a debitori più rischiosi e la pratica di impacchettare quei mutui in titoli da rivendere agli investitori si scontrarono con il rallentamento dei prezzi delle case, secondo la Federal Reserve. Nella primavera del 2008 la banca d'investimento Bear Stearns fu salvata con l'intervento della Federal Reserve, ma a settembre dello stesso anno Lehman Brothers dichiarò bancarotta e la compagnia assicurativa AIG dovette essere sostenuta dallo Stato. Il governo statunitense rispose con il TARP, un programma che il Congresso autorizzò fino a 700 miliardi di dollari, e con nuove regole di vigilanza bancaria nel 2010. Negli Stati Uniti il PIL scese del 4,3% e il tasso di disoccupazione arrivò a circa il 10%, mentre in Europa lo shock si trasformò, negli anni successivi, in una crisi dei bilanci pubblici che la Banca Centrale Europea dovette affrontare con acquisti di titoli di stato. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoCome si formò la bolla dei mutui subprimePrima della crisi, il credito ipotecario statunitense si allargò anche ai mutuatari subprime, cioè a debitori che in precedenza avrebbero avuto difficoltà a ottenere un mutuo, spiega la Federal Reserve in un saggio dedicato alla crisi dei mutui subprime. I prestatori non tenevano quei mutui nel proprio bilancio: li impacchettavano insieme ad altri in titoli, rivenduti poi agli investitori. È la pratica nota come cartolarizzazione, e gran parte del finanziamento dei mutui subprime passava proprio per titoli cartolarizzati privati, non emessi da agenzie pubbliche.
La maggiore domanda di mutui spinse al rialzo i prezzi delle case, in modo più marcato dove l’offerta abitativa era scarsa. Il meccanismo si inceppò quando quella crescita rallentò: nell’aprile 2007 New Century Financial Corp, tra i maggiori prestatori subprime statunitensi, dichiarò bancarotta. Nel corso dello stesso anno molti titoli cartolarizzati e i derivati costruiti su di essi furono declassati ad alto rischio, e diversi prestatori subprime chiusero i battenti. Marzo 2008: il salvataggio di Bear StearnsIl primo grande scossone bancario arrivò circa un anno dopo. Il 13 marzo 2008 la banca d’investimento Bear Stearns avvisò la Federal Reserve che avrebbe potuto restare senza liquidità sufficiente già il giorno successivo. La Federal Reserve, che agisce come banca centrale degli Stati Uniti, autorizzò il 14 marzo un prestito d’emergenza di 12,9 miliardi di dollari, garantito da attivi valutati 13,8 miliardi, erogato tramite JPMorgan Chase. Il 16 marzo Bear Stearns accettò di fondersi con JPMorgan Chase. Per completare l’operazione, la Federal Reserve di New York erogò circa 29 miliardi di dollari a una società veicolo, Maiden Lane LLC, che rilevò circa 30 miliardi di attivi problematici della banca. Settembre 2008: Lehman Brothers e il salvataggio di AIGSei mesi dopo Bear Stearns, la crisi entrò nella sua fase più acuta. Lehman Brothers dichiarò formalmente bancarotta il 15 settembre 2008; alla vigilia del fallimento la banca aveva ancora 18,5 miliardi di dollari di prestiti in essere verso la Federal Reserve. Il giorno successivo, il 16 settembre, la Federal Reserve di New York concesse credito alla compagnia assicurativa AIG, che a metà 2008 dichiarava circa 1.000 miliardi di dollari di attivi; come contropartita del salvataggio, il Tesoro USA ottenne una quota azionaria del 79,9% in AIG. Dopo il fallimento di Lehman, la Federal Reserve erogò 28 miliardi di dollari attraverso la sua linea di credito per i primary dealer, per contenere il contagio sul resto del sistema. Nelle settimane seguenti anche Citigroup e Bank of America chiesero sostegno a Federal Reserve, Tesoro USA e FDIC. La risposta pubblica: TARP e Dodd-FrankPer stabilizzare il sistema, il Tesoro USA varò il Troubled Asset Relief Program, il TARP: il Congresso ne autorizzò fino a 700 miliardi di dollari, ma il Tesoro ne impiegò una quota molto inferiore. Il costo effettivo complessivo del programma, a conti chiusi, fu di circa 31,1 miliardi di dollari, dovuto in gran parte ai programmi contro i pignoramenti immobiliari. Al 30 settembre 2023 il Tesoro aveva erogato in tutto 443,5 miliardi di dollari tramite i programmi TARP e ne aveva recuperati 425,5 miliardi, arrivando a 443,1 miliardi includendo 17,5 miliardi di proventi aggiuntivi dalle azioni AIG: a quella data tutti i programmi di investimento del TARP risultavano chiusi.
