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    Contratto sociale: come lo pensano Hobbes, Locke e Rousseau

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 12 ottobre 2026

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    Il contratto sociale è un esperimento filosofico che spiega perché gli individui accettano un'autorità politica comune, partendo da come si vivrebbe senza nessun governo. Hobbes descrive una guerra generalizzata risolta da un sovrano con poteri assoluti. Locke parte da una libertà già ordinata dalla ragione e affida al governo solo un incarico revocabile, con un diritto di resistenza se tradisce il suo compito. Rousseau non prevede nessun sovrano esterno: per lui le leggi nascono dalla volontà generale dei cittadini riuniti. I tre autori condividono lo schema del ragionamento, ma arrivano a idee opposte su libertà e autorità.

    Punti Chiave

    • Il contratto sociale è un esperimento di pensiero sul potere legittimo: non racconta un accordo firmato davvero in un momento storico preciso.
    • Hobbes (Leviatano, 1651) descrive uno stato di natura di guerra generalizzata e propone un patto che cede un potere assoluto e indiviso a un sovrano.
    • Locke (Due trattati sul governo, 1689) immagina uno stato di natura già regolato dalla ragione e limita il patto a una cessione condizionata, revocabile con un diritto di resistenza.
    • Rousseau (Il contratto sociale, 1762) non affida il potere a un sovrano esterno: sono i cittadini riuniti a deliberare le leggi tramite la volontà generale.
    • I tre autori usano lo stesso schema, stato di natura seguito da un patto, ma arrivano a forme di governo incompatibili tra loro.
    • Le idee di Locke e Rousseau hanno fornito il vocabolario di due rivoluzioni settecentesche distinte.

    I numeri chiave

    • 1651 anno di pubblicazione del Leviatano di Thomas Hobbes, l'opera che fissa la teoria dello stato di natura e del patto di sudditanza assoluta. Fonte: Stanford Encyclopedia of Philosophy
    • 1689 anno di pubblicazione dei Due trattati sul governo di John Locke, uscito dopo la Glorious Revolution e alla base del diritto di resistenza. Fonte: Stanford Encyclopedia of Philosophy
    • 1762 anno di pubblicazione del Contratto sociale di Jean-Jacques Rousseau, l'opera che ha reso popolare l'espressione «contratto sociale». Fonte: Stanford Encyclopedia of Philosophy

    L'Approfondimento

    Il contratto sociale non è un documento d’archivio: è uno strumento filosofico, utile a chiedersi perché un’autorità politica sia legittima. Hobbes, Locke e Rousseau rispondono in modi opposti, partendo dalla stessa mossa: immaginare come vivrebbero gli esseri umani senza nessun governo comune.

    Una guerra di tutti contro tutti, lo stato di natura di Hobbes

    Secondo la voce della Stanford Encyclopedia of Philosophy dedicata a Hobbes, lo stato di natura descritto nel Leviatano (1651) è una condizione di guerra generalizzata: non si tratta di scontri occasionali. Un potere comune che faccia rispettare le regole manca del tutto, e il Leviatano stesso descrive la vita che ne risulta come priva di industria, di cultura e di qualunque forma di società stabile: ogni persona deve temere in ogni momento la violenza degli altri, perché nessuno può contare su un domani sicuro.

    Esempio pratico: immagina un quartiere privo di polizia, di tribunali e di qualunque regola condivisa, dove ogni abitante deve badare solo a sé stesso. Anche se nessuno dei vicini fosse davvero ostile, converrebbe comunque armarsi per primi, per prudenza: è questo calcolo di sospetto reciproco, prima ancora della cattiveria delle persone, a produrre il conflitto permanente che Hobbes descrive.

    Per uscire da questa condizione, gli individui istituiscono una sovranità con un patto reciproco di obbedienza: ciascuno trasferisce il proprio diritto di autogovernarsi a un sovrano, che può essere una sola persona o un’assemblea, a condizione che tutti gli altri facciano lo stesso. La Stanford Encyclopedia spiega che per Hobbes questo potere deve essere assoluto, indiviso e illimitato: un’autorità parziale non basterebbe a tenere a freno una guerra generalizzata, e per questo motivo anche un governo molto duro resta, nel suo ragionamento, preferibile al ritorno della guerra civile.

    Una libertà già regolata dalla ragione, lo stato di natura di Locke

    Secondo la voce della Stanford Encyclopedia of Philosophy dedicata a Locke, lo stato di natura dei Due trattati sul governo (1689), pubblicati dopo la Glorious Revolution, nasce dall’assenza di un giudice comune con autorità: resta comunque governato dalla ragione. L’Internet Encyclopedia of Philosophy la descrive come una condizione di piena libertà; la Stanford Encyclopedia aggiunge che per Locke gli individui hanno già diritti naturali alla vita, alla libertà e alla proprietà prima di qualunque società civile o legge positiva.

    Il patto che Locke propone è quindi molto più limitato di quello hobbesiano. Gli individui cedono al governo solo il potere esecutivo necessario a punire chi viola la legge di natura: è un trasferimento specifico e condizionato. Nel testo originale dei Due trattati, Locke scrive che quando la violenza viene commessa anche da chi dovrebbe amministrare la giustizia, resta solo il ricorso alla forza, quello che chiama «appello al cielo»: è la base teorica del diritto di resistenza. Un governo che tradisce lo scopo per cui è stato istituito può essere contestato e sostituito, un’idea che i Padri fondatori americani avrebbero ripreso nella loro rivoluzione (/it/storia/rivoluzione-americana/).

    Nessun sovrano esterno, il contratto sociale di Rousseau

    Rousseau parte da premesse diverse. Nel Discorso sulla disuguaglianza sostiene che la bontà naturale dell’essere umano viene corrotta dalla vita in società: secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy, a produrre disuguaglianza e competizione è il processo di socializzazione che segue, più che un tratto originario della natura umana. Dove Hobbes vede nello stato di natura il problema da risolvere, Rousseau lo descrive come un’epoca pacifica, priva di competizione.

    Nel Contratto sociale (1762), l’opera che ha reso popolare l’espressione, Rousseau applica lo stesso schema di Hobbes e Locke, stato di natura seguito da un patto, ma arriva, come riporta ancora la Stanford Encyclopedia, a una conclusione di uguaglianza democratica. Il problema che il patto deve risolvere è unirsi agli altri restando comunque liberi come prima: per questo Rousseau non prevede nessun sovrano esterno a cui delegare il potere. Secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy, il governo che ne risulta si fonda sull’assemblea diretta dei cittadini, che deliberano le leggi. Le leggi legittime nascono dalla volontà generale, orientata al bene comune, distinta dalla volontà di tutti, che è solo la somma degli interessi privati di ciascuno: la distinzione compare già nel primo libro del Contratto sociale. Questa idea di una sovranità che resta nei cittadini avrebbe attraversato il pensiero rivoluzionario francese (/it/storia/rivoluzione-francese/) e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 (/it/storia/dichiarazione-diritti-uomo-cittadino-1789/).

    Tre stati di natura, la stessa domanda

    Messi fianco a fianco, i tre stati di natura descrivono condizioni di partenza opposte, e la forma del patto segue da lì. Hobbes immagina una guerra permanente in cui la ragione da sola non garantisce la sicurezza, quindi il patto deve creare un potere capace di imporsi su tutti. Locke immagina una libertà già ordinata dalla ragione, quindi il patto può limitarsi a delegare una parte di quell’ordine già esistente. Rousseau immagina una pace naturale guastata dalla vita in società, quindi il rimedio consiste nel restituire ai cittadini il controllo delle proprie leggi, invece di delegarlo a un terzo.

    Questa differenza spiega anche perché i tre autori arrivano a forme di governo incompatibili tra loro. Per Hobbes qualunque frammentazione del potere è un rischio mortale. Locke invece lo ripartisce tra governo e diritto di resistenza, mentre Rousseau lo affida per intero ai cittadini. Le pagine sulle forme di stato e di governo (/it/educazione-civica/forme-di-stato-e-forme-di-governo/) raccontano come queste intuizioni settecentesche si siano poi tradotte in modelli costituzionali concreti.

