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DBMS: cos'è, i tipi principali e alcuni esempi | ||||||||||||||||||
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DBMS: cos'è, i tipi principali e alcuni esempiCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoUn DBMS, sigla di database management system, è il software che permette di creare, interrogare e aggiornare i dati di un database, senza che chi lo usa debba sapere come sono salvati fisicamente. Rispetto a fogli di calcolo o archivi di file, centralizza i dati e li rende più coerenti, riducendo duplicazioni e problemi di sicurezza. Il tipo più diffuso è il modello relazionale, che organizza i dati in tabelle collegate da chiavi e si interroga con SQL. Esistono anche DBMS non relazionali, o NoSQL, pensati per dati più flessibili, e due modelli più antichi, quello gerarchico e quello a rete, oltre al modello orientato a oggetti. Punti Chiave
L'ApprofondimentoCos’è un DBMS, esattamenteSecondo IBM, un database è un deposito digitale che archivia, gestisce e protegge collezioni organizzate di dati. Il DBMS, sigla di database management system, è invece il software che permette ad amministratori, utenti e applicazioni di interfacciarsi con quei dati: formattare il database, gestire i metadati, interrogare i dataset, aggiungere, aggiornare o cancellare informazioni. Snowflake aggiunge un dettaglio utile: un DBMS dà a chi lo usa un modo più sistematico di creare, aggiornare e interrogare i database, mantenendo l’integrità dei dati lungo tutto il percorso. Perché un DBMS batte fogli di calcolo e file manualiSnowflake descrive così i metodi più vecchi: fogli di calcolo, documenti di testo o file stampati non erano solo lenti, ma portavano con sé dati ridondanti o isolati, di scarsa qualità e con una sicurezza debole. Un DBMS conserva i dati in modo centrale e sicuro, riducendo la ridondanza; la natura centralizzata del sistema rende più facile garantire sicurezza, integrità e coerenza tra utenti e applicazioni diverse.
IBM aggiunge che i database, gestiti da un DBMS, offrono vantaggi importanti rispetto a fogli di calcolo e altri processi di archiviazione manuale, notoriamente esposti a errori, ridondanza e imprecisione. Il DBMS permette inoltre a più utenti di accedere agli stessi dati in contemporanea, mantenendo comunque integrità e coerenza, secondo Snowflake. Il modello relazionale, il più diffusoIl modello relazionale è, secondo MongoDB, un sistema progettato negli anni ‘70: usa comunemente SQL per operazioni come creare, leggere, aggiornare e cancellare dati, e conserva le informazioni in tabelle distinte, unite tra loro da campi noti come chiavi esterne. Prima di costruire quelle tabelle, chi progetta il database disegna di solito un diagramma entità-relazione, che mappa entità, attributi e relazioni. Snowflake conferma che organizza i dati in tabelle di righe e colonne ed è il tipo di database più diffuso in uso. Esempi citati dalle fonti sono MySQL, Microsoft SQL Server, PostgreSQL e Oracle. Il mondo NoSQL: quattro famiglie diversePer IBM, “database non relazionale” è essenzialmente un termine ombrello per qualunque database che non conserva i dati in un formato rigido come una tabella; questi sistemi sono comunemente chiamati NoSQL. MongoDB distingue almeno quattro famiglie al loro interno. I database documentali conservano i dati in documenti JSON, BSON o XML, che possono essere annidati e indicizzati per velocizzare le interrogazioni; MongoDB stesso è un esempio citato da Snowflake. I database chiave-valore sono il tipo più semplice: ogni elemento è una coppia formata da un nome di attributo, la chiave, e un valore, come Redis e Riak KV. I database colonnari, a differenza di un DBMS relazionale che legge i dati riga per riga, sono organizzati come un insieme di colonne. I database a grafo si concentrano sulla relazione tra gli elementi, ciascuno contenuto come un nodo collegato agli altri da link o relazioni: Neo4j ne è un esempio.
Gerarchico e a rete: i due modelli più antichiIBM descrive i database gerarchici come strutture ad albero, con record genitore e record figlio: un modello sviluppato negli anni ‘60, secondo MongoDB, che lo paragona a un albero genealogico dove nessun figlio può avere più di un genitore. I database a rete si comportano in modo simile ai gerarchici, con una differenza precisa: ogni record figlio può collegarsi a più record genitori. Snowflake descrive questa struttura come simile a un file system tradizionale con cartelle e sottocartelle nel caso del gerarchico, e come un grafo che permette connessioni più complesse tra i dati nel caso del modello a rete. Un corso universitario di gestione dei database della UC Berkeley School of Information conferma questa tassonomia a quattro modelli, gerarchico, a rete, relazionale e orientato a oggetti, come base dell’insegnamento accademico sui DBMS: non è quindi una classificazione inventata dai produttori di software, ma quella che si studia nei corsi di informatica. Il modello orientato a oggettiI database orientati a oggetti conservano i dati come oggetti, nel senso della programmazione orientata agli oggetti, secondo IBM. MongoDB precisa che questi sistemi conservano e gestiscono oggetti sul disco di un server di database, e sono particolari perché le associazioni tra gli oggetti possono persistere nel tempo. Un’applicazione scritta in JavaScript o in PHP, linguaggi che spesso dialogano con un DBMS relazionale tramite SQL, può in alternativa appoggiarsi a un database orientato a oggetti quando gli oggetti del programma corrispondono più naturalmente agli oggetti salvati nel database.
I DBMS, in tutte le loro varianti, sono lo strato di software che ha reso possibile la storia recente dei computer: dal modello gerarchico degli anni ‘60 e da quello relazionale degli anni ‘70 fino alle applicazioni web che scambiano dati con un database a ogni pagina caricata da Internet. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è un DBMS?È il software che permette a chi amministra, usa o programma un'applicazione di creare, interrogare, aggiornare e proteggere i dati di un database (IBM). Quali sono i tipi principali di DBMS?Cinque: relazionale, non relazionale (o NoSQL), gerarchico, a rete e orientato a oggetti. Ciascuno organizza i dati con una logica diversa, da tabelle collegate da chiavi a strutture ad albero o a grafo (IBM). Quali sono esempi concreti di DBMS?Tra i relazionali, MySQL, PostgreSQL, Microsoft SQL Server e Oracle. Tra i non relazionali, MongoDB per i documenti, Redis e Riak KV per le coppie chiave-valore, Neo4j per i grafi (Snowflake, MongoDB). Che differenza c'è tra un DBMS relazionale e uno NoSQL?Il relazionale organizza i dati in tabelle con righe e colonne fisse, collegate da chiavi. Il NoSQL raggruppa formati più flessibili, non tabellari, come documenti JSON, coppie chiave-valore, colonne o grafi di nodi collegati (IBM, MongoDB). Perché usare un DBMS invece di fogli di calcolo o file sparsi?Secondo Snowflake, i metodi più vecchi, fogli di calcolo, documenti di testo o file stampati, portano a dati duplicati o isolati, di scarsa qualità e con una sicurezza debole; un DBMS centralizza i dati e ne riduce la ridondanza. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












