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Il Capitale di Karl Marx: i tre libri, il plusvalore e la storia dell'opera | ||||||||||||
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Il Capitale di Karl Marx: i tre libri, il plusvalore e la storia dell'operaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl Capitale è l'opera economica maggiore di Karl Marx, pubblicata in tre libri tra il 1867 e il 1894. Marx scrive e pubblica personalmente solo il primo libro, nel 1867; gli altri due restano incompiuti alla sua morte, nel 1883, e vengono completati e pubblicati da Friedrich Engels, nel 1885 e nel 1894. Il filo che lega i tre libri è la teoria del plusvalore: la parte di valore prodotta dal lavoro che il capitale si appropria senza restituirla come salario. Nella prefazione alla prima edizione, Marx dichiara di voler portare alla luce la legge economica che governa il movimento della società capitalistica moderna. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoSecondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, gli studi su Marx lo descrivono spesso come un attivista rivoluzionario, impegnato nei movimenti operai del suo tempo. Il Capitale, la sua opera maggiore, ha ispirato nel XX secolo la fondazione di regimi comunisti in più paesi. Chi cerca una biografia di Marx o una sintesi del suo pensiero generale trova quel materiale nel Recap su Karl Marx: il pensiero e la critica del capitalismo; qui il tema è il libro stesso, Il Capitale: come è strutturato, cosa dice sul plusvalore e come arrivò, in pezzi pubblicati a distanza di anni, fino alla sua forma completa nel 1894. Tre libri, pubblicati in tre decenni diversiMarx pubblica il Volume I del Capitale nel 1867, per l’editore Otto Meissner. È il primo e l’unico libro dell’opera che Marx vede stampato in vita: s’intitola Il processo di produzione del capitale e resta il testo più letto dei tre. La prima edizione inglese arriva solo nel 1887, tradotta da Samuel Moore ed Edward Aveling sotto la supervisione di Friedrich Engels. Marx lavora ai materiali del Volume II tra il 1863 e il 1878, e a quelli del Volume III fino al 1883, senza arrivare per nessuno dei due a una versione pubblicabile; muore nel 1883 lasciando entrambi i manoscritti incompleti. È Engels a riprenderli in mano: pubblica il Volume II nel 1885 e il Volume III nel 1894, completando un lavoro editoriale durato undici anni dopo la morte dell’amico. Nella prefazione al Volume II, Engels scrive di essersi limitato a riprodurre i manoscritti di Marx nel modo più letterale possibile, intervenendo sullo stile solo dove pensava che lo stesso Marx l’avrebbe cambiato; i passaggi scritti o rimaneggiati di sua mano, aggiunge, occupano appena una decina di pagine a stampa e riguardano solo questioni di forma. Solo la prima e la terza parte del manoscritto gli avevano dato, a suo dire, difficoltà editoriali reali, e notevoli. Il rapporto che rende possibile questa cura postuma nasce da decenni di lavoro comune, raccontati nel Recap sul sodalizio tra Marx ed Engels; lo stesso sodalizio aveva già prodotto, negli anni 1840, L’ideologia tedesca, il primo tentativo dei due di spiegare la storia a partire dall’attività materiale degli uomini. La teoria del plusvalore: assoluto e relativoIl filo che lega i tre libri è il plusvalore. Per Marx è, per definizione, la fonte di ogni profitto nel sistema capitalistico: il capitalista paga il lavoratore un salario, ma il lavoro che il lavoratore svolge produce più valore di quel salario, e quella differenza resta al capitalista. Del rapporto tra salario e capitale Marx aveva già parlato nelle lezioni tenute a Bruxelles nel dicembre 1847, pubblicate nel 1849 e note come Lavoro salariato e capitale. Lo scenario concreto da cui Marx trae i suoi esempi, fabbriche, giornate lavorative lunghissime, lavoro meccanizzato, è quello descritto nel Recap sulla rivoluzione industriale. Nel capitolo 16 del Volume I, Marx distingue due forme di plusvalore. Il plusvalore assoluto emerge quando l’orario di lavoro supera il tempo necessario perché il lavoratore produca un valore equivalente al proprio salario: quel margine aggiuntivo va al capitale. Il plusvalore relativo, invece, si ottiene rivoluzionando i processi tecnici del lavoro e aumentando la produttività, senza allungare l’orario.
L’obiettivo dichiarato: svelare la legge economica del capitalismoNella prefazione alla prima edizione tedesca del 1867, Marx fissa lo scopo dell’opera: portare alla luce la legge economica che, a suo giudizio, governa il movimento della società moderna capitalistica. È l’ambizione che Marx dichiara in apertura, prima di costruire l’argomento nei tre libri successivi, a partire dalla fabbrica e dal salario per arrivare, nel Volume III, ai meccanismi più generali dell’accumulazione. La scuola dell’economia neoclassica propone un impianto teorico alternativo per spiegare prezzi e profitti, senza passare dal plusvalore. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è il libro di Karl Marx intitolato Il Capitale?È l'opera economica principale di Marx, pubblicata in tre libri tra il 1867 e il 1894, incentrata sulla teoria del plusvalore e sul funzionamento del sistema capitalistico. Il Capitale di Karl Marx in quanti volumi è diviso?In tre: il Volume I, Il processo di produzione del capitale (1867); il Volume II (1885); il Volume III (1894). Marx pubblica solo il primo; gli altri due sono curati da Friedrich Engels dopo la sua morte. Cosa si intende per «Il Capitale per Marx»?L'espressione indica l'opera economica principale di Marx, Il Capitale. Va distinta da Per Marx (Pour Marx, 1965), la raccolta di saggi che il filosofo Louis Althusser dedicò al pensiero marxiano quasi un secolo più tardi. Cos'è il plusvalore nel Capitale di Marx?È, secondo Marx, l'origine di ogni profitto capitalistico: il valore che il lavoro produce oltre quanto il capitalista restituisce come salario. Marx distingue un plusvalore assoluto, legato alla durata della giornata lavorativa, e un plusvalore relativo, legato alla produttività. Chi completò Il Capitale dopo la morte di Marx?Friedrich Engels, che curò i manoscritti dei Volumi II e III lasciati incompiuti e li pubblicò, rispettivamente, nel 1885 e nel 1894. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












