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Criteri di similitudine dei triangoli: primo, secondo e terzo | ||||||||||||||||
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Criteri di similitudine dei triangoli: primo, secondo e terzoCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoDue triangoli sono simili quando hanno la stessa forma e dimensioni eventualmente diverse: gli angoli corrispondenti sono congruenti e i lati corrispondenti stanno nello stesso rapporto. Per dimostrarlo non occorre controllare tutte le sei misure, perché nei triangoli bastano tre verifiche parziali, chiamate criteri di similitudine. Il primo guarda soltanto gli angoli; gli altri due partono dai lati, con o senza un angolo da controllare. In un compito si sceglie il criterio che chiede i dati disponibili nella figura, e una volta soddisfatto la similitudine è dimostrata. Punti Chiave
L'ApprofondimentoChe cosa rende simili due triangoliDue poligoni sono simili quando hanno gli angoli corrispondenti congruenti e i lati corrispondenti nello stesso rapporto. Nei triangoli questa doppia condizione riguarda sei misure, tre angoli e tre lati, ma controllarle tutte sarebbe lavoro sprecato: il triangolo è una figura rigida, e poche misure ne fissano la forma. I criteri di similitudine dicono quali. Nella pratica degli esercizi il ragionamento parte dalla figura. Si guarda quali dati sono segnati — angoli uguali, lunghezze note, un lato in comune — e si sceglie il criterio che chiede esattamente quelli. Una volta che il criterio è soddisfatto, valgono tutte le conseguenze: anche gli angoli non controllati sono congruenti, anche i lati non misurati stanno nello stesso rapporto. Da quel momento la figura si può usare per calcolare una lunghezza mancante, che è il motivo per cui questi criteri compaiono in così tanti esercizi. Attenzione a non confondere la similitudine con la congruenza. Due triangoli congruenti si sovrappongono: lati e angoli coincidono misura per misura. Due triangoli simili possono avere dimensioni molto diverse, e la congruenza è il caso particolare in cui il rapporto fra i lati corrispondenti vale 1. Le altre proprietà di base del triangolo, dalla somma degli angoli interni ai postulati su cui tutto questo si appoggia, stanno nel Recap sulla geometria euclidea. Primo criterio: due angoli congruenti (AA)Due triangoli che hanno due angoli corrispondenti congruenti sono simili. È l’enunciato più economico dei tre, e anche il più usato, perché gli angoli uguali si riconoscono a occhio nelle figure con rette parallele o con vertici opposti. Il criterio si ferma a due angoli perché il terzo non è un dato libero. La somma degli angoli interni di un triangolo vale sempre un angolo piatto, 180 gradi: appena due angoli sono noti, il terzo è quello che completa la somma. Con 32 gradi e 64 gradi, per esempio, resta soltanto il valore 84. Per questo l’enunciato che chiede tre angoli congruenti, indicato con la sigla AAA, è corretto ma ridondante rispetto ad AA: la terza verifica non aggiunge informazione.
Secondo criterio: due lati e l’angolo compreso (LAL)Il secondo criterio chiede due condizioni assieme: due lati di un triangolo proporzionali ai corrispondenti dell’altro, e congruente l’angolo compreso fra quei due lati. In italiano si abbrevia LAL, lato-angolo-lato; nei testi inglesi si trova come SAS, side-angle-side. La parola «compreso» è la parte da non perdere. L’angolo deve essere quello formato dai due lati che si stanno confrontando, non uno qualunque: spostando la verifica su un altro angolo la condizione smette di garantire la similitudine. In un esercizio conviene segnare sulla figura i due lati e poi l’angolo che sta in mezzo, prima di scrivere la proporzione.
Terzo criterio: tutti i lati proporzionali (LLL)Quando tutti e tre i lati di un triangolo sono proporzionali ai tre lati corrispondenti dell’altro, i due triangoli sono simili. Sigla italiana LLL, lato-lato-lato; in inglese SSS. Nessun angolo entra nella verifica, e questo lo rende il criterio adatto alle figure in cui si conoscono solo lunghezze. Si calcolano i tre rapporti fra lati corrispondenti e si controlla che diano lo stesso numero. Se uno esce diverso, i triangoli non sono simili.
