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Epistemologia: cos'è e come guarda la scienza | ||||||||||||
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Epistemologia: cos'è e come guarda la scienzaCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoL'epistemologia è la branca della filosofia che studia la conoscenza, soprattutto quella scientifica: cosa la rende tale, come si giustifica, quando un sapere merita il nome di conoscenza. Il termine nasce dal greco episteme (conoscenza) e logos (discorso), e lo propose per primo il filosofo scozzese James Frederick Ferrier. In italiano indica l'indagine sulla struttura logica e sul metodo delle scienze; nei paesi anglosassoni «epistemology» copre la teoria della conoscenza in generale, la gnoseologia. Tra i suoi problemi classici c'è la linea che Karl Popper tracciò tra scienza e pseudoscienza. Punti Chiave
L'ApprofondimentoUn termine, oggetti diversiIl termine «epistemologia» unisce due parole greche: episteme (conoscenza) e logos (discorso). Lo descrive così la Stanford Encyclopedia of Philosophy, che inquadra questa disciplina come lo studio del successo cognitivo, cioè di cosa renda un atto di conoscere riuscito oppure no. Il Treccani attribuisce la prima proposta del termine al filosofo scozzese James Frederick Ferrier, e precisa un dettaglio che spiega molte incomprensioni fra lettori di lingue diverse: nell’uso italiano «epistemologia» indica in origine la parte della gnoseologia, la teoria della conoscenza, dedicata ai fondamenti e ai limiti della conoscenza scientifica. Nei paesi anglosassoni lo stesso nome copre un territorio più ampio, equivalente alla gnoseologia nel suo insieme: un saggio italiano di «epistemologia» parla quasi sempre di scienza, un capitolo anglosassone di «epistemology» può occuparsi anche del sapere quotidiano. Un lettore italiano che apra un testo americano sull’argomento trova quindi un terreno più largo di quanto si aspetterebbe dal titolo.
Per ricostruire come la filosofia arrivò a distinguere i modi di argomentare su cui la scienza si regge si può leggere il confronto tra metodo induttivo e deduttivo: la differenza con esempi storici; lo sviluppo che portò l’analisi logica della scienza al centro del dibattito nel Novecento fa capo al circolo di Vienna. Cos’è conoscere, secondo la definizione classicaLa Stanford Encyclopedia of Philosophy e la Internet Encyclopedia of Philosophy riprendono entrambe l’analisi tradizionale della conoscenza, scomposta in tre pezzi che devono stare tutti insieme. Occorre credere che qualcosa sia vero; occorre che lo sia davvero, perché una credenza falsa non può in nessun caso contare come sapere; e occorre un terzo ingrediente, la giustificazione, descritta dalla Internet Encyclopedia of Philosophy come l’esito di un modo corretto di arrivare a quella credenza.
Questo schema a tre condizioni ha un punto debole noto come problema di Gettier: la Internet Encyclopedia of Philosophy descrive casi in cui una credenza è vera, è pure sostenuta nel modo giusto, eppure la filosofia esita a chiamarla sapere vero e proprio. La Stanford Encyclopedia of Philosophy collega lo stesso nodo alla difficoltà di spiegare perché un atto cognitivo riesca davvero, oltre il semplice caso fortunato. Chi segue questa traccia fino alle sue radici moderne trova terreno comune con la Critica della ragion pura di Kant e con l’empirismo di David Hume, che mise in dubbio quanto l’esperienza passata possa davvero garantire ciò che accadrà. Lo scetticismo, il dubbio più radicaleSe conoscere richiede credenza, verità e un sostegno adeguato, resta aperta una domanda più radicale: ne abbiamo mai, di conoscenza, in qualunque campo? La Internet Encyclopedia of Philosophy definisce lo scetticismo filosofico come la tesi secondo cui non conosciamo, o non possiamo conoscere, nulla. Non è una curiosità marginale: la Internet Encyclopedia of Philosophy affida all’epistemologia due compiti paralleli, stabilire cosa sia la conoscenza e stabilire quanto si estenda ciò che sappiamo davvero. Il confine con la pseudoscienzaIl problema di distinguere scienza e pseudoscienza appartiene alla stessa famiglia di domande, con un oggetto diverso: cosa rende scientifico un sapere, oltre al fatto di presentarsi con sicurezza? La risposta più discussa è il criterio di demarcazione proposto da Karl Popper, riportato dalla Stanford Encyclopedia of Philosophy: un enunciato o un sistema di enunciati è scientifico solo se può, in linea di principio, entrare in conflitto con osservazioni possibili o concepibili. Il criterio riguarda esclusivamente la struttura logica delle proposizioni, non il loro contenuto specifico, e per questo un’idea considerata in un primo momento metafisica può diventare in seguito una teoria scientifica controllabile: per Popper questo accade spesso. Popper aggiunge una clausola sul comportamento degli scienziati, oltre alla forma delle teorie: una dottrina perde lo statuto scientifico quando i suoi sostenitori rifiutano di accettare la falsificazione nel momento in cui questa si presenta davanti ai fatti. La Stanford Encyclopedia of Philosophy segnala però un limite del criterio. Diverse pseudoscienze erano in teoria controllabili, i fatti le hanno già contraddette più volte, e i loro sostenitori le difendono comunque. La sola possibilità teorica di essere smentita separa gli enunciati controllabili dagli altri; non chiarisce perché una teoria già respinta dalle prove resti in circolazione. Il criterio di falsificabilità alla prova della storia si ritrova nella vicenda di Galileo Galilei e la rivoluzione scientifica, mentre il tentativo di estendere il metodo delle scienze naturali a modello di ogni sapere caratterizza il positivismo. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è l'epistemologia?È il ramo della filosofia dedicato a cosa significhi sapere qualcosa. Nell'uso italiano, riporta il Treccani, riguarda soprattutto la struttura logica e il metodo delle scienze; nell'uso anglosassone equivale alla teoria della conoscenza in generale. Qual è la differenza tra epistemologia e gnoseologia?In italiano l'epistemologia è, secondo il Treccani, la parte della gnoseologia che guarda ai limiti e alla validità del sapere scientifico. Nei paesi anglosassoni, invece, «epistemology» è sinonimo di gnoseologia nel suo senso più ampio. Cos'è il problema di Gettier?È un caso descritto dalla Internet Encyclopedia of Philosophy in cui una credenza vera, sostenuta nel modo giusto, non viene comunque considerata conoscenza piena: mette in discussione la definizione classica di sapere. Cos'è il criterio di falsificabilità di Popper?Secondo Karl Popper un enunciato conta come scientifico quando esiste, almeno in via di principio, un'osservazione capace di contraddirlo; il criterio guarda alla forma logica dell'enunciato, non al suo argomento, riporta la Stanford Encyclopedia of Philosophy. L'epistemologia e la filosofia della scienza sono la stessa cosa?Nell'uso italiano sono molto vicine: il Treccani descrive l'epistemologia come indagine sulla struttura logica e sulla metodologia delle scienze, lo stesso territorio coperto dall'etichetta filosofia della scienza. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












