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Positivismo: cos'è la filosofia di Comte e le reazioni che suscitò | ||||||||||
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Positivismo: cos'è la filosofia di Comte e le reazioni che suscitòCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta14 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl positivismo è la corrente filosofica e politica avviata da Auguste Comte, che si diffuse largamente nella seconda metà del XIX secolo. Per Comte l'umanità passa dalla teologia alla metafisica fino al sapere positivo, l'unico capace di accontentarsi delle leggi dei fenomeni senza rincorrerne le cause ultime. Nel Cours de philosophie positive mise la scienza al centro della filosofia; nel successivo Système de politique positive arrivò a proporla come una religione laica, la Religione dell'Umanità. Questo passaggio provocò reazioni dure: Mill ruppe con l'ultimo Comte, e in area tedesca Dilthey ed Engels contestarono per vie diverse le sue pretese scientifiche. Punti Chiave
L'ApprofondimentoAuguste Comte è considerato il fondatore del positivismo, un movimento filosofico e politico che ebbe grandissima diffusione nella seconda metà del XIX secolo. Lo si racconta spesso come un metodo scientifico, ma secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy il positivismo di Comte va inteso in primo luogo come una filosofia politica, non come una filosofia della scienza. La filosofia di Auguste ComteIl nucleo del pensiero di Comte è la legge dei tre stadi. Secondo questa legge, sia la storia generale dell’umanità sia lo sviluppo di ogni singolo individuo attraversano le stesse tre fasi: lo stadio teologico, punto di partenza necessario della mente umana; lo stadio metafisico, stadio di transizione; e lo stadio positivo, stadio normale e definitivo. Nello stadio positivo, per Comte, la mente rinuncia a cercare le cause ultime dei fenomeni e si limita a individuare le leggi che li governano.
Per il positivismo comtiano, come riassume Encyclopedia.com, la scienza è l’unica forma di conoscenza valida e i fatti sono i soli possibili oggetti di conoscenza. Comte applicò lo stesso impianto allo studio della società, fondando quella che chiamò la «fisica sociale»: la sociologia, divisa in statica sociale, teoria dell’ordine, e dinamica sociale, teoria del progresso. L’ambizione era trattare i fenomeni sociali con lo stesso rigore riservato ai fenomeni naturali, cercandone le leggi invece delle cause ultime. Comte espose questo programma nel Cours de philosophie positive, pubblicato tra il 1830 e il 1842: qui trasformò la scienza in filosofia. Nel successivo Système de politique positive, pubblicato tra il 1851 e il 1854, fece un passo ulteriore e trasformò quella filosofia in una religione, la Religione dell’Umanità. È il punto più discusso della sua opera, quello da cui partono molte delle critiche che esamineremo più avanti. Le reazioni al positivismoJohn Stuart Mill fu, tra i critici, il più autorevole. Dopo un’iniziale vicinanza al progetto di Comte, lo criticò duramente definendo il Système il più completo sistema di despotismo spirituale e temporale mai concepito da una mente umana, al pari solo di quello di Ignazio di Loyola. Per distinguere le due fasi del pensiero di Comte, Mill e Littré proposero una distinzione diventata celebre: un «buon Comte», autore del Cours, e un «cattivo Comte», autore del Système. La critica di Dilthey arrivò da un altro versante, più metodologico che politico. Il filosofo tedesco Wilhelm Dilthey sosteneva che le scienze dello spirito (Geisteswissenschaften) hanno uno scopo diverso da quello delle scienze naturali di impronta positivista: non la previsione causale, ma la comprensione del significato delle situazioni umane particolari. Collegata a questa obiezione, anche l’idea di Mill secondo cui il metodo scientifico fosse puramente induttivo venne contestata come una rappresentazione fuorviante e semplificata del reale procedimento scientifico. Anche da sinistra arrivarono critiche. Engels giudicò il materialismo metafisico, affine per impianto al positivismo, superato perché fondato su un paradigma scientifico della prima età moderna. Sul fronte opposto, alcuni pensatori hegeliani, tra cui Johann Bernard Stallo, sostennero che la dialettica di Hegel e la sua enfasi sul tempo e sul cambiamento rendessero quella posizione compatibile con la teoria evoluzionistica, in dialogo critico con le pretese scientifiche del positivismo. Si confronti con l’idealismo tedesco di Hegel, che muoveva da premesse opposte a quelle di Comte.
