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    recaplica Statistica descrittiva: campionamento, variabili e grafici
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    Statistica descrittiva: campionamento, variabili e grafici

    Di Redazione Recaplica · Aggiornato il 6 ottobre 2026

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    La statistica descrittiva organizza e sintetizza i dati raccolti: li classifica, li riassume con pochi numeri e li rappresenta con un grafico. Di solito si parte da un campione, cioè da un sottoinsieme della popolazione che interessa, estratto con un metodo dichiarato. Poi si guarda che genere di variabili si ha davanti, perché un attributo da classificare e una misura numerica si trattano in modo diverso. Media, mediana e moda rispondono a domande diverse sullo stesso insieme di dati, mentre grafici come l'istogramma e il box plot mostrano come i valori si distribuiscono.

    Punti Chiave

    • La popolazione è l'insieme completo dei casi studiati; il campione è un sottoinsieme estratto da quella popolazione.
    • Un parametro è una caratteristica numerica di tutta la popolazione, una statistica è un numero calcolato sul campione per stimarlo.
    • I dati qualitativi descrivono attributi come il colore o la categoria; i dati quantitativi sono numeri che si ottengono contando o misurando.
    • Casuale semplice, stratificato, a grappoli e sistematico sono quattro modi di decidere chi entra nel campione.
    • Media, mediana e moda sintetizzano un insieme di dati con tre definizioni diverse.
    • L'istogramma si usa quando i valori di una variabile vengono divisi in classi, e i suoi rettangoli sono adiacenti.

    L'Approfondimento

    Popolazione, campione e le parole da sapere

    Secondo il manuale open access Introductory Statistics 2e di OpenStax, la statistica si occupa di raccogliere, analizzare, interpretare e presentare i dati.

    Dentro questa disciplina la statistica descrittiva ha un compito circoscritto: organizzare i dati raccolti e sintetizzarli. Il punto di partenza è la popolazione, l’insieme completo delle persone, delle cose o degli oggetti su cui si indaga; osservarla per intero capita raramente, e allora si studia un campione, una porzione selezionata da quella popolazione più grande. Treccani lo definisce un gruppo di unità elementari che costituisce un sottoinsieme della popolazione. Da qui nascono due termini che tengono i conti separati: un parametro è una caratteristica numerica dell’intera popolazione, mentre una statistica, nel senso tecnico della parola, è un numero che descrive una proprietà del campione e serve a stimare il parametro che nessuno riesce a calcolare direttamente.

    Esempio pratico: la popolazione sono i 900 studenti di una scuola e l’indagine misura quante ore dormono. Le ore medie calcolate sui 60 studenti intervistati sono una statistica; la media vera di tutti i 900 è il parametro, e resta sconosciuta.

    Una variabile è la caratteristica o la misura che si rileva su ogni unità della popolazione: le ore di sonno, il colore degli occhi, il voto di matematica. I dati di un’indagine finiscono in una tabella con una riga per unità e una colonna per variabile, la forma che usano anche i database relazionali.

    Statistica descrittiva e inferenziale

    Il confine fra le due parti della statistica passa dalla domanda a cui si risponde. La descrittiva lavora sui dati che si hanno in mano e li riassume. L’inferenziale, scrive Treccani, parte da campioni di dati scelti scientificamente per arrivare a conclusioni valide anche per la popolazione intera, più ampia del campione osservato; e per farlo, aggiunge OpenStax, usa metodi formali basati sulla probabilità che stabiliscono quanto ci si può fidare di quelle conclusioni.

    Statistica descrittivaStatistica inferenziale
    DomandaCome sono fatti questi dati?Che cosa possiamo dire della popolazione?
    OggettoI dati raccoltiIl campione, per stimare il parametro
    StrumentiClassificazione, indici di sintesi, graficiMetodi formali basati sulla probabilità

    Le due si completano a vicenda. Lo stesso insieme di dati, nota Treccani, può essere trattato come popolazione o come campione a seconda del contesto: i voti di una classe sono la popolazione se la domanda riguarda quella classe, e un campione se la domanda riguarda la scuola.

    I tipi di variabili

    Prima di calcolare qualsiasi cosa, bisogna sapere che genere di dato si ha davanti. OpenStax separa i dati qualitativi, che nascono dal classificare o descrivere attributi della popolazione, dai dati quantitativi, che sono sempre numeri ottenuti contando o misurando un attributo.

