Una trasformazione geometrica trasforma una figura in un'altra, detta immagine, modificandone forma, dimensione o posizione. Tre di queste operazioni lasciano sempre uguali le lunghezze e gli angoli: la traslazione sposta ogni punto della stessa quantità, nella stessa direzione; la rotazione la fa ruotare attorno a un centro immobile; la riflessione la ribalta come in uno specchio rispetto a una linea. La dilatazione segue una logica diversa: ingrandisce o rimpicciolisce la figura, e il risultato conserva la forma originale con una grandezza differente.
Punti Chiave
Si chiama isometria una trasformazione che, passando alla figura immagine, lascia identiche le distanze fra i suoi punti.
Nella traslazione l'intera figura scorre sul piano: ogni punto avanza della stessa misura, mantenendo costante la direzione.
La rotazione gira la figura attorno a un centro che resta immobile, di un'ampiezza misurata dall'angolo di rotazione.
La riflessione produce l'immagine speculare della figura, ribaltandola rispetto a un asse.
La dilatazione cambia le dimensioni della figura secondo un fattore di scala: non rientra tra le isometrie.
Più trasformazioni si possono applicare in sequenza: componendo due riflessioni rispetto a rette che si incrociano si ottiene un'unica rotazione.
L'Approfondimento
Una trasformazione geometrica è un procedimento che cambia forma, dimensione o posizione di una figura, producendo una nuova figura chiamata immagine. Tre di queste operazioni appartengono alla stessa famiglia e lasciano invariate tanto le lunghezze quanto gli angoli della figura di partenza. Il nome tecnico è trasformazione rigida, o isometria: la figura originale e la sua immagine restano sempre congruenti, con la stessa forma e la stessa grandezza, e cambia solo la posizione sul piano.
La traslazione
Nella traslazione ogni punto della figura si sposta della stessa distanza, nella stessa direzione. Non c’è un centro attorno a cui girare né una linea rispetto a cui ribaltarsi: la figura scivola sul piano, uguale a sé stessa in ogni suo dettaglio.
Esempio pratico: far scivolare un libro sul tavolo, senza sollevarlo e senza farlo ruotare, è una traslazione. Il libro resta identico per forma e misura: cambia soltanto la sua posizione sul tavolo. Versare una bibita da un bicchiere a un altro è un’operazione diversa: il liquido prende la forma del nuovo contenitore, quindi quella trasformazione non è rigida.
La rotazione
La rotazione fa girare la figura attorno a un punto che resta fermo, il centro di rotazione. Tutto il resto della figura si muove, seguendo un’ampiezza chiamata angolo di rotazione: è l’angolo formato dalle linee che uniscono un punto della figura originale al centro, e il centro al punto corrispondente della figura ruotata. Anche la rotazione, come la traslazione, lascia intatte forma e misura: chi vuole ripassare la differenza con una figura ingrandita può confrontarla con i criteri di similitudine dei triangoli, dove la forma si mantiene ma la grandezza no.
La riflessione
La riflessione, o simmetria assiale, capovolge la figura rispetto a una linea chiamata asse di riflessione, ottenendo l’immagine speculare dell’originale. Il caso più semplice da seguire in coordinate cartesiane è la riflessione rispetto all’asse x: la coordinata y di ogni punto cambia segno, mentre la coordinata x resta la stessa. Chi non ha ancora chiaro come si leggono le coordinate di un punto può ripassarlo sul piano cartesiano, dove questi spostamenti si seguono riga per riga.
Trasformazione
Che cosa si muove
Dimensione della figura
Traslazione
Ogni punto, stessa distanza e direzione
Invariata
Rotazione
La figura, attorno a un centro fisso
Invariata
Riflessione
La figura, ribaltata su un asse
Invariata
Dilatazione
La figura, ingrandita o rimpicciolita
Cambia secondo k
La dilatazione, l’eccezione
La dilatazione, o omotetia, ingrandisce o rimpicciolisce la figura secondo un fattore di scala, indicato con k. Con k tra 0 e 1 la figura ottenuta è più piccola dell’originale; con k maggiore di 1 è più grande. A differenza delle trasformazioni rigide, la dilatazione tocca la dimensione della figura: il risultato ha la stessa forma dell’originale e una grandezza diversa, quindi è simile, non congruente. È anche il punto in cui la geometria delle trasformazioni incontra la geometria analitica, dove le stesse operazioni si scrivono come coordinate che cambiano secondo una regola. Il centro della dilatazione e il ruolo del segno di k si approfondiscono nel Recap sulle dilatazioni geometriche.
Comporre più trasformazioni
Si parla di composizione quando su una stessa figura si applicano più trasformazioni, una dopo l’altra. La glisso-riflessione unisce una riflessione e una traslazione: prima la figura viene ribaltata rispetto a un asse, poi spostata parallelamente a quello stesso asse. Rientra tra le isometrie elementari insieme a traslazione, rotazione, riflessione e alla trasformazione identica, che lascia la figura esattamente dov’era.
Esempio pratico: due riflessioni fatte una dopo l’altra, rispetto a due rette che si incrociano, danno lo stesso risultato di un’unica rotazione: il centro coincide col punto in cui le due rette si incontrano. Due operazioni elementari, applicate in sequenza, possono coincidere con una terza operazione elementare presa da sola.
Riconoscere a colpo d’occhio una trasformazione aiuta anche a leggere le dimostrazioni di geometria euclidea, dove la congruenza fra figure si stabilisce confrontando lati e angoli corrispondenti, lo stesso confronto che separa un’isometria da una dilatazione.
Presentazione
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✗ Mito Qualunque trasformazione geometrica cambia solo la posizione di una figura, mai la sua dimensione.
✓ Realtà Per la dilatazione non vale: la figura cambia misura in base a un fattore di scala. La figura che ne risulta è simile, non congruente, all'originale, mentre le tre trasformazioni rigide lasciano dimensione e forma invariate.
✗ Mito Girare una figura e ribaltarla sono la stessa operazione.
✓ Realtà Nella rotazione la figura resta sul piano e compie un giro attorno a un punto fermo, senza mai capovolgersi. Nella riflessione invece viene ribaltata rispetto a una linea, come davanti a uno specchio: una figura ruotata si sovrappone all'originale facendola scorrere sul tavolo, una figura riflessa richiede di sollevarla e voltarla.
✗ Mito Comporre due trasformazioni dà sempre un risultato complicato, diverso dalle trasformazioni di partenza.
✓ Realtà Due riflessioni, fatte una dopo l'altra rispetto a rette che si incrociano, danno lo stesso effetto di una singola rotazione, con centro proprio nel punto d'incrocio. Una sequenza di trasformazioni rigide può coincidere con una sola trasformazione dello stesso tipo elementare.
Mappa concettuale
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Trasformazioni rigide (isometrie)conservano lunghezze e angoli
Traslazione
Ogni punto si sposta della stessa distanza
Stessa direzione per tutti i punti
Rotazione
Centro di rotazione fisso
Angolo di rotazione
Riflessione
Asse di riflessione
Immagine speculare
Trasformazioni di scala
Dilatazionenon è un'isometria
Fattore di scala k
Figura simile, non congruente
Composizioni
Glisso-riflessioneriflessione più traslazione
Due riflessioniequivalgono a una rotazione
Trasformazione identicala figura resta invariata
Come si riconoscono
Confrontare distanze e angoli
Confrontare forma e orientamento
Quiz: mettiti alla prova
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Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.
La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Una trasformazione geometrica trasforma una figura in un'altra, detta immagine, modificandone forma, dimensione o posizione. Tre di queste operazioni lasciano sempre uguali le lunghezze e gli angoli: la traslazione sposta ogni punto della stessa quantità, nella stessa direzione; la rotazione la fa ruotare attorno a un centro immobile; la riflessione la ribalta come in uno specchio rispetto a una linea. La dilatazione segue una logica diversa: ingrandisce o rimpicciolisce la figura, e il risultato conserva la forma originale con una grandezza differente.
Domande e risposte
Qual è la differenza tra isometria e trasformazione rigida?
Nessuna: sono due nomi per lo stesso concetto. Entrambi indicano una trasformazione in cui, dalla figura di partenza alla sua immagine, lunghezze e angoli restano gli stessi.
La dilatazione è un'isometria?
No, perché modifica la misura della figura seguendo un fattore di scala. Il risultato ha la stessa forma dell'originale ma una grandezza diversa, quindi è simile e non congruente.
Come si riconosce una rotazione da una riflessione?
Nella rotazione la figura rimane sul piano e gira attorno a un centro fisso: per sovrapporla all'originale basta farla scorrere e girare. Nella riflessione la figura viene ribaltata rispetto a una linea, e per sovrapporla all'originale servirebbe sollevarla e voltarla, come davanti a uno specchio.
Che cos'è una glisso-riflessione?
È una trasformazione in due tempi: prima una riflessione rispetto a un asse, poi uno spostamento parallelo a quello stesso asse. Rientra tra le isometrie, insieme a traslazione, rotazione e riflessione.
Che cosa succede componendo più trasformazioni in sequenza?
La figura passa attraverso più trasformazioni applicate una dopo l'altra, e il risultato finale dipende dall'ordine e dal tipo di ciascuna. In un caso la composizione si semplifica: due riflessioni, se le rette di riferimento si incontrano, equivalgono a una sola rotazione.
Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione.
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