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Contratto sociale: come lo pensano Hobbes, Locke e Rousseau |
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Contratto sociale: come lo pensano Hobbes, Locke e RousseauCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta18 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoIl contratto sociale è un esperimento filosofico che spiega perché gli individui accettano un'autorità politica comune, partendo da come si vivrebbe senza nessun governo. Hobbes descrive una guerra generalizzata risolta da un sovrano con poteri assoluti. Locke parte da una libertà già ordinata dalla ragione e affida al governo solo un incarico revocabile, con un diritto di resistenza se tradisce il suo compito. Rousseau non prevede nessun sovrano esterno: per lui le leggi nascono dalla volontà generale dei cittadini riuniti. I tre autori condividono lo schema del ragionamento, ma arrivano a idee opposte su libertà e autorità. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoIl contratto sociale non è un documento d’archivio: è uno strumento filosofico, utile a chiedersi perché un’autorità politica sia legittima. Hobbes, Locke e Rousseau rispondono in modi opposti, partendo dalla stessa mossa: immaginare come vivrebbero gli esseri umani senza nessun governo comune. Una guerra di tutti contro tutti, lo stato di natura di HobbesSecondo la voce della Stanford Encyclopedia of Philosophy dedicata a Hobbes, lo stato di natura descritto nel Leviatano (1651) è una condizione di guerra generalizzata: non si tratta di scontri occasionali. Un potere comune che faccia rispettare le regole manca del tutto, e il Leviatano stesso descrive la vita che ne risulta come priva di industria, di cultura e di qualunque forma di società stabile: ogni persona deve temere in ogni momento la violenza degli altri, perché nessuno può contare su un domani sicuro.
Per uscire da questa condizione, gli individui istituiscono una sovranità con un patto reciproco di obbedienza: ciascuno trasferisce il proprio diritto di autogovernarsi a un sovrano, che può essere una sola persona o un’assemblea, a condizione che tutti gli altri facciano lo stesso. La Stanford Encyclopedia spiega che per Hobbes questo potere deve essere assoluto, indiviso e illimitato: un’autorità parziale non basterebbe a tenere a freno una guerra generalizzata, e per questo motivo anche un governo molto duro resta, nel suo ragionamento, preferibile al ritorno della guerra civile. Una libertà già regolata dalla ragione, lo stato di natura di LockeSecondo la voce della Stanford Encyclopedia of Philosophy dedicata a Locke, lo stato di natura dei Due trattati sul governo (1689), pubblicati dopo la Glorious Revolution, nasce dall’assenza di un giudice comune con autorità: resta comunque governato dalla ragione. L’Internet Encyclopedia of Philosophy la descrive come una condizione di piena libertà; la Stanford Encyclopedia aggiunge che per Locke gli individui hanno già diritti naturali alla vita, alla libertà e alla proprietà prima di qualunque società civile o legge positiva. Il patto che Locke propone è quindi molto più limitato di quello hobbesiano. Gli individui cedono al governo solo il potere esecutivo necessario a punire chi viola la legge di natura: è un trasferimento specifico e condizionato. Nel testo originale dei Due trattati, Locke scrive che quando la violenza viene commessa anche da chi dovrebbe amministrare la giustizia, resta solo il ricorso alla forza, quello che chiama «appello al cielo»: è la base teorica del diritto di resistenza. Un governo che tradisce lo scopo per cui è stato istituito può essere contestato e sostituito, un’idea che i Padri fondatori americani avrebbero ripreso nella loro rivoluzione (/it/storia/rivoluzione-americana/). Nessun sovrano esterno, il contratto sociale di RousseauRousseau parte da premesse diverse. Nel Discorso sulla disuguaglianza sostiene che la bontà naturale dell’essere umano viene corrotta dalla vita in società: secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy, a produrre disuguaglianza e competizione è il processo di socializzazione che segue, più che un tratto originario della natura umana. Dove Hobbes vede nello stato di natura il problema da risolvere, Rousseau lo descrive come un’epoca pacifica, priva di competizione. Nel Contratto sociale (1762), l’opera che ha reso