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Blaise Pascal: scienza e fede nel pensiero del filosofo matematico |
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Blaise Pascal: scienza e fede nel pensiero del filosofo matematicoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta16 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoBlaise Pascal nacque a Clermont, in Alvernia, il 19 giugno 1623 e morì a Parigi il 19 agosto 1662, a 39 anni. Fu matematico e fisico, autore di lavori sul triangolo aritmetico e, insieme a Pierre de Fermat, delle prime basi della teoria delle probabilità; costruì anche una delle prime calcolatrici meccaniche della storia, la pascalina. Nella notte del 23 novembre 1654 visse un'esperienza che interpretò come una conversione religiosa, e da allora il suo lavoro si spostò verso la teologia. Il suo taccuino di appunti, pubblicato dopo la morte come Pensées, resta la sintesi più nota del suo modo di tenere insieme ragione e fede. Punti Chiave
I numeri chiave
L'ApprofondimentoUn’infanzia tra i matematici di ParigiBlaise Pascal nacque il 19 giugno 1623 a Clermont, in Alvernia, l’attuale Clermont-Ferrand. Secondo la Internet Encyclopedia of Philosophy non ricevette un’istruzione scolastica tradizionale: fu il padre, matematico lui stesso, a insegnargli tutto quello che sapeva. Lo stesso padre lo portò a Parigi, dove Pascal entrò, a soli tredici anni, nel circolo scientifico di Marin Mersenne, un ambiente frequentato dai matematici più attivi del tempo. In quel circolo Pascal mostrò presto un talento fuori dal comune. Nel giugno 1639, a sedici anni, presentò un foglio di teoremi di geometria proiettiva che includeva la proprietà nota come esagono mistico di Pascal, e l’anno dopo pubblicò il Saggio sulle sezioni coniche. Questi lavori giovanili applicano con rigore precoce il metodo scientifico a un problema geometrico, più vicino alla tradizione di Aristotele nel metodo che nei contenuti. Gli anni della scienza: triangoli, probabilità e una macchina per contareTra il 1642 e il 1645 Pascal costruì la pascalina, per aiutare il padre nel suo lavoro di esattore delle tasse. Secondo MacTutor History of Mathematics fu il risultato di tre anni di lavoro; secondo la Internet Encyclopedia of Philosophy fu la prima calcolatrice meccanica pienamente funzionante al mondo. Nel 1649 Pascal ne ottenne un privilegio reale, ma entro il 1652 ne erano stati prodotti una cinquantina di esemplari prototipo: se ne vendettero pochi, e la produzione cessò. Nell’estate del 1654 arrivò il contributo più duraturo. Attraverso uno scambio di cinque lettere con Pierre de Fermat, su due problemi legati ai giochi d’azzardo noti come il problema dei punti e il problema dei dadi, Pascal pose insieme a lui le basi della teoria delle probabilità e statistica. Nello stesso periodo lavorò anche in fisica: entro il 1647 riteneva di aver dimostrato l’esistenza del vuoto, nel 1648 osservò che la pressione atmosferica diminuisce con l’altitudine, e nel 1653 scrisse il Trattato sull’equilibrio dei liquidi, in cui espone il principio fisico noto come legge di Pascal sulla pressione nei liquidi. A questi lavori si aggiunge il Trattato sul triangolo aritmetico: Pascal non fu il primo a studiare quella figura, ma secondo MacTutor il suo resta il lavoro più importante mai scritto sull’argomento. La malattia e la notte della conversioneSecondo la Internet Encyclopedia of Philosophy, che riporta la testimonianza della sorella di Pascal, Gilberte, dopo i diciotto anni Pascal non visse più un giorno libero dal dolore o da qualche forma di malattia. A ventiquattro anni le sue condizioni erano arrivate al punto che riusciva a tollerare solo cibi liquidi. Poco prima della sua esperienza religiosa, secondo MacTutor, Pascal rischiò la vita in un incidente: i cavalli della sua carrozza si imbizzarrirono, lasciandola sospesa su un ponte sulla Senna. Non molto tempo dopo, nella notte tra il 23 e il 24 novembre 1654, tra le 22:30 e le 00:30 secondo la Internet Encyclopedia of Philosophy, Pascal visse un’esperienza che lui stesso descrisse vicina al sogno o all’estasi, e che interpretò come una conversione religiosa. Scrisse il resoconto di quella notte in un documento noto come Memoriale e lo cucì nella fodera del cappotto. Lo conservò così fino alla morte: avvenuta a Parigi il 19 agosto 1662, a 39 anni, otto anni dopo quella notte. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy, l’intensità di quell’esperienza produsse un cambiamento definitivo nello stile di vita e negli interessi intellettuali di Pascal, oltre che nelle sue ambizioni personali. La stessa fonte, che riporta la testimonianza del cognato di Pascal, aggiunge che dopo la conversione Pascal maturò un distacco verso gli studi scientifici. Già da prima, su insegnamento del padre, Pascal aveva elaborato una distinzione tra conoscenza dei fatti, ragione naturale e fede. Tra gennaio 1656 e marzo 1657, con lo pseudonimo Louis de Montalte, Pascal pubblicò diciotto lettere, le Lettres provinciales, per difendere il teologo giansenista Antoine Arnauld, accusato di eresia. Secondo la Internet Encyclopedia of Philosophy lo stile spazia dall’ironia leggera alla vera e propria derisione dei gesuiti, e le lettere furono proibite per ordine di Luigi XIV nel 1660, inserite nell’Indice dei libri proibiti e bruciate dall’Inquisizione. L’opera Pensées: cos’è e cosa contienePascal non pubblicò in vita alcuna opera filosofica. Secondo la Stanford Encyclopedia of Philosophy iniziò a scrivere, alla fine del 1656, un taccuino di appunti che restò incompiuto alla sua morte, nel 1662: fu pubblicato solo dopo, e divenne noto come Pensées. La Internet Encyclopedia of Philosophy descrive l’opera, nella forma in cui è arrivata fino a noi, come una raccolta di frammenti, aforismi, omelie e brevi saggi, concepita come difesa della fede cristiana rivolta a chi non credeva. Uno dei temi centrali delle Pensées, secondo la Internet Encyclopedia of Philosophy, è la doppia natura della condizione umana: fatta in parte di miseria, in parte di grandezza. Nel frammento più discusso dell’opera, indicato come 418 o 680 a seconda della numerazione usata dagli studiosi, Pascal paragona la scelta di credere a una scommessa: puntare su Dio costa poco se si perde, e può valere un guadagno senza fine se si vince, mentre non puntarci espone al rischio opposto. Altrove, nello stesso taccuino, Pascal scrive che è il cuore a fare esperienza di Dio, e descrive la fede come un sentimento che si avverte prima di essere dimostrato.
La distinzione che Pascal traccia tra fede e ragione tocca un problema già posto, in termini diversi, da Platone e dal suo confronto con Aristotele sul rapporto tra conoscenza e realtà. Un paragone più tardo è quello con Kant e il suo imperativo categorico: un metodo di ragionamento lontano dalla scommessa pascaliana, costruito sulla ragione pura, ma nato dalla stessa domanda di fondo: quanto la ragione basti da sola a fondare una scelta. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
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Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteBlaise Pascal era uno scienziato o un uomo di fede?Fu entrambe le cose: matematico e fisico riconosciuto negli anni giovanili, e dopo l'esperienza religiosa del 23 novembre 1654 dedicò buona parte del suo lavoro alla difesa della fede cristiana, lasciando le Pensées come sintesi di questo percorso. Cosa dice la scommessa di Pascal?È il ragionamento esposto nel frammento 418, o 680 a seconda della numerazione, delle Pensées: Pascal tratta la fede in Dio come una scelta da valutare con la logica delle scommesse, non come un'evidenza da dimostrare con la ragione. Le Pensées sono un'opera completa?No: sono una raccolta incompiuta di appunti, frammenti, aforismi e brevi saggi che Pascal lasciò alla morte, nel 1662, concepita come difesa della fede cristiana e pubblicata solo in seguito. Qual è il contributo scientifico più noto di Pascal?Oltre al lavoro sul triangolo aritmetico, il contributo più citato è lo scambio di lettere del 1654 con Pierre de Fermat, che pose le basi della teoria delle probabilità. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |














