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    Criteri di similitudine dei triangoli: primo, secondo e terzo

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 8 ottobre 2026

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    Due triangoli sono simili quando hanno la stessa forma e dimensioni eventualmente diverse: gli angoli corrispondenti sono congruenti e i lati corrispondenti stanno nello stesso rapporto. Per dimostrarlo non occorre controllare tutte le sei misure, perché nei triangoli bastano tre verifiche parziali, chiamate criteri di similitudine. Il primo guarda soltanto gli angoli; gli altri due partono dai lati, con o senza un angolo da controllare. In un compito si sceglie il criterio che chiede i dati disponibili nella figura, e una volta soddisfatto la similitudine è dimostrata.

    Punti Chiave

    • Due triangoli simili hanno la stessa forma a scale diverse, con angoli uguali a due a due e lati in rapporto costante.
    • Primo criterio (AA) - due angoli congruenti bastano, perché il terzo è determinato dalla somma di 180 gradi.
    • Secondo criterio (LAL o SAS) - due lati proporzionali ai corrispondenti e l'angolo compreso fra essi congruente.
    • Terzo criterio (LLL o SSS) - tutti e tre i lati proporzionali ai corrispondenti, senza misurare angoli.
    • L'altezza relativa all'ipotenusa di un triangolo rettangolo crea due triangoli simili fra loro e simili a quello di partenza.
    • Da quella similitudine segue che l'altezza è la media geometrica dei due segmenti dell'ipotenusa.

    L'Approfondimento

    Che cosa rende simili due triangoli

    Due poligoni sono simili quando hanno gli angoli corrispondenti congruenti e i lati corrispondenti nello stesso rapporto. Nei triangoli questa doppia condizione riguarda sei misure, tre angoli e tre lati, ma controllarle tutte sarebbe lavoro sprecato: il triangolo è una figura rigida, e poche misure ne fissano la forma. I criteri di similitudine dicono quali.

    Nella pratica degli esercizi il ragionamento parte dalla figura. Si guarda quali dati sono segnati — angoli uguali, lunghezze note, un lato in comune — e si sceglie il criterio che chiede esattamente quelli. Una volta che il criterio è soddisfatto, valgono tutte le conseguenze: anche gli angoli non controllati sono congruenti, anche i lati non misurati stanno nello stesso rapporto. Da quel momento la figura si può usare per calcolare una lunghezza mancante, che è il motivo per cui questi criteri compaiono in così tanti esercizi.

    Attenzione a non confondere la similitudine con la congruenza. Due triangoli congruenti si sovrappongono: lati e angoli coincidono misura per misura. Due triangoli simili possono avere dimensioni molto diverse, e la congruenza è il caso particolare in cui il rapporto fra i lati corrispondenti vale 1. Le altre proprietà di base del triangolo, dalla somma degli angoli interni ai postulati su cui tutto questo si appoggia, stanno nel Recap sulla geometria euclidea.

    Primo criterio: due angoli congruenti (AA)

    Due triangoli che hanno due angoli corrispondenti congruenti sono simili. È l’enunciato più economico dei tre, e anche il più usato, perché gli angoli uguali si riconoscono a occhio nelle figure con rette parallele o con vertici opposti.

    Il criterio si ferma a due angoli perché il terzo non è un dato libero. La somma degli angoli interni di un triangolo vale sempre un angolo piatto, 180 gradi: appena due angoli sono noti, il terzo è quello che completa la somma. Con 32 gradi e 64 gradi, per esempio, resta soltanto il valore 84. Per questo l’enunciato che chiede tre angoli congruenti, indicato con la sigla AAA, è corretto ma ridondante rispetto ad AA: la terza verifica non aggiunge informazione.

    Esempio pratico: nel triangolo ABC gli angoli in A e in B misurano 50 gradi e 70 gradi. Nel triangolo DEF gli angoli in D ed E misurano gli stessi valori. Due coppie corrispondono, quindi i triangoli sono simili e il terzo angolo vale 60 gradi in entrambi. Le misure sono scelte per spiegare il criterio, non ricavate da una misurazione.