Secondo l’Interdisciplinary Encyclopedia of Religion and Science, pur dichiarando di rifiutare ogni metafisica, i positivisti ne proponevano di fatto una propria, immanente e materialista. Su questo punto nacque in filosofia una reazione contraria, sostenuta da esponenti rappresentativi dello spiritualismo, del neo-idealismo e del neo-kantismo. Dopo ComteIl positivismo non restò fermo alla formulazione di Comte. L’approccio di Henri Bergson fu in seguito definito da alcuni interpreti un «nuovo positivismo», ma inteso come una nuova interpretazione spiritualistica dell’evoluzione cosmica, in polemica con il meccanicismo del positivismo classico: un uso del termine piuttosto diverso da quello di partenza. Il legame con la teoria dell’evoluzione di Darwin passò quindi per letture molto distanti tra loro, da chi vi trovava una conferma del programma positivista a chi, come Bergson, ne proponeva un rovesciamento. Secondo Encyclopedia.com, il positivismo presentava comunque, pur nelle distanze critiche, alcune affinità con l’altro grande movimento filosofico del XIX secolo, l’idealismo assoluto: un’affinità che può sorprendere chi legge Comte ed Hegel come opposti simmetrici, ma che la ricerca registra senza appiattire le due posizioni l’una sull’altra. Nel corso del Novecento il positivismo di Comte fu eclissato dal neopositivismo, cioè dal positivismo logico del Circolo di Vienna. Il positivismo logico novecentesco, erede critico e in parte distante del positivismo ottocentesco, sostenne che il compito proprio della filosofia fosse la chiarificazione dei concetti e l’analisi dei significati, non la costruzione di sistemi metafisici: un programma che si allontanava sia dalla fisica sociale sia dalla Religione dell’Umanità di Comte, pur rivendicandone in parte l’eredità nel nome. Un’altra corrente che porta il nome di positivismo vive nella filosofia del diritto: ne parla il Recap sul positivismo giuridico. Chi vuole ripercorrere le premesse di questo dibattito sul metodo trova un punto di partenza nel metodo scientifico e, per la cornice storica precedente, nell’illuminismo e nella Critica della ragion pura di Kant. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Domande e rispostePositivismo, cos'è in sintesi?È la corrente filosofica e politica fondata da Auguste Comte. Per Comte la scienza era il solo sapere legittimo, e tutto ciò che conta per la conoscenza si riduceva ai fatti osservabili. Che cos'è la legge dei tre stadi di Comte?Prevede che l'umanità, e ciascuno di noi, passi per una fase religiosa, una fase di concetti astratti e infine una fase in cui si cercano solo le regolarità verificabili dei fatti, senza più interrogarsi sulle loro cause profonde. Perché Mill criticò Comte, se all'inizio lo apprezzava?Mill si avvicinò a Comte nei primi anni, ma ruppe quando il filosofo francese arrivò a immaginare un controllo totale sulla vita spirituale e civile delle persone, un esito che Mill associò solo a Ignazio di Loyola. Che differenza c'è tra «buon Comte» e «cattivo Comte»?È la distinzione proposta da Mill e Littré: il «buon Comte» è l'autore del Cours de philosophie positive, il «cattivo Comte» è l'autore del successivo Système, quello che trasformò la filosofia positiva in una religione. Il positivismo di Comte esiste ancora oggi come lo pensò lui?No: nel Novecento il testimone passa al neopositivismo, legato al Circolo di Vienna, che riparte da presupposti in parte nuovi rispetto a quelli di Comte. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |












