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Storia di Linux: dal kernel di Torvalds alle distribuzioni, riassunto | |||||||||||||||||||||
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Storia di Linux: dal kernel di Torvalds alle distribuzioni, riassuntoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLinux è un kernel, cioè il nucleo che permette a un computer di dialogare con il proprio hardware: nasce nel 1991 dal progetto personale di uno studente finlandese, Linus Torvalds. Da solo, però, un kernel non basta a far funzionare un computer: servono anche gli strumenti di sistema, sviluppati in gran parte dal progetto GNU di Richard Stallman, avviato nel 1983. L'unione di questi due pezzi ha dato vita a sistemi operativi completi, distribuiti in tante versioni diverse chiamate distribuzioni, da Debian a Ubuntu. Il kernel Linux è alla base della maggior parte dei server web, di tutti i supercomputer più potenti al mondo e, dentro Android, di miliardi di smartphone. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoLe origini: uno studente, un newsgroup e un nome nato per casoNel 1991 Linus Torvalds era uno studente di informatica all’Università di Helsinki, in Finlandia. Per gli studi usava MINIX, un piccolo sistema operativo pensato a scopo didattico, e proprio a partire da quella base cominciò a scrivere un proprio kernel, cioè il programma che fa da tramite tra un computer e il suo hardware. Lo sviluppò con l’aiuto del GNU C Compiler, ma in modo indipendente dagli altri sistemi operativi già esistenti. Il 25 agosto 1991, a 21 anni, Torvalds annunciò il progetto sul newsgroup comp.os.minix, con un messaggio rimasto celebre nella storia dell’informatica: “I’m doing a (free) operating system (just a hobby, won’t be big and professional like gnu) for 386(486) AT clones.” In italiano: sto facendo un sistema operativo gratuito, solo per hobby, niente di grande e professionale come gnu, pensato per i cloni AT 386/486. Nello stesso messaggio precisava che il kernel era “free of any minix code” e aveva un file system multi-thread, ma avvertiva che, in quella prima versione, non era ancora portabile su altre architetture. La prima release pubblica, la 0.01, arrivò poco dopo, il 17 settembre 1991. Il nome definitivo nacque quasi per caso. Torvalds voleva chiamare il progetto “Freax”, crasi di “free”, “freak” e “x”, e tenne i file sotto quel nome per circa sei mesi; aveva pensato anche a “Linux”, ma lo scartò perché gli sembrava un nome troppo egocentrico. Fu Ari Lemmke, alla Helsinki University of Technology, a rinominare in “Linux” la cartella del progetto sul server FTP nel settembre 1991, senza consultarlo: Torvalds accettò il nome a cose fatte. Cinque anni dopo, nel 1996, arrivò anche la mascotte: il pinguino Tux, disegnato da Larry Ewing, ispirato a un morso ricevuto da Torvalds durante una visita al National Zoo & Aquarium di Canberra, in Australia. Il nome fu proposto da James Hughes, come derivazione di “Torvalds’ UniX” e riferimento al colore dello smoking, tuxedo in inglese. Solo il kernel: perché si dice anche GNU/LinuxQui nasce una delle confusioni più comuni intorno a questo sistema operativo: “Linux”, in senso stretto, non è un sistema completo, ma solo il kernel. Da solo, un kernel non permette di accendere un computer, aprire un programma o navigare in rete: serve anche tutto il corredo di strumenti che gli sta intorno, dai compilatori alle utility di base fino alle interfacce con cui l’utente interagisce. Buona parte di quel corredo arriva dal progetto GNU, annunciato da Richard Stallman il 27 settembre 1983 su Usenet, con lo sviluppo partito nel gennaio 1984. L’obiettivo di Stallman era costruire un sistema operativo compatibile con Unix ma interamente libero, dopo un episodio che lo aveva segnato alla fine degli anni Settanta, all’AI Lab del MIT: quando l’istituto installò una stampante con firmware proprietario, lui non riuscì a modificarne il codice per risolvere un problema pratico, e vide in quella restrizione un problema più ampio, non solo tecnico. Il Manifesto GNU elencava quattro libertà fondamentali per chi usa un programma: eseguirlo per qualsiasi scopo, studiarne e modificarne il funzionamento, ridistribuirne copie, migliorarlo e condividere le modifiche con altri. Per proteggere queste libertà, Stallman scrisse la GNU General Public License, la GPL. Quando il kernel di Torvalds incontrò gli strumenti GNU, il risultato fu il primo sistema operativo interamente libero e completo. Lo stesso Torvalds annunciò l’adozione della GPL con effetto dal 1° febbraio 1992; la versione 0.95, del 7 marzo di quell’anno, fu la prima release effettivamente distribuita con quella licenza. In seguito l’ha definita “la cosa migliore che abbia mai fatto”. Da qui l’abitudine, nata in alcuni progetti come Debian, di chiamare il sistema completo “GNU/Linux” invece che semplicemente “Linux”: una distinzione tecnica più che polemica, utile a ricordare da dove vengono davvero i pezzi che compongono il sistema. È una storia diversa da quella di altri sistemi operativi nati fin dall’inizio come prodotti aziendali chiusi, come racconta il nostro approfondimento sulla storia di Windows. Le distribuzioni: uno stesso kernel, tanti pacchetti diversiUn kernel più gli strumenti GNU non bastano ancora a formare quello che un utente installa davvero sul proprio computer. Serve anche un gestore di pacchetti, un sistema di avvio, spesso un ambiente grafico: l’insieme di queste scelte, confezionato e pronto all’uso, si chiama distribuzione. Ne sono nate diverse fin dai primi anni Novanta, ciascuna con le proprie priorità.
Ogni distribuzione fa scelte diverse sullo stesso materiale di base. Debian punta sulla stabilità e sul controllo della comunità; Ubuntu, che ne deriva, punta sulla semplicità d’installazione e sul supporto commerciale; Red Hat e SUSE si sono rivolte fin da subito soprattutto alle aziende. La sensazione che “ci siano troppe versioni di Linux” è più apparente che reale: tutte condividono lo stesso kernel, e scegliere una distribuzione popolare non richiede di conoscere tutte le altre. La scelta tra due distribuzioni, del resto, richiama da vicino quella che si pone chi deve decidere tra Windows, macOS e Linux come sistema operativo del proprio computer, un confronto che affrontiamo nell’articolo sulle differenze tra Windows, macOS e Linux.
Dove gira il kernel Linux: server, supercomputer, telefoniA settembre 2026, secondo il tracciamento di W3Techs, Linux risultava il sistema operativo del 62,2% dei siti web di cui è noto il sistema sottostante, e restava la piattaforma dominante nella categoria più ampia “Unix”, che comprendeva il 92,0% dei siti tracciati. Tra i siti che usano Linux figuravano nomi come Microsoft.com, X.com e il New York Times. Anche la voce di Wikipedia dedicata alle distribuzioni Linux riporta una stima vicina, circa il 64,5% di quota sui server web, senza una data precisa: più che una contraddizione tra le fonti, è il segno di metodologie di misurazione diverse. È un pezzo importante dell’infrastruttura che fa girare i siti che visitiamo ogni giorno. Sul fronte dei supercomputer la crescita è stata ancora più netta. Linux comparve per la prima volta nella classifica TOP500 nel giugno 1998, con un solo sistema, l’Avalon Cluster, in 314esima posizione: lo 0,2% del totale. Nel novembre 2002 era già al 14,2%, con 71 installazioni; nel novembre 2009 all’89,6%, su 448 dei 500 sistemi, una crescita del 531% delle installazioni Linux in appena sette anni. Nel novembre 2017 gli ultimi due sistemi non basati su Linux uscirono dalla classifica, portando la quota al 100%; a novembre 2024, per il settimo anno consecutivo, tutti i 500 supercomputer della lista eseguivano ancora Linux, compresi i tre sistemi exascale del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti: El Capitan, Frontier e Aurora. C’è poi un caso particolare, quello di Android. Il sistema operativo mobile di Google si basa sul kernel Linux per dialogare con l’hardware del telefono, ma da lì in poi la strada si separa da quella delle distribuzioni GNU/Linux tradizionali: le app girano sull’Android Runtime (ART) invece che come normali binari compilati, la libreria C è Bionic al posto della GNU C Library, e il framework Android si appoggia a servizi di sistema propri, come SurfaceFlinger, invece dei tradizionali demoni Unix. Uno dei motivi per cui Android e Linux vengono a volte confusi è proprio l’origine comune nel kernel; le statistiche di mercato, però, li trattano come categorie separate: secondo Statcounter, ad agosto 2026 Android copriva il 67,61% del mercato mobile mondiale, mentre la voce “Linux” registrata come categoria a sé restava allo 0,01%. Chi vuole intervenire più a fondo sul proprio telefono Android, al di là dell’interfaccia standard, di solito comincia proprio da lì, attivando il pannello nascosto delle opzioni sviluppatore, un capitolo tra i tanti della storia del computer. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è Linux, in poche parole?È un kernel, cioè il programma che fa da intermediario tra il computer e il suo hardware, creato nel 1991 da Linus Torvalds. Da solo non basta a far funzionare un computer, quando si parla di "usare Linux" di solito si intende una distribuzione, un sistema operativo completo che unisce il kernel Linux ad altri strumenti, spesso del progetto GNU. Chi ha inventato Linux?Linus Torvalds, allora studente di informatica all'Università di Helsinki, che annunciò il progetto il 25 agosto 1991 sul newsgroup comp.os.minix, sviluppandolo con l'aiuto del GNU C Compiler e usando il sistema didattico MINIX come punto di partenza per il lavoro. Qual è la differenza tra una distribuzione Linux e un'altra?Tutte le distribuzioni condividono lo stesso kernel Linux, ma differiscono per i gestori di pacchetti, gli strumenti di installazione, il desktop predefinito e le priorità di sviluppo, Debian punta per esempio sulla stabilità, mentre Ubuntu, che ne deriva, punta sulla facilità d'uso. Android è un sistema Linux?Solo in parte. Android usa il kernel Linux per dialogare con l'hardware, ma condivide pochissimo altro con le distribuzioni GNU/Linux tradizionali, ha un runtime proprio (ART), una libreria C diversa (Bionic) e un proprio stack di app basato su Java e Kotlin. Serve saper usare il terminale per usare Linux?No. Le distribuzioni desktop moderne offrono un'installazione guidata, un centro applicazioni grafico e la possibilità di modificare quasi ogni impostazione col mouse; il terminale resta disponibile per chi lo preferisce, ma non è obbligatorio per l'uso quotidiano. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |
















