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Statistica descrittiva: campionamento, variabili e grafici | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Statistica descrittiva: campionamento, variabili e graficiCosa stampare Con "Margini: predefiniti" compaiono anche i numeri di pagina. SlideScegli il taglio Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimentiTutte e due hanno le note del relatore. In 30 secondi lettura lampoLa statistica descrittiva organizza e sintetizza i dati raccolti: li classifica, li riassume con pochi numeri e li rappresenta con un grafico. Di solito si parte da un campione, cioè da un sottoinsieme della popolazione che interessa, estratto con un metodo dichiarato. Poi si guarda che genere di variabili si ha davanti, perché un attributo da classificare e una misura numerica si trattano in modo diverso. Media, mediana e moda rispondono a domande diverse sullo stesso insieme di dati, mentre grafici come l'istogramma e il box plot mostrano come i valori si distribuiscono. Punti Chiave
L'ApprofondimentoPopolazione, campione e le parole da sapereSecondo il manuale open access Introductory Statistics 2e di OpenStax, la statistica si occupa di raccogliere, analizzare, interpretare e presentare i dati. Dentro questa disciplina la statistica descrittiva ha un compito circoscritto: organizzare i dati raccolti e sintetizzarli. Il punto di partenza è la popolazione, l’insieme completo delle persone, delle cose o degli oggetti su cui si indaga; osservarla per intero capita raramente, e allora si studia un campione, una porzione selezionata da quella popolazione più grande. Treccani lo definisce un gruppo di unità elementari che costituisce un sottoinsieme della popolazione. Da qui nascono due termini che tengono i conti separati: un parametro è una caratteristica numerica dell’intera popolazione, mentre una statistica, nel senso tecnico della parola, è un numero che descrive una proprietà del campione e serve a stimare il parametro che nessuno riesce a calcolare direttamente.
Una variabile è la caratteristica o la misura che si rileva su ogni unità della popolazione: le ore di sonno, il colore degli occhi, il voto di matematica. I dati di un’indagine finiscono in una tabella con una riga per unità e una colonna per variabile, la forma che usano anche i database relazionali. Statistica descrittiva e inferenzialeIl confine fra le due parti della statistica passa dalla domanda a cui si risponde. La descrittiva lavora sui dati che si hanno in mano e li riassume. L’inferenziale, scrive Treccani, parte da campioni di dati scelti scientificamente per arrivare a conclusioni valide anche per la popolazione intera, più ampia del campione osservato; e per farlo, aggiunge OpenStax, usa metodi formali basati sulla probabilità che stabiliscono quanto ci si può fidare di quelle conclusioni.
Le due si completano a vicenda. Lo stesso insieme di dati, nota Treccani, può essere trattato come popolazione o come campione a seconda del contesto: i voti di una classe sono la popolazione se la domanda riguarda quella classe, e un campione se la domanda riguarda la scuola. I tipi di variabiliPrima di calcolare qualsiasi cosa, bisogna sapere che genere di dato si ha davanti. OpenStax separa i dati qualitativi, che nascono dal classificare o descrivere attributi della popolazione, dai dati quantitativi, che sono sempre numeri ottenuti contando o misurando un attributo. Dentro i quantitativi la divisione prosegue. I dati che si ottengono contando, come il numero di oggetti, sono discreti: una variabile discreta assume soltanto certi valori specifici e non quelli intermedi. I dati che possono includere frazioni, decimali o numeri irrazionali, tipicamente frutto di una misura, sono continui: la variabile continua assume qualsiasi valore dentro un intervallo. La distinzione ricalca quella fra gli insiemi numerici che si studiano in matematica.
Alle variabili qualitative si applica poi il livello di misurazione. La dispensa Data Science for Psychologists di Corrado Caudek chiama scala nominale il livello più semplice, quello che classifica le osservazioni in categorie fra cui non c’è un ordine. La scala ordinale classifica allo stesso modo, ma le categorie hanno anche un ordine fra loro, come accade ai numeri ordinali.
Come si estrae un campioneChi entra nel campione si decide prima di raccogliere i dati, e il metodo scelto va dichiarato insieme ai risultati. Quando si legge una ricerca, il metodo e chi l’ha pubblicata sono due cose da controllare: la stessa attenzione che serve per valutare le fonti di una ricerca scolastica.