    Secondo criterio: due lati e l’angolo compreso (LAL)

    Il secondo criterio chiede due condizioni assieme: due lati di un triangolo proporzionali ai corrispondenti dell’altro, e congruente l’angolo compreso fra quei due lati. In italiano si abbrevia LAL, lato-angolo-lato; nei testi inglesi si trova come SAS, side-angle-side.

    La parola «compreso» è la parte da non perdere. L’angolo deve essere quello formato dai due lati che si stanno confrontando, non uno qualunque: spostando la verifica su un altro angolo la condizione smette di garantire la similitudine. In un esercizio conviene segnare sulla figura i due lati e poi l’angolo che sta in mezzo, prima di scrivere la proporzione.

    Esempio pratico: nel triangolo PQR il lato PQ misura 8 cm, il lato PR misura 6 cm e l’angolo in P misura 40 gradi. Nel triangolo LMN il lato LM misura 4 cm, il lato LN misura 3 cm e l’angolo in L misura 40 gradi. I due rapporti sono 8/4 e 6/3, entrambi uguali a 2, e l’angolo compreso coincide: il secondo criterio è soddisfatto. Le lunghezze sono costruite per far tornare il rapporto 2 a 1, non prese da una misurazione.

    Terzo criterio: tutti i lati proporzionali (LLL)

    Quando tutti e tre i lati di un triangolo sono proporzionali ai tre lati corrispondenti dell’altro, i due triangoli sono simili. Sigla italiana LLL, lato-lato-lato; in inglese SSS. Nessun angolo entra nella verifica, e questo lo rende il criterio adatto alle figure in cui si conoscono solo lunghezze.

    Si calcolano i tre rapporti fra lati corrispondenti e si controlla che diano lo stesso numero. Se uno esce diverso, i triangoli non sono simili.

    Esempio pratico: il triangolo ABC ha i lati 9 cm, 12 cm e 15 cm; il triangolo DEF ha i lati 6 cm, 8 cm e 10 cm. I rapporti sono 9/6, 12/8 e 15/10, tutti uguali a 1,5: il terzo criterio è soddisfatto e i triangoli sono simili con rapporto 3 a 2. Anche qui le misure servono a mostrare il calcolo.

    CriterioChe cosa serve verificareAngoli coinvoltiLati coinvolti
    Primo (AA / AA)Due angoli corrispondenti congruenti2nessuno
    Secondo (LAL / SAS)Due lati proporzionali e congruente l’angolo fra essi1, quello compreso2
    Terzo (LLL / SSS)I tre lati proporzionali ai corrispondentinessuno3

    Il triangolo rettangolo e l’altezza sull’ipotenusa

    In un triangolo rettangolo ABC, con l’angolo retto in C, l’altezza che parte da C cade sull’ipotenusa AB in un punto D e divide la figura in due triangoli più piccoli. Quei due triangoli sono simili fra loro e simili al triangolo da cui nascono. La ragione è il primo criterio: ciascuno ha un angolo retto e condivide col triangolo grande uno degli angoli acuti, quindi due coppie di angoli corrispondono. Da questa similitudine si ricava una relazione usata spesso negli esercizi. Confrontando i due triangoli piccoli si ottiene la proporzione fra i segmenti dell’ipotenusa e l’altezza, AD sta a CD come CD sta a BD, e quindi CD² = AD · BD. L’altezza relativa all’ipotenusa è la media geometrica dei due segmenti in cui divide l’ipotenusa stessa.

    Esempio pratico: se l’altezza divide l’ipotenusa in due segmenti di 4 cm e 9 cm, il suo quadrato vale 4 × 9, cioè 36, e l’altezza misura 6 cm. I numeri sono scelti per dare un risultato intero, non letti da una fonte. Lo stesso gioco di proporzioni, trasferito dai lati alle funzioni di seno e coseno, è il punto di partenza della trigonometria.

    Da dove arrivano i tre criteri

    I criteri non sono regole aggiunte dall’esterno: si dimostrano. La via classica passa dalla proporzionalità fra segmenti tagliati da rette parallele, cioè dal teorema di Talete, che negli Elementi di Euclide corrisponde alla proposizione VI.2 e fa da base alle dimostrazioni dei tre enunciati. Tracciando una parallela a un lato del triangolo si ottengono segmenti proporzionali, e da quella proporzione si costruisce passo per passo ciascun criterio.

