|
recaplica
Agenda 2030: cos'è e quali sono i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| © 2026 Recaplica · recaplica.com — Tutti i diritti riservati | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Agenda 2030: cos'è e quali sono i 17 Obiettivi di Sviluppo SostenibileCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLe Nazioni Unite hanno adottato formalmente l'Agenda 2030 il 25 settembre 2015, con la firma di 193 Paesi, tra cui l'Italia. Il programma raccoglie 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, dalla lotta alla povertà alla tutela del clima, scomposti in 169 Target e seguiti da oltre 240 indicatori. Si tratta di una risoluzione dell'Assemblea Generale: un impegno politico assunto dai governi, con una scadenza fissata al 2030. I titoli italiani più diffusi, come "Sconfiggere la povertà" o "Vita sulla terra", li ha scelti l'ASviS, l'alleanza nata nel 2016 per seguirne l'attuazione in Italia. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoIl nome compare ovunque, dai documenti delle Nazioni Unite ai loghi colorati su prodotti e campagne, ma dietro “Agenda 2030” c’è un documento preciso: il programma che l’Assemblea Generale dell’ONU ha messo per iscritto il 25 settembre 2015, durante un vertice a New York per il settantesimo anniversario dell’Organizzazione. Lo hanno sottoscritto 193 Paesi membri, compresa l’Italia. La risoluzione che la contiene, la A/RES/70/1, la inquadra come programma per il genere umano, per il pianeta e per una prosperità condivisa, con l’ambizione dichiarata di rafforzare anche la pace universale. È lo strumento con cui l’ONU ha reso operativo il concetto di sviluppo sostenibile aggiungendogli una scadenza e un elenco di obiettivi numerati; la definizione generale resta nel Recap sul concetto. Non è un trattato internazionale: è una risoluzione, un atto politico dei governi membri. L’impalcatura è questa: 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, i Sustainable Development Goals, articolati in 169 Target più specifici. Li monitora, secondo l’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile nata il 3 febbraio 2016, con oltre 240 indicatori su cui ogni Paese viene valutato periodicamente in sede ONU. I titoli sintetici in italiano che circolano nelle scuole e nei media, come “Sconfiggere la povertà” o “Lotta contro il cambiamento climatico”, li diffonde in Italia l’ASviS. Il testo integrale di ciascun Goal resta in inglese sul sito ufficiale sdgs.un.org.
Dietro ai 17 titoli ci sono aree molto diverse tra loro. Il Goal 1 e il Goal 10 toccano la stessa questione da due lati: il primo chiede di sconfiggere la povertà in tutte le sue forme, il secondo di ridurre le disuguaglianze tra Paesi e al loro interno. Un dettaglio che spiega i Paesi più poveri del mondo: in quei contesti un reddito medio basso e una disuguaglianza interna marcata si intrecciano spesso nello stesso territorio, con conseguenze diverse sulla povertà assoluta e su quella relativa. Un Paese può avere un reddito medio alto e, allo stesso tempo, sacche di povertà profonde al suo interno, proprio perché il Goal 1 e il Goal 10 misurano cose diverse: il primo l’assenza di risorse minime, il secondo la distanza tra chi ha di più e chi ha di meno. Il Goal 13 chiede interventi urgenti contro il cambiamento climatico. Tra le conseguenze che l’Agenda 2030 non elenca una per una c’è lo spostamento forzato di persone che la crisi climatica rende sempre più frequente, tema delle migrazioni climatiche. Il Goal 16, infine, chiede società pacifiche, accesso alla giustizia e istituzioni efficaci: un terreno che si incrocia con la Dichiarazione universale dei diritti umani, il documento ONU del 1948 che ha posto le basi di molti dei diritti che il Goal 16 chiede di proteggere con istituzioni solide. L’anno di scadenza, il 2030, dà il nome al programma, fissato nel 2015 da 193 governi. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 6 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è l'Agenda 2030?È il programma delle Nazioni Unite, adottato il 25 settembre 2015 e sottoscritto da 193 Paesi, con 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro il 2030. Chi ha adottato l'Agenda 2030?L'Assemblea Generale dell'ONU, durante un vertice a New York nel settembre 2015, con la firma di 193 Stati membri, tra cui l'Italia. Cosa chiede l'Obiettivo 13 dell'Agenda 2030?Chiede di affrontare con urgenza il cambiamento climatico e i suoi effetti; l'ASviS lo sintetizza come "Lotta contro il cambiamento climatico". Quanti Paesi hanno firmato l'Agenda 2030?193 Paesi membri dell'ONU, secondo l'ASviS, compresa l'Italia. L'Agenda 2030 è un obbligo legale per gli Stati?No. È una risoluzione dell'Assemblea Generale, quindi un impegno politico assunto volontariamente dai governi. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