Il triangolo rettangolo e l’altezza sull’ipotenusaIn un triangolo rettangolo ABC, con l’angolo retto in C, l’altezza che parte da C cade sull’ipotenusa AB in un punto D e divide la figura in due triangoli più piccoli. Quei due triangoli sono simili fra loro e simili al triangolo da cui nascono. La ragione è il primo criterio: ciascuno ha un angolo retto e condivide col triangolo grande uno degli angoli acuti, quindi due coppie di angoli corrispondono. Da questa similitudine si ricava una relazione usata spesso negli esercizi. Confrontando i due triangoli piccoli si ottiene la proporzione fra i segmenti dell’ipotenusa e l’altezza, AD sta a CD come CD sta a BD, e quindi CD² = AD · BD. L’altezza relativa all’ipotenusa è la media geometrica dei due segmenti in cui divide l’ipotenusa stessa.
Da dove arrivano i tre criteriI criteri non sono regole aggiunte dall’esterno: si dimostrano. La via classica passa dalla proporzionalità fra segmenti tagliati da rette parallele, cioè dal teorema di Talete, che negli Elementi di Euclide corrisponde alla proposizione VI.2 e fa da base alle dimostrazioni dei tre enunciati. Tracciando una parallela a un lato del triangolo si ottengono segmenti proporzionali, e da quella proporzione si costruisce passo per passo ciascun criterio. Il collegamento spiega anche perché la similitudine si incontra presto nel programma. È lo strumento che permette di confrontare figure a scale diverse, e lo stesso principio torna quando si passa alle tre dimensioni e si confrontano solidi simili, come nel Recap sulla geometria dei solidi. PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 8 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteQuali sono i tre criteri di similitudine dei triangoli?Il primo chiede due angoli corrispondenti congruenti (criterio AA). Il secondo chiede due lati proporzionali ai corrispondenti e congruente l'angolo compreso fra essi (LAL, in inglese SAS). Il terzo chiede che tutti e tre i lati siano proporzionali ai corrispondenti (LLL, in inglese SSS). Soddisfatto uno qualsiasi dei tre, i triangoli sono simili e vale anche tutto il resto, angoli e rapporti compresi. Come si dimostrano i criteri di similitudine?La dimostrazione classica passa dal teorema di Talete, che stabilisce la proporzionalità fra i segmenti tagliati da un fascio di rette parallele. Nel testo di riferimento della tradizione euclidea il punto di appoggio è la proposizione VI.2 degli Elementi: da lì si ricava che una parallela a un lato del triangolo divide gli altri due in parti proporzionali, e su quella proporzione si costruiscono i tre criteri. Qual è la differenza fra triangoli simili e triangoli congruenti?I triangoli congruenti si sovrappongono perfettamente, perché lati e angoli coincidono misura per misura. I triangoli simili hanno gli angoli congruenti e i lati in proporzione, ma le dimensioni possono cambiare. Quando quel rapporto vale 1 le due figure coincidono, e si ricade nella congruenza. Due triangoli rettangoli con un angolo acuto congruente sono simili?Sì. L'angolo retto è comune a entrambi e l'angolo acuto congruente è la seconda coppia richiesta dal primo criterio, quindi la similitudine è dimostrata. È il motivo per cui l'altezza relativa all'ipotenusa genera due triangoli simili a quello da cui parte. Che cos'è la media geometrica dell'altezza sull'ipotenusa?L'altezza che parte dall'angolo retto divide l'ipotenusa in due segmenti. Dalla similitudine dei due triangoli così formati si ricava la proporzione fra quei segmenti e l'altezza, cioè che il quadrato dell'altezza è uguale al loro prodotto. In formula, chiamando CD l'altezza e AD e BD i due segmenti, CD² = AD · BD. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