    Dentro i quantitativi la divisione prosegue. I dati che si ottengono contando, come il numero di oggetti, sono discreti: una variabile discreta assume soltanto certi valori specifici e non quelli intermedi. I dati che possono includere frazioni, decimali o numeri irrazionali, tipicamente frutto di una misura, sono continui: la variabile continua assume qualsiasi valore dentro un intervallo. La distinzione ricalca quella fra gli insiemi numerici che si studiano in matematica.

    Tipo di datoCome nasceEsempi
    QualitativoClassificando o descrivendo un attributoColore degli occhi, categoria di appartenenza
    Quantitativo discretoContandoNumero di fratelli, numero di libri letti
    Quantitativo continuoMisurandoAltezza, tempo di reazione, temperatura

    Alle variabili qualitative si applica poi il livello di misurazione. La dispensa Data Science for Psychologists di Corrado Caudek chiama scala nominale il livello più semplice, quello che classifica le osservazioni in categorie fra cui non c’è un ordine. La scala ordinale classifica allo stesso modo, ma le categorie hanno anche un ordine fra loro, come accade ai numeri ordinali.

    Esempio pratico: il colore della maglietta è una scala nominale, perché rosso e verde non si mettono in fila. Il giudizio di un questionario fra «per niente», «poco», «molto» è una scala ordinale: le categorie restano categorie, ma hanno un verso.

    Come si estrae un campione

    Chi entra nel campione si decide prima di raccogliere i dati, e il metodo scelto va dichiarato insieme ai risultati. Quando si legge una ricerca, il metodo e chi l’ha pubblicata sono due cose da controllare: la stessa attenzione che serve per valutare le fonti di una ricerca scolastica.

    MetodoCome funziona
    Casuale sempliceSi estraggono n unità e ogni possibile gruppo di n individui ha la stessa probabilità di qualsiasi altro gruppo di n
    StratificatoLa popolazione si divide in strati omogenei al loro interno e da ciascuno si estrae un numero di unità proporzionato
    A grappoliLa popolazione si divide in grappoli, per esempio per vicinanza geografica, e alcuni grappoli interi vengono scelti a caso con tutte le unità dentro
    SistematicoSi parte da un punto scelto a caso in un elenco della popolazione e si prende un’unità ogni n, a intervalli regolari

    Il campionamento stratificato e quello a grappoli si somigliano nella forma e cambiano nel risultato: nel primo si prende una parte di ogni sottogruppo, nel secondo si prendono alcuni sottogruppi al completo. Nel campionamento a grappoli ogni grappolo viene trattato come un’unica unità di campionamento.

    Sintetizzare i dati con pochi numeri

    Un elenco di 300 valori non si legge. Gli indici di posizione centrale lo riassumono, con tre definizioni che non coincidono: la media si calcola sommando tutti i valori e dividendo per il loro numero; la mediana è il valore che, ordinati i dati, li divide in due metà di uguale numerosità; la moda è il valore che compare più frequentemente. Sullo stesso insieme di dati i tre indici possono cadere in punti lontani fra loro, e un riassunto che ne riporti uno solo nasconde la forma della distribuzione.

    I grafici della statistica descrittiva

    OpenStax elenca i grafici che servono a riassumere e organizzare i dati: diagramma a punti, istogramma, diagramma a barre, grafico a foglie, diagramma a torta, poligono di frequenza e box plot. Tre di questi coprono la gran parte dei casi scolastici.

    Il diagramma a barre rappresenta soprattutto dati qualitativi: una barra per ogni modalità, lunga in proporzione alla frequenza di quella modalità.

    L’istogramma è un diagramma cartesiano che si usa quando l’intervallo dei valori di una variabile viene diviso in classi, di ampiezza uguale o diversa. È formato da rettangoli adiacenti, appoggiati l’uno all’altro, disposti su un asse orizzontale e uno verticale.

    Sull’asse orizzontale di un istogramma sta la grandezza misurata, su quello verticale la frequenza, che può essere assoluta, relativa o percentuale. Per restare leggibile il grafico usa in genere da 5 a 15 barre, cioè da 5 a 15 classi.

    Il box plot, o diagramma a scatola e baffi, mostra visivamente come si concentrano i dati. Lo disegnano cinque valori: il minimo, il primo quartile, la mediana, il terzo quartile e il massimo. La scatola copre la parte centrale della distribuzione e i baffi arrivano agli estremi, così si vede a occhio in quale zona si addensano i valori.

    Esempio pratico: per i colori preferiti di una classe si usa un diagramma a barre, perché il dato è qualitativo. Per le altezze della stessa classe, divise in fasce di 5 centimetri, si usa un istogramma. Se interessa dove si concentrano le altezze, il box plot lo dice con cinque numeri.