    L’eredità nelle rivoluzioni e nelle teorie successive

    Nessuno dei tre filosofi ha assistito a un contratto sociale firmato davvero: resta un esperimento di pensiero, utile a discutere la legittimità del potere più che a raccontarne la nascita storica. Le loro idee hanno però avuto conseguenze storiche precise. I diritti naturali di Locke hanno fornito il vocabolario della rivoluzione americana; la sovranità dei cittadini di Rousseau ha fornito quello della rivoluzione francese. Hobbes, meno citato direttamente nei documenti rivoluzionari, resta comunque il punto di partenza del ragionamento: è lui a formulare per primo, in termini moderni, il problema che Locke e Rousseau avrebbero poi provato a risolvere in modo diverso.

    Presentazione

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    Slide 1 della presentazione su Contratto sociale: Il contratto socialeSlide 2 della presentazione su Contratto sociale: Perché accettiamo di obbedire a un'autorità che non abbiamo scelto noi?Slide 3 della presentazione su Contratto sociale: Filosofi a confronto sul potere legittimoSlide 4 della presentazione su Contratto sociale: Capitolo 01: HobbesSlide 5 della presentazione su Contratto sociale: Dalla guerra al sovrano assolutoSlide 6 della presentazione su Contratto sociale: Capitolo 02: LockeSlide 7 della presentazione su Contratto sociale: Dalla libertà regolata alla resistenzaSlide 8 della presentazione su Contratto sociale: Capitolo 03: RousseauSlide 9 della presentazione su Contratto sociale: Dalla pace naturale alla volontà generaleSlide 10 della presentazione su Contratto sociale: Cessione totale o cessione condizionataSlide 11 della presentazione su Contratto sociale: E se le leggi nascessero direttamente dalla comunità dei cittadini?Slide 12 della presentazione su Contratto sociale: I cittadini riuniti deliberano le leggi attraverso la volontà generale.Slide 13 della presentazione su Contratto sociale: Chi ha scritto Leviatano e Contratto sociale: Thomas Hobbes, John Locke, RousseauSlide 14 della presentazione su Contratto sociale: Dal Leviatano al Contratto socialeSlide 15 della presentazione su Contratto sociale: Capitolo 04: EreditàSlide 16 della presentazione su Contratto sociale: Da Locke e Rousseau alle rivoluzioniSlide 17 della presentazione su Contratto sociale: Qual è la differenza principale tra il patto di Hobbes e quello di Locke?Slide 18 della presentazione su Contratto sociale: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Hobbes pensava che l'essere umano sia cattivo per natura.

      ✓ Realtà Nella sua teoria la ferocia dello stato di natura nasce dall'assenza di un potere comune che faccia rispettare le regole. Anche individui ragionevoli finiscono in conflitto tra loro quando manca un'autorità condivisa capace di proteggerli a vicenda.

    • ✗ Mito Il contratto sociale è un documento che è stato davvero firmato in un momento storico preciso.

      ✓ Realtà Per Hobbes, Locke e Rousseau si tratta di un esperimento filosofico per discutere la legittimità del potere politico: nessuno dei tre descrive una firma o un'assemblea fondativa realmente avvenuta.

    • ✗ Mito Locke e Rousseau dicono più o meno la stessa cosa sul contratto sociale, solo con parole diverse.

      ✓ Realtà Le differenze sono sostanziali: per Locke il governo resta un delegato che i cittadini possono sostituire se tradisce il mandato, mentre per Rousseau non c'è nessun delegato, perché le leggi nascono direttamente dalla volontà dei cittadini riuniti.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Contratto sociale: come lo pensano Hobbes, Locke e Rousseau
    • Il contratto sociale
      • Hobbes Leviatano, 1651
        • Stato di natura guerra generalizzata, per paura della morte violenta
        • Il patto cessione reciproca del diritto di autogovernarsi
        • Il sovrano potere assoluto, indiviso, illimitato
      • Locke Due trattati sul governo, 1689
        • Stato di natura libertà piena, già regolata dalla ragione
        • Il patto cessione condizionata, solo potere esecutivo
        • Diritto di resistenza i cittadini possono contestare un governo che non rispetta più il suo compito
      • Rousseau Il contratto sociale, 1762
        • Stato di natura epoca pacifica, priva di competizione
        • Volontà generale orientata al bene comune, guida le leggi legittime
        • Assemblea dei cittadini nessun sovrano esterno, le leggi nascono dai cittadini riuniti
      • Eredità
        • Rivoluzione americana ispirata ai diritti naturali di Locke
        • Rivoluzione francese ispirata alla sovranità popolare di Rousseau
        • Forme di governo successive riprendono in modi diversi i tre schemi

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Secondo Thomas Hobbes, cosa serve per uscire dallo stato di natura?

    Per Hobbes solo un'autorità assoluta, indivisa e illimitata può tenere a freno la guerra di tutti contro tutti: un potere parziale non basterebbe.

    2 In che anno fu pubblicato il Leviatano di Hobbes?

    Il Leviatano uscì nel 1651 in inglese, con una revisione in latino nel 1668.

    3 Qual è la differenza principale tra il patto di Hobbes e quello di Locke?

    Locke descrive un trasferimento condizionato di alcuni diritti, solo il potere di punire le violazioni, revocabile se il governo tradisce il suo scopo; Hobbes impone invece una cessione totale alla sovranità istituita.

    4 Vero o falso: secondo Rousseau, il contratto sociale affida il potere a un sovrano esterno ai cittadini.

    Falso: per Rousseau non c'è nessun sovrano esterno, sono i cittadini stessi, riuniti, a deliberare le leggi attraverso la volontà generale.

    5 Quale distinzione introduce Rousseau nel Contratto sociale?

    La volontà generale è orientata al bene comune, mentre la volontà di tutti è la semplice somma degli interessi privati: solo la prima guida le leggi legittime.

    Risposte: 1-A · 2-A · 3-A · 4-B · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

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    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    Il contratto sociale è un esperimento filosofico che spiega perché gli individui accettano un'autorità politica comune, partendo da come si vivrebbe senza nessun governo. Hobbes descrive una guerra generalizzata risolta da un sovrano con poteri assoluti. Locke parte da una libertà già ordinata dalla ragione e affida al governo solo un incarico revocabile, con un diritto di resistenza se tradisce il suo compito. Rousseau non prevede nessun sovrano esterno: per lui le leggi nascono dalla volontà generale dei cittadini riuniti. I tre autori condividono lo schema del ragionamento, ma arrivano a idee opposte su libertà e autorità.

    Domande e risposte

    Cos'è il contratto sociale?

    È un esperimento filosofico che spiega perché le persone accettano di vivere sotto un'autorità politica comune: ogni individuo rinuncia a parte della propria libertà originaria in cambio di protezione o di regole condivise.

    Qual è la differenza tra Hobbes, Locke e Rousseau sul contratto sociale?

    Hobbes affida un potere assoluto a un sovrano unico. Locke trasferisce al governo solo il potere di punire le violazioni e mantiene la possibilità di sostituirlo se tradisce il mandato. Rousseau non delega a nessuno: le leggi scaturiscono dall'assemblea dei cittadini stessi.

    Cos'è lo stato di natura?

    È la condizione, immaginata dai tre filosofi, in cui gli individui vivono prima di qualunque autorità politica comune. Hobbes la descrive come guerra generalizzata, Locke come libertà già regolata dalla ragione, Rousseau come un'epoca pacifica priva di competizione.

    Il contratto sociale è mai stato firmato davvero?

    No. Hobbes, Locke e Rousseau lo presentano come uno strumento di riflessione filosofica per giustificare l'autorità politica: nessuno dei tre racconta un accordo storicamente avvenuto.

    Cosa si intende per volontà generale in Rousseau?

    È l'orientamento condiviso verso il bene comune che, secondo Rousseau, guida le leggi di una comunità: si distingue dalla semplice somma degli interessi personali di ciascun cittadino.

    Fonti consultate

    • Stanford Encyclopedia of Philosophy — Hobbes's Moral and Political Philosophy
    • Stanford Encyclopedia of Philosophy — Locke's Political Philosophy
    • Stanford Encyclopedia of Philosophy — Rousseau
    • Internet Encyclopedia of Philosophy — Social Contract Theory
    • Internet Encyclopedia of Philosophy — Rousseau
    • Wikisource — Leviathan (1651)/Chapter 13
    • Standard Ebooks — Leviathan, Chapter 17
    • Wikisource — Two Treatises of Government/Book II
    • Wikisource — The Social Contract (trad. Cole)/Book I

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