    Il collegamento spiega anche perché la similitudine si incontra presto nel programma. È lo strumento che permette di confrontare figure a scale diverse, e lo stesso principio torna quando si passa alle tre dimensioni e si confrontano solidi simili, come nel Recap sulla geometria dei solidi.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Criteri di similitudine dei triangoliSlide 2 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Quanti dati servono per dire che due triangoli sono simili?Slide 3 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Dalla definizione all'ipotenusaSlide 4 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Capitolo 01: Quando due triangoli sono similiSlide 5 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Un angolo in comune lascia infinite forme possibiliSlide 6 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Capitolo 02: I tre criteri a confrontoSlide 7 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: AA · LAL · LLLSlide 8 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Lati proporzionali, con o senza angoloSlide 9 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Capitolo 03: Perché due angoli bastanoSlide 10 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Perché il terzo angolo è già decisoSlide 11 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Capitolo 04: L'altezza sull'ipotenusaSlide 12 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: L'altezza divide l'ipotenusaSlide 13 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Un esempio costruito, con 4 e 9Slide 14 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: Due triangoli hanno i lati 9, 12, 15 e 6, 8, 10. Che cosa si può dire?Slide 15 della presentazione su Criteri di similitudine dei triangoli: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito Se due triangoli hanno un angolo congruente, sono già simili.

      ✓ Realtà Un angolo in comune lascia libere le altre misure, e con lo stesso angolo si disegnano triangoli di forma diversa. Il primo criterio chiede una seconda coppia di angoli congruenti; il secondo accetta un angolo solo, ma pretende che i due lati che lo formano siano proporzionali ai corrispondenti.

    • ✗ Mito Per il terzo criterio i tre lati devono essere uguali a quelli dell'altro triangolo.

      ✓ Realtà Lati uguali darebbero triangoli congruenti, cioè sovrapponibili. Il terzo criterio chiede che i lati stiano nello stesso rapporto, per esempio ciascuno il doppio del corrispondente: la forma resta quella e cambia la scala.

    • ✗ Mito Per dimostrare la similitudine servono tutti e tre gli angoli.

      ✓ Realtà L'enunciato con tre angoli congruenti è corretto, ma ridondante. In ogni triangolo i tre angoli interni sommano 180 gradi, quindi due valori noti determinano anche il terzo e la terza verifica non aggiunge nulla.

    Mappa concettuale

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    Mappa concettuale: Criteri di similitudine dei triangoli: primo, secondo e terzo
    • Similitudine dei triangoli
      • Che cosa significa simili Stessa forma, scala diversa
        • Angoli corrispondenti congruenti
        • Lati corrispondenti in proporzione
        • Congruenza come caso con rapporto 1
      • Primo criterio (AA) Due angoli congruenti
        • Il terzo angolo è determinato La somma degli angoli interni vale 180 gradi
        • L'enunciato AAA è ridondante
        • Esempio con 50 e 70 gradi
      • Secondo criterio (LAL) Due lati e l'angolo compreso
        • I due lati proporzionali ai corrispondenti
        • L'angolo deve stare fra quei lati
        • Esempio col rapporto 2 a 1
      • Terzo criterio (LLL) Tutti i lati proporzionali
        • Nessun angolo da misurare
        • Si controlla un solo rapporto
        • Esempio con 9, 12, 15 e 6, 8, 10
      • Caso del triangolo rettangolo Altezza relativa all'ipotenusa
        • Due triangoli simili per il primo criterio
        • Altezza come media geometrica Il quadrato dell'altezza è il prodotto dei due segmenti
      • Teorema di Talete come base I criteri si dimostrano da lì
        • Proposizione VI.2 degli Elementi
        • Rette parallele e segmenti proporzionali

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Quanti angoli congruenti servono, al minimo, per dimostrare che due triangoli sono simili?

    Con due angoli corrispondenti congruenti il terzo si ricava dalla somma di 180 gradi, quindi è congruente da sé. Per questo il primo criterio si ferma a due.

    2 Il secondo criterio di similitudine chiede due lati proporzionali e un angolo congruente. Quale angolo?

    L'angolo deve essere quello formato dai due lati proporzionali. Con un angolo diverso la similitudine non è più garantita.