    Presentazione

    Slide pronte da scaricare e fare tue in PowerPoint o Google Slides, con le note del relatore. Scegli il taglio Lampo o quello Completo.

    Slide 1 della presentazione su Statistica descrittiva: Statistica descrittivaSlide 2 della presentazione su Statistica descrittiva: Quanti dati servono per descrivere una popolazione?Slide 3 della presentazione su Statistica descrittiva: Dal campione al graficoSlide 4 della presentazione su Statistica descrittiva: Capitolo 01: Popolazione e campioneSlide 5 della presentazione su Statistica descrittiva: Descrivere i dati o trarne conclusioniSlide 6 della presentazione su Statistica descrittiva: Capitolo 02: Come si estrae un campioneSlide 7 della presentazione su Statistica descrittiva: Chi entra nel campione si decide a monte: Casuale semplice, Stratificato, A grappoliSlide 8 della presentazione su Statistica descrittiva: Capitolo 03: I tipi di variabiliSlide 9 della presentazione su Statistica descrittiva: Qualitative · Discrete · ContinueSlide 10 della presentazione su Statistica descrittiva: Capitolo 04: Indici e graficiSlide 11 della presentazione su Statistica descrittiva: Come si sintetizza un insieme di dati: Media, Mediana, ModaSlide 12 della presentazione su Statistica descrittiva: Istogramma e box plot hanno misure proprieSlide 13 della presentazione su Statistica descrittiva: Un istogramma non è un diagramma a barre con un altro nome.Slide 14 della presentazione su Statistica descrittiva: Quanti valori servono per costruire un box plot?Slide 15 della presentazione su Statistica descrittiva: E adesso, il ripasso
    Lampo10 slideIl filo essenziale, per presentarlo in classeCompleta15 slideTutti i capitoli e gli approfondimenti

    Falsi miti

    • ✗ Mito La statistica descrittiva serve solo a fare grafici.

      ✓ Realtà Il disegno arriva per ultimo. Prima vengono la scelta del campione, la classificazione delle variabili e il calcolo degli indici di sintesi come media, mediana e moda. Un grafico costruito su dati classificati male resta sbagliato per bene che sia impaginato.

    • ✗ Mito Media, mediana e moda dicono più o meno la stessa cosa.

      ✓ Realtà Sono tre calcoli distinti. Per la media si fa la somma dei valori e si divide per quanti sono. La mediana si trova mettendo i dati in fila e prendendo quello che sta in mezzo, con metà dei casi da una parte e metà dall'altra. La moda è il valore più frequente. Su una distribuzione asimmetrica i tre indici cadono in posizioni diverse.

    • ✗ Mito Istogramma e diagramma a barre sono lo stesso grafico con due nomi.

      ✓ Realtà Le barre servono soprattutto ai dati qualitativi: a ogni modalità corrisponde una barra, lunga in proporzione alla sua frequenza. L'istogramma serve a una variabile i cui valori sono stati raggruppati in classi, e i suoi rettangoli si toccano.

    Mappa concettuale

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    Personalizza
    Mappa concettuale: Statistica descrittiva: campionamento, variabili e grafici
    • Statistica descrittiva
      • Popolazione e campione
        • Popolazione L'insieme completo dei casi studiati
        • Campione Un sottoinsieme estratto dalla popolazione
        • Parametro e statistica Il numero della popolazione e quello del campione
      • Descrittiva e inferenziale
        • Descrittiva Organizza e sintetizza i dati
        • Inferenziale Dal campione alla popolazione, con la probabilità
      • Tipi di variabili
        • Qualitative Attributi da classificare o descrivere
          • Scala nominale
          • Scala ordinale
        • Quantitative Numeri ottenuti contando o misurando
          • Discrete
          • Continue
      • Metodi di campionamento
        • Casuale semplice
        • Stratificato
        • A grappoli
        • Sistematico
      • Sintesi e grafici
        • Media, mediana, moda
        • Diagramma a barre
        • Istogramma
        • Box plot

    Quiz: mettiti alla prova

    Rispondi alle domande per verificare quanto hai imparato: riceverai subito la correzione e una breve spiegazione.

    Voto 0/10 0/5
    1 Che cos'è un campione in statistica?

    Il campione è una porzione della popolazione, un gruppo di unità elementari che ne costituisce un sottoinsieme. Si studia il campione quando osservare tutta la popolazione non è possibile.

