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Istruzione obbligatoria: come è nata e perché la scuola popolare ci ha messo decenni | ||||||||||||||||||
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Istruzione obbligatoria: come è nata e perché la scuola popolare ci ha messo decenniCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoNell'Italia appena unita, nel 1861, circa tre persone su quattro non sapevano né leggere né scrivere. La legge Casati del 1859 aveva già posto l'obbligo scolastico come principio, ma solo la legge Coppino del 1877 lo rese effettivo, con pene per chi non vi si adeguava. Lo stesso percorso, con tempi e strumenti diversi, avvenne negli Stati Uniti con Horace Mann e in Inghilterra con le leggi del 1870 e del 1880. In tutti i casi l'obbligo non bastò da solo: nel 1921 l'Italia restava divisa tra un Nord quasi alfabetizzato e un Sud dove l'analfabetismo superava ancora il 49% in diverse regioni. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoNel 1861, al primo censimento del Regno d’Italia appena unificato, il 74,68% della popolazione di sei anni e oltre risultava analfabeta. Non era un problema nuovo né solo meridionale: già nel 1848, prima dell’Unità, nel Piemonte propriamente detto si contavano 65,3 analfabeti ogni 100 abitanti, e nel Ducato di Parma nel 1857 la quota arrivava all’84,2%. Il paese che si univa politicamente restava, nella grande maggioranza, un paese di persone che non sapevano leggere né scrivere. La prima risposta arrivò ancora prima che l’Italia fosse completamente unita. La legge Casati, emanata il 13 novembre 1859 per il Regno di Sardegna e la Lombardia appena annessa, mise per iscritto tre principi per l’istruzione primaria: l’obbligo scolastico, la gratuità e la parità di accesso tra i due sessi. Con l’estensione al resto d’Italia dopo l’Unità, quell’impianto normativo rimase in vigore, con modifiche, per oltre sessant’anni, fino alla riforma Gentile del 1923. L’obbligo introdotto dalla legge riguardava però solo il primo dei due bienni in cui era organizzata la scuola elementare, cioè i bambini tra i 6 e i 9 anni, senza pene per chi non lo rispettava.
Ci vollero altri diciotto anni perché l’obbligo diventasse effettivo. La legge del 15 luglio 1877, nota come legge Coppino dal nome del ministro della Pubblica Istruzione Michele Coppino, rese per la prima volta sanzionabile l’assenza dalle aule: chi non vi si adeguava rischiava una pena. La legge faceva parte del più ampio programma di riforme della Sinistra storica guidata da Agostino Depretis, di cui Coppino era ministro dal marzo 1876, e fu approvata dalla Camera dei deputati con 208 voti a favore e 20 contrari. Un altro effetto della legge Coppino riguardò l’insegnamento religioso: il catechismo, prima obbligatorio, diventò facoltativo e impartito solo su richiesta dei genitori, sostituito come materia ordinaria dalle “nozioni dei doveri dell’uomo e del cittadino”.
Lo stesso percorso, con tempi propri, si era già visto altrove. Negli Stati Uniti, Horace Mann divenne nel 1837 il primo segretario del Massachusetts Board of Education, lasciando una promettente carriera nel diritto e in politica per quell’incarico. Lo ricoprì per dodici anni, fino al 1848, compilando ogni anno un rapporto per il parlamento del Massachusetts e visitando di persona, a cavallo, più di mille scuole nel corso di sei anni di ispezioni. Mann descrisse l’istruzione come il “grande equalizzatore” delle condizioni sociali. Prima del suo intervento, negli anni Trenta dell’Ottocento, un’indagine dell’epoca aveva stimato che solo un terzo dei bambini in età scolare del Massachusetts frequentasse davvero la scuola. Nel 1852 il Massachusetts divenne il primo stato americano a imporre per legge la frequenza scolastica obbligatoria a tutti i bambini. In Inghilterra il percorso fu più lento. L’Elementary Education Act del 1870, noto come Forster Act, obbligò le autorità locali a censire quanti bambini c’erano e quante scuole esistevano già nella propria area; la sezione 74 affidava poi ai singoli consigli scolastici la scelta se rendere obbligatoria la frequenza, con eccezioni per malattia, distanza oltre tre miglia o livello di istruzione già raggiunto. Nel 1873, appena il 40% della popolazione inglese viveva in distretti dove quella scelta era stata presa. Tra il 1870 e il 1880 i consigli scolastici aprirono o rilevarono tra le 3.000 e le 4.000 scuole, prima che l’Elementary Education Act del 1880, la legge Mundella, imponesse la frequenza fino ai 10 anni su tutto il territorio di Inghilterra e Galles, con alcune esenzioni residue. La gratuità arrivò ancora più tardi, nel 1891, sia nelle scuole dei board sia in quelle religiose volontarie. Tornando all’Italia, l’obbligo e le sanzioni non chiusero da soli il divario tra le regioni. L’analfabetismo scese dal 68,8% nel 1871 al 62,8% nel 1881, al 48,5% nel 1901, al 43,1% nel 1911 e al 31% nel 1921, con un Nord ormai quasi alfabetizzato: 2% in Venezia Tridentina, 7% in Piemonte, 9% in Lombardia, 10% in Liguria. Al Sud l’analfabetismo restava al 49% o oltre in Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna. Più di sessant’anni dopo la legge Casati, e oltre quaranta dopo la legge Coppino, la scuola popolare aveva ridotto il problema, non lo aveva chiuso. Il diritto all’istruzione è un principio universale, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Le sue radici si leggono già nell’educazione nel mondo antico e nel pensiero di Comenio, vissuto due secoli prima delle leggi Casati e Coppino. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e risposteQuando è nata l'istruzione obbligatoria in Italia?Con la legge Casati del 1859, limitata al primo biennio elementare e priva di sanzioni reali. Fu la legge Coppino del 1877 a introdurre pene concrete per le famiglie che non facevano frequentare i figli. Cos'è la legge Coppino?È la legge del 15 luglio 1877, dal nome del ministro della Pubblica Istruzione Michele Coppino, che rese sanzionabile l'assenza dal primo biennio della scuola elementare. Con la stessa legge, il catechismo passò da materia obbligatoria a facoltativa, al suo posto un insegnamento civico sui doveri dei cittadini. Perché si parla di scuola popolare per l'Ottocento?Perché le leggi Casati e Coppino nacquero per portare l'istruzione di base a tutta la popolazione, non solo alle classi che già potevano permettersi un'istruzione privata, in un paese dove nel 1861 circa tre persone su quattro non sapevano leggere né scrivere. L'istruzione obbligatoria eliminò subito l'analfabetismo in Italia?No. L'analfabetismo scese progressivamente, dal 74,68% del 1861 al 31% del 1921, ma restò un divario enorme tra Nord e Sud: nel 1921 alcune regioni del Nord erano già quasi alfabetizzate, mentre diverse regioni del Sud superavano ancora il 49% di analfabeti. L'istruzione obbligatoria è nata prima in Italia o negli Stati Uniti?Prima negli Stati Uniti: il Massachusetts rese la frequenza scolastica obbligatoria per legge nel 1852, un quarto di secolo prima della legge Coppino italiana del 1877. L'Inghilterra, invece, arrivò all'obbligo su tutto il territorio solo nel 1880, con la legge Mundella. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














