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    recaplica Circolo di Vienna: chi erano i filosofi del positivismo logico
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    Circolo di Vienna: chi erano i filosofi del positivismo logico

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 16 ottobre 2026

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    Il Circolo di Vienna era un gruppo di filosofi e scienziati che si riuniva a Vienna, ogni settimana durante i semestri accademici, dal 1924 al 1936, sotto la guida nominale di Moritz Schlick. Tra i suoi membri ci furono Rudolf Carnap, Otto Neurath e Hans Hahn, uniti attorno a un'idea precisa, il positivismo logico, per cui una frase ha significato solo se è una proposizione analitica a priori oppure una proposizione empirica verificabile. Su questa base il gruppo considerava le proposizioni della metafisica tradizionale prive di significato cognitivo, perché non rientravano in nessuna delle due categorie. Il movimento si fermò negli anni Trenta, tra la chiusura per motivi politici del Verein Ernst Mach, l'uccisione di Schlick nel 1936 e la dispersione di buona parte dei suoi membri, spinti all'emigrazione dal nazismo. Non va confuso con il Positivismo ottocentesco di Auguste Comte: sono due correnti filosofiche di secoli diversi, spesso sovrapposte dai lettori di oggi.

    Punti Chiave

    • Il Circolo di Vienna si riuniva ogni settimana, durante i semestri accademici, dal 1924 al 1936, sotto la guida nominale di Moritz Schlick.
    • Tra i membri ci furono il matematico Hans Hahn, il fisico Philipp Frank, lo scienziato sociale Otto Neurath, la matematica Olga Hahn-Neurath, il filosofo Viktor Kraft e, dal 1926, Rudolf Carnap.
    • Altri nomi arrivarono tra gli studenti di Schlick (Friedrich Waismann, Herbert Feigl) e tra quelli di Hahn (Karl Menger, Kurt Gödel).
    • Per il positivismo logico una proposizione ha significato solo se è analitica a priori oppure empirica e verificabile; chi non rientra in queste due categorie, come la metafisica, resta fuori dal significato cognitivo.
    • Il movimento si sgretolò negli anni Trenta per più fattori insieme, la chiusura politica dell'associazione che ospitava gli incontri, l'uccisione di Schlick nel 1936 e l'emigrazione forzata di molti membri col nazismo.
    • Il positivismo logico del Novecento, chiamato anche neopositivismo, è un movimento distinto dal Positivismo di Auguste Comte nell'Ottocento, anche se i due nomi si confondono spesso.

    L'Approfondimento

    Chi erano, e dove si incontravano

    Il Circolo di Vienna nacque a Vienna, attorno a Moritz Schlick, dopo il suo arrivo nel 1922.

    Quell’anno Schlick fu nominato alla cattedra di Filosofia delle scienze induttive dell’Università di Vienna, che era stata di Ernst Mach. Le riunioni regolari, settimanali, partirono però solo nel 1924 e durarono, durante i semestri accademici, fino al 1936: sono due momenti distinti, l’arrivo di Schlick e l’inizio degli incontri, separati da due anni. Il gruppo mescolava filosofi con formazione scientifica e scienziati interessati alla filosofia: oltre a Schlick, ne fecero parte il matematico Hans Hahn, il fisico Philipp Frank, lo scienziato sociale Otto Neurath, la matematica Olga Hahn-Neurath, il filosofo Viktor Kraft e, dal 1926, il filosofo e logico Rudolf Carnap. Altri membri arrivarono tra gli studenti di Schlick, come Friedrich Waismann e Herbert Feigl, e tra quelli di Hahn, come Karl Menger e Kurt Gödel.

    Cosa intendevano per “avere significato”

    Per il Circolo, avere significato voleva dire possedere un contenuto fattuale: essere una proposizione analitica e a priori, come quelle della logica e della matematica, oppure una proposizione empirica e sintetica, verificabile con l’esperienza. Il criterio però non poteva ridursi alla sola verificabilità pratica immediata: presa alla lettera, quella versione più rigida avrebbe reso prive di senso molte ipotesi scientifiche che nessuno, nella prassi quotidiana del laboratorio, può verificare subito. I membri del Circolo se ne resero conto, e lo discussero tra loro.