Il campionamento stratificato e quello a grappoli si somigliano nella forma e cambiano nel risultato: nel primo si prende una parte di ogni sottogruppo, nel secondo si prendono alcuni sottogruppi al completo. Nel campionamento a grappoli ogni grappolo viene trattato come un’unica unità di campionamento. Sintetizzare i dati con pochi numeriUn elenco di 300 valori non si legge. Gli indici di posizione centrale lo riassumono, con tre definizioni che non coincidono: la media si calcola sommando tutti i valori e dividendo per il loro numero; la mediana è il valore che, ordinati i dati, li divide in due metà di uguale numerosità; la moda è il valore che compare più frequentemente. Sullo stesso insieme di dati i tre indici possono cadere in punti lontani fra loro, e un riassunto che ne riporti uno solo nasconde la forma della distribuzione. I grafici della statistica descrittivaOpenStax elenca i grafici che servono a riassumere e organizzare i dati: diagramma a punti, istogramma, diagramma a barre, grafico a foglie, diagramma a torta, poligono di frequenza e box plot. Tre di questi coprono la gran parte dei casi scolastici. Il diagramma a barre rappresenta soprattutto dati qualitativi: una barra per ogni modalità, lunga in proporzione alla frequenza di quella modalità. L’istogramma è un diagramma cartesiano che si usa quando l’intervallo dei valori di una variabile viene diviso in classi, di ampiezza uguale o diversa. È formato da rettangoli adiacenti, appoggiati l’uno all’altro, disposti su un asse orizzontale e uno verticale. Sull’asse orizzontale di un istogramma sta la grandezza misurata, su quello verticale la frequenza, che può essere assoluta, relativa o percentuale. Per restare leggibile il grafico usa in genere da 5 a 15 barre, cioè da 5 a 15 classi. Il box plot, o diagramma a scatola e baffi, mostra visivamente come si concentrano i dati. Lo disegnano cinque valori: il minimo, il primo quartile, la mediana, il terzo quartile e il massimo. La scatola copre la parte centrale della distribuzione e i baffi arrivano agli estremi, così si vede a occhio in quale zona si addensano i valori.
PresentazioneSlide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Falsi miti
Mappa concettualeTrascina lo sfondo per muoverti e i nodi per riposizionarli; usa − e + per chiudere e aprire i rami.
Quiz: mettiti alla provaRispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione. Voto 0/10 0/5
FlashcardsTocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva. 1 / 7 Spiegalo con parole tueIl test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap. La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.
Domande e risposteChe differenza c'è tra statistica descrittiva e inferenziale?La descrittiva si ferma ai dati disponibili: li classifica, li riassume con indici come media e mediana, li mette su un grafico. L'inferenziale va oltre il materiale osservato e usa metodi formali basati sulla probabilità per dire qualcosa di tutta la popolazione, che è più grande del gruppo misurato. Lo stesso insieme di numeri, del resto, vale come popolazione in un'indagine e come campione in un'altra. Quali sono i tipi di variabili in statistica?Da un lato ci sono i dati qualitativi: attributi registrati per classificazione, come il colore o la categoria di appartenenza. Dall'altro i dati quantitativi, che sono numeri e arrivano da un conteggio oppure da una misura. I quantitativi si suddividono in discreti, quando si contano, e continui, quando ammettono decimali o numeri irrazionali. Per le qualitative si parla poi di livello di misurazione: la scala nominale mette le osservazioni in categorie fra cui non c'è ordine, la scala ordinale in categorie ordinate. Quando si usa il diagramma a barre e quando l'istogramma?Le barre vanno bene quando il dato è qualitativo, per esempio il colore preferito o la squadra del cuore: a ogni modalità ne corrisponde una, lunga quanto la sua frequenza. L'istogramma entra in gioco quando i valori della variabile sono stati raggruppati in classi, che possono anche avere ampiezze diverse fra loro, e i rettangoli si toccano. Lì l'asse orizzontale porta la grandezza misurata e il verticale la frequenza, in valore assoluto, in quota relativa o in percentuale. Che cosa mostra un box plot?Il box plot, chiamato anche diagramma a scatola e baffi, dice a colpo d'occhio dove si concentra la distribuzione. I numeri che lo definiscono sono cinque: minimo e massimo agli estremi, i due quartili ai lati della scatola e la mediana dentro. Ogni Recap passa da una revisione indipendente prima della pubblicazione. |