    2 Qual è il compito della statistica descrittiva?

    Mettere ordine nei dati e ridurli a pochi numeri leggibili è ciò che fa la descrittiva. I metodi formali basati sulla probabilità, che misurano quanto fidarsi delle conclusioni tratte da un campione, appartengono alla statistica inferenziale.

    3 I dati quantitativi ottenuti contando come si chiamano?

    Un conteggio dà dati discreti, come il numero di oggetti in una scatola. Quando il valore ammette decimali o cade su un numero irrazionale, di solito perché arriva da una misura, il dato è continuo.

    4 In quale metodo si estrae una quota proporzionata da ogni sottogruppo omogeneo della popolazione?

    Nel campionamento stratificato la popolazione si divide in sottogruppi omogenei e da ciascuno si estrae un numero di unità proporzionato. Nel campionamento a grappoli, invece, si selezionano a caso alcuni gruppi interi.

    5 Quanti valori servono per costruire un box plot?

    Ne servono cinque: i due quartili esterni, la mediana in mezzo e i valori estremi, il più basso e il più alto. Messi insieme mostrano dove i dati si addensano.

    Risposte: 1-A · 2-C · 3-B · 4-D · 5-B

    Flashcards

    Tocca la carta per girarla e verifica se ricordi la risposta, poi passa alla successiva.

    1 / 7

    Spiegalo con parole tue

    Il test definitivo: se sai spiegarlo con parole semplici, lo hai capito davvero. Scrivi la tua spiegazione, poi confrontala col Recap.

    La tua spiegazione resta salvata solo su questo dispositivo.

    La statistica descrittiva organizza e sintetizza i dati raccolti: li classifica, li riassume con pochi numeri e li rappresenta con un grafico. Di solito si parte da un campione, cioè da un sottoinsieme della popolazione che interessa, estratto con un metodo dichiarato. Poi si guarda che genere di variabili si ha davanti, perché un attributo da classificare e una misura numerica si trattano in modo diverso. Media, mediana e moda rispondono a domande diverse sullo stesso insieme di dati, mentre grafici come l'istogramma e il box plot mostrano come i valori si distribuiscono.

    Domande e risposte

    Che differenza c'è tra statistica descrittiva e inferenziale?

    La descrittiva si ferma ai dati disponibili: li classifica, li riassume con indici come media e mediana, li mette su un grafico. L'inferenziale va oltre il materiale osservato e usa metodi formali basati sulla probabilità per dire qualcosa di tutta la popolazione, che è più grande del gruppo misurato. Lo stesso insieme di numeri, del resto, vale come popolazione in un'indagine e come campione in un'altra.

    Quali sono i tipi di variabili in statistica?

    Da un lato ci sono i dati qualitativi: attributi registrati per classificazione, come il colore o la categoria di appartenenza. Dall'altro i dati quantitativi, che sono numeri e arrivano da un conteggio oppure da una misura. I quantitativi si suddividono in discreti, quando si contano, e continui, quando ammettono decimali o numeri irrazionali. Per le qualitative si parla poi di livello di misurazione: la scala nominale mette le osservazioni in categorie fra cui non c'è ordine, la scala ordinale in categorie ordinate.

    Quando si usa il diagramma a barre e quando l'istogramma?

    Le barre vanno bene quando il dato è qualitativo, per esempio il colore preferito o la squadra del cuore: a ogni modalità ne corrisponde una, lunga quanto la sua frequenza. L'istogramma entra in gioco quando i valori della variabile sono stati raggruppati in classi, che possono anche avere ampiezze diverse fra loro, e i rettangoli si toccano. Lì l'asse orizzontale porta la grandezza misurata e il verticale la frequenza, in valore assoluto, in quota relativa o in percentuale.

    Che cosa mostra un box plot?

    Il box plot, chiamato anche diagramma a scatola e baffi, dice a colpo d'occhio dove si concentra la distribuzione. I numeri che lo definiscono sono cinque: minimo e massimo agli estremi, i due quartili ai lati della scatola e la mediana dentro.

    Fonti consultate

    • OpenStax, Introductory Statistics 2e, Definitions of Statistics, Probability, and Key Terms
    • Treccani, Enciclopedia Italiana, voce «statistica»
    • Treccani, Dizionario di Economia e Finanza, voce «campione statistico»
    • Treccani, Enciclopedia della Matematica, voce «diagramma a barre»
    • Treccani, Dizionario delle Scienze Fisiche, voce «istogramma»
    • Corrado Caudek, Data Science for Psychologists, La misurazione in psicologia

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