    Su questa base il gruppo rifiutava le pretese di conoscenza della metafisica tradizionale, perché le sue proposizioni non rientravano né tra quelle analitiche e a priori né tra quelle empiriche e sintetiche verificabili. I membri del Circolo si presentavano come rivoluzionari concettuali: per loro la metafisica non era semplicemente falsa, era del tutto priva di significato cognitivo, una distinzione che per un lettore di oggi può sembrare sottile, ma che per loro segnava il confine stesso della conoscenza.

    Esempio pratico: una frase come “domani pioverà a Vienna” è una proposizione empirica, verificabile osservando il cielo il giorno dopo: per il Circolo ha significato, vera o falsa che si riveli. Una frase come “l’essenza ultima della realtà trascende l’esperienza” non è verificabile in nessun modo, né è vera per definizione come un teorema di logica: per il Circolo non è né vera né falsa, è semplicemente fuori dal campo di ciò che si può dire con senso.

    Il criterio di verificazione del Circolo si inserisce in una tradizione che risale all’empirismo di David Hume, per cui la conoscenza del mondo passa dall’esperienza sensibile, e si scontra con la tesi di Immanuel Kant secondo cui esistono giudizi sintetici a priori, conosciuti indipendentemente dall’esperienza ma non puramente logici: una terza categoria che il Circolo non ammetteva.

    Wittgenstein, vicino ma non dentro

    Ludwig Wittgenstein non fu mai un membro del Circolo di Vienna.

    Ne discusse privatamente con Schlick e Waismann, in due occasioni, nel dicembre 1929 e nel gennaio 1930, portando la tesi secondo cui il senso di una proposizione coincide col modo per verificarla. Alle riunioni del gruppo si discuteva anche del suo Tractatus, e ci furono diversi incontri diretti tra Wittgenstein, Schlick, Waismann e Carnap: una presenza costante nelle discussioni, ma sempre fuori dal Circolo come istituzione.

    La fine del Circolo

    Il Circolo non si sciolse per un’unica causa. Dal 1934, con l’antisemitismo istituzionalizzato in Austria, l’associazione Verein Ernst Mach, che ospitava gli incontri, fu chiusa per motivi politici. Dopo l’uccisione di Schlick nel 1936, da parte di uno studente simpatizzante nazista all’Università di Vienna, solo un piccolo gruppo residuo riuscì a continuare gli incontri a Vienna per altri due anni, mentre gli altri membri si erano già dispersi per emigrazione ed esilio forzato, molti verso gli Stati Uniti.

    Positivismo logico e Positivismo di Comte: due correnti, non una

    Il nome “positivismo” ricorre in due momenti distinti della filosofia, e vale la pena distinguerli, come fa anche il Recap su il Positivismo di Auguste Comte e le reazioni che suscitò. Nel corso del Novecento il positivismo originario di Comte, dell’Ottocento, fu in gran parte dimenticato, offuscato dal neopositivismo, cioè dal positivismo logico del Circolo di Vienna. Le critiche novecentesche di Thomas Kuhn e Paul Feyerabend, che hanno dato origine al cosiddetto “post-positivismo”, si rivolgevano al neopositivismo di Carnap: il Comte ottocentesco restava fuori da quel bersaglio, anche se i commentatori successivi li hanno spesso confusi.

    Positivismo di ComtePositivismo logico (Circolo di Vienna)
    EpocaOttocentoPrimo Novecento, 1924-1936
    Sorte nel NovecentoOscurato dal neopositivismoBersaglio delle critiche di Kuhn e Feyerabend