popolare l’espressione, Rousseau applica lo stesso schema di Hobbes e Locke, stato di natura seguito da un patto, ma arriva, come riporta ancora la Stanford Encyclopedia, a una conclusione di uguaglianza democratica. Il problema che il patto deve risolvere è unirsi agli altri restando comunque liberi come prima: per questo Rousseau non prevede nessun sovrano esterno a cui delegare il potere. Secondo l’Internet Encyclopedia of Philosophy, il governo che ne risulta si fonda sull’assemblea diretta dei cittadini, che deliberano le leggi. Le leggi legittime nascono dalla volontà generale, orientata al bene comune, distinta dalla volontà di tutti, che è solo la somma degli interessi privati di ciascuno: la distinzione compare già nel primo libro del Contratto sociale. Questa idea di una sovranità che resta nei cittadini avrebbe attraversato il pensiero rivoluzionario francese (/it/storia/rivoluzione-francese/) e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 (/it/storia/dichiarazione-diritti-uomo-cittadino-1789/). Tre stati di natura, la stessa domandaMessi fianco a fianco, i tre stati di natura descrivono condizioni di partenza opposte, e la forma del patto segue da lì. Hobbes immagina una guerra permanente in cui la ragione da sola non garantisce la sicurezza, quindi il patto deve creare un potere capace di imporsi su tutti. Locke immagina una libertà già ordinata dalla ragione, quindi il patto può limitarsi a delegare una parte di quell’ordine già esistente. Rousseau immagina una pace naturale guastata dalla vita in società, quindi il rimedio consiste nel restituire ai cittadini il controllo delle proprie leggi, invece di delegarlo a un terzo. Questa differenza spiega anche perché i tre autori arrivano a forme di governo incompatibili tra loro. Per Hobbes qualunque frammentazione del potere è un rischio mortale. Locke invece lo ripartisce tra governo e diritto di resistenza, mentre Rousseau lo affida per intero ai cittadini. Le pagine sulle forme di stato e di governo (/it/educazione-civica/forme-di-stato-e-forme-di-governo/) raccontano come queste intuizioni settecentesche si siano poi tradotte in modelli costituzionali concreti. L’eredità nelle rivoluzioni e nelle teorie successiveNessuno dei tre filosofi ha assistito a un contratto sociale firmato davvero: resta un esperimento di pensiero, utile a discutere la legittimità del potere più che a raccontarne la nascita storica. Le loro idee hanno però avuto conseguenze storiche precise. I diritti naturali di Locke hanno fornito il vocabolario della rivoluzione americana; la sovranità dei cittadini di Rousseau ha fornito quello della rivoluzione francese. Hobbes, meno citato direttamente nei documenti rivoluzionari, resta comunque il punto di partenza del ragionamento: è lui a formulare per primo, in termini moderni, il problema che Locke e Rousseau avrebbero poi provato a risolvere in modo diverso. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteCos'è il contratto sociale?È un esperimento filosofico che spiega perché le persone accettano di vivere sotto un'autorità politica comune: ogni individuo rinuncia a parte della propria libertà originaria in cambio di protezione o di regole condivise. Qual è la differenza tra Hobbes, Locke e Rousseau sul contratto sociale?Hobbes affida un potere assoluto a un sovrano unico. Locke trasferisce al governo solo il potere di punire le violazioni e mantiene la possibilità di sostituirlo se tradisce il mandato. Rousseau non delega a nessuno: le leggi scaturiscono dall'assemblea dei cittadini stessi. Cos'è lo stato di natura?È la condizione, immaginata dai tre filosofi, in cui gli individui vivono prima di qualunque autorità politica comune. Hobbes la descrive come guerra generalizzata, Locke come libertà già regolata dalla ragione, Rousseau come un'epoca pacifica priva di competizione. Il contratto sociale è mai stato firmato davvero?No. Hobbes, Locke e Rousseau lo presentano come uno strumento di riflessione filosofica per giustificare l'autorità politica: nessuno dei tre racconta un accordo storicamente avvenuto. Cosa si intende per volontà generale in Rousseau?È l'orientamento condiviso verso il bene comune che, secondo Rousseau, guida le leggi di una comunità: si distingue dalla semplice somma degli interessi personali di ciascun cittadino. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |
