    3 Due triangoli hanno i lati 9, 12, 15 e 6, 8, 10. Che cosa si può dire?

    Ogni lato del primo triangolo è una volta e mezza il corrispondente del secondo, quindi il rapporto è lo stesso per tutte e tre le coppie e il terzo criterio è soddisfatto.

    4 In un triangolo rettangolo si traccia l'altezza relativa all'ipotenusa. Che rapporto hanno i due triangoli che si formano?

    I tre triangoli hanno un angolo retto e condividono uno degli angoli acuti, quindi il primo criterio li rende simili a due a due.

    5 Perché l'enunciato che chiede tre angoli congruenti (AAA) è considerato ridondante?

    Sapendo due angoli, il terzo è quello che completa i 180 gradi. Se due coppie corrispondono, la terza corrisponde senza bisogno di controllarla.

    Risposte: 1-B · 2-A · 3-A · 4-A · 5-A

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 8

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

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    Due triangoli sono simili quando hanno la stessa forma e dimensioni eventualmente diverse: gli angoli corrispondenti sono congruenti e i lati corrispondenti stanno nello stesso rapporto. Per dimostrarlo non occorre controllare tutte le sei misure, perché nei triangoli bastano tre verifiche parziali, chiamate criteri di similitudine. Il primo guarda soltanto gli angoli; gli altri due partono dai lati, con o senza un angolo da controllare. In un compito si sceglie il criterio che chiede i dati disponibili nella figura, e una volta soddisfatto la similitudine è dimostrata.

    Domande e risposte

    Quali sono i tre criteri di similitudine dei triangoli?

    Il primo chiede due angoli corrispondenti congruenti (criterio AA). Il secondo chiede due lati proporzionali ai corrispondenti e congruente l'angolo compreso fra essi (LAL, in inglese SAS). Il terzo chiede che tutti e tre i lati siano proporzionali ai corrispondenti (LLL, in inglese SSS). Soddisfatto uno qualsiasi dei tre, i triangoli sono simili e vale anche tutto il resto, angoli e rapporti compresi.

    Come si dimostrano i criteri di similitudine?

    La dimostrazione classica passa dal teorema di Talete, che stabilisce la proporzionalità fra i segmenti tagliati da un fascio di rette parallele. Nel testo di riferimento della tradizione euclidea il punto di appoggio è la proposizione VI.2 degli Elementi: da lì si ricava che una parallela a un lato del triangolo divide gli altri due in parti proporzionali, e su quella proporzione si costruiscono i tre criteri.

    Qual è la differenza fra triangoli simili e triangoli congruenti?

    I triangoli congruenti si sovrappongono perfettamente, perché lati e angoli coincidono misura per misura. I triangoli simili hanno gli angoli congruenti e i lati in proporzione, ma le dimensioni possono cambiare. Quando quel rapporto vale 1 le due figure coincidono, e si ricade nella congruenza.

    Due triangoli rettangoli con un angolo acuto congruente sono simili?

    Sì. L'angolo retto è comune a entrambi e l'angolo acuto congruente è la seconda coppia richiesta dal primo criterio, quindi la similitudine è dimostrata. È il motivo per cui l'altezza relativa all'ipotenusa genera due triangoli simili a quello da cui parte.

    Che cos'è la media geometrica dell'altezza sull'ipotenusa?

    L'altezza che parte dall'angolo retto divide l'ipotenusa in due segmenti. Dalla similitudine dei due triangoli così formati si ricava la proporzione fra quei segmenti e l'altezza, cioè che il quadrato dell'altezza è uguale al loro prodotto. In formula, chiamando CD l'altezza e AD e BD i due segmenti, CD² = AD · BD.

    Fonti consultate

    • Math Open Reference, "Similar Triangles", "Similar Triangles AAA", "SAS Triangle similarity test", "SSS similarity test"
    • Wikipedia (EN), "AA postulate"
    • Wikipedia (EN), "Geometric mean theorem"
    • University of Georgia, EMAT 6680, "The altitude on the hypotenuse of a right triangle is the geometric mean of the segments of the hypotenuse"
    • Luciano Porta, "Dal teorema di Talete ai criteri di similitudine dei triangoli" (Liceo "E. De Castro")

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