    Chi vuole ripercorrere il metodo scientifico a cui il Circolo guardava può ritrovarne le radici nella rivoluzione di Galileo Galilei e nel dibattito sulla teoria della conoscenza aperto dalla Critica della ragion pura di Kant.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Circolo di Vienna: Circolo di ViennaSlide 2 della presentazione su Circolo di Vienna: Una proposizione che nessuno può verificare ha ancora significato?Slide 3 della presentazione su Circolo di Vienna: Circolo di Vienna, passo per passoSlide 4 della presentazione su Circolo di Vienna: Capitolo 01: Chi eranoSlide 5 della presentazione su Circolo di Vienna: Gli anni viennesi di SchlickSlide 6 della presentazione su Circolo di Vienna: I nomi che si univano a Schlick: Hans Hahn, Otto Neurath, Rudolf CarnapSlide 7 della presentazione su Circolo di Vienna: Capitolo 02: Il criterio di significatoSlide 8 della presentazione su Circolo di Vienna: Per il Circolo la metafisica restava fuori dal significato cognitivo.Slide 9 della presentazione su Circolo di Vienna: Capitolo 03: Wittgenstein, vicino non dentroSlide 10 della presentazione su Circolo di Vienna: Wittgenstein non fu mai un membro ufficiale del Circolo di Vienna.Slide 11 della presentazione su Circolo di Vienna: Capitolo 04: La fine del CircoloSlide 12 della presentazione su Circolo di Vienna: Come si chiuse il gruppo a ViennaSlide 13 della presentazione su Circolo di Vienna: Capitolo 05: Due positivismi, due secoliSlide 14 della presentazione su Circolo di Vienna: Lo stesso nome, due correntiSlide 15 della presentazione su Circolo di Vienna: Qual è la differenza principale tra il Positivismo di Comte e il positivismo logico?Slide 16 della presentazione su Circolo di Vienna: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Molti credono che Ludwig Wittgenstein fosse un membro del Circolo di Vienna.

      ✓ Realtà Wittgenstein non fece mai parte del gruppo, discusse la sua tesi sul significato come metodo di verificazione privatamente con Schlick e Waismann, in incontri del dicembre 1929 e del gennaio 1930, mentre il Circolo si riuniva ufficialmente senza di lui.

    • ✗ Mito Molti credono che il Positivismo di Comte e il positivismo logico del Circolo di Vienna siano la stessa dottrina, con un nome diverso.

      ✓ Realtà Sono due correnti filosofiche di secoli diversi, secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy. Il Positivismo di Comte, nato nell'Ottocento, finì in gran parte dimenticato nel Novecento; le critiche di Kuhn e Feyerabend, che apersero la strada al post-positivismo, si rivolgevano al neopositivismo di Carnap.

    • ✗ Mito Molti credono che il Circolo giudicasse la metafisica un insieme di affermazioni false.

      ✓ Realtà Per i suoi membri la metafisica mancava di significato cognitivo, le sue proposizioni non erano verificabili empiricamente né vere per definizione, come lo sono invece quelle della logica o della matematica, quindi restavano fuori da ciò che per il Circolo contava come conoscenza.

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    Mappa concettuale: Circolo di Vienna: chi erano i filosofi del positivismo logico
    • Circolo di Vienna
      • Chi erano
        • Moritz Schlick Nominato nel 1922 alla cattedra viennese già di Mach
        • Membri scienziati Hahn, Frank, Neurath, Hahn-Neurath, Kraft, Carnap dal 1926
        • Studenti reclutati Waismann, Feigl tra gli studenti di Schlick, Menger e Gödel tra quelli di Hahn
        • Wittgenstein Interlocutore privato di Schlick e Waismann, mai membro ufficiale
      • Il positivismo logico
        • Criterio di significato Analitico a priori, oppure empirico e verificabile
        • Rifiuto della metafisica Priva di significato cognitivo, fuori dalla logica e dall'esperienza
        • Non solo verifica pratica immediata Altrimenti molte ipotesi scientifiche sarebbero senza senso
      • Gli incontri
        • Riunioni settimanali Dal 1924 al 1936, nei semestri accademici
        • Guida nominale di Schlick
        • Discussioni sul Tractatus Con incontri diretti tra Wittgenstein, Schlick, Waismann e Carnap
      • La fine del movimento
        • Chiusura del Verein Ernst Mach Nel 1934, per motivi politici
        • Uccisione di Schlick Nel 1936, da un simpatizzante nazista
        • Dispersione dei membri Molti emigrano negli Stati Uniti con l'avanzata del nazismo
      • Due positivismi distinti
        • Comte, XIX secolo Oscurato nel Novecento dal neopositivismo
        • Circolo di Vienna, XX secolo Bersaglio delle critiche di Kuhn e Feyerabend a Carnap

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Chi guidava nominalmente gli incontri del Circolo di Vienna?

    Schlick, nominato nel 1922 alla cattedra viennese di Filosofia delle scienze induttive, guidava nominalmente le riunioni settimanali che partirono nel 1924.