Nel 2010 il Congresso approvò anche il Dodd-Frank Act, che introdusse nuove regole per la vigilanza sui grandi istituti finanziari. Gli effetti sull’economia reale, tra PIL e lavoroLa crisi finanziaria si tradusse in una recessione profonda dell’economia reale. Dal picco al minimo, il PIL statunitense scese del 4,3%, rendendo quella del 2007-2009 la recessione più profonda dagli anni della Seconda guerra mondiale. Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti più che raddoppiò nello stesso periodo, passando da meno del 5% a circa il 10%: un effetto diretto sul mercato del lavoro americano. La recessione durò 18 mesi, la più lunga tra le recessioni statunitensi del dopoguerra. La propagazione in Europa: dal credito al debito pubblicoL’economia mondiale del 2008 era già attraversata da flussi di capitale e credito che superavano i confini nazionali, una delle facce della globalizzazione: fu anche per questo che lo shock partito dai mutui americani si fece sentire in Europa, sia pure con un ritardo di qualche anno. Il saldo di bilancio aggregato dell’area euro passò da una condizione vicina al pareggio nel 2000 a un disavanzo di circa il 6% del PIL nel 2010, secondo la Banca Centrale Europea; è la stessa dinamica che, spinta oltre una certa soglia, alimenta il debito pubblico di un paese. Dalla metà del 2010 si consolidò un circolo vizioso tra banche e debito pubblico: le banche detenevano titoli di stato che si deprezzavano, e questo indeboliva a sua volta i loro bilanci. La BCE intervenne su più fronti. Tra luglio 2009 e luglio 2010 l’Eurosistema acquistò 60 miliardi di euro di obbligazioni garantite; nel maggio 2010, di fronte al malfunzionamento crescente dei mercati dei titoli di stato dell’area euro, avviò il Securities Markets Programme per acquistare direttamente quei titoli. Il 6 ottobre 2011 il Consiglio direttivo della BCE decise un secondo programma di acquisto di obbligazioni garantite, da 40 miliardi di euro, da realizzare a partire da novembre 2011. Sul piano delle regole, il quadro di governance economica dell’Unione Europea non era riuscito a prevenire né a correggere le politiche nazionali insostenibili che avevano alimentato gli squilibri sfociati nella crisi del debito sovrano, ha riconosciuto Vítor Constâncio, allora vicepresidente della BCE. Il 28 settembre 2011 il Parlamento europeo approvò una nuova normativa, nota come “six-pack”: quattro proposte per rafforzare il Patto di stabilità e crescita e la sorveglianza di bilancio, più altre due per monitorare e controllare gli squilibri macroeconomici tra i paesi dell’Unione. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChe cos'è la crisi del 2008?È la crisi finanziaria che colpì gli Stati Uniti a partire dal mercato dei mutui subprime e che, tra il 2007 e il 2009, secondo la Federal Reserve produsse la recessione più profonda dal dopoguerra, con un calo del PIL del 4,3% e un tasso di disoccupazione salito a circa il 10%. Perché entrarono in crisi tanti mutui subprime?Perché i prestatori avevano esteso il credito anche a debitori più rischiosi e finanziavano nuovi mutui impacchettandoli in titoli rivenduti agli investitori, secondo la Federal Reserve. Quando i prezzi delle case smisero di salire, i primi prestatori subprime, come New Century Financial Corp nell'aprile 2007, cominciarono a fallire. Quando fallì Lehman Brothers e cosa successe subito dopo?Lehman Brothers dichiarò bancarotta il 15 settembre 2008. Il giorno successivo la Federal Reserve di New York intervenne a sostegno di AIG, che a metà 2008 dichiarava circa 1.000 miliardi di dollari di attivi; nelle settimane seguenti anche Citigroup e Bank of America chiesero sostegno pubblico. Cosa fu il TARP e quanto costò davvero?Il TARP (Troubled Asset Relief Program) fu il programma federale statunitense varato per stabilizzare il sistema finanziario. Il Congresso autorizzò fino a 700 miliardi di dollari, ma secondo il Tesoro USA il costo effettivo, a conti chiusi, fu di circa 31,1 miliardi di dollari, in gran parte legato ai programmi contro i pignoramenti immobiliari. Come si propagò la crisi all'Europa?La Banca Centrale Europea colloca nel 2010 il momento in cui i conti pubblici dell'area euro, quasi in pareggio dieci anni prima, arrivarono a un disavanzo di circa il 6% del PIL; da quello stesso anno si formò un circolo vizioso tra banche, che avevano in bilancio titoli di stato in calo di valore, e debito pubblico, e la BCE rispose con acquisti di obbligazioni. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