    2 Ludwig Wittgenstein era un membro ufficiale del Circolo di Vienna.

    Wittgenstein non fece parte del Circolo, discusse le sue idee privatamente con Schlick e Waismann nel dicembre 1929 e nel gennaio 1930.

    3 Secondo il positivismo logico, una proposizione metafisica è...

    Per i membri del Circolo la metafisica restava priva di senso cognitivo, perché non rientrava né tra le proposizioni analitiche a priori né tra quelle empiriche verificabili.

    4 Cosa portò alla fine degli incontri del Circolo a Vienna?

    La fonte indica più cause insieme, la chiusura politica del Verein Ernst Mach, l'omicidio di Schlick e l'emigrazione forzata di molti membri.

    5 Qual è la differenza principale tra il Positivismo di Comte e il positivismo logico del Circolo di Vienna?

    Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, il positivismo ottocentesco di Comte e il neopositivismo del Circolo di Vienna sono correnti distinte; le critiche di Kuhn e Feyerabend si rivolgevano soprattutto alla seconda corrente.

    Risposte: 1-A · 2-B · 3-B · 4-B · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Il Circolo di Vienna era un gruppo di filosofi e scienziati che si riuniva a Vienna, ogni settimana durante i semestri accademici, dal 1924 al 1936, sotto la guida nominale di Moritz Schlick. Tra i suoi membri ci furono Rudolf Carnap, Otto Neurath e Hans Hahn, uniti attorno a un'idea precisa, il positivismo logico, per cui una frase ha significato solo se è una proposizione analitica a priori oppure una proposizione empirica verificabile. Su questa base il gruppo considerava le proposizioni della metafisica tradizionale prive di significato cognitivo, perché non rientravano in nessuna delle due categorie. Il movimento si fermò negli anni Trenta, tra la chiusura per motivi politici del Verein Ernst Mach, l'uccisione di Schlick nel 1936 e la dispersione di buona parte dei suoi membri, spinti all'emigrazione dal nazismo. Non va confuso con il Positivismo ottocentesco di Auguste Comte: sono due correnti filosofiche di secoli diversi, spesso sovrapposte dai lettori di oggi.

    Domande e risposte

    Cos'è il positivismo logico?

    È il nome dato dal Circolo di Vienna al criterio per cui ha senso solo ciò che si può provare con la logica oppure controllare con l'esperienza; il resto, per i suoi membri, restava fuori dal significato cognitivo, come nel caso delle proposizioni della metafisica tradizionale.

    Chi erano i membri del Circolo di Vienna?

    Il gruppo si riuniva sotto la guida nominale di Moritz Schlick e comprendeva, tra gli altri, Hans Hahn, Philipp Frank, Otto Neurath, Olga Hahn-Neurath, Viktor Kraft e, dal 1926, Rudolf Carnap, oltre a studenti come Friedrich Waismann, Herbert Feigl, Karl Menger e Kurt Gödel.

    Wittgenstein faceva parte del Circolo di Vienna?

    No. Fu un interlocutore privato di Schlick e Waismann, mai un membro del Circolo, i loro incontri, nel dicembre 1929 e nel gennaio 1930, affrontarono la tesi secondo cui una proposizione ha senso solo se si può controllare con l'esperienza.

    Perché finì il Circolo di Vienna?

    Per più motivi che si sovrapposero negli anni Trenta, la chiusura per motivi politici dell'associazione Verein Ernst Mach nel 1934, l'uccisione di Schlick nel 1936, e l'emigrazione forzata di tanti membri con l'avanzata del nazismo.

    Che differenza c'è tra il Circolo di Vienna e il Positivismo di Comte?

    Sono due correnti filosofiche distinte, di secoli diversi. Il positivismo ottocentesco di Auguste Comte fu in gran parte oscurato nel Novecento dal neopositivismo del Circolo di Vienna; le critiche successive di Kuhn e Feyerabend riguardarono soprattutto quest'ultimo.

    Fonti consultate

    • Stanford Encyclopedia of Philosophy, «The Vienna Circle» (consultata 11/10/2026)
    • Internet Encyclopedia of Philosophy, «Vienna Circle» (consultata 11/10/2026)
    • Stanford Encyclopedia of Philosophy, «Auguste Comte» (consultata 11/10/2026